Sei Nazioni U20: Irlanda-Italia, due squadre in cerca di riscatto dopo una batosta. La preview del match

Entrambe le formazioni vengono da un esordio difficile, e a Cork si giocano tantissimo: calcio d'inizio alle 20.45

Sei Nazioni U20: Irlanda-Italia, due squadre in cerca di riscatto dopo una batosta. La preview del match (ph. Sebastiano Pessina)

Irlanda e Italia sanno di non poter più sbagliare: entrambe le squadre vengono da un esordio negativo, e a Cork si giocano buona parte di questo Sei Nazioni under 20. I padroni di casa vengono da un pesante 50-21 subito in Francia, mentre gli Azzurrini hanno perso 36-10 contro la Scozia. Due partite da dimenticare, e c’è un unico modo per farlo: ottenere un risultato di prestigio stasera. Si gioca alle 20.45 al Virgin Media Park di Cork.

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Entrambe le squadre non hanno cambiato molto: l’Italia deve rinunciare a Celi (brutto colpo alla testa contro la Scozia) e schiera Vitale ad estremo, mentre la sostituzione principale arriva all’apertura con Francesco Braga all’esordio nel Sei Nazioni. Il mediano classe 2007 aveva giocato le ultime due partite del Mondiale 2025 contro Australia e Galles, ma era rimasto fuori nella prima partita. Di Giandomenico ritrova anche il pilone destro Luca Trevisan mentre parte titolare il tallonatore Valerio Pelli, subentrato dalla panchina la scorsa settimana. In prima linea l’unico confermato è Brasini a sinistra.

Anche l’allenatore irlandese Browne cambia poco nonostante la sconfitta di sabato contro la Francia e opera solo tre sostituzioni: dentro il centro Rob Carney, il flanker Joe Finn (con Neill che si sposta da 6 a 7) e il tallonatore Lee Fitzpatrick.

Se l’Italia vuole giocarsi davvero le sue carte a Cork, il primo passo sarà dare continuità a quanto visto solo a sprazzi contro la Scozia. Il piano di gioco di coach Di Giandomenico è chiaro: allargare il campo, muovere il pallone e cercare situazioni meno strutturate. Quando gli Azzurrini sono riusciti a trovare avanzamento, soprattutto nel secondo tempo grazie alle cariche di Opoku (che dopo una prima frazione sottotono ha giocato un’ottima ripresa) sono diventati pericolosi. Il problema però è riuscirci con continuità.

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La sfida contro l’Irlanda, da questo punto di vista, offre anche qualche opportunità. All’esordio contro la Francia i padroni di casa hanno sofferto proprio nelle fasi di gioco aperto, andando in difficoltà quando la partita si è spezzata e i trequarti avversari hanno trovato spazi. Un aspetto che l’Italia dovrà provare a sfruttare, a partire dalla capacità di vincere la prima collisione. In questo senso, il contributo di Opoku e del duo di centri Casarin-Coluzzi sarà fondamentale per mettere la squadra sulla linea del vantaggio e creare le condizioni per liberare giocatori come Rossi e Faissal, con quest’ultimo chiamato ancora a un grande lavoro anche nel gioco aereo.

La velocità di esecuzione diventa quindi centrale, anche alla luce di un dato significativo: nel primo turno l’Irlanda è stata la squadra con più placcaggi sbagliati (34), fermandosi al 68% di efficacia. Segno di una squadra molto fisica nel confronto diretto, ma più esposta quando il ritmo si alza e gli spazi aumentano. In questo quadro si inserisce anche il ruolo di Braga, che all’esordio nel torneo avrà il compito di dare ordine al gioco italiano: il suo piede può essere un’arma per capitalizzare l’indisciplina irlandese, ma sarà altrettanto importante nella gestione territoriale e nella capacità di individuare soluzioni nel gioco tattico.

Se con il pallone in mano l’Italia dovrà cercare ritmo e precisione, senza palla servirà una prova di grande solidità. L’Irlanda costruisce infatti gran parte del proprio gioco su sequenze lunghe e multifase, cercando di avanzare per vie dirette. Il principale punto di riferimento è il numero 8 O’Connell, ma la minaccia è diffusa: la seconda linea McNeice e il pilone destro e capitano Bishti sono altri portatori di palla capaci di guadagnare metri a contatto. A gestire il ritmo c’è il mediano di mischia Barrett, già impattante contro la Francia con due mete e in grado di cambiare passo con iniziative personali. Per l’Italia sarà quindi fondamentale reggere l’impatto fisico, affidandosi alla presenza di Opoku e al dinamismo di Miranda e Bianchi per rispondere all’intensità degli avanti irlandesi.

Da questo punto di vista, gli Azzurrini arrivano comunque con qualche certezza: nonostante la sconfitta contro la Scozia, sono stati la squadra più efficace del primo turno nel placcaggio, con l’83% di riuscita. Un dato che racconta di una buona organizzazione difensiva, ma che dovrà essere accompagnato da una migliore gestione del possesso, soprattutto nelle fasi statiche, dove entrambe le squadre hanno mostrato qualche difficoltà.

Sei Nazioni under 20: le formazioni di Irlanda-Italia

Irlanda U20: 15 Noah Byrne, 14 Derry Moloney, 13 Rob Carney, 12 James O’Leary, 11 Daniel Ryan, 10 Tom Wood, 9 Christopher Barrett, 8 Diarmaid O’Connell, 7 Josh Neill, 6 Joe Finn, 5 Donnacha McGuire, 4 Dylan McNeice, 3 Sami Bishti (C), 2 Lee Fitzpatrick, 1 Max Doyle

A disposizione: 16 Rian Handley, 17 Christian Foley, 18 Blake McClean, 19 Ben Blaney, 20 Billy Hayes, 21 James O’Dwyer, 22 Charlie O’Shea, 23 Johnny O’Sullivan

Italia U20: 15 Edoardo Vitale, 14 Malik Faissal, 13 Daniele Coluzzi, 12 Riccardo Casarin (C), 11 Luca Rossi, 10 Francesco Braga, 9 Alessandro Teodosio, 8 Davide Sette, 7 Carlo Antonio Bianchi, 6 Antony Italo Miranda, 5 Enoch Opoku-Gyamfi, 4 Simone Fardin, 3 Luca Trevisan, 2 Valerio Pelli, 1 Christian Brasini

A disposizione: 16 Jacopo De Rossi, 17 Giacomo Messori, 18 Leonardo Tosi, 19 Jaheim Noel Wilson, 20 Marco Spreafichi, 21 Nikolaj Varotto, 22 Thomas Del Sureto, 23 Alessio Scaramazza


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