Italia, Lamaro: “La scelta dei 4 capitani serve a preservare le energie di tutti”. E sulla “convivenza” con Zuliani…
Il capitano azzurro ha affrontato alcuni temi "caldi" della Nazionale, in occasione della presentazione dei convocati
Italia, Lamaro: "La scelta dei 4 capitani serve a preservare le energie di tutti". E sulla "convivenza" con Zuliani... (ph. Sebastiano Pessina)
MILANO – Dopo Gonzalo Quesada è la volta di Michele Lamaro, che alla presentazione dei convocati del Sei Nazioni 2026 negli studi di Sky Sport è intervenuto su alcuni temi “caldi” che riguardano la Nazionale italiana, dal gruppo dei 4 capitani alla concorrenza sempre più alta per un posto nel XV titolare. Il terza linea del Benetton e dell’Italia, confermato come capitano principale da Gonzalo Quesada, ha mostrato ancora una volta grande maturità e lucidità nelle risposte.
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“Abbiamo sempre lavorato con un gruppo che chiamiamo ‘consiglio dei saggi’, come lo ha soprannominato Gonzalo” ha spiegato Lamaro: “L’obiettivo è sempre stato indirizzare la squadra verso strada cui vogliamo che vada, con tanti ragazzi che possono contribuire individualmente. Il Sei Nazioni è il momento dell’anno che più aspettiamo e che più vogliamo vivere, e siamo in tanti a volerlo fare per cui non invidio il ruolo di Gonzalo nel dover scegliere i giocatori all’interno di un gruppo che si sta allargando sempre di più”.
Gonzalo Quesada ha confermato il gruppo dei 4 capitani presentato già a novembre: Michele Lamaro come capitano principale, e poi Nacho Brex, Niccolò Cannone e Giacomo Nicotera. Durante il talk negli Sky Sport Andrea de Rossi, anche lui ex capitano azzurro, ha chiesto a Lamaro come ci si sentisse a dover “condividere” i gradi con altri giocatori, e ad avere quindi un ruolo diverso rispetto al “classico” capitano di una volta che non usciva mai e non veniva mai cambiato.
“È un aspetto particolare” ha spiegato Lamaro: “Anch’io i primi anni sentivo quel tipo di voglia di responsabilità che ti porta a dire e a dare sempre tutto, ma mi sono accorto che questa cosa mi stava portando ad esaurire le energie, energie che non riuscivo più a restituire agli altri in campo. Con Gonzalo abbiamo cercato di gestire il carico, in modo da far emergere anche altre persone perché ci sono tanti leader all’interno di questo gruppo che meritavano di venire fuori. È percorso che abbiamo seguito anche a Treviso, con diversi leader che si scambiano tra loro, e si fa proprio per preservare delle energie che altrimenti andrebbero sprecate. Questa sorta di “egoismo” positivo che porta a voler dare sempre tutto da capitano si è evoluto nel voler lavorare insieme, sempre mettendo al primo posto il gruppo. È qualcosa che mi ha aiutato parecchio, sia a livello di Nazionale che di club” ha risposto Lamaro, accompagnato da un lungo applauso dello studio.
Infine, l’ultima domanda è stata sulla “convivenza” con Manuel Zuliani. I due possono giocare anche insieme (doveva essere così con l’Australia, prima dell’infortunio di Lamaro) e si è visto anche al Benetton, ma chiaramente la crescita di “Zuzu” ha aumentato la concorrenza per la maglia numero 7: “In realtà è una cosa che si mette in conto quando il tuo obiettivo è far crescere tutto il gruppo. Con Manuel abbiamo fatto davvero tutto il percorso insieme, siamo arrivati a Treviso insieme e abbiamo fatto questa crescita in modo costante, per cui nel momento in cui questo aumenta la concorrenza dobbiamo essere contenti, anche andando oltre quello che è “l’egoismo” personale”.
“Anzi, il fatto che un giocatore cresca in questo modo ti porta a dare ancora di più in campo e a spingere ancora di più, quindi credo sia assolutamente positivo. Sarebbe un controsenso spingere così tanto sulla crescita del gruppo e poi lamentarsi perché un giocatore in più può giocare titolare. Per me è qualcosa di totalmente positivo” ha concluso Lamaro.
Francesco Palma