Italia, Mirco Spagnolo: “Siamo competitivi in mischia. E da impact player hai tante responsabilità”

Il pilone del Benetton e della Nazionale ha condiviso le prime impressioni dal raduno di Verona

Mirco Spagnolo

Italia, Mirco Spagnolo: “Siamo competitivi in mischia. E da impact player hai tante responsabilità”

L’Italia ha aperto il raduno verso il Sei Nazioni 2026 e Mirco Spagnolo è stato tra i primi giocatori a prendere la parola. Il pilone azzurro, reduce dalla partita di URC in cui il Benetton ha perso contro Cardiff, ha messo subito il focus sull’avventura in azzurro: “L’importante è sempre fare prestazioni positive e rendere orgogliosi tutti i tifosi di noi”, ha spiegato, sottolineando come l’approccio del gruppo resti legato più alla qualità delle partite che ai proclami.

La nazionale allenata da Gonzalo Quesada ha iniziato ad allenarsi a Verona con due giocatori in sostituzione di Martin Page-Relo e Marco Riccioni, infortunati.

L’obiettivo è arrivare pronti al primo appuntamento del Sei Nazioni 2026: Italia-Scozia, sabato 7 febbraio all’Olimpico. Gli Azzurri giocheranno poi in trasferta contro l’Irlanda (14 febbraio) e la Francia (22 febbraio), poi ritorneranno all’Olimpico il 7 marzo contro l’Inghilterra, per poi chiudere il torneo il 14 marzo a Cardiff contro il Galles.

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Mirco Spagnolo: “Non è facile né partire dall’inzio né entrare a gara in corso”

Sul tema più caldo per un pilone, la mischia, Spagnolo non fa distinzioni: “Sono tutte forti, possono metterci in difficoltà. Però noi ci sentiamo competitivi”. L’idea è chiara: lavorare sui fondamentali senza trasformare la contesa in un pensiero fisso. “Non dobbiamo avere paura, timore di affrontare le altre mischie”, ha aggiunto, tornando sul concetto di fiducia e responsabilità collettiva.

Inevitabile anche una domanda sul diverso status dell’Italia, non più sorpresa per nessuno. “Ormai le squadre sanno che non possono provare giocatori nuovi senza correre dei rischi. Prima cosa, dare il massimo e poi vedere come finisce la partita”. E quando gli è stato chiesto quale avversaria sia più alla portata, la risposta resta sul binario della prudenza: tra partite in casa e trasferte, “sono tutte difficili”.

C’è spazio anche per un aspetto che lo ha visto spesso in primo piano: il ruolo da impact player, quello di chi entra a partita in corso per cambiare la storia di un march. Spagnolo lo vive senza problemi: “A me il numero 17 piace”. Ma precisa subito che non è un compito semplice: “Non è facile né partire dall’inzio né entrare a gara in corso. Nei momenti delicati puoi sbagliare e puoi far perdere la partita. Hai tante responsabilità”. L’obiettivo è sempre lo stesso: “Se stiamo vincendo, mantenere la vittoria; se stiamo perdendo, fare qualcosa per vincere”.

Portando lo sguardo alle battaglie individuali in mischia chiusa, Spagnolo cita la Francia come “una battaglia enorme, hanno convocato 4 piloni destri tutti fortissimi” e una Scozia “molto temibile anche grazie al recupero di Zander Fagerson”, senza dimenticare l’Inghilterra, l’Irlanda e il Galles, soprattutto nelle gare in casa loro.

Infine un cenno sull’importanza del pubblico, sempre pronto a sostenere la squadra: “Avere i tifosi con noi ci rende anche più orgogliosi di scendere in campo perché sappiamo che abbiamo dietro tante persone che vengono a vederci, anche grazie al fatto che in questi anni stiamo stiamo migliorando, stiamo dando il 100%. Noi non molliamo, non andiamo mai indietro, andiamo sempre al massimo, in ogni allenamento e in tutto.”


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