Franco Smith e il Pro14: bene per il rugby sudafricano
L'ex tecnico Benetton parla dei vantaggi di competere in due emisferi
ph. Sebastiano Pessina
Con tanti anni a Treviso alle spalle, tra cui quelli del delicato passaggio da campionato italiano a Pro12, Franco Smith conosce molto bene il torneo celtico. Il Director of Rugby dei Cheetahs, nonché assistente allenatore di Coetzee sulla panchina del Sudafrica, ha parlato alla Gazzetta dello Sport dell’ingresso delle due formazioni sudafricane nell’ex Pro12 e dei vantaggi tecnici che il rugby Springboks può trarne.
“I sudafricani saranno sorpresi dal Pro 14 – esordisce Smith – Britannici e irlandesi hanno imparato a usare il pallone quando è bagnato e a giocare un rugby positivo. Investendo tempo e denaro hanno sviluppato le abilità”. Sulla decisione di entrare nel torneo celtico, “possiamo sviluppare il nostro gioco sui due emisferi. Le partite del Nord sono simili ai Test Match: ci sono meno opportunità di segnare, meno spazio […] In casa, credo che dovremo continuare a giocare il nostro rugby, in attacco abbiamo un vantaggio, ma dovremo migliorare la difesa”.
Una parola infine sul Sudafrica, in ripresa dopo un 2016 nero anche per la sconfitta di Firenze. “Stiamo crescendo. Stiamo sviluppando le abilità per diventare una squadra meno tradizionale e più capace di attaccare palla in mano”.