Sei Nazioni 2026: l’Italia vince una partita dura, sporca e bagnata con la Scozia, festeggia l’Olimpico

Il torneo degli Azzurri inizia benissimo proprio coi primi minuti, poi la pioggia rallenta il gioco ma non spegne l'entusiasmo dopo un finale eterno

Sei Nazioni 2026: l'Italia vince una partita dura, sporca e bagnata con Scozia, festeggia l'Olimpico - ph. Sebastiano Pessina

Sotto una pioggia continua l’Italia di Gonzalo Quesada inizia nel migliore dei modi il Sei Nazioni 2026 e regala una nuova soddisfazione al pubblico dell’Olimpico contro la Scozia come nel 2024. Gli Azzurri vincono una partita dura, sporca e bagnata grazie ad un ottimo avvio che lascia storditi gli avversari sul 12-0.

Col passare dei minuti la pioggia è aumentata, il gioco rallentato e la Scozia con un gioco semplice e calci contendibili un poco alla volta è rientrata in partita. Nonostante le difficoltà (e un po’ di indisciplina nelle fase centrali del match) l’Italia ha difeso il vantaggio fino alla fine, grazie a un bel lavoro della mischia e di tutta la linea difensiva. Neanche le quasi 30 fasi avversarie a tempo scaduto bastano agli Highlanders per firmare la rimonta, e l’Olimpico festeggia un 18-15 conquistato con le unghie e con i denti.

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Italia-Scozia, la cronaca

È la Scozia la prima squadra ad entrare nei 22 avversari al 3′, complice una precedente spinta anticipata dell’Italia, ma gli Azzurri strozzano subito la loro occasione con Andrea Zambonin che ruba la rimessa laterale.

I padroni di casa reagiscono alla pressione, nel punto d’incontro conquistano un tenuto e tentano loro la touche. Lancio ben portato, a centro campo Alessandro Fusco cambia il fronte d’attacco, Nacho Brex offre un ottimo assist su cui si lancia Louis Lynagh. È meta dell’Italia all’ottavo minuto, ma non c’è la trasformazione (angolata) di Paolo Garbisi perché il pallone sbatte sul palo.

La Scozia ruggisce pochi minuti dopo in mischia ma nella successiva touche è ancora Zambonin ad issarsi e rubare il possesso. E anche nei punti d’incontri l’Italia c’è con Lorenzo Cannone, così come nel gioco aereo con Lynagh che al 13′ recupera al volo un ottimo pallone in attacco. L’ovale viaggia veloce al largo dove c’è Tommaso Menoncello, la cui accelerazione è imprendibile e l’Olimpico festeggia la seconda meta azzurra. Questa è ancora più dolce perché c’è la trasformazione di Garbisi, 12-0 al quarto d’ora di gioco.

La Scozia deve reagire e ci prova andando per linee dirette data la tanta pioggia. La difesa di casa c’è ma commette diversi fuorigioco, quindi gli ospiti possono insistere coi loro pick-and-go fino alla carica di Jack Dempsey che di forza rompe dopo tante fasi le maglie della difesa azzurra al 24′. Dopo la comoda trasformazione di Finn Russell (12-7) sono gli scozzesi ancora ad insistere, fino al fallo conquistato da Menoncello nel gioco aereo che permette all’Italia di tornare a respirare.

Al 32′ un fallo di ostruzione scozzese permette all’Italia di tornare in profondità nella metà campo avversaria in attacco. In rimessa laterale gli Azzurri conquistano subito un nuovo fallo e, con la sicurezza del vantaggio, Paolo Garbisi tenta il drop da posizione centrale. Questo non è preciso ma poco male: si va alla piazzola e i tre punti in più per i padroni di casa arrivano (15-7 al 35′).

Mentre la pioggia aumenta il gioco in qualche modo continua, con la mischia di casa che alza di giri del motore e al 37′ lavora davvero bene e strappa un’introduzione avversaria. L’unica occasione di fare dei punti in questo finale di frazione ce l’ha Garbisi al drop ancora impreciso (ma stavolta ben più lontano), per il resto gli Azzurri gestiscono il gioco e calciano fuori, difendendo il parziale di 15-7 fino all’intervallo.

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L’Italia comincia con l’atteggiamento giusto la ripresa con un Tommaso Menoncello che, su un pallone di recupero, fa metri su metri. C’è comunque la Scozia nel punto d’incontro, che però manca in rimessa laterale dove gli Azzurri mettono tantissima pressione anche con Michele Lamaro.

