“L’Uragano Italia travolge la Scozia”: le reazioni della stampa italiana al successo degli Azzurri
I commenti dei principali quotidiani nostrani alla vittoria dell'Italrugby in apertura del Sei Nazioni 2026
"L'Uragano Italia travolge la Scozia": le reazioni della stampa italiana al successo degli Azzurri - ph. Sebastiano Pessina
Un turbinio di emozioni quelle provate ieri, sabato 7 febbraio, dagli appassionati azzurri di sport: non solo per i primi (ottimi) risultati ai Giochi Olimpici Invernali di Milano-Cortina perché, tra la mattinata che ha portato in dote l’argento e il bronzo nella discesa libera maschile e il pomeriggio con l’oro nel pattinaggio di velocità di Francesca Lollobrigida, proprio nel mezzo c’è stato il lampo dell’Italia di Gonzalo Quesada sotto il diluvio di Roma, capace di battere la Scozia alla prima giornata del Sei Nazioni 2026.
Un risultato che bissa il successo dell’Olimpico del 2024, e che permette agli Azzurri del rugby di guardare con maggiore serenità e consapevolezza al resto del torneo. Andiamo quindi a vedere le reazioni della stampa nostrana al successo dell’Italia sulla Scozia.
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“L’Uragano Italia travolge la Scozia”: le reazioni della stampa italiana al successo degli Azzurri
Il virgolettato che abbiamo ripreso è il titolo dato da Il Messaggero, che aggiunge: “Sotto il diluvio dell’Olimpico, gli azzurri sorprendono i rivali poi difendono l’impresa respingendo 29 fasi di attacco consecutive”, facendo un parallelo tra i “Due diluvi da tenere a bada nel finale strepitoso della prima partita del Sei Nazioni. Quello d’acqua, tropicale nella violenza e continentale nella durata, che ha allagato l’Olimpico. E quello dei sei minuti continuati di possesso finali della Scozia” respinti fino alla fine.
E nel commento c’è spazio anche per una nota di compiacimento: “Adesso chissà dove sono finiti quei gufi di qui e sciacalli d’altrove che volevano toglierci di mezzo a favore di Romania o di Georgia, poveretti”.
La Repubblica ricorda, oltre alla delusione avversaria (“Come c’è rimasta male Sua Altezza Reale: Anna, figlia della regina Elisabetta, era arrivata a Roma insieme ad altri 15.000 tifosi scozzesi convinta che l’esordio con l’Italia sarebbe stato il primo passo verso la vittoria del torneo”), anche le difficoltà avute dagli Azzurri nell’avvicinamento a questa prima partita del Sei Nazioni: “L’Italia del rugby, orfana di oltre la metà dei titolari, ha dimostrato di essere davvero diventata grande e che la profondità nei ruoli esiste, eccome”.
Tra i quotidiani generalisti citiamo anche il Corriere della Sera (“Italia, è una prima da sogno: resiste e batte la Scozia”) e Il Giornale (“Impresa Italrugby. Sotto il diluvio batte la Scozia: il Sei Nazioni parte con il piede giusto”).
Passando ai quotidiani sportivi, il Corriere dello Sport è l’unico che riesce a trovare almeno un piccolo spazio anche in prima pagina per la nuova impresa degli Azzurri della palla ovale. Poi alla pag. 38 aggiunge: “L’ltalrugby di Gonzalo Quesada debutta nel Sei Nazioni 2026 con un successo sulla Scozia, il secondo di fila in casa dopo quello del 2024, e continua a dare forma a quel progetto per diventare Squadra, con la ‘S’ maiuscola”. E mette in risalto “tre nomi nel mucchio”: Simone Ferrari, Lorenzo Cannone e Andrea Zambonin.
A pag. 47 de La Gazzetta dello Sport si legge: “È un successo meritato. Rispetto al passato, c’è l’aria di svolta. Potrebbe essere definitiva. Oggi la squadra è consapevole dei propri mezzi, è lucida, attenta, presente a se stessa, disciplinata, organizzata e non affonda nei momenti decisivi, come invece succedeva una volta. A far la differenza è, appunto, la difesa”.
Anche Tuttosport a pag. 33 distingue l’attuale momento degli Azzurri, cresciuti grazie all’arrivo di coach Quesada: “L’Italia può gioire per una vittoria sudata, anzi bagnata, ma conquistata con il cuore e la passione. Tratti significativi di un carattere che gli azzurri sino a qualche stagione fa non mostravano. Ora sotto la guida di quest’uomo arrivato dall’Argentina, ma forgiatosi in Francia. Gonzalo Quesada, l’Italia è mutata, ogni tanto ci fa sognare e dare qualche certezza in più”.