Sei Nazioni 2026: Michele Lamaro e Gonzalo Quesada all’unisono, parola d’ordine “continuità”

Direttamente dall'evento di lancio del torneo a Edimburgo, le parole del coach e del capitano della nazionale italiana

Michele Lamaro e Gonzalo Quesada - Credit ©INPHO/Billy Stickland

Il Sei Nazioni 2026 è pronto a ripartire per la 143esima volta nella sua storia. L’inizio è in programma  giovedì 5 febbraio con Francia-Irlanda a Parigi, mentre la chiusura sarà il 14 marzo, nel “Super Saturday” finale. Per l’Italia l’esordio è subito un test impegnativo, sabato 7 febbraio a Roma contro la Scozia, prima di un calendario che, come sempre, non concede distrazioni.

È proprio in Scozia che, dal palco del lancio di lunedì 26 gennaio a Edimburgo, Gonzalo Quesada e Michele Lamaro hanno indicato una parola chiave su tutte: continuità. L’Italia ha evitato il cucchiaio di legno nelle ultime due edizioni e nel 2024 ha firmato il miglior torneo della propria storia (vittorie con Scozia e Galles, pareggio con la Francia), ma nel 2025 non è riuscita a mantenere lo stesso equilibrio, alternando buone prestazioni a passaggi a vuoto.

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Sei Nazioni 2026: il sold out all’Olimpico è la spinta che serve

Durante gli interventi degli allenatori, Quesada ha collegato il tema della coerenza di risultati anche alla risposta del pubblico: “Siamo super felici e orgogliosi delle prestazioni dei giocatori, perché penso che sia uno dei motivi principali per cui abbiamo un paio di sold out in Italia, cosa che non è così comune”, ha detto il ct.

Poi il punto centrale: “Dobbiamo assicurarci di fare del nostro meglio per competere in ogni partita contro ogni squadra, non come l’anno scorso quando siamo stati competitivi in alcune gare e in altre eravamo un po’ indietro, quindi siamo davvero motivati per questo.”

Sei Nazioni 2026, Michele Lamaro: “Per riuscire a essere al nostro meglio ogni singola volta, bisogna fare un passo in più”

Sulla stessa linea il capitano Michele Lamaro, che ha posto l’accento sia sugli obiettivi tecnici che mentali: “Penso che sia stato un po’ quello che ci è mancato un paio di volte negli ultimi due anni. La continuità di prestazione è qualcosa su cui stavamo davvero puntando”, ha spiegato il capitano. Proseguendo il botta e risposta con la c0nduttrice, Lamaro si è concentrato sui benefici del Sei Nazioni:“Ha contribuito moltissimo alla crescita del gioco in Italia. È l’evento di rugby più seguito degli ultimi 20-25 anni: mette i giocatori davanti agli occhi di tanti ragazzi. Anch’io sono cresciuto con alcuni idoli visti al Sei Nazioni. Oggi sentiamo anche una responsabilità verso i più giovani.”

E ancora: “Abbiamo visto che quando siamo al nostro meglio possiamo davvero competere contro chiunque. Ma allo stesso tempo, per riuscire a essere al nostro meglio ogni singola volta, bisogna fare un passo in più. Quindi questo è uno dei nostri principali obiettivi, soprattutto per la campagna del Sei Nazioni, ma anche nel quadro più ampio della nostra squadra in generale. Vogliamo arrivare a quel livello di continuità in cui possiamo davvero scendere in campo sapendo che affronteremo una grande sfida con la nostra forza ogni singola volta.”

Infine il focus sulla Scozia, primo avversario dell’Italia: “La pressione aumenta: quando affronti una sfida grande è normale. La Scozia è una squadra fortissima e molto costante, lo ha dimostrato settimana dopo settimana negli ultimi due anni. Hanno fatto un salto di qualità e sanno imporre il loro gioco. Sappiamo che possiamo metterli sotto pressione in alcune aree e dobbiamo sfruttarle al meglio. Allo stesso tempo dobbiamo concentrarci su di noi: arrivare a essere la miglior versione possibile quel giorno, con consapevolezza di chi abbiamo di fronte e di cosa porteranno in campo.”


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