Quello che è il problema dei padroni di casa (visto anche nell’ultima parte del primo tempo) è l’indisciplina, in particolare il fuorigioco da linea difensiva. Proprio approfittando di questo fallo alla fine gli scozzesi vanno per i pali al 47′, con Finn Russell preciso. Il punteggio si muove ma l’Italia attacca: bene la carica di Lorenzo Cannone, poi l’arbitro O’Keeffe assegna un tenuto contro Manuel Zuliani. Interviene però il TMO a notare un placcaggio alto proprio sul numero 7 azzurro: è quindi calcio di punizione che, sotto il diluvio, Garbisi non sbaglia (18-10 al 50′).

Italia di nuovo oltre break ma arriva l’errore: Fusco perde un recupero aereo e la Scozia si stanzia nella metà campo avversaria. Giocando semplice e dritto per dritto la linea difensiva azzurra va in difficoltà ma ancora un intervento del TMO è decisivo: il neoentrato George Turner pulisce il punto d’incontro andando diretto contro la testa di Zuliani, al 54′ è giallo (che la revisione al Bunker conferma). Con pioggia e campo bagnato le squadre cercano di crearsi un vantaggio col gioco al piede, in cui Marin si mette in mostra.

In inferiorità numerica la Scozia, con un gioco semplice e con calci contendibili, gestisce la difficile situazione fino al rientro del 15esimo giocatore. Proprio in questo momento arriva a loro favore un calcio di punizione e gli Highlanders cercano di cogliere l’attimo positivo andando in penaltouche al 66′. La maul è contenuta con tutti dentro, ma è lesto George Horne a sgusciare via e andare in meta all’altezza della bandierina. Trasformazione difficile e Russell non trova la trasformazione, si entra negli ultimi 10 minuti sul punteggio di 18-15.

La tensione è tanta per entrambe le squadre ma l’Italia anche coi cambi può affidarsi alla mischia per tenersi nella metà campo avversario e portare tanta pressione. Al 77′ proprio il pack conquista un bel calcio di punizione in attacco ma, invece dei pali, si decide per la penaltouche. La scelta non premia, con un recupero in-avanti in touche. Ed è la Scozia così ad avere l’ultimo possesso del match allo scadere. Gioco tutto ravvicinato degli scozzesi per non perdere il possesso, avanza di qualche metro col tempo ben rosso. Le fasi arrivano a quasi 30, difesa di casa epica e precisa, fino all’attesissimo turnover che sancisce la vittoria dell’Italia per 18-15 sulla Scozia, alla prima partita del Sei Nazioni 2026.

Matteo Salmoiraghi

Sei Nazioni 2026: formazioni e tabellino di Italia-Scozia

Italia: 15 Leonardo Marin, 14 Louis Lynagh, 13 Juan Ignacio Brex, 12 Tommaso Menoncello, 11 Monty Ioane, 10 Paolo Garbisi, 9 Alessandro Fusco, 8 Lorenzo Cannone, 7 Manuel Zuliani, 6 Michele Lamaro (C), 5 Andrea Zambonin, 4 Niccolò Cannone, 3 Simone Ferrari, 2 Giacomo Nicotera, 1 Danilo Fischetti.
A disposizione: 16 Tommaso Di Bartolomeo, 17 Mirco Spagnolo, 18 Muhamed Hasa, 19 Federico Ruzza, 20 Riccardo Favretto, 21 Alessandro Garbisi, 22 Giacomo Da Re, 23 Lorenzo Pani.

Marcatori Italia
Mete: Lynagh 8′, Menoncello 14′
Trasformazioni: Garbisi 15′
Punizioni: Garbisi 35′, 50′

Scozia: 15 Tom Jordan, 14 Kyle Steyn, 13 Huw Jones, 12 Sione Tuipulotu (C), 11 Jamie Dobie, 10 Finn Russell, 9 Ben White, 8 Jack Dempsey, 7 Rory Darge, 6 Matt Fagerson, 5 Grant Gilchrist, 4 Scott Cummings, 3 Zander Fagerson, 2 Ewan Ashman, 1 Pierre Schoeman.
A disposizione: 16 George Turner, 17 Nathan McBeth, 18 Elliot Millar Mills, 19 Max Williamson, 20 Gregor Brown, 21 George Horne, 22 Adam Hastings, 23 Darcy Graham.

Marcatori Scozia
Mete: Dempsey 24′, Horne 67′
Trasformazioni: Russell 25′
Punizioni: Russell 47′


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