Richard Cockerill e il caso Georgia: le rigide clausole nel contratto e l’appello per un varco verso il Sei Nazioni

L'ex capo allenatore dei Lelos ha rivelato alcuni dettagli del suo licenziamento

Richard Cockerill, ph. Giorgi ARJEVANIDZE / AFP

L’ex capo allenatore della Georgia Richard Cockerill è tornato a parlare della sua uscita di scena da Tbilisi, svelando i dettagli, peraltro piuttosto singolari, che avrebbero pesato sulla decisione finale. In un’intervista a Planet Rugby, il coach inglese ha raccontato di avere nel contratto due clausole-obiettivo: non perdere contro una Nazionale di Tier 2 (pena l’attivazione di un preavviso di tre mesi) e battere almeno una squadra di Tier 1 nell’arco dell’anno.

Il punto di rottura sarebbe arrivato a novembre, con la sconfitta di un soffio contro il Giappone: una partita decisa all’ultimo calcio e che, secondo Cockerill, sarebbe stata utilizzata per far scattare la procedura di uscita.

“Quando firmi il contratto, non sai realmente contro chi stai giocando. Avevamo partite contro Irlanda, Sudafrica e Giappone. Abbiamo perso letteralmente all’ultimo calcio di punizione contro i Brave Blossoms. Hanno usato questo per darmi il preavviso. Se il numero 10 giapponese sbaglia quel calcio piazzaro io sono ancora alla guida della squadra.”

Richard Cockerill: “I georgiani stanno solo chiedendo un’opportunità”

Dopo aver parlato della sua vicenda personale, il tecnico ha ripreso anche un tema ormai ricorrente quando si parla di Georgia: la sensazione di un movimento arrivato al “soffitto di vetro”. I Lelos continuano a dominare il Rugby Europe Championship, ma senza un meccanismo credibile che permetta di misurarsi con continuità contro l’élite, o almeno di giocarsi un accesso tramite spareggio , il salto di qualità rischia di restare teorico.

Cockerill sottolinea anche l’effetto collaterale sullo sviluppo complessivo: la fuga di tanti Under 20 verso la Francia, attratti da rugby e opportunità, e individua nella possibile entrata del Black Lion in URC (o in generale più partite contro avversari Tier 1) una delle poche strade reali per far crescere il sistema.

“Senza un’evoluzione, il 90% dei loro forti Under 20 andrà in Francia – spiega Cockerill – per il rugby, per i soldi, ma anche perché dopo cinque anni potranno richiedere la cittadinanza francese, che dà loro un passaporto europeo che consente loro di viaggiare liberamente in Europa.

Nel frattempo, l’allenatore respinge le indiscrezioni sul suo futuro (accostamenti e voci comprese) e rilancia una riflessione che in queste settimane torna spesso: se non esiste una porta d’ingresso, prima o poi qualcuno smette anche di bussare.


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