Le parole di Gonzalo Quesada alla presentazione dell’Italia al Sei Nazioni 2026

Le convocazioni, le frasi di Rassie Erasmus, l'impiego di Todaro, la coppia Lamaro-Zuliani: tutto quello che ha detto il capo allenatore azzurro

Gonzalo Quesada spiega le prime convocazioni per il Sei Nazioni 2026 (ph. Sebastiano Pessina)

MILANO – È il momento delle prime scelte, delle prime convocazioni. Dagli studi di Sky Sport il capo allenatore dell’Italia Gonzalo Quesada ha presentato i 33 Azzurri che prepareranno il Sei Nazioni 2026. Mancano Allan e Capuozzo, infortunati ma recuperabili in futuro, mentre Negri e Vintcent che non recupereranno durante il torneo. Ritorna Matt Gallagher nel triangolo allargato, con Samuele Locatelli alla prima convocazione e Damiano Mazza di nuovo chiamato, pur non avendo esordito a novembre.

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Le convocazioni

“Allan, Capuozzo, Lucchesi, Negri, Vintcent e anche Trulla fanno parte della lista di infortunati che potevano essere convocati. Allan, Capuozzo e anche Lucchesi potrebbero recuperare durante il torneo. È dura, ma giochiamo a rugby e quando si arriva alle convocazioni c’è sempre qualcuno che manca: avere l’opportunità di sperimentare nuovi giocatori a due anni dal mondiale è comunque importante. Non guardiamo mai quello che ci manca ma quello che possiamo controllare. Il mio ruolo è difficile, soprattutto quando devo chiamare quelli che non sono convocati e dirglielo. Ci saranno ancora 4 capitani. Il capitano principale è sempre Michele Lamaro, poi ci saranno Niccolò Cannone, Giacomo Nicotera e Nacho Brex. Credo sia una leadership che funziona e possa aiutare sia Mitch sia tutto il gruppo. Sull’under 20, con Di Giandomenico abbiamo parlato più volte: non convochiamo giocatori dell’U20 per ‘completare’ il gruppo ma solo ragazzi che possono avere reali possibilità di stare nei 23″.

Inevitabile anche una domanda su Edoardo Todaro, dopo la clamorosa tripletta di domenica in Northampton Saints-Scarlets: “Sulla seconda meta ha fatto uno step alla Campese di quando giocava in Italia, anche se davanti aveva un mediano di mischia, quindi non abituatissimo a difendere (ride, ndr). Edoardo sta lavorando tanto e lavora tanto per essere sempre al posto giusto: è con noi anche se poteva giocare il Sei Nazioni under 20. Almeno all’inizio sarà con noi, abbiamo iniziato a parlare della prima partita e il suo nome è in discussione tra i 23 che inizieranno il torneo. Non abbiamo ancora deciso perché ovviamente contano gli allenamenti: la settimana prossima saremo a Verona, poi ci ritroveremo a Roma, e come sempre sarà il campo a parlare. Finora Todaro ha fatto benissimo e ha meritato di stare nei 33 convocati, ora vedremo se sarà anche nei 23. A Northampton hanno fatto un lavoro davvero interessante e bisogna dare tanto merito agli allenatori dei Saints: ricordo che giocava centro con Zanandrea e formava una coppia molto interessante, e al Mondiale ha giocato estremo, ma da luglio si allena e gioca esclusivamente da ala, per cui oggi è convocato soprattutto per questo ruolo, ma sappiamo perfettamente che può giocare anche centro ed estremo. Dobbiamo fare attenzione, perché quando non giochi in un ruolo da tanto tempo poi è difficile “saltare” in questo ruolo direttamente al Sei Nazioni: Edoardo è qui per fare l’ala, ma può essere anche un’opzione ad estremo.

“Le assenze in terza linea? Chiaramente abbiamo tanti giocatori che possono stare a questo livello. Negri e Vintcent sono stati spesso titolari in questi due anni: Seb ha una grande energia e capacità di portare palla a contatto ed è anche un saltatore in touche, Ross non ha mai smesso di crescere in questi due anni e questo novembre ha dimostrato un workrate incredibile. Sicuramente non averli ti toglie qualcosa, anche perché a loro basta dire poche parole e sanno già cosa devono fare in campo, ma in ogni crisi c’è sempre un’opportunità: abbiamo convocato Samuele Locatelli per ciò che ha fatto con le Zebre, sicuramente sarà un’occasione per alcuni ragazzi che giocano meno, e starà a noi valutare chi mettere in campo, non solo al Sei Nazioni ma anche nel prossimo tour del Nations Championship. In questo ruolo siamo ben coperti” ha proseguito Quesada.

