Italia, Lamaro: “Pronti allo Tsunami Scozia nei primi 15-20 minuti, ma vogliamo fare la partita anche noi”

Il capitano azzurro: "Il nostro sogno è sempre vincere ogni partita che giochiamo, ma sappiamo che i risultati passano attraverso la prestazione, l'unica cosa che ci permette di competere"

Italia, Lamaro:

Italia, Lamaro: "Pronti allo Tsunami Scozia nei primi 15-20 minuti, ma vogliamo fare la partita anche noi"

Sta arrivando il momento di Italia-Scozia. Entrambe le formazioni sanno di essere di fronte a una partita fondamentale per il proprio Sei Nazioni, e ne è consapevole anche il capitano degli Azzurri Michele Lamaro: “Disputiamo uno dei tornei più difficili al mondo, e quanto il livello sia alto lo abbiamo già visto in Francia-Irlanda. Il nostro obiettivo è continuare a fare quello che stiamo facendo, concentrandoci sulla prestazione perché è l’unica cosa che ci può permette di competere, di arrivare nel finale attaccati nel punteggio e di provare a vincere le partite”.

“Diciamo sempre che la prestazione è l’unica cosa su cui ci concentriamo ma nella testa abbiamo sempre un sogno ben fissato: vincere ogni partita che giochiamo in questo torneo, e dobbiamo crederci ogni volta che scendiamo in campo, sapendo che i risultati e la nostra efficacia in partita passano dalla prestazione” prosegue il capitano: “Senza quel sogno tutti gli sforzi che facciamo sarebbero inutili. Sommando gli ultimi due Sei Nazioni siamo riusciti ad essere performanti contro ogni squadra. Ora vogliamo farlo in un unico torneo”.

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Partire forte

Negli ultimi due anni la Scozia ha preso il largo fin da subito. A Roma, nel 2024, l’Italia riuscì a rimontare dopo il 14-3 iniziale di parziale, mentre nel 2025 la rimonta degli Azzurri si fermò al pareggio prima che gli scozzesi dessero il colpo di grazia nel finale. Si sa, quindi, che la Scozia parte sempre forte, e ne è consapevole anche Lamaro: “Ne abbiamo parlato anche in settimana, anche se credo che parlarne troppo rischi di ingigantire il problema. Ci sono degli adattamenti strategici che ci permettono di mettere la pressione sugli avversari: giocare poco nel nostro campo, usare bene il piede, tutto quello che serve per fare passare i primi 15 minuti – che sono sempre molto difficili – ma anche per mettere in difficoltà la squadra avversaria e non aspettare che siano loro a fare qualcosa. Siamo pronti allo tsunami che arriverà nei primi 15-20 minuti, ma con la nostra precisione e la nostra efficacia dobbiamo prendere in mano la partita e fare in modo di diventare noi stessi lo tsunami”.

Sulle scelte di Townsend, molto criticate in patria: “La Scozia ha una profondità importante e sono arrivati al punto in cui possono selezionare i giocatori in base alla forma perché sono tutti allo stesso livello. Sappiamo che anche per loro è una partita fondamentale. Fra i trequarti Dobie e Steyn hanno fatto un inizio di stagione di altissimo livello, e questo li ha portati ad essere selezionati al posto di Van der Merwe e Graham”.

Zuliani e Lamaro

In occasione di Italia-Scozia giocheranno Lamaro e Zuliani insieme dal primo minuto, in teoria due 7, anche se – come spiegato dal capitano azzurro – non c’è poi tanta differenza: “In realtà non c’è la stessa divisione in tutte le squadre, ma di solito il 6 da una mano in touche, è un saltatore, mentre il 7 è solitamente più mobile, più veloce, più coinvolto nel breakdown. A livello di workrate cambia poco tra 6, 7 e 8, con l’8 che magari è più ballcarrier e i flanker più impegnati in difesa”.

La Scozia scenderà in campo con un nutrito blocco di giocatori di Glasgow, allenato da Franco Smith. Al capitano azzurro è stato chiesto se conoscere il modo di giocare di molti degli scozzesi, vista la lunga esperienza di Smith in Italia, può fare la differenza: “Quando giochiamo contro Glasgow troviamo molto di ciò che Franco proponeva anche con noi, poi chiaramente tutto sta nel modo in cui le cose si eseguono in campo, quindi alla fine la lettura non è così diversa da quella che si fa nella preparazione di una qualsiasi partita. Magari se incontri Glasgow alla prima giornata allora è effettivamente un vantaggio, perché sai che ad esempio faranno un primo POD molto largo e trovi degli adattamenti funzionali prima ancora di averli analizzati, però in generale ormai tutte le squadre si conoscono bene. Non cambia così tanto”.


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