Italia, Federico Ruzza: “Restiamo coi piedi per terra, la Francia è la squadra più in forma del Sei Nazioni”
E il monito dell'azzurro riguarda anche il mondo ovale in generale: "Ci vorrebbe più oggettività nel giudicare sia quando le cose vanno bene sia quando vanno male"
Italia, Federico Ruzza: "Restiamo coi piedi per terra, la Francia è la squadra più in forma del Sei Nazioni" - ph. S. Pessina
Dopo le partite con Scozia e Irlanda, gli impegni dell’Italia nel Sei Nazioni 2026 continuano per la terza settimana consecutiva: la prossima sfida è alla Francia, la squadra che il giocatore azzurro Federico Ruzza giudica come quella “più in forma del Sei Nazioni”.
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E come dargli torto? Dopo due sole giornate i Bleus sono al comando della classifica del torneo e già con un certo margine, dato che sono gli unici ad aver riportato due vittorie, oltretutto entrambe col bonus offensivo.
L’Italia però si presenta al difficile impegno (in programma a Lille domenica 22 febbraio alle ore 16:10) forte delle due solide prestazioni precedenti, che hanno fruttato un successo sulla Scozia e ad una sconfitta risicata con l’Irlanda. Di questo e di molto altro ha parlato il seconda linea azzurro Federico Ruzza intervenuto all’incontro con la stampa.
Italia, Federico Ruzza: “Restiamo coi piedi per terra, la Francia è la squadra più in forma del Sei Nazioni”
“Il risultato di settimana scorsa poteva essere anche diverso ma negli ottanta minuti abbiamo fatto vedere molte buone cose. Sappiamo che adesso ci aspetta la sfida alla squadra più in forma del Sei Nazioni, e sappiamo che sarà un confronto difficilissimo sia a livello fisico. Le nostre qualità verranno messe a dura prova perché la Francia è una squadra completa in ogni aspetto del gioco”.
“Da parte nostra dobbiamo avere fiducia in noi e nel nostro lavoro perché le ultime partite hanno dimostrato che, se mettiamo in campo il nostro 100%, possiamo stare in partita contro tutti. Certo, il risultato finale dipende da tanti fattori però se si riesce a stare lì in partita le soddisfazioni possono arrivare”.
L’Italia in questo avvio di Sei Nazioni 2026 ha dimostrato una rinnovata competitività in mischia e non solo: “Penso che siano il frutto del lavoro fatto negli ultimi tempi, oltre che di tanti buoni innesti come sta vedendo in mischia. Poi col tempo la maturità dei giocatori aumenta e così si crea la fiducia”.
“Sappiamo che stanno arrivando tanti complimenti da fuori, ma il livello del torneo ci tiene concentrati: non è che contro la Francia puoi permetterti di entrare in campo rilassato perché hai giocato bene la settimana scorsa. E inoltre ci ricordiamo che l’anno scorso contro di loro non è stata la nostra migliore partita, e questo ci fa tenere i piedi per terra”.
“La sfida della terza partita consecutiva al Sei Nazioni è qualcosa di diverso, ma con Gonzalo (Quesada, ndr) stiamo lavorando da tempo sul mantenere la continuità tra una prestazione e l’altra. Poi c’è da notare che quando si gioca male nell’ambiente del tifo si è un po’ troppo disfattisti e quando si gioca bene si sia un po’ troppo positivi: in passato ci sono state buone prestazioni, spesso però oscurate dalla mancanza di risultati; ora i risultati sono migliori ma non bisogna esaltarsi”.
“Nel rugby attuale, dato che i cambi ormai si fanno tutti e con anticipo, è fondamentale che tutti i 23 giocatori siano al massimo. Soprattutto in una partita punto a punto gli uomini di mischia che entrano devono tenere alta la qualità e portare energia in più, altrimenti è difficile. Giocare comunque a questi livelli, sia tra titolari sia dalla panchina, ti fa sentire da un lato fortunato, dall’altro ti fa desiderare di essere il meglio che puoi essere. Non credo ci sia motivazione più grande”.
A proposito dell’esperimento della Francia di giocare con cinque terze linee, così si è espresso Federico Ruzza: “Io penso che in queste prime partite Galthié volesse avere un pacchetto solido che portasse tanto palla, con Ollivon che facesse da riferimento per la rimessa laterale, Guillard meno opzione in touche ma che fa molto lavoro di portare palla, e con Jelonch-Jegou-Cros a fare tanto lavoro sporco”.
“Quindi dipende da cosa vorranno portare contro di noi, secondo me metteranno una seconda linea pesante e più addetta alle touche, magari con un Flament che torna titolare. Un Michele Lamaro a fare da seconda linea? Mah, lo vedo meglio come apertura (ride)”, ha scherzato in conclusione Federico Ruzza.