Italia, Lorenzo Pani: “In Irlanda sarà fondamentale il primo tempo. Voglio essere utile alla squadra”

Le parole dell'estremo nella settimana che porta alla sfida di Dublino

Italia Lorenzo Pani

Italia, Lorenzo Pani: "In Irlanda sarà fondamentale il primo tempo. Voglio essere utile alla squadra" (Ph. Sebastiano Pessina)

Verso Irlanda-Italia. Il gruppo azzurro vive d’entusiasmo, ma anche di tanta concentrazione per la trasferta di Dublino contro i Verdi, con la gara contro gli uomini di Andy Farrell in programma sabato prossimo, 14 febbraio alle ore 15.10 all’Aviva Stadium di Dublino.

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Italia, Lorenzo Pani: “In Irlanda sarà fondamentale il primo tempo. Voglio essere utile alla squadra”

A parlare alla stampa, in uno degli incontri settimanali con i media, è stato Lorenzo Pani. L’estremo azzurro che è entrano nel finale convulso di Italia-Scozia dicendo: “Sono contento per Leonardo Marin, è un mio amico, ma se dicessi di esser contento di stare in panchina sarebbe un problema. La partita? Condizionata dal vento e con tante battaglie aeree. Si è giocato molto anche sulle fasi statiche: in mischia siamo stati dominanti, questa è stata una delle cose che ci ha portato a vincere”

Attenzione su di lui: “La pressione non mi fa effetto, anzi: mi carica. C’è sempre qualcuno che ti vorrebbe titolare e qualcuno che invece pensa che tu non sia adatto neanche per stare fra i convocati. Se qualcuno mi supporta mi fa piacere, se qualcuno non lo fa non la vivo come un problema: mi darà più carica per fare meglio e mostrare che si sbagliano su di me”.

La gara contro l’Irlanda: “Fisicamente sarà durissima. In mischia sono forti e hanno dei trequarti, in particolare i centri, molto pesanti e atletici. Non va dimenticato il gioco aereo: contro la Francia hanno cercato di utilizzarlo tantissimo. Sarà una minaccia costante, soprattutto per i trequarti: servirà molta attenzione su questo aspetto”.

L’approccio al match: “Parto col dire una cosa: penso che Francia e Inghilterra abbiano una marcia in più rispetto alle altre. L’Irlanda è sempre l’Irlanda, ma hanno assenze e stanno cercando un ricambio generazionale. In Francia quella quota di punti subiti, poteva anche starci: nel primo tempo hanno sofferto molto, nel secondo si sono ripresi. Partire bene sarà fondamentale, se riesci a mettergli pressione già nel primo tempo, come successo con la Scozia, poi le cose potrebbero disegnarsi in maniera positiva. A Roma la Scozia è stata costretta a giocare un secondo tempo in spinta totale e ha commesso diversi errori”.

Poi una domanda sul suo stato di forma e sul suo utilizzo “centellinato”: “Io mi sento bene. La scorsa partita, per il fatto che si è andati a un ritmo inferiore vista la pioggia, l’avrei potuta giocare tutta. Dovrei provare a fare una porzione più ampia di partita, anche perché giocare nello URC è una cosa e a livello internazionale un’altra, ma mi sento bene: ho trovato delle partite positive con le Zebre. Dopo i Test Match di novembre ho avuto un periodo duro: non avevo giocato e mi erano venuti un po’ di pensieri (negativi, ndr). Con Cardiff, ho fatto la probabilmente la peggior partita della mia vita: dai momenti difficili so come riprendermi. Sono stato 500 giorni senza giocare per l’infortunio: e sono qua. Quest’anno ho giocato abbastanza in termini di minutaggio e sento di aver una buona porzione di partita nelle gambe qualora servisse alla squadra”.

Sull’utilizzo tattico, magari non solo da estremo ma anche da ala sinistra: “Può essere un’opzione, anche se di solito vengo utilizzato più come estremo. Ho caratteristiche diverse rispetto a Ioane o Capuozzo, sia per meccanica di corsa sia per caratteristiche, però posso dare di più nel gioco aereo. Il mio punto di forza è il gioco al piede, quindi magari su quello si può costruire qualcosa. E’ chiaro anche che tanto dipende da come si impostano e costruiscono le partite”.


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