Terremoto All Blacks: staff e giocatori, nervosismo e “tutti contro tutti”
La revisione federale della stagione 2025 sembra aver fatto emergere ruggini e frizioni. All'orizzonte arriva anche una possibile alternativa per la panchina
Terremoto All Blacks: staff e giocatori, nervosismo e "tutti contro tutti" (Ph. Sebastiano Pessina)
In Nuova Zelanda sono ore concitate. Dopo la revisione federale dell’annata sportiva 2025, il sentimento che emerge da quello che fanno rimbalzare i media locali – e non solo – è quello di un generale malcontento, soprattutto pensando alla coda della stagione, culminata nella vittoria a fatica contro la Scozia a Murrayfield (17-25) e nella pesante sconfitta a Twickenham contro l’Inghilterra (33-19).
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Terremoto All Blacks: staff e giocatori, nervosismo e “tutti contro tutti”
Secondo quanto riporta il New Zealand Herald, oltre a problemi di gioco, vi sarebbero frizioni caratteriali pesanti fra il gruppo dei giocatori e quello dello staff. Una ruggine di cui Ardie Savea si sarebbe fatto portatore esponendo la questione ai quadri federali.
Savea lamenta la poca empatia, la poca sintonia di Scott Robertson ma soprattutto del suo assistente Scott Hansen. Il terza linea, uno dei più insoddisfatti, starebbe addirittura valutando la possibilità di non rispondere più alle convocazioni degli All Blacks verso il 2026 e il 2027 mettendo a rischio anche la partecipazione alla Rugby World Cup: l’eventuale idea sarebbe quella di fare un anno in Giappone e poi spostarsi nell’Emisfero Nord, dove non mancherebbero le offerte per l’avanti (Leinster pronta a sferrare l’assalto, ndr).
A proposito di convocazioni, non è tutto. Emerge infatti uno spiffero secondo il quale un giocatore dei Blues, che in passato ha fatto parte anche degli All Blacks XV, avrebbe rifiutato di unirsi al gruppo dei “Tuttineri” per la sfida finale delle Quilter Nations Series contro il Galles per ragioni personali legate a brutti rapporti con lo staff tecnico.
Un sostituto all’orizzonte?
Per il momento Scott Robertson, come head coach, non rischia il posto. Non è escluso però, che possano esserci delle modifiche nella composizione del suo staff.
Non va nascosto che questa “fotografia” alla Federazione Neozelandese di Rugby è tutt’altro che piaciuta, anche perché nel 2026 gli All Blacks dovranno misurarsi ben 4 volte contro il Sudafrica, e la possibilità di uscire con le ossa rotte dalla tournée nella Rainbow Nation, a un anno dalla Rugby World Cup non sarebbe certamente lo scenario ideale per approcciare la Coppa del Mondo.
In lontananza potrebbe stagliarsi la figura di Pat Lam: l’attuale allenatore dei Bristol Bears potrebbe essere un profilo con determinate caratteristiche e un’eventuale “soluzione d’emergenza” credibile.