Bortolami fa il capitano: “Nel Sei Nazioni ci rimaniamo, ma sveglia”

Il seconda linea con 111 caps indica la strada: "Allargare la base e un campionato di club più serio"

Marco Bortolami a bordo campo

“In questi 15 anni abbiamo fatti passi avanti, ma gli altri vanno a un’altra velocità. E il problema è sempre quello: va allargata la base, cominciando da un campionato di club più serio”. Parole che Marco Bortolami riferisce a La Gazzetta dello Sport. Il tema è quello delle accuse che il Times ha lanciato al nostro movimento sabato mattina, quotidiano a cui è poi arrivato il “sostegno” di altri media britannici nella giornata di domenica, come il Daily Mail, dove Sir Clive Woodward dice che l’Italia avrà il cuchiaio di legno anche quest’anno: “Non vedo progressi (…) Se vogliamo far crescere il rugby europeo coinvolgiamo con promozioni e retrocessioni paesi come Georgia, Romania, Spagna e perfino Germania”.

 

Il giocatore azzurro con più caps di sempre non vede reali pericoli all’orizzonte per la presenza italiana nel torneo più importante – e giustamente, ci viene da dire –  ma bisogna cambiare passo: “Le perplessità lasciano il tempo che trovano (ma come movimento dobbiamo ragionare in termini più generali”.
A proposito del Times. Anche ieri è tornato ad attaccare l’Italia, parlando di “una squadra azzurra che soffrirebbe anche contro le prime sei o settesquadre di Premiership”. Poi mette nel mirino Kelly Haimona, “che nei calci da fermo non avrebbe centrato nemmeno il portone di un capannone”.

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