Sei Nazioni 2026, Irlanda-Italia: la conferenza prepartita di Gonzalo Quesada

Tra la sorpresa per l'esclusione di Gibson-Park, la panchina 6+2 e l'assenza di Nacho Brex, il ct azzurro motiva le decisioni per l’Aviva

Gonzalo Quesada -ph. S.pessina

Sei Nazioni 2026, Irlanda-Italia: la conferenza prepartita di Gonzalo Quesada

L’Italia arriva a Dublino con l’entusiasmo della vittoria contro la Scozia e con una formazione che, per caratteristiche e scelte, racconta bene le priorità dello staff.

Gonzalo Quesada non nasconde la sorpresa nel vedere Jamison Gibson-Park fuori dai titolari, ma allo stesso tempo legge la selezione di Andy Farrell come un segnale preciso, in cui le novità, l’esperienza e la qualità in panchina si combinano comunque bene.

Dal punto di vista azzurro, il focus è duplice: reggere l’impatto fisico di una partita che sarà durissima nello scontro tra gli avanti, e non farsi travolgere dal gioco al piede irlandese, tema centrale in una settimana segnata ancora dalla pioggia.

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Gibson-Park, Lowe e una panchina “di lusso”

Quesada parte dalla scelta che ha fatto più rumore: “È difficile trovare negli ultimi anni una squadra irlandese senza Gibson-Park da titolare, quindi, la verità, siamo un po’ sorpresi che lui non sia in campo”. Per l’allenatore dell’Italia il 9 del Leinster è un metronomo imprescindibile come Russell lo è per la Scozia: “Gibson-Park è il giocatore chiave dentro la struttura della squadra e il tipo di gioco dell’Irlanda”. Sul triangolo allargato, pesa il rientro di Lowe: “Quando è al suo migliore livello, ha una qualità, una fisicità abbastanza incredibile e anche un piede sinistro molto importante”. E in generale legge la scelta irlandese come un mix di vivacità e garanzie: “Credo che quello che ha cercato Andy Farrell sia mettere in campo una squadra con alcune novità e una panchina con tanta qualità e tanta esperienza per assicurarsi di concludere il match al meglio”.

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Il rientro di Lorenzo Pani e il kicking game: “Irlanda numero uno nel recupero”

In un match dove il gioco al piede può avere un’influenza massima, l’Italia rilancia Lorenzo Pani. Quesada lo spiega partendo da un dato: “L’Irlanda è la squadra che calcia più nel mondo e quella che recupera anche più calci, sono i numeri uno in questo settore”. E da qui la scelta: “Abbiamo deciso di fare fiducia a Lorenzo. A novembre ha lavorato duro, si è allenato tutto il periodo con la nazionale senza mai scendere in campo. Poi è cresciuto tanto e arriva da due o tre ottime partite con le Zebre. Quello che abbiamo visto in allenamento ci ha fatto sentire che meritava questa opportunità. E sì: alcune sue qualità saranno importanti sabato.” Il ct azzurro sottolinea che l’Italia non dipende da un solo piede: “Noi siamo una delle poche squadre che hanno già un ‘dieci’ mancino, quindi a volte per noi è anche meglio quando l’estremo è destro. In ogni caso ci organizziamo: Leonardo Marin avrà situazioni in cui usare il piede destro, e anche Menoncello ha un piede di grande qualità.”

Mediani, Varney, Capuozzo e la logica del cento per cento

Il capitolo mediani di mischia è quello che più spiega la filosofia del ct. Niente convinzioni rigide, spazio allo stato di forma e alla disponibilità reale. Quesada ha spiegato: “Onestamente, non ho una gerarchia, soprattutto tra i numeri nove. Guardando questi due anni, il primo a essere titolare è stato Alessandro Garbisi, quando gli altri erano disponibili.”

Il buon momento di Fusco è comunque positivo per tutta la squasra: “È vero che Alessandro Fusco, per infortuni o perché altri erano davanti, non ha giocato l’ultimo Sei Nazioni. Ma adesso è stato convocato, gli altri tre erano stati convocati (Martin Page-Relo e poi Garbisi), per le prestazioni nei rispettivi club. Poi Martin si è infortunato e Alessandro è arrivato in raduno, si è allenato in modo eccellente, e questo ci ha permesso di considerarlo una vera opzione.”

La situazione di Varney invece è in progresso, ma non ancora risolta: “Varney si è allenato con noi: è la terza settimana. A Verona non si era allenato, ma nelle ultime due settimane sì, anche se con qualche cautela. La realtà è che questa settimana, pur allenandosi, abbiamo sentito – e anche lui – che non era ancora al 100%. C’è stata tanta rotazione perché c’è una concorrenza vera,  i giocatori lo sanno, e sanno che mettiamo in campo chi pensiamo sia il migliore per la squadra. Varney, dopo le ottime prestazioni a Exeter, era in una posizione di forza con noi perché aveva mostrato le sue qualità. Purtroppo è arrivato con questo infortunio e non è tornato al 100%. Noi vogliamo giocatori al 100%, senza rischi. Speriamo che riesca a recuperare prima della fine del Sei Nazioni.”

Stesso destino per Ange Capuozzo, che al momento non è infortunato, ma è in fase di recupero per tornare pienamente disponibile in vista delle prossime partite.

Panchina 6+2, Odiase e il tema collisioni

La scelta di una panchina 6+2 è figlia della partita che l’Italia si aspetta: “Sappiamo che la partita che arriva sarà tostissima… quindi avere sei avanti è obbligato”. Quesada richiama i numeri alti di collisioni e placcaggi prodotti contro la Scozia e prevede un copione simile, se non più duro: “Sappiamo che l’Irlanda arriva con un bisogno di ritrovare fiducia, quindi sarà una partita che davanti sarà durissima”. Da qui anche l’inserimento di Odiase: “È il giocatore che ha la più grande capacità fisica per affrontare quello che pensiamo possa arrivare nel corso del match”. Sulla mancanza di Da Re in panchina, Quesada ha spiegato che in caso di bisogno Alessandro Garbisi potrebe calciare dalla piazzola: “Sul secondo piazzatore: mesi fa, quando sono andato al Benetton, ho parlato con Alessandro Garbisi. Sapevamo che lui, come Varney e Page-Relo, calcia bene. Nel club non lo fa, ma gli avevamo chiesto di prendere questa routine più seriamente, perché un giorno poteva servire. E lui lo sta facendo: si allena a piazzare da un po’ e anche con noi, in queste tre settimane, si è allenato a piazzare.” Infine la motivazione sul rientro di Paolo Odogwu: “Per noi era più importante avere Paolo, che può coprire centro e ala ed è in grande forma. Abbiamo deciso di fare un 6+2, magari con un centro vero in più, con Leonardo Marin e Menoncello non abbiamo un altro centro naturale.”

Leadership: vicecapitani Nicotera e Cannone

Senza Brex, assente per  motivi di famiglia, il tema leadership viene gestito in modo chiaro: “Noi abbiamo quattro capitani: Lamaro, Nicotera, Niccolò Cannone e Nacho Brex. Stavolta purtroppo non ci sarà Nacho: è un’assenza che ci rende tristi, perché è un giocatore chiave. Ma per lui era importante stare con la famiglia in questo momento e noi siamo con lui, di tutto cuore. Quindi i due vicecapitani sabato saranno Giacomo Nicotera e Niccolò Cannone.”


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