Regole del rugby: CALCOLO DEL PUNTEGGIO
Meta, trasformazione, calcio di punizione e drop: ecco come si calcola il punteggio nel rugby
Tabellone segnapunti nel rugby - ph. Sebastiano Pessina
CALCOLO DEL PUNTEGGIO NEL RUGBY
Come si calcola il punteggio nel rugby?
La meta
Per segnare una meta è necessario che il pallone venga schiacciato all’interno dell’area di meta avversaria. Una meta vale 5 punti. Vedi la sezione 21 per il dettaglio del significato di schiacciare la palla in area di meta.
Se una squadra commette un’azione di antigioco che impedisce una probabile segnatura avversaria, o ne impedisce la segnatura in una posizione più vantaggiosa, l’arbitro può assegnare una meta di punizione. Il giocatore responsabile dell’azione fallosa riceve una sanzione minima di cartellino giallo (espulsione per 10 minuti) e alla squadra che ha subito il fallo si assegnano 7 punti, senza trasformazione.
La trasformazione
Ogni volta che si segna una meta vi è la possibilità di effettuare una trasformazione con un calcio da effettuarsi nel punto perpendicolare a quello della segnatura e alla distanza che si desidera. Ovviamente più ci si allontana e maggiore diventa l’angolo di apertura dei pali rispetto al calciatore. Gli avversari devono stare dietro la linea di meta fino al momento in cui il calciatore inizia il proprio movimento di rincorsa. A quel punto possono correre per cercare di stoppare l’ovale. Il calciatore ha 60 secondi di tempo per calciare la palla. Una trasformazione vale 2 punti.
Il calcio di punizione
Ogni volta che l’arbitro assegna un calcio di punizione, la squadra che ne beneficia può scegliere di calciare la palla oltre i pali con un calcio (non è però l’unica opzione possibile). I compagni del piazzatore devono stare dietro la palla e gli avversari a 10 metri dal punto dove si è verificata l’infrazione, mentre il calciatore può scegliere di arretrare il punto di battuta per facilitare il proprio angolo di calcio. Un calcio di punizione non può essere stoppato, ma una volta calciato il pallone torna in gioco: se viene colpito il palo o l’ovale non finisce fuori il gioco riparte. Il calciatore ha 60 secondi di tempo per calciare la palla. Il conteggio parte dal momento in cui arriva il sostegno per appoggiarvi l’ovale. Un calcio di punizione vale 3 punti.
Il drop
In qualsiasi situazione di gioco aperto (non una mischia, una rimessa laterale, un calcio di punizione, un calcio d’invio) un giocatore può provare a centrare i pali con un calcio di rimbalzo, detto drop. Il drop vale 3 punti.
Curiosità:
Leggendario, perché effettuato da un numero 8, è rimasto il drop da oltre metà campo di Zinzan Brooke nella semifinale dei Mondiali del 1995 tra la sua Nuova Zelanda e l’Inghilterra; anche se “il” drop per eccellenza rimane quello con cui Jonny Wilkinson ha regalato la coppa del mondo agli inglesi nella finale contro l’Australia nel 2003.
Perché gli inglesi chiamano “try” la meta?
Perché nel 1845 segnare una meta dava la possibilità di provare (to try, appunto) a segnare un calcio in mezzo ai pali, ma ai fini pratici del punteggio valeva solo il calcio.
– Nel 1886 la meta valeva 1 punto e la trasformazione 2, mentre il drop 3.
– Nel 1891 la meta passa a 2 punti, la trasformazione a 3, come il calcio di punizione. Il drop sale a 4.
– Nel 1905 i punti per una meta diventano 3.
– Nel 1948 il drop scende a 3 punti.
– Nel 1971 continua l’ascesa della meta che arriva a 4 punti.
– Nel 1992 si conviene che una meta trasformata debba valere più di due calci di punizione e si passa a 5.