Eddie Jones: “Gli All Blacks non si sono adattati al nuovo rugby, ma licenziare Robertson è assurdo”

Secondo il tecnico del Giappone il gioco sta andando in una direzione diversa rispetto a come lo interpretano i neozelandesi

Eddie Jones:

Eddie Jones: "Gli All Blacks non si sono adattati al nuovo rugby, ma licenziare Robertson è assurdo" (ph. Sebastiano Pessina)

Mentre in Europa l’attenzione è tutta sul Sei Nazioni, nell’Emisfero Sud gli addetti ai lavori continuano a interrogarsi sulla situazione degli All Blacks, in crisi di risultati e reduci da una decisione più unica che rara per l’ambiente: licenziare il proprio capo allenatore, Scott Robertson. Secondo Eddie Jones, allenatore del Giappone, la crisi neozelandese deriva da diversi fattori, ma il principale è la mancanza di adattamento alle nuove esigenze del rugby.

“Il rugby si sta allontanando dai punti di forza degli All Blacks, che dovrebbero rinunciare a parte della loro identità offensiva per adattarsi. Il rugby moderno, infatti, favorisce soprattutto squadre abituate alla ‘guerriglia’ come Sudafrica e Inghilterra” ha detto Eddie Jones.

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“Il rugby attraversa delle fasi” ha proseguito il tecnico del Giappone: “Siamo in una fase del gioco in cui, sostanzialmente, le squadre giocano una o due ruck, poi un calcio alto, una contesa, e quando vinci quel pallone le squadre davvero forti sono bravissime nella transizione: muovono la palla rapidamente. Penso qui a Inghilterra e Sudafrica: avanzano velocemente, entrano nei 22 avversari e poi diventa una guerriglia, con grandi giocatori che attaccano la linea uno contro uno”.

Secondo Jones questo modo di giocare non si adatta al modo in cui tradizionalmente gli All Blacks interpretano il rugby: “La Nuova Zelanda ha dato il meglio di sé quando il gioco era basato sui calci lunghi e sul contrattacco. Il rugby neozelandese è sempre stato caratterizzato da una grande capacità di contrattaccare velocemente e aprire gli spazi: non giocano molto con il possesso diretto ma calciano lungo, entrano nella battaglia tattica al piede e poi sfruttano il loro atletismo, spostandosi rapidamente da un lato all’altro del campo impedendo alla difesa di riorganizzarsi. E a quel punto di colgono di sorpresa e sfruttano l’atletismo dei loro grandi giocatori”.

Oggi, con il cambio di regole sul gioco al piede e sul fuorigioco, il rugby è cambiato e “quella parte del gioco è venuta meno, al momento. Il rugby si è un po’ allontanato da quello in cui la Nuova Zelanda eccelle, e allora come squadra ti trovi davanti a una decisione difficile: allontanarti da ciò che ti ha reso grande? E come farlo senza perdere troppo della tua identità?”

Jones ha concluso criticando apertamente la decisione della federazione neozelandese di licenziare Scott Robertson: “Licenziare un allenatore che ha vinto sette titoli di Super Rugby… Nessuno può nemmeno sognare di fare una cosa del genere. Ha dimostrato il suo valore. Non è uno che arriva con un curriculum dubbio. È un allenatore vincente. Bisognava dargli un po’ più di tempo per lasciare il suo segno sulla squadra”.

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