Il rugby femminile perde Malice: un trauma cranico la costringe al ritiro

Smette di giocare a neanche 30 anni (e a tre mesi dal Mondiale) Marie Alice Yahè, capitano della nazionale francese

ph. Paul Harding/Action Images

Fare dei paragoni è complicato, ma l’addio al rugby giocato ad appena 30 anni di Marie Alice “Malice” Yahè ha sull’Ovalia femminile un impatto simile a quello che avrebbe potuto avere il ritiro di uno tipo Richie McCaw alla stessa età. La francese è una delle atlete più famose e rispettate del rugby femminile, capitano della nazionale francese e vera icona vivente, e a fermarla è stata l’ennesima botta alla testa: una concussion rimediata durante il Sei Nazioni, ma in allenamento. Poi tanti esami, la speranza di rientrare fino allo stop imposto dai medici.
Lei (legata tra l’altro a un altro rugbista: Lionel Beauxis) prende tutto con filosofia: “Credo che questa sia la decisione migliore da prendere, giocare ancora potrebbe essere pericoloso per la mia vita futura”. L’amarezza è comunque tanta, anche perché ad agosto scatta proprio in Francia la Coppa del Mondo.


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