Italia, Alessandro Fusco: “Il lavoro fatto in questi due anni è chiaro ed è una crescita progressiva iniziata dal Mondiale 2023”
Le parole del mediano di mischia degli Azzurri dopo una settimana di ritiro a Verona
Italia, Alessandro Fusco: "Il lavoro fatto in questi due anni è chiaro ed è una crescita progressiva iniziata dal Mondiale 2023"
Al termine della prima settimana di preparazione con l’Italia in vista dell’inizio del Sei Nazioni, Alessandro Fusco, mediano di mischia delle Zebre, ha parlato dal ritiro di Verona sui primi giorni di lavoro.
“Quando arriviamo in ritiro c’è tanto lavoro da fare, abbiamo avuto qualche giorno di preparazione e abbiamo solo un’altra settimana prima della Scozia. Ci son tanti messaggi, tante cose su cui lavorare e da aggiustare dal momento che ci sono tanti giocatori che giocano a Treviso, alle Zebre e che sono all’estero. Dobbiamo ritrovarci in campo tutti insieme”.
L’esordio di sabato 7 febbraio con la Scozia non sarà dei più facili per gli Azzurri: “Con la Scozia l’obiettivo è quello della prestazione, sarà importante preparare bene la partita che sarà difficile e ogni particolare sarà importante per noi. Per quanto mi riguarda segnare una meta sarebbe qualcosa di bellissimo ma la vittoria della squadra è più importante”.
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Le parole di Alessandro Fusco, numero nove dell’Italia e delle Zebre Parma
Quello che sta per cominciare è il terzo Sei Nazioni di Gonzalo Quesada alla guida dell’Italia. Alessandro Fusco traccia una linea del lavoro svolto sinora.
“Penso che il lavoro fatto in questi due anni sia chiaro ma è una crescita progressiva che è partita dal Mondiale 2023, penso che anche il lavoro dello staff nelle franchigie sia molto presente, migliorato e c’è più contatto diretto con il gruppo nazionale. In Benetton e alle Zebre si sta facendo un ottimo lavoro a prescindere dal risultato ma più a livello prestazione. Si sta cercando di allargare il gruppo di giocatori che può ambire alla Nazionale e che quindi anche negli allenamenti cercano di dare qualcosa in più per indossare quella maglia che è il sogno di tutti noi”.
Nell’edizione 2026 ci saranno diversi assenti nelle varie Nazionali, fra infortuni, scelte tecniche e squalifiche.
“Se nell’Irlanda gioca Aki, Ringrose, Henshaw o McCloskey non cambia il messaggio. Lo stesso vale per Atonio, il pilone che lo sostituirà giocherà a un livello maggiore di chi è assente. Penso che a noi giocatori non debba interessarci o farci pensare a un vantaggio, prepareremo le partite allo stesso modo di come le abbiamo sempre preparate”.
Come nel 2025, anche quest’anno l’Italia esordirà con la Scozia: “Stiamo lavorando sapendo che loro verranno a Roma per vincere. Hanno un pack di avanti che fa un grosso lavoro nel breakdown e nell’area del contatto, una linea di trequarti che può far male in tutte le situazioni e in tutte le zone del campo. Russell, Graham, Kinghorn o van der Merwe, è importante non consentire loro di accendersi ma prevedere o anticipare le loro mosse”.