Sei Nazioni 2026: l’Italia a caccia di un’altra prestazione convincente con l’Irlanda. La preview del match
A Dublino gli Azzurri in cerca di una prova di maturità. KO alle ore 15.10, arbitra Hollie Davidson
Sei Nazioni 2026: l'Italia a caccia di un'altra prestazione convincente con l'Irlanda. La preview del match
L’Italia vuole dare continuità al suo Sei Nazioni 2026 in Irlanda nella seconda giornata del torneo: è questo il mantra sottolineato dal capitano Michele Lamaro nella presentazione della sfida di Dublino.
All’Aviva Stadium gli Azzurri di Gonzalo Quesada si presentano con tante certezze e tanta voglia di confermare quanto di buono prodotto la settimana scorsa con la Scozia, consci che di fronte ci sarà un’avversario in difficoltà ma pericoloso, soprattutto quando gioca con il pubblico a favore.
Come nel match di Roma, anche a Dublino le previsioni meteo indicano probabile pioggia, soprattutto nel secondo tempo, altro fattore da tenere in considerazione nel game plan delle due squadre che scenderanno in campo ale ore 15.10.
Irlanda-Italia, match visibile in diretta su Sky Sport Uno e in chiaro su Tv8, diretta streaming NOW e gratis su tv8.it, sarà arbitrato da Hollie Davidson, prima volta assoluta per un giudice di gara donna nel torneo elle Sei Nazioni.
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La preview del match di Dublino
Ci sono molte aspettative intorno all’Italia dopo la vittoria con la Scozia: c’è chi vorrebbe un ulteriore salto di qualità, magari con lo scalpo di un’altra grande come la squadra di Andy Farrell, chi invece mantiene i piedi per terra.
Le statistiche dei precedenti fra le due Nazionali sono chiare: in 20 partite giocate in Irlanda l’Italia ha vinto solo una volta, nel 1997. Inoltre l’ultimo successo degli Azzurri con l’Irlanda risale al 2013, ma si giocava a Roma. In generale nei 38 incontri giocati, gli Irish ne hanno vinti 34.
A Dublino sarà tutta un’altra storia con una squadra che vuole dimostrare di non essere finita bensì di potersi giocare ancora le sue carte al tavolo delle più forti.
Un pò di numeri dopo la prima giornata del torneo
L’Irlanda è prima nella classifica per placcaggi mancati, 41, con Sam Prendergast che ne ha saltati 7 (non il suo punto di forza) e Jamison Gibson-Park secondo con 5. Il numero 10 del Leinster, criticato dopo la sconfitta di Parigi, partirà titolare con gli Azzurri mentre il numero 9 scala in panchina per fare spazio a Craig Casey.
L’Italia al contrario con la Scozia ha dimostrato di essere molto presente nella lotta 1 c 1: Niccolò Cannone guida la classifica dei placcaggi riusciti, 26, seguito da Manuel Zuliani, Andrea Zambonin e il fratello Lorenzo con 19.
Una delle note positive della squadra di Andy Farrell è la conquista del pallone nel breakdown. Tadgh Beirne è in testa alla classifica individuale con 3 turnover conquistati mentre l’Irlanda in generale ne ha raccolti 10 (al pari della Francia). La seconda linea del Munster però non giocherà con gli Azzurri e partirà dalla panchina sostituito da James Ryan del Leinster.
Sicuramente una buona prestazione dell’Italia passerà sia dalla mischia chiusa, dominante nella gara di Roma con Simone Ferrari Player of the Match, che dalla rimessa laterale. Gli Azzurri hanno rubato più touche di tutti, 4, con Michele Lamaro primo in questa statistica speciale con 2 pallone intercettati.
Le chiavi della gara dell’Aviva Stadium
Andy Farrell ha modificato il XV iniziale rispetto alla sconfitta di Parigi. Il triangolo allargato avrà due nuove ali: Robert Baloucoune ma soprattutto James Lowe che, se in giornata, non è soltanto un finalizzatore infallibile ma anche un abile calciatore con il suo piede mancino diventano una seconda opzione nel kicking-game dopo Sam Prendergast.
L’Irlanda ha patito le azioni offensive della Francia poco standardizzate (dettate più dall’interpretazione personale dei giocatori) e i contrattacchi fulminei gestiti magistralmente dalle qualità dei trequarti transalpini, aspetto che anche l’Italia potrebbe sfruttare per mettere in difficoltà lo spazio arretrato gestito da Jamie Osborne.
Le assenze in prima linea dei Verdi sono pesanti: l’esperienza e la qualità di Porter e Furlong (in panchina) sono difficili da sostituire per questo Ferrari, Nicotera e Fischetti, autori di una prestazione sublime con la Scozia, dovranno sin dal rimo ingaggio mettere il pack dei primi 8 sul piede avanzante.
Infine, ma non secondario, il ruolo che saprà giocare la panchina. Nel rugby moderno non si parla più di primi 15 ma dei 23 che scendono in campo. Sia i sostituti irlandesi che quelli azzurri hanno ben figurato nelle rispettive partite quando sono stati chiamati in causa.
Entrambe le formazioni avranno un 6+2 con Andy Farrell che porta con sé un possibile debuttante, Edwin Edogbo, 23enne, 196cm per 127 kg, un mediano di mischia (Gibson-Park) e uno d’apertura (Crowley).
Le assenze di Capuozzo, Brex e Todaro hanno spinto Quesada a schierare in panchina Paolo Odogwu, ala di professione, ma che come ha dimostrato con il benetton può benissimo ricoprire anche il ruolo di centro.
Sei Nazioni 2026: le formazioni di Irlanda-Italia
Irlanda: 15. Jamie Osborne, 14. Robert Baloucoune, 13. Garry Ringrose, 12. Stuart McCloskey, 11. James Lowe, 10. Sam Prendergast, 9. Craig Casey, 1. Jeremy Loughman, 2. Dan Sheehan, 3. Thomas Clarkson, 4. Joe McCarthy, 5. James Ryan, 6. Cormac Izuchukwu, 7. Caelan Doris (c), 8. Jack Conan
A disposizione: 16. Rónan Kelleher, 17. Tom O’Toole, 18. Tadhg Furlong, 19. Edwin Edogbo, 20. Tadhg Beirne, 21. Nick Timoney, 22. Jamison Gibson-Park, 23. Jack Crowley
Italia: 15 Lorenzo Pani, 14 Louis Lynagh, 13 Tommaso Menoncello, 12 Leonardo Marin, 11 Monty Ioane, 10 Paolo Garbisi, 9 Alessandro Fusco, 8 Lorenzo Cannone, 7 Manuel Zuliani, 6 Michele Lamaro (c), 5 Andrea Zambonin, 4 Niccolò Cannone, 3 Simone Ferrari, 2 Giacomo Nicotera, 1 Danilo Fischetti
A disposizione: 16 Tommaso Di Bartolomeo, 17 Mirco Spagnolo, 18 Muhamed Hasa, 19 Federico Ruzza, 20 Riccardo Favretto, 21 David Odiase, 22 Alessandro Garbisi, 23 Paolo Odogwu