Regole del rugby: UFFICIALI DI GARA – ARBITRO, GUARDALINEE, TELEVISION MATCH OFFICIAL, BUNKER
Il numero di arbitri in una partita di rugby, i loro incarichi e i casi in cui può intervenire il TMO e il bunker
Gli ufficiali di gara sono le persone incaricate al controllo del gioco - ph. Sebastiano Pessina
UFFICIALI DI GARA: ARBITRO, GUARDALINEE, TELEVISION MATCH OFFICIAL, BUNKER
Quanti arbitri ci sono nel rugby?
Dipende dal livello della partita. Nelle gare professionistiche di alto livello c’è un direttore di gara (arbitro) con 2 assistenti, un television match official (TMO) che si occupa dell’assistenza con le immagini televisive e, dove presente, un bunker referee, un arbitro che si occupa delle sanzioni disciplinari come cartellini gialli e rossi da 20 minuti.
Chi decide quanti arbitri designare per le partite?
La quantità di arbitri designata per le partite viene decisa autonomamente dagli organizzatori del torneo o del campionato: in Italia, ad esempio, le gare di Serie A Élite maschile hanno terna arbitrale e TMO, mentre quelle della Serie A maschile solo la terna arbitrale. La Serie B e gli altri campionati hanno solitamente un solo arbitro.
In quali casi può intervenire il TMO?
Il television match official ha compiti ben definiti. Può intervenire per dirimere:
a. Il grounding, ovvero l’azione di schiacciare la palla in area di meta per segnare una meta o annullare il pallone;
b. Dubbi sull’esito positivo di un calcio verso i pali;
c. La possibilità che ci sia stata un’infrazione che ha portato alla segnatura di una meta o che ne ha impedito illegalmente la marcatura;
d. Antigioco.
Qual’è il ruolo del bunker?
Il “Foul Play Review Officer” (FPRO), chiamato anche bunker, è un supporto agli ufficiali di gara laddove un fallo da cartellino rosso non fosse evidente. Se dopo due repliche video gli ufficiali di gara non fossero in grado di determinare con certezza un’infrazione da cartellino rosso, il giocatore incriminato lascerà il campo per 10 minuti, nel corso dei quali i quali il Foul Play Review Officer ha un massimo di 8 minuti, per utilizzare tutta la tecnologia e le riprese disponibili per definire se il giocatore dovrà essere punito con cartellino giallo (rientrando in campo trascorsi i dieci minuti) o rosso (venendo così definitivamente espulso) .