Sui mediani di mischia: “È sempre un mal di testa doverne scegliere 3 su 4 e lasciarne uno fuori. In questo momento il giocatore con più regolarità nel club e in Nazionale è Stephen Varney. Page-Relo non è riuscito ad essere al suo livello a novembre per una pubalgia ma sta giocando molto bene a Bordeaux, quindi ha meritato la convocazioni. Tra Alessandro Fusco e Alessandro Garbisi abbiamo percepito che in questo momento il primo è stato un po’ più consistente. Ovviamente ho parlato con Garbisi, che è una persona e atleta eccezionale, sa di essere parte di questo gruppo: la mia prima partita da capo allenatore è stato con lui titolare, quindi sa quanta fiducia c’è su di lui. La scelta è stata fatta davvero sui dettagli”.

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Le parole di Erasmus

Tra le domande del talk di Sky c’è stata anche un riferimento alle frasi di Rassie Erasmus, che ha detto di considerare l’Italia “da podio al Sei Nazioni”. Quesada ha risposto: “Quando questa estate siamo andati in Sudafrica dopo il secondo test siamo stati insieme, mi ha offerto una bottiglia, abbiamo parlato tanto e mi ha detto tutto quello che pensava di noi, che aveva analizzato il modo in cui li avevamo sorpresi nel primo test. Io lo prendo solo come un complimento da qualcuno che conta nel rugby internazionale, ma sappiamo tutti qual è il livello delle squadre che affrontiamo: abbiamo grandissima fiducia in ciò che dobbiamo fare, credo tanto nel lavoro del nostro staff e nel lavoro con cui compensiamo tutto ciò che magari ci manca rispetto agli altri. Spesso non devo ‘aggiungere’ niente, anzi, devo ‘calmare’ i ragazzi perché l’impegno è sempre massimo”.

Il sogno Scozia

“Se possiamo sognare di battere la Scozia? Noi siamo campioni del mondo nel sognare (ride, ndr). Se non sognassimo non avremmo senso” ha proseguito Quesada: “Ma ricordiamoci che la Scozia è stata la Tier 1 che ha avuto più possesso e territorio, ha dei fortissimi portatori di palla, sono velocissimi nel tirare fuori il pallone dalla ruck. Hanno fatto una bellissima partita con gli All Blacks. Sappiamo che per le ambizioni che hanno non possono permettersi di perdere. Sogniamo di iniziare il torneo con una vittoria, soprattutto per le partite che arriveranno dopo. Sarà un vero combattimento. L’anno scorso a un certo punto eravamo 14-0 e siamo tornati sul 19 pari, prima di fare errori che non vogliamo vedere nella nostra Nazionale, ma da quella partita impareremo e sapere che abbiamo un Olimpico pieno ci aiuta a sognare ancora di più”.

“I nostri trequarti hanno grande qualità. Oggi la Scozia è la squadra che calcia meno nel Tier 1, calciano soprattutto col 9 e poi Russell calcia meno di quanto sembra, e tante loro mete vengono dal contrattacco, da calci che vengono loro restituiti. Poi invece andremo in Irlanda che invece calcia tantissimo. Nelle ultime partite abbiamo giocato sempre con Capuozzo o Allan 15, o anche Jacopo Trulla ha coperto questo ruolo: non abbiamo nessuno dei tre, abbiamo altre opzioni ma per la Scozia valuteremo prima di tutto il livello. Metteremo i più in forma, e poi con l’Irlanda valuteremo in base al tipo di partita. La Scozia ha tanta qualità. Hanno avuto tante critiche e tanta pressione su staff e giocatori. Sappiamo che non possiamo permetterci di far prendere loro punti facili. Nel 2024 siamo riusciti a rimontare e vincere, ma nel 2025 non abbiamo finito il lavoro. Sappiamo di potercela fare”.

Francesco Palma

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