La 14esima giornata si è chiusa con la dura sconfitta dei rossoneri per 66-0, in campo con una squadra di giovanissimi

Top 14, Tolone distrutta da La Rochelle. Ma Pierre Mignoni difende le sue scelte (ph. by Sylvain THOMAS / AFP)
La 14esima giornata di Top 14 si è chiusa con la dura sconfitta del Tolone per 66-0 in casa di La Rochelle. Una vera batosta, secondo molti già scritta dopo aver letto la formazione che avrebbe schierato in campo il coach dei rossoneri Pierre Mignoni.
Il tecnico del Tolone ha messo in campo una squadra molto giovane, con tanti espoirs e un significativo turnover di rosa. Uno dei pochi con una certa esperienza era il mediano di apertura Paolo Garbisi, che tornava titolare dopo alcune partite da non convocato.
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L’azzurro ha fatto quello che poteva (voto in pagella di Rugbyrama 3.5, ma è nella media dei voti assegnati) ma alla fine la differenza di cilindrata ed esperienza era troppo netta, e il risultato di 66-0 lo dimostra.
Top 14, Tolone distrutta da La Rochelle. Ma Pierre Mignoni difende le sue scelte
Eppure coach Pierre Mignoni ha difeso assolutamente le sue scelte per la partita contro La Rochelle, motivandole in questo modo: “Certo, siamo delusi. Avevamo poche possibilità di vincere, siamo onesti, lo avevamo detto prima della partita. Ma volevamo anche far fare esperienza a molti giocatori. La difficoltà è non segnare una meta. La Rochelle ci ha tenuto sotto pressione per 80 minuti, complimenti a loro. È stata molto dura, ma bisogna affrontare partite come questa per crescere e imparare”.
“Sì, mi aspettavo che sarebbe stata dura, ovviamente. Conosco il livello di La Rochelle, conosco il nostro livello attuale. Ma onestamente, i giocatori hanno lottato duramente. È vero, abbiamo subito 60 punti, ma non credo che siamo la prima squadra a subirne 60. Altri ne hanno subiti questo fine settimana e in altri. Dobbiamo affrontare tutto questo affinché anche i nostri giovani imparino cosa significa il massimo livello. È anche un’esperienza formativa”.
“Non è mai piacevole subire 60 punti. Ma non nascondiamo la testa sotto la sabbia. Alcuni diranno che è stato un disastro; ma cos’è, i nostri giovani non hanno il diritto di crescere? Ci tagliano il tetto salariale, ci prosciugano. Cosa vi aspettate che facciamo? Quando hai 19 giocatori fuori, non puoi schierare chissà chi. Devi usare le risorse del club, e queste sono i giovani. Cosa vuoi che dica? La Top 14 è molto lunga, è molto dura, con un calendario estenuante”.
“Sì, sarò criticato per questo e lo accetto. Di nuovo, non posso fare altrimenti. Quando mancano 19 giocatori, a parte mettermi in lista… Per me, è finita, ho giocato a mio tempo la mia giusta parte di partite. Ma i giovani no. E questa è la prima partita per alcuni di loro. È una buona cosa. Se alla gente non piace, fa niente. Parlo per il Tolone, ma parlo anche per tutte le altre squadre. A un certo punto, ci viene chiesto di giocare undici mesi a stagione. Voglio dire, non mi lamenterò del calendario; alleno da 15 anni, ho giocato per 17, lo so. Quello che voglio dire è che non posso fare altrimenti. Quindi, se questo non piace, datemi un tetto salariale, datemi le risorse per avere tre squadre. Al momento, non le abbiamo. Né il Tolone, né altri club”, ha concluso lapidario il tecnico dei rossoneri Pierre Mignoni.
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