Rio 2016 e il rugby Seven visti da Brian O’Driscoll

L'ex centro irlandese elogia la disciplina per la capacità di espandersi in Paesi poco ovali

Brian O'Driscoll sul Pro14

ph. Sebastiano Pessina

A pochi giorni dall’inizio dei tornei olimpici di rugby Seven a Rio 2016, per il codice ovale a cinque cerchi arriva un’importante sponsorizzazione da parte di una delle sue leggende, Brian O’Driscoll. L’occasione, per l’ex centro, è stata un’intervista rilasciata a margine del suo ingresso come membro della Laureus World Sports Academy, impegnata nel promuovere lo sport tra i giovani attraverso le beneficenza.”Il Sevens è uno sport molto interessante e la cosa è stata amplificata dal fatto che sia diventato disciplina olimpica – ha dichiarato l’irlandese Ha il pregio di entrare in quei Paesi che non sono molto legati al rugby, in particolare la Cina e gli Stati Uniti. Se sarà grande alle Olimpiadi, lo diventerà anche in quegli Stati”.

 

Sul rapporto tra il rugby Seven e il rugby a XV, O’Driscoll pensa “che entrambi possano alimentarsi a vicenda. Negli anni abbiamo visto diversi giocatori di rugby a 7 voler diventare dei giocatori di Union, ma ora stiamo assistendo al percorso inverso per la conquista di una medaglia olimpica. Tutti i grandi atleti come Sonny Bill Williams stanno cercando di giocarci”.

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