La Nuova Zelanda va alla guerra contro le scommesse

La NZRU farà firmare a tesserati e non un documento che vieta ogni tipo di scommessa su qualsiasi gara di rugby

ph. Sebastiano Pessina

ph. Sebastiano Pessina

Lotta a scommesse, combine e corruzione senza quartiere. La federazione neozelandese ha annunciato una vera e propria guerra senza quartiere e chiederà a circa 2.000 persone tra giocatori, dirigenti e allenatori di firmare un documento in cui si impegnano a difendere l’integrità del rugby e  dello sport. Le nuove norme prevedono il divieto totale di scommesse su qualsiasi partita di rugby e di qualsiasi campionato, partita o torneo di ogni parte del mondo. Stesso divieto vale sulle performance di singoli atleti o su risultati parziali di ogni singola gara. Scommesse che saranno vietate sia in prima persona che in conto terzi. Anche medici, fisioterapisti, selezionatori, agenti, dirigenti, analisti e familiari di tutte queste categorie non potranno scommettere.
Pesantissime le sanzioni, con il facile ricorso alla squalifica a vita.
Il dirigente della NZRU Neil Sorensen è stato chiarissimo: “Vogliamo che il nostro sport rimanga un onesto test di skill, tecnica e abilità. Finora è stato praticamente sempre così, ma non possiamo dormire sugli allori e questa non è una condizione garantita”.
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