Mondiale U20: il Sudafrica batte l’Argentina e vola in finale

La squadra favorita ha fatto rispettare il pronostico con un avvio micidiale

Mondiale U20: il Sudafrica batte l'Argentina e vola in finale - ph. Sebastiano Pessina

Il Sudafrica sfiderà la Nuova Zelanda nella finale del Mondiale U20 in Italia dopo aver battuto 48-24 l’Argentina nella seconda semifinale per il titolo a Viadana.

Ancora una volta i Junior Springboks sono stati ingiocabili per larghi tratti della partita e hanno dimostrato di essere, almeno fin qui, la miglior squadra della competizione.

In particolare nella gara dello Zaffanella ha fatto la differenza l’avvio micidiale dei favoriti di giornata: sono bastati 23 minuti per ipotecare la partita, grazie a quattro mete messe a segno in rapida successione contro un solo calcio piazzato messo tra i pali dagli avversari.

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Un inizio travolgente con alcuni dei migliori talenti di questa rassegna giovanile sugli scudi: l’imprendibile mediano di mischia Hassiem Pead ha distribuito un assist e ne ha ricevuto un altro nelle prime due mete di giornata, Mbatho Lekani è stato devastante a contatto, il triangolo allargato composto da Jaco Williams, Cheswill Jooste e Gilermo Mentoe ha confermato le clamorose doti di rapidità e atletismo.

La macchina sudafricana si è incartata solo a cavallo dei due tempi, quando l’Argentina ha saputo reagire mettendo gli avversari in difficoltà in mischia ordinata, alzando il livello di fisicità a contatto e nel punto d’incontro. Il Sudafrica ha commesso qualche fallo e i sudamericani hanno punito due volte: prima dell’intervallo con Agustin Garcia e dopo il medesimo con una splendida finalizzazione in bandierina di Timoteo Silva. Il punteggio diceva 28-17 al minuto 52.

Da lì il Sudafrica ha saggiamente occupato la metà campo avversario e convertito due calci piazzati per portarsi a +17, fuori pericolo. Poi ha chiuso l’incontro con una bella meta firmata dal primo centro Albertus Bester, ma creata da una corsa elegante e imprendibile del compagno di reparto Demitre Erasmus.

L’Argentina si è presa comunque l’onore delle armi prendendosi un’altra marcatura dell’incontro al 72′ con Fernandez Miranda, ma la partita si è chiusa all’ottantesimo con una marcatura individuale di Cheswill Jooste, capace di seminare tutta la retroguardia avversaria con una corsa di 40 metri.

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