Michele Lamaro: “La cosa di cui vado più orgoglioso è vedere un ragazzo entrare nel gruppo e pensare: “Sto giocando con una squadra che un giorno può vincere il torneo”

Parole bellissime quelle del capitano degli Azzurri in conferenza stampa a Dublino

Michele Lamaro: "La cosa di cui vado più orgoglioso è vedere un ragazzo entrare nel gruppo e pensare: “Sto giocando con una squadra che un giorno può vincere il torneo” "

Dopo aver combatutto sul campo in una delle sfide più impegnative del Sei Nazioni, Michele Lamaro ha scelto di raccontare un percorso, umano prima ancora che tecnico, fatto di crescita lenta, di umiltà e di fiducia costruita giorno dopo giorno. La sconfitta con l’Irlanda ha lasciato quel pizzico di amarezza che in realtà certifica un passaggio chiave: adesso con l’Italia è dura per tutti.

Lo ha spiegato il capitano degli Azzurri nel corso della conferenza stampa post match all’Aviva Stadium di Dublino: «Questo è ormai il mio quinto anno da capitano nel Sei Nazioni e ricordo che, al mio primo anno, la domanda principale era: “Cosa pensi dell’Italia fuori dal Sei Nazioni?”. Io non ho mai creduto che in un paio d’anni si possano cambiare le cose in modo così radicale. Ho sempre mantenuto un atteggiamento molto umile, perché so quanto lavoro serva per arrivare a quel livello, per poter venire qui, esprimersi e competere davvero contro una squadra incredibile come l’Irlanda.»

Leggi anche: Sei Nazioni: un po’ di elettricità per fare l’ultimo scatto: Sei Nazioni: un po’ di elettricità per fare l’ultimo scatto

Michele Lamaro: “Abbiamo provato a ispirare le persone attorno a noi”

Il flanker azzurro ha poi parlato di come la nazionale viene vista dall’esterno, un aspetto che negli ultimi due anni è cambiato profondamente: «Però la percezione conta, conta tantissimo anche per noi. È quello che Gonzalo stava cercando di spiegare prima parlando della fiducia che abbiamo costruito. Io non sono cresciuto con questa fiducia: sono cresciuto con l’idea di essere ultimi in classifica. E la cosa di cui vado più orgoglioso è vedere oggi un ragazzo di 18 anni entrare nel gruppo e pensare: “Sto giocando con una squadra che un giorno può vincere il torneo”. È esattamente ciò che abbiamo cercato di fare negli ultimi anni. Abbiamo provato a ispirare le persone attorno a noi, a ispirare i giovani che stanno crescendo, dando loro opportunità e una convinzione che noi non avevamo: quella di poter davvero farcela. È questo ciò che vogliamo creare.»

L’Italia si prepara ad affrontare la seconda parte del Sei Nazioni con la consapevolezza di essere nel mezzo di un chiaro percorso di crescita: «A volte è dura, perché ti ritrovi in situazioni complicate. Ma non sei mai un supereroe e non sei mai nemmeno così scarso come può sembrare. Avere fiducia nel processo è l’unica strada per costruire un’ambizione a lungo termine e lasciare un’eredità duratura. È qualcosa che ci rende davvero orgogliosi. E vi ringrazio per questo, perché vedere quanto sia cambiata la percezione attorno a questa squadra è per noi motivo di grande soddisfazione.»


CONSULTA LE SCHEDE BIOGRAFICHE DEI GIOCATORI DELLA NAZIONALE ITALIANA RUGBY

OnRugby.it © Riproduzione riservata

Cari Lettori,

OnRugby, da oltre 10 anni, Vi offre gratuitamente un’informazione puntuale e quotidiana sul mondo della palla ovale. Il nostro lavoro ha un costo che viene ripagato dalla pubblicità, in particolare quella personalizzata.

Quando Vi viene proposta l’informativa sul rilascio di cookie o tecnologie simili, Vi chiediamo di sostenerci dando il Vostro consenso.

Ultime notizie in La Nazionale