Italia, Michele Lamaro: “Non contento del mio Sei Nazioni 2025. Le critiche fanno parte della carriera”
Le parole di uno dei capitani azzurri che si proietta sulla prossima edizione del torneo non dimenticando cosa ha vissuto 12 mesi fa
Italia, Michele Lamaro: "Non contento del mio Sei Nazioni 2025. Le critiche fanno parte della carriera" (Ph. Sebastiano Pessina)
La forza della tranquillità. Michele Lamaro e il Sei Nazioni: una “storia” che nel 2025 ha vissuto settimane difficili, con il rendimento del capitano degli Azzurri scivolato progressivamente fino a una pessima partita da subentrato contro l’Irlanda, condita da un’ammonizione e da diverse critiche arrivategli per un torneo giocato non all’altezza della situazione.
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Italia, Lamaro: “Non contento del mio Sei Nazioni 2025. Le critiche fanno parte della carriera”
Intervistato da Onrugby in occasione dell’evento di Milano, dove sono stati annunciati i convocati dell’Italia per il Sei Nazioni 2026, l’avanti – uno dei 4 capitani azzurri – non si è nascosto.
Dopo la domanda sul suo Sei Nazioni 2025, ha tirato un lungo sospiro: gestito le emozioni e ha cominciato a parlare fotografando quanto gli sia successo proiettandosi verso il 2026.
“L’anno scorso sicuramente non sono stato contento di come ho finito il torneo: sono successe tante cose, anche fuori dal campo, che hanno condizionato il mio rendimento. Sono cose che non dovrebbero succedere: siamo essere umani e ogni tanto ne veniamo influenzati”
“Le critiche fanno parte dello sport: non esiste un singolo atleta che non sia mai stato criticato. Io devo dire che negli ultimi anni non ho mai subito troppe critiche o accuse: capitano momenti di questo tipo con cui un atleta si deve rapportare”.
“Inevitabilmente era qualcosa a cui ero preparato, ero pronto, ma inevitabilmente quando succedono queste cose devi rimanere nel tuo: continuare a lavorare per invertire la rotta. Fare il meglio che si può, con quello che si ha, dare tutto. Sono qui per essere utile alla squadra, allo staff, all’allenatore. Io voglio essere Michele Lamaro: me stesso. Sto preparando il Sei Nazioni come se fosse il primo o come se fosse l’ultimo: è questo quello che mi fa stare tranquillo e lavorare bene. Voglio incidere sulle cose che posso controllare, tutto quello che c’è intorno non dipende da me. Sono tranquillo”.