Il dizionario del rugby: C
Il glossario dalla A alla Z con i termini tecnici e il gergo utilizzati nel rugby
Il cap della nazionale inglese di rugby - ph. S. Pessina
Il dizionario del rugby: C
Calcio di punizione: lo assegna l’arbitro in caso di una infrazione grave. La squadra che lo ottiene ha la possibilità di piazzare un calcio tra i pali (segnando nel caso 3 punti), giocare velocemente, chiedere una mischia o guadagnare terreno calciando il pallone in rimessa laterale (vai alla lettera R), mantenendo il possesso.
Calcio libero: lo assegna l’arbitro in caso di una infrazione intermedia. La squadra che lo ottiene ha la possibilità di giocare velocemente, chiedere una mischia in proprio favore o guadagnare terreno calciando il pallone in rimessa laterale, ma concedendo il lancio agli avversari.
Calcutta Cup: oggi all’interno del Sei Nazioni, è il trofeo annualmente messo in palio tra Inghilterra e Scozia. Assegnato per la prima volta addirittura nel 1879, è il più antico trofeo messo in palio nel mondo del rugby. L’origine del suo nome deriva da una storica partita giocata nel 1872 a Calcutta, allora parte dell’India britannica, tra due squadre una rappresentante l’Inghilterra, l’altra la Scozia. Dal successo di questo match nacque un club di rugby locale che ebbe però breve durata. Per perpetuare il nome della squadra, prelevarono i loro fondi, fecero fondere le monete e le trasformarono in una coppa con incisi dei cobra reali a formare i manici e sormontata da un elefante. Questa fu donata alla RFU (vedi) nel 1878, con la clausola che si sarebbe dovuta disputare una gara annuale per contendersela. Così facendo un club dalla breve storia divenne immortale.
Campo di gioco: area delimitata dalle linee di meta e di touche, le quali non fanno parte del campo di gioco (da non confondere con l’area di gioco).
Cap: in poche parole significa presenza in squadra. Più precisamente significa la presenza di un giocatore per la Nazionale maggiore contro un’altra squadra Nazionale in una partita ufficiale, ovvero un test all’interno delle finestre internazionali o comunque riconosciuto da World Rugby. Non basta essere inserito tra i 23 convocati per ottenere un cap, bisogna scendere in campo. Ma come mai si chiama così? Deriva da una vecchia tradizione delle scuole pubbliche inglesi di assegnare berretti (cap) in velluto con nappe color oro agli studenti scelti per giocare a rugby in rappresentanza dell’istituto. L’usanza si è poi estesa fino alla squadra nazionale anche se, nel rugby moderno, l’abitudine di assegnare un vero e proprio cap è stata limitata alla prima presenza o a occasioni particolari come la Coppa del Mondo, la cinquantesima/centesima apparizione.
Capitano: il giocatore nominato da una squadra per guidare la stessa, consultare l’arbitro e selezionare le opzioni in seguito alle decisioni dell’arbitro.
Captain’s run: è l’ultimo allenamento prima della partita, e si fa solitamente sul campo su cui si svolgerà l’incontro. Si chiama così perché tradizionalmente veniva gestito direttamente dal capitano della squadra.
Cardo: fiore nazionale della Scozia e simbolo della sua Nazionale di rugby. Secondo la leggenda, il cardo ha avuto un ruolo nella difesa della Scozia durante il regno di Alessandro III contro un attacco notturno dei vichinghi norvegesi, uno dei quali emise un urlo di dolore quando calpestò a piedi nudi un cardo, allertando i difensori scozzesi.
Carrettino: termine italiano per il drive (vai alla lettera D).
Cartellino giallo: il cartellino mostrato dall’arbitro ad un giocatore per indicare che quel giocatore è stato ammonito e sospeso temporaneamente. Si commina nel caso di un comportamento antisportivo, di gioco pericoloso, di un fallo tecnico o di un fallo commesso più volte, e comporta un’espulsione temporanea dalla durata di 10 minuti. Passato questo tempo sulla “panca dei cattivi”, il giocatore può rientrare in campo.
