Sei Nazioni 2026, Francia-Italia: la conferenza prepartita di Gonzalo Quesada

Terza sfida consecutiva per gli Azzurri, e ancor più difficile delle precedenti: ecco come l'head coach ha gestito l'avvicinamento e le sue valutazioni

Sei Nazioni 2026, Francia-Italia: la conferenza prepartita di Gonzalo Quesada - ph. Sebastiano Pessina

Dopo gli importanti sforzi con Scozia e Irlanda, gli impegni dell’Italia nel Sei Nazioni 2026 proseguono per la terza settimana consecutiva: la sfida stavolta è alla Francia, confronto se possibile ancor più impegnativo dei precedenti, come dichiarato in conferenza stampa dall’head coach Gonzalo Quesada.

E come dargli torto? I Bleus sono l’unica squadra ancora imbattuta dopo queste prime giornate e, grazie a due successi su due con bonus offensivo, sono in solitaria al comando della classifica e già con un discreto margine. L’Italia però si presenta a Lille – calcio d’inizio alle 16:10 di domenica 22 febbraio – forte delle due solide prestazioni precedenti e con un avvicinamento ragionato per garantire un buon recupero, come spiegato da coach Gonzalo Quesada nella conferenza prepartita.

Leggi anche: Dove e quando si vede Francia-Italia in diretta tv e streaming

Sei Nazioni 2026, Francia-Italia: la conferenza prepartita di Gonzalo Quesada

Gonzalo Quesada ha annunciato una formazione dell’Italia con pochi cambi, nonostante si tratti della terza partita consecutiva del Sei Nazioni per la squadra. Il tecnico ha spiegato come si è gestito il gruppo e il recupero: “La nostra idea era quella di dare una certa continuità alle prestazioni precedenti, abbiamo approfittato anche della possibilità di restare a Dublino così da evitarci uno spostamento in più verso l’Italia. Credo che questo ci abbia aiutato a riprendere, che ogni momento di viaggio crea tanta stanchezza”.

“Vero che per il Sei Nazioni è una novità, ma per la nostra gestione non è molto diverso dalle serie di partite di novembre. L’unico cambiamento importante è stato cercare di fare un paio di giorni praticamente di solo recupero dopo le battaglie con Scozia e Irlanda, che siamo riusciti a fare tra domenica e lunedì, oltre a tenere un martedì di allenamenti abbastanza tranquilli”.

“Riguardo i cambi, Ange (Capuozzo, ndr) poteva già essere pronto per essere schierato contro l’Irlanda, ma abbiamo fatto bene a dare fiducia a chi si era allenato in gruppo nelle tre settimane precedenti come Lorenzo Pani, che ha fatto una bellissima partita. Ora è l’occasione per Ange soprattutto perché, contro la Francia, è una motivazione in più per schierarlo”.

Sulla questione tetto aperto/chiuso dello Stade Pierre Mauroy che in Francia ha alimentato il dibattito: “Sul tetto non c’è stata nessuna discussione particolare, ci tengo a sottolinearlo. Alla fine ci hanno detto che era preferibile tenere il tetto chiuso e noi abbiamo dato il nostro ok; se per caso non avessimo acconsentito, però, si sarebbe tenuto il tetto aperto”.

Leggi anche: Sei Nazioni 2026: ufficiale, Francia-Italia si giocherà con il tetto chiuso

I risultati negli ultimi anni degli scontri tra Italia e Francia son stati decisamente vari: due anni fa, proprio a Lille, il pareggio 13-13; l’anno scorso a Roma invece una sconfitta per 24-73: “Beh nel 2024 ricordiamoci che eravamo contro una Francia senza Antoine Dupont e che veniva da un Mondiale difficile; inoltre il primo tempo l’abbiamo passato per gran parte a difendere i loro attacchi, poi è intervenuto il rosso a Danty e a quel punto abbiamo costruito più occasioni noi per andare a recuperare. Invece l’anno scorso ci hanno rispettato molto, c’era Dupont (che sappiamo quanta differenza può fare e quanta sicurezza dà in più a tutta la squadra) e noi forse non l’avevamo preparata così bene. Abbiamo fatto molta autocritica dopo quel match: tra i due precedenti è questo quello che abbiamo più impresso nella memoria invece di quello di due anni fa”.

“Ma, al di là di tutto quello che si scrive, noi sappiamo che stiamo per affrontare una Francia forse ancor più forte di quella incontrata nel 2025 e quanto questa sfida sarà difficile. Per fare bene contro di loro dovremo andare oltre a quanto fatto vedere contro Scozia e Irlanda. Se i Bleus hanno un punto debole? Eh, direi di no… quindi, più che pensare a dove loro possono andare in difficoltà, dobbiamo pensare a come portare la nostra difesa al massimo, a come portare l’attacco al meglio, a come mettergli più pressione possibile per non farli giocare liberi di testa”.

A proposito dell’ulteriore crescita dei transalpini, che in queste due partite di Sei Nazioni ha performato in maniera ben più convincente rispetto ai test match dello scorso novembre: “Vero, la Francia di novembre non è quella che vediamo ora. Io direi che è per due motivi: primo, novembre li ha aiutati a rivedere alcuni aspetti del loro lavoro in allenamento e del loro modo di giocare; secondo, diversi giocatori veterani adesso non ci sono e sono stati messi in campo molti giovani che hanno fatto vedere grandi cose in Top 14. Loro hanno portato questa nuova linfa, questa energia che adesso vediamo”, ha concluso Gonzalo Quesada.


CONSULTA LE SCHEDE BIOGRAFICHE DEI GIOCATORI DELLA NAZIONALE ITALIANA RUGBY

OnRugby.it © Riproduzione riservata

Cari Lettori,

OnRugby, da oltre 10 anni, Vi offre gratuitamente un’informazione puntuale e quotidiana sul mondo della palla ovale. Il nostro lavoro ha un costo che viene ripagato dalla pubblicità, in particolare quella personalizzata.

Quando Vi viene proposta l’informativa sul rilascio di cookie o tecnologie simili, Vi chiediamo di sostenerci dando il Vostro consenso.

Ultime notizie in La Nazionale