La finale scudetto, le strategie di Calvisano e la linea verde: parla Alessandro Vaccari
In un'intervista il patron dei gialloneri torna sulla sconfitta di Rovigo e lancia uno sguardo al futuro del club bresciano
ph. Tommaso Del Panta
Ad una settimana di distanza, il patron di Calvisano Alessandro Vaccari torna sulla finale scudetto persa dal club lombardo al Battaglini. Dalle colonne de Il Giorno, il presidente dei gialloneri fa i complimenti a Rovigo (“Ha vinto la squadra che meglio ha interpretato la partita e che nei momenti topici ha trovato lucidità e quel pizzico di fortuna essenziale”) ma non senza rimpianti: “Per 24′ abbiamo avuto in mano il timone della gara, ma non abbiamo raccolto punti […] Al riposo sul 6-6, Rovigo è tornato in campo più tonico e… la partita l’hanno vista tutti, compreso il palo del mancato 9-12 che nel giro di un minuto è diventato 15-9 per i rossoblu”. Una sconfitta figlia anche di “una stagione tribolata […] Siamo arrivati in dirittura d’arrivo non proprio stanchi, né stremati. Ma logori sì”.
Nonostante la delusione per il mancato tris, il numero uno del club bresciano non perde di vista l’immediato futuro e rilancia: “La strategia non cambia, Calvisano punta a confermarsi luogo di alta formazione e di maturazione per i prospetti più interessanti nel panorama nazionale come Riccioni, Raffaele, Giammarioli, Di Giulio e Minozzi, tutti usciti dalle Accademie Federali e tutti capaci di minutaggi di rilievo. […] Costruiremo una squadra all’insegna della linea verde, mettendo in sintonia la freschezza di alcuni ventenni con la consistenza di elementi esperti e disposti a insegnare”.