Cartellino rosso: il cartellino mostrato dall’arbitro ad un giocatore per indicare che quel giocatore è stato escluso definitivamente dalla gara e non può essere sostituito da nessun compagno. Si commina per i casi di condotta violenta, falli deliberati, azioni altamente pericolose o contrarie allo spirito del gioco e può portare a una squalifica più o meno lunga a seconda della valutazione di una commissione disciplinare (vedi sotto la definizione).
Cartellino rosso da 20 minuti: una novità introdotta di recente per quei falli gravi ma non intenzionali o “sempre illegali”. Il giocatore a cui viene comminata questa sanzione non può più rientrare in campo ma dopo 20 minuti può essere sostituito da un compagno. Questo cartellino viene comminato in caso di due cartellini gialli nella stessa gara, in caso di falli gravi ma non volontari giudicati direttamente dall’arbitro o a seguito di revisione col sistema di Foul Play Review, il cosiddetto Bunker (vai alla lettera B).
Cassaforte: altro nome dato al drive (vai alla lettera D). Il motivo? Provate a scardinarla…
Catturato: traduzione del termine inglese captured, ad indicare il giocatore di origine straniera che viene bloccato da una determinata Federazione nel momento in cui viene schierato in una partita ufficiale disputata da une delle prime due rappresentative nazionali. Dove per prima si intende la Maggiore, per seconda quella che ogni Union comunica a World Rugby. Quando scende in campo con la Nazionale Maggiore ottiene il suo primo cap (vedi sopra la definizione), e perciò si dice che viene “cappato”. Se un giocatore debutta direttamente con la Nazionale Maggiore viene catturato e cappato in un colpo solo.
Centenary Quaich: all’interno del Sei Nazioni, è il trofeo annualmente messo in palio tra Irlanda e Scozia. Si assegna dal 1989 e deve il suo nome al “Quaich”, una tazza per bere gaelica, e alla ricorrenza per festeggiare il centenario dalla fondazione dell’International Rugby Football Board, oggi World Rugby (vai alla lettera R).
Centro: tra i giocatori titolari del rugby a XV sono i coloro che indossano la maglia numero 12 (primo centro) e 13 (secondo centro). Sono giocatori che devono avere buone capacità per tutti gli aspetti del gioco: devono essere in grado di rompere la linea difensiva avversaria e di poter fare dei buoni passaggi; quando si passa all’azione di difesa, i centri devono essere degli ottimi placcatori. Il primo centro è dei due quello che si schiera dal lato più vicino alla mischia, pronto come ball carrier oppure secondo regista (in supporto al mediano di apertura- vai alla lettera M); il secondo centro è quello che viene schierato più lontano dalla formazione di mischia, è solitamente più leggero ed è il più agile dei due, usato per creare degli spazi nella linea della difesa avversaria.
Challenge Cup: è la seconda coppa europea per club per importanza, dopo la Champions Cup (vai alla lettera C). Si disputa annualmente dal 1996 e vi partecipano club delle nazioni di Francia, Galles, Inghilterra, Irlanda, Scozia, Italia e Sudafrica che si posizionano in seconda fascia nei campionati di Top 14, PREM Rugby e URC. Nel corso degli anni sono state invitate anche squadre rappresentanti di altri paesi come Georgia e Spagna.
Champions Cup: la coppa europea per club più prestigiosa, quella che tutti vogliono conquistare. Si disputa annualmente dal 1995 e vi partecipano club delle nazioni di Francia, Galles, Inghilterra, Irlanda, Scozia, Italia e Sudafrica che si posizionano in prima fascia nei campionati di Top 14, PREM Rugby e URC. Fino al 2014 era nota come Heineken Cup.
