Regole del rugby: RUCK

Che cos'è la ruck, come si forma e quali regole la governano

Scozia George Horne

Situazione di ruck di fronte a George Horne (Scozia)- ph. Sebastiano Pessina

Il rugby è un gioco dove la contesa per il possesso della palla è un elemento cruciale e continuo del gioco. La si contende in mischia ordinata, in rimessa laterale, ma anche continuamente durante il gioco generale.
La ruck è l’elemento del gioco attraverso il quale si disputa il possesso del pallone quando questo si trova a terra.

Quando si forma una ruck
Una ruck si forma ogni volta che la palla è a terra e viene contesa da almeno un giocatore per ciascuna delle due squadre, a contatto tra di loro e in piedi. Rendiamo meno teorica questa definizione: la ruck è uno degli avvenimenti più frequenti in una partita di rugby, ce ne sono centinaia in ognuna; questo perché ogni volta che c’è un placcaggio la palla si trova a terra e normalmente le due squadre se ne contendono il possesso, ecco che allora accade che almeno un giocatore per ciascuna compagine si trovi in piedi e a contatto con l’avversario, generando una ruck.

Le principali regole che governano la ruck
La regola del fuorigioco relativa alla ruck è la stessa che vale per il placcaggio: per essere in gioco ogni giocatore che non partecipa a una ruck deve trovarsi dietro la linea orizzontale immaginaria che passa per il punto più arretrato di un qualsiasi giocatore che vi partecipa. Eccezione alla regola: se il punto più arretrato si trova dietro la linea di meta, la linea del fuorigioco è la linea di meta.

Per potersi aggiungere alla ruck un giocatore deve essere in piedi e legarsi da dietro la linea del fuorigioco.

Una delle regole chiave di questa situazione di gioco è la seguente: quando il pallone si trova in una ruck, non può essere giocato con le mani da nessun giocatore. Il possesso può essere vinto solo attraverso la spinta o giocando il pallone con i piedi verso il proprio lato della ruck, ovvero verso la propria linea di meta. Non si può calciare il pallone in ruck.

Ecco una lista di cose che non si possono fare in una ruck e che comportano un calcio di punizione:
– prendere la palla con le gambe;
– saltare sopra la ruck;
– calpestare intenzionalmente un altro giocatore;
– tuffarsi sulla palla a terra;
– calciare o tentare di calciare la palla.

Comportano invece solo una penalità più leggera, ovvero un calcio libero, le seguenti azioni:
– far tornare dentro una ruck una palla che ne è uscita;
– compiere qualsiasi azione che porti un avversario a credere che la ruck sia finita, come ad esempio fingere di eseguire un passaggio.

Quando finisce una ruck
Una ruck finisce quando la palla esce dalla medesima, quando il pallone si trova sulla linea di meta (o dietro, anche se la palla non è uscita) oppure quando diventa ingiocabile.
Quando la palla nella contesa è stata chiaramente vinta da una delle due squadre, l’arbitro chiama usala (o use it, in inglese). Dopo tale chiamata il pallone deve essere giocato entro cinque secondi. È un modo per tenere il gioco vivo e fluente.
Nel caso in cui la palla finisca dentro l’area di meta, di cui la linea di meta fa parte, viene considerata libera. Le linee del fuorigioco non esistono più perché non c’è più una ruck: la squadra senza palla può provare a schiacciare l’ovale e segnare una meta, come a volte vediamo accadere.
Quando il pallone diventa ingiocabile, viene accordata una mischia ordinata in favore della squadra in possesso di palla prima della ruck.

Come si recupera il pallone
Il recupero del pallone in una situazione in cui la palla si trova a terra è una delle circostanze che vediamo spesso accadere nelle partite a cui assistiamo e che spesso colpisce lo spettatore. Come può accadere, dunque, se durante una ruck non si può giocare il pallone con le mani? E come si può in generale recuperare il possesso dell’ovale?

Per rispondere alla prima domanda vanno considerati due aspetti: prima si deve tornare a pensare alla situazione di placcaggio, in cui il pallone può essere giocato da qualsiasi giocatore in piedi e che arrivi dalla direzione della propria linea di meta. In più, ci viene in aiuto la regola 15.11, che prevede che un giocatore non possa giocare la palla con le mani, a meno che non sia stato in grado di mettere le mani sulla palla stando in piedi e prima che la ruck si sia formata. Se, quindi, un giocatore è il primo ad arrivare su una situazione di palla a terra, può giocare quel pallone se è in piedi. Anche se quella situazione si trasforma in una ruck perché un avversario entra a contatto con lui, può continuare a giocare la palla con le mani. È questo il caso in cui si parla di jackler, termine gergale inglese che individua il giocatore che compie questa azione particolare, difficile e importante. In italiano è stato a volte utilizzato il fantasioso termine di grillotalpa, che però negli ultimi anni è caduto in disuso.

Al di là della situazione sopra descritta, il pallone può essere recuperato tramite una controruck, ovvero una spinta della squadra non in possesso di palla tale che riesce a sopravanzare i compagni del portatore e ad ottenere l’ovale.

Le ultime novità regolamentari
Dal 2025 è stata inserita a livello mondiale una regola sperimentale, che dovrà essere confermata dalla federazione internazionale, secondo la quale un giocatore che fa parte di una ruck non può intervenire su un avversario che si trovi entro un metro da essa e che sta tentando di giocare la palla. Fuori dal linguaggio normativo, significa che un giocatore parte di una ruck non può intervenire sul giocatore che in quel momento sta rivestendo il ruolo di mediano di mischia e passando la palla o attaccando. Una sorta di protezione che facilita il compito della squadra in attacco e permette di tenere il gioco più vivo.

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