Andrea Zambonin sempre più protagonista a Exeter: “Mi piace l’intensità del gioco, il modo in cui giocano le squadre e il livello dei giocatori”

Il seconda linea azzurro ha parlato della sua esperienza in Inghilterra e guarda con ambizione al ritorno in Nazionale in vista del Sei Nazioni

Andrea Zambonin sempre più protagonista a Exeter: "Mi piace l’intensità del gioco, il modo in cui giocano le squadre e il livello dei giocatori"

Alla vigilia del match di Challenge Cup contro lo Stade Français, Andrea Zambonin si racconta sulle colonne del sito ufficiale degli Exeter Chiefs, tracciando un primo bilancio della sua esperienza in PREM Rugby e lasciando emergere spunti interessanti anche in chiave nazionale. Arrivato in Inghilterra nell’estate 2025 dopo il percorso con le Zebre, la seconda linea azzurra sta vivendo un passaggio importante della propria carriera in uno dei campionati più duri e competitivi d’Europa.

L’impatto con l’ambiente inglese, spiega Zambonin, è stato facilitato dalla presenza di altri italiani all’interno dello spogliatoio, Stephen Varney e Ross Vintcent: «Non sono stati il motivo per cui ho firmato, ma averli qui mi ha sicuramente aiutato a essere più rilassato. Ho chiesto a Ross alcune cose prima di arrivare, e i suoi consigli mi hanno aiutato a capire cosa mi aspettava. Non vedevo l’ora di venire». Un inserimento rapido anche grazie a un gruppo giovane e molto coeso: «Fin dall’inizio ho sempre detto che il nostro gruppo è davvero molto buono. Credo che questa sia la vera forza della squadra: quanto siamo uniti. Tutti ti fanno sentire il benvenuto».

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Dal punto di vista tecnico, Zambonin ha già trovato continuità nel pacchetto degli Exeter Chiefs, costruendo una solida intesa in seconda linea con il gallese Dafydd Jenkins: «È davvero bello giocare con Daf. Penso che ci completiamo bene come stile e in touche abbiamo un’ottima intesa su cosa fare. È un leader e un capitano, quindi è facile giocare con lui. Credo che possiamo aiutarci a crescere a vicenda».

Andrea Zambonin: “Non conosco ancora la lista dei convocati, ma mi piacerebbe tantissimo esserci”

Fondamentale, nel processo di crescita, anche il lavoro con lo staff tecnico: «Penso che Ross McMillan sia un ottimo allenatore, molto appassionato di quello che fa. Ha una grande conoscenza del rugby ed è anche molto attento al lato umano: tiene davvero ai giocatori, e questo è importante perché quando senti che qualcuno si prende cura di te, dai sempre qualcosa in più». Parole che restituiscono l’immagine di un ambiente esigente ma formativo.

Il massimo campionato inglese rappresenta per Zambonin un obiettivo inseguito da tanto tempo: «Giocare in PREM Rugby è sempre stato un sogno per me. Mi piace l’intensità del gioco, il modo in cui giocano le squadre e il livello dei giocatori. È emozionante farne parte: sto affrontando molte squadre per la prima volta e ogni settimana è una nuova sfida». Un’esperienza che, tra campionato ed Europa, continua a mettere alla prova il suo bagaglio tecnico e mentale.

Lo sguardo, inevitabilmente, va anche all’azzurro. Con oltre dieci caps e un novembre 2025 positivo da mettere in archivio, Zambonin non nasconde le proprie ambizioni in vista del Sei Nazioni 2026: «Non conosco ancora la squadra, ma mi piacerebbe molto essere convocato per l’Italia. L’anno scorso non ho potuto partecipare alla competizione a causa di un infortunio, quindi questa sarebbe la prima opportunità per me di ricoprire un ruolo chiave. Sarà interessante e stimolante».

Nonostante il focus sugli impegni di Coppa, sale gradualmente la voglia di misurarsi con il più alto livello internazionale: «Giocare per l’Italia è l’obiettivo più importante che si possa raggiungere. Cresci guardando le leggende della Nazionale italiana, sognando di arrivare a fare quello che fanno loro, quindi quando hai davvero la possibilità di indossare la maglia, è molto emozionante. Vogliamo ottenere risultati migliori; non vogliamo solo giocare: vogliamo vincere. Penso che stiamo migliorando molto».

Un’esperienza, quella inglese, che potrebbe rivelarsi decisiva anche per il futuro all’interno del gruppo guidato da Gonzalo Quesada: «Personalmente vorrei avere più minuti e un ruolo sempre più importante. Credo che venire qui possa aiutarmi molto, perché mi sta permettendo di sviluppare un modo diverso di vedere il gioco».

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