Chop tackle: è un placcaggio basso (di solito sotto il ginocchio) ad entrambe le gambe. Lo scoop è di far cadere rapidamente il portatore di palla con lo scopo di isolarlo dal sostegno dei compagni impedendo al tempo stesso l’offload (vedi lettera O)e favorndo così il recuper del pallone da parte della squadra del placcatore.
Cinquanta-ventidue (50-22): regola introdotta negli ultimi anni che cambia le assegnazioni delle rimesse laterali (vai alla lettera R) in due casi specifici: quando un calcio, effettuato dalla propria metà di campo, rimbalza prima sul terreno di gioco e poi esce fuori nei 22 avversari, ci sarà una rimessa laterale con lancio a favore della squadra che ha effettuato il calcio; quando un calcio, effettuato dai propri 22, rimbalza prima sul terreno di gioco e poi esce fuori nella metà campo avversaria, ci sarà una rimessa a laterale con lancio a favore della squadra che ha effettuato il calcio.
Citing commissioner: un funzionario indipendente, nominato dall’organizzatore della competizione, che ha il diritto di citare i giocatori che commettono un fallo di gioco grave non rilevato dagli ufficiali di gara. Un giocatore citato viene convocato in udienza per dimostrare le ragioni per cui non dovrebbe essere considerato espulso per la presunta infrazione di fronte a una commissione disciplinare (vedi la definizione qui sotto).
Commissione disciplinare: il comitato disciplinare indipendente, composto solitamente da tre persone, che giudica il giocatore sanzionato con un cartellino rosso (vai alla lettera C) o citato dal Citing commissioner (vedi la definizione qui sopra), valutando le ragioni della sanzione e, se confermata, comminando una squalifica più o meno lunga.
Controruck: la spinta della squadra non in possesso di palla tale da riuscire a sopravanzare i compagni del portatore e ottenere l’ovale (vai alla lettera R).
Conversion: termine inglese per la trasformazione (vai alla lettera T).
Coppa del Mondo: vedi alla lettera R: Rugby World Cup.
Croc roll: un’azione proibita in cui un giocatore prende per il torso/fa girare lateralmente o tira un altro giocatore, che è sui propri piedi nella zona del placcaggio, nel tentativo di portarlo a terra. Questa azione ricade spesso sugli arti inferiori del giocatore e può comportare gravi infortuni, per questo viene sanzionata duramente. Ma come mai si chiama così? Il nome fa riferimento al movimento rotatorio che eseguono i coccodrilli per smembrare la sua preda.
Cross-kick: calcio-passaggio tra portatore del pallone e un altro giocatore, di solito a scavalcare tutta la normale linea di trasmissione del pallone per raggiungere il giocatore più esterno.
Crouch: tradotto in italiano con “bassi”, è il primo comando dell’arbitro durante la formazione di una mischia chiusa (vai alla lettera M).
Corridoio: quello che gli uomini delle due squadre formano prima dell’uscita dal campo, al termine dell’incontro, per attribuirsi (vinti e vincitori) un saluto e un tributo in segno di reciproco rispetto.
Cucchiaio di legno: il premio metaforico assegnato a chi occupa l’ultimo posto in classifica al Sei Nazioni (da non confondere con l’ancor più “umiliante” whitewash, vai alla lettera W). Sembra che la tradizione del cucchiaio di legno abbia avuto origine all’università di Cambridge all’inizio dell’Ottocento, quando costituiva il “premio” destinato allo studente che otteneva il risultato più basso alla prova finale del corso di matematica, ma riusciva comunque a passarla.
Cuttitta Cup: all’interno del Sei Nazioni, è il trofeo annualmente messo in palio tra Italia e Scozia. Assegnato per la prima volta dal 2022, il trofeo commemora Massimo Cuttitta, ex capitano dell’Italia e allenatore di mischia della Scozia, morto per complicazioni insorte a seguito della positività al Covid-19 nel 2021, all’età di 54 anni.