Chi è Nicolas Roger Farias, il nuovo numero 10 del Benetton
Identikit del mediano di apertura arrivato in biancoverde negli ultimi giorni del 2025
Nicolas Roger Farias con la maglia dell'Argentina
L’Argentina è arrivata quattro volte nelle prime quattro squadre del World Rugby U20 Championship, l’annuale mondiale giovanile. Nel 2025 è arrivata terza, come nel 2016. Nel 2012 si è fermata al quarto posto e nel 2019, nel torneo giocato in patria, ha ottenuto nuovamente il quarto posto malgrado una campagna di grande successo, in cui fu capace di battere la Francia poi campione nella fase a gironi.
Era una squadra, quella del 2019, piena di talento: annoverava tra le proprie fila il pilone del Benetton e dei Pumas Thomas Gallo, il tallonatore dell’Italia Pablo Dimcheff, il terza linea Juan Martin Gonzalez, il mediano di mischia delle Zebre Gonzalo Garcia e l’ex Zebra Geronimo Prisciantelli, l’ala del Benetton Ignacio Mendy e le attuali ali dei Pumas Rodrigo Isgro e Mateo Carreras.
Con la maglia numero 10 giocava Joaquin de la Vega, promettente apertura classe 1999, la cui carriera ha subito un brusco stop proprio quando sembrava pronta a esplodere: dopo il trasferimento al Colomiers, in ProD2, nella scorsa stagione, questa estate il giocatore è stato costretto a smettere dietro consiglio medico a causa del sommarsi di troppe concussions.
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Il giovane de la Vega teneva costantemente in panchina Nicolas Roger Farias, il nuovo acquisto del Benetton Rugby per sostituire il connazionale Tomas Albornoz. Roger, classe 2000, compare appena in qualche lista marcatori di quel mondiale argentino, costretto a giocare appena qualche scampolo di partita. Nelle liste gara sul sito ufficiale di World Rugby addirittura non figura: sono pensate per ospitare 23 giocatori, e in quel mondiale le squadre potevano selezionare fino a 28 atleti per una singola partita.
Questo lungo preambolo serve a rintracciare l’avvio della storia di un giocatore cresciuto lentamente, che arriva al rugby che conta a quasi 26 anni, ma che nel suo cammino sembra aver sviluppato le armi necessarie per essere subito protagonista.
Il cammino
I due fratelli Roger Farias arrivano in Italia nel 2022, assieme. Entrambi hanno il passaporto italiano e sono eleggibili per gli Azzurri, malgrado abbiano fatto la trafila delle nazionali giovanili argentine. Martin, il maggiore, si ferma a Padova, dove veste la maglia del Valsugana in Serie A. Nicolas, invece, viene reclutato nella massima serie dal CUS Torino, squadra neopromossa determinata a vendere cara la pelle nell’allora Top 10.
E in effetti i piemontesi, quell’anno, resistono più di molte altre neopromosse delle ultime stagioni: arrivano a giocarsi addirittura uno spareggio retrocessione con il Mogliano, poi comunque perso.
In quella squadra Nicolas Roger è un faro che illumina, attorno al quale si muove gran parte di ciò che di buono Torino riesce a costruire. La retrocessione, però, lo rispedisce in Sudamerica, dove prima si accasa nella franchigia cilena dei Selknam per partecipare al Super Rugby Americas e nella scorsa stagione torna in Argentina con la neonata franchigia dei Tarucas, di base a Tucuman.
Ciò che di buono ha mostrato la formazione tucumana nella sua prima stagione di vita porta alcuni dei suoi protagonisti, in particolare Simon Benitez Cruz e Nicolas Roger Farias, a essere convocati da Felipe Contepomi con la nazionale argentina per le partite dell’estate.
Roger ne gioca tre: non fa parte della squadra che batte i British & Irish Lions, ma entra dalla panchina nelle due partite perse contro l’Inghilterra. Poi guida la squadra contro l’Uruguay, vestendo la maglia numero 10: è il primo trequarti cresciuto nel Santiago Lawn Tennis di Santiago del Estero a indossare l’albiceleste. A novembre non è stato richiamato: oggi è probabilmente la quarta scelta dei Pumas dietro ad Albornoz, Santiago Carreras e Geronimo Prisciantelli.
Le caratteristiche
In Nicolas Roger la dirigenza del Benetton non deve aver visto soltanto un giocatore di talento con una buona esperienza alle spalle, sia di campo che di vita in paesi diversi dal proprio (ha giocato anche in Colombia e in Uruguay oltre che in Italia, in Cile, in Argentina), ma anche un giocatore con caratteristiche non così dissimili da quelle di Tomas Albornoz, il mediano di apertura che ha perduto per la ricca offerta arrivata dal Tolone.
Come il più anziano collega, infatti, il giocatore argentino ama attaccare in prima persona, sfruttando la propria accelerazione e le dimensioni compatte per andare oltre la difesa. La giocata finta-di-passaggio-e-vado è il suo marchio di fabbrica.
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Ha un passaggio molto accurato che gli permette di distribuire in maniera precisa l’ovale anche nel traffico, con spazi e tempi ridotti. Da un punto di vista tecnico è un giocatore completo in tutta l’area relativa al ricevere, passare e calciare, preciso al piede sia nel gioco che ai pali.
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È un giocatore che dà il meglio quando i ritmi sono sostenuti e che sembra piuttosto congeniale al tipo di attacco che il Benetton sta sviluppando nel corso di questa stagione agli ordini del nuovo tecnico specifico Peter Wilkins. Rimane da valutare, rispetto alle sfide che ha dovuto fino a qui affrontare, la sua capacità di gestire il gioco tatticamente, in particolare nelle situazioni di uscita dalla propria metà campo. Un punto di domanda a cui, certamente, sarà chiamato presto a rispondere indossando la maglia biancoverde.
Lorenzo Calamai