Benetton, MacRae: “Edimburgo brucia, ma i giocatori non sono robot”. Izekor: “Guai a sottovalutare i Dragons”

Il capo allenatore dei biancoverdi e il flanker azzurro verso la sfida di Challenge di sabato prossimo

Benetton, MacRae:

Benetton, MacRae: "Edimburgo brucia, ma i giocatori non sono robot". Izekor: "Guai a sottovalutare i Dragons" (ph. Benetton Rugby)

Dopo la sconfitta contro Edimburgo il Benetton torna in campo, stavolta in Challenge Cup, per sfidare i Dragons nella terza giornata di Coppa: quello di sabato 10 alle 18.30 (diretta streaming su EPCR TV) sarà un match fondamentale per vincere il girone, obiettivo dichiarato dei biancoverdi, come ricorda il terza linea Alessandro Izekor nell’incontro stampa pre-partita: “Abbiamo sempre parlato della Challenge Cup come un obiettivo, mai come un piano B, e sicuramente giocare la fase a eliminazione diretta in casa può aiutare, per questo è importante vincere il girone. Il livello di frustrazione dopo Edimburgo era davvero alto, soprattutto quando perdi di un punto, perché fa ancora più male. Per questa partita ripartiremo dalle cose semplici e da lì costruiremo il nostro gioco”.

Il Benetton finora sta avendo due percorsi diversi tra URC e Challenge: altalenante in campionato, imbattuto in Coppa. Per coach Calum MacRae, però, tra un torneo e l’altro non cambia nulla: “Contro Edimburgo abbiamo commesso molti errori, soprattutto col pallone in mano, ma avevamo preparato bene la partita ed eravamo mentalmente ‘dentro’. Dobbiamo riuscire a trasferire in gara la qualità delle esecuzioni che mostriamo in allenamento, e soprattutto dobbiamo trovare più continuità: veniamo da due prestazioni molto buone in Challenge e conosciamo le nostre qualità”.

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I Dragons, in questo momento, sono un avversario meno banale di quanto si pensi, come spiega Izekor: “Affrontiamo un avversario in ottima forma, che ha vinto il derby con Cardiff e ha battuto Lione in Coppa. Sappiamo di non doverli sottovalutare perché non sono più la squadra di una volta: prenderli sottogamba potrebbe essere un problema. Anche per noi giocatori non è facile trovarsi in situazioni come quelle di sabato scorso, ed è per questo che abbiamo bisogno di maggiore costanza di rendimento”.

Per quanto riguarda la situazione infortuni, MacRae ha spiegato le condizioni di Lorenzo Cannone e Tommaso Menoncello: “Lorenzo Cannone si è allenato integralmente questa settimana e lo ha fatto molto bene. Menoncello, invece, ha bisogno di ricaricarsi dopo l’appendicite: parliamo di una situazione che va oltre lo sport e riguarda la salute. Oggi si è allenato, ma voglio capire soprattutto come reagirà il suo corpo per valutare quando potrà rientrare in campo. La salute dei giocatori rimane sempre la priorità, e Tommaso deve essere gestito in questo senso”.

Questa settimana ha iniziato a lavorare a Treviso anche Nicolas Roger Farias, il numero 10 arrivato in sostituzione di Tomas Albornoz: “Sta lavorando bene ed è alla sua prima settimana con noi. Sta imparando molto velocemente, è un giocatore talentuoso e ha la capacità di leggere lo spazio e prendere le decisioni giuste per la squadra: sa quando muovere il pallone e quando attaccare. Inoltre è mancino, e questo ci aiuta ad avere maggiore imprevedibilità e pericolosità nel gioco al piede. Ci vorrà ancora un po’ prima di vederlo esordire, anche perché il numero 10 è un ruolo chiave e non è semplice entrare subito in sintonia con il piano di gioco”.

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Sull’avvicinamento al Sei Nazioni, Izekor ha spiegato: “Non conta il fatto che manchi poco al torneo, l’obiettivo di conquistare una maglia azzurra c’è sempre e tutti giochiamo per cercare di meritarci un posto, ma bisogna dare tempo al tempo. La cosa importante è fare bene nel proprio club, concentrarsi sugli obiettivi da raggiungere con la propria squadra settimana dopo settimana: non esistono partite più o meno importanti per essere convocati, lo sono tutte e noi dobbiamo giocarle tutte allo stesso modo, prima di tutto perché è il nostro compito con il club. Poi ovviamente gli allenatori decideranno chi convocare, ma questo viene dopo”.

Sulla concorrenza tra Uren e Garbisi, MacRae ha spiegato: “La scelta tra dipende dalla partita. È un ruolo fondamentale dal punto di vista della continuità ed è positivo che ci sia competizione tra loro. La decisione è legata sia a come vogliamo iniziare la partita sul piano tattico, sia a come intendiamo affrontare il secondo tempo. Contro Edimburgo, ad esempio, era giusto che Alessandro Garbisi partisse dall’inizio perché, fisicamente, poteva gestire meglio la fase difensiva, mentre Uren poteva aiutarci a controllare i momenti più concitati della fase finale del match. Piano tattico e avversario sono quindi i fattori che guidano la mia scelta”.

Il tecnico poi ha parlato di Leonardo Marin, reduce da una prestazione negativa contro Edimburgo in un ruolo nel quale sta tornando ad adattarsi, quello di primo centro: “Marin è un talento. L’ultima partita non cambia assolutamente nulla dell’idea che ho di lui. Contro Edimburgo abbiamo scelto di cambiare perché avevamo bisogno di un giocatore più fisico come Fekitoa, che ha fatto molto bene. Questo vale per Leo come per tutti gli altri: non è una singola partita a cambiare il giudizio su un giocatore. Per me contano consistenza e costanza: i giocatori non sono robot”.

“Leo è un talento la sua adattabilità a volte lo porta a spostarsi spesso da una posizione all’altra in base alle esigenze della squadra. Nell’ultima parte della scorsa stagione abbiamo deciso che avesse il profilo giusto per giocare da 12 sia al Benetton sia in Nazionale, perché dietro Nacho Brex non c’è nessuno con le sue stesse qualità. Questo ci permette di essere efficaci nelle nostre partite e, allo stesso tempo, di dare maggiore profondità all’Italia. Ne abbiamo parlato con Gonzalo Quesada, che sostiene questa strada per Leo: è importante essere sempre allineati. Marin ha giocato molto bene in questa prima fase di stagione, penso ad esempio alla partita in trasferta contro i Lions. Sta avendo tanto minutaggio e sono sicuro che svilupperà ancora più consistenza. In attacco ha grandi capacità di corsa e sa trovare lo spazio, ma è anche bravo a muovere il pallone e a mettere in difficoltà la difesa in modi diversi. Sta facendo un grande lavoro anche per migliorare in difesa e sono molto contento del suo percorso”.

Francesco Palma

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