Sei Nazioni: un po’ di elettricità per fare l’ultimo scatto
Alla ricerca di quello che manca all'Italia per fare l'ennesimo salto di qualità: un po' di tempo, qualche rientro importante e se Ioane...
Sei Nazioni: un po' di elettricità per fare l'ultimo scatto - ph. Sebastiano Pessina
Attività dinamica, irrequietezza. Il vocabolario della Treccani definisce così l’uso figurato della parola “elettricità”. E forse l’elettricità è una delle poche cose in cui è deficitaria la nazionale italiana fin qui vista al Sei Nazioni.
Il gruppo Quesada gioca bene, davvero molto bene, ha fondamentali importanti e l’impressione è che i margini di crescita siano ancora notevoli. Risultati che stiamo ottenendo nonostante tanti infortuni: Tommaso Allan, Edoardo Todaro, Ange Capuozzo, Page-Relo, Riccioni, Negri, Vintcent, Trulla e Lucchesi.
Nomi non banali, tanto più per un movimento che non ha ancora una profondità commisurata alle sue potenzialità, un gruppo di atleti che potrebbero tranquillamente essere titolari nella quasi loro totalità per una qualsiasi partita del Sei Nazioni.
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Sei Nazioni: un po’ di elettricità per fare l’ultimo scatto
Una lista che è l’ennesima conferma della bontà del lavoro che sta portando avanti il ct di Buenos Aires. Ma l’elettricità a cui abbiamo accennato più sopra?
Le partite contro Scozia e Irlanda ci hanno mostrato una squadra che sa cosa vuole e che sa come ottenerlo, che intendiamoci, è tantissimo, ma il gruppo azzurro manca di un pizzico di imprevedibilità, di quelle giocate più legate all’intuito e all’estro personale che all’organizzazione del gioco, quel tipo di giocate che possono disorientare e bucare la difesa avversaria: le penetrazioni di Capuozzo ne sono l’esempio plastico. Caratteristiche che avrebbero potuto essere garantite anche da un giocatore come Todaro. Ma entrambi sono ko.
Tra i giocatori a disposizione Quesada, per avere quelle caratteristiche “elettriche”, può contare sicuramente su Menoncello, in parte Zuliani, forse Odogwu. Certo, c’è (ci sarebbe) Monty Ioane, che con la Scozia ha giocato una buona partita piena di lavoro sporco ma senza quel tipo di spunti mentre la trasferta irlandese è stata per lui un netto passo indietro.
Non è vero che l’Italia a Dublino ha buttato via una grande occasione come si è letto da più parti: più semplicemente non l’ha saputa cogliere, forse non ha ancora i mezzi e quel tipo di cattiveria che solo il tempo di può dare. Tutte caratteristiche a cui l’Irlanda ha invece attinto nel secondo tempo, quando si è vista la differenza di ranking tra le due squadre, non tanto per la qualità del gioco ma per la malizia.
Verrà anche quella e troveremo il modo di far tornare l’elettricità. Contro la Francia ne avremo davvero bisogno.
Il Grillotalpa