L’Inghilterra scommette e rilancia sul rugby femminile

La RFU decisa: aumentare il numero delle giocatrici portando la palla ovale rosa in college e scuole

ph. Jed Leicester/Action Images

Il Mondiale vinto ad agosto in Francia di sicuro ha dato una bella spinta, ma l’impressione è che al di là della Manica pensassero già da un po’ a una strategia di diffusione del rugby femminile. Ian Ritchie, Chief Executive della RFU, si è incontrato con una delegazione rappresentante l’Inghilterra recente campione del mondo e con alcuni membri delle Houses of Parliament per discutere di strategie finalizzate ad un ulteriore sviluppo della palla ovale in rosa. La volontà è di portare a 100.000 il numero delle atlete praticanti, ma soprattutto di arrivare alla 25.000 atlete che giochino con contratto entro il 2017. Negli ultimi dodici mesi il rugby femminile inglese è cresciuto come in nessun anno precedente, facendo divenire l’Inghilterra lo stato di tutta Ovalia in cui esso è maggiormente praticato. La volontà è ora quella di coinvolgere università, scuole e college affinché si attrezzino per proporre tutte la possibilità alle proprie studentesse di praticare il gioco. Parole di elogio sono arrivate da Helen Grant, Ministro dello Sport.

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