Concussion, dall’Australia nuovi risultati sui giocatori Aussie Rules

Questa volta sotto la lente finiscono anche i giocatori di livello amatoriale. E i risultato non sorprendono..

ph. Ian Smith/Action Images

Dall’Australia arrivano ulteriori tasselli a completare il complicato puzzle del rapporto tra colpi alla testa subiti nel corso della carriera e problemi neurologici di lungo periodo. Lo studio di cui oggi parliamo è stato condotto dal Dr Alan Pearce, che ha esaminato lo stato di salute del cervello di quaranta ex giocatori di Australian football, dal livello amatoriale a quello professionistico. E i risultati dicono che in entrambi i casi, sia che questo sport lo abbiano praticato per hobby che per professione, lo status cerebrale è sensibilmente più negativo rispetto a casi standard di chi non ha mai praticato sport di contatto. In particolare, Pearce e il suo gruppo di lavoro hanno rilevato scarsi tempi di reazione agli stimoli, difficoltà di controllo del movimento, e iperattività. La parte più interessante della ricerca, è comunque quella che mette in relazione gli atleti amatoriali con quelli professionisti: “a concussion is a concussion“, ha dichiarato Pearce, indipendentemente dal livello in cui si gioca. La Australian Football League, al pari della IRB e delle federazioni ovali, sta promuovendo campagne di sensibilizzazione al tema, che coinvolgono atleti e società.

OnRugby.it © Riproduzione riservata

Cari Lettori,

OnRugby, da oltre 10 anni, Vi offre gratuitamente un’informazione puntuale e quotidiana sul mondo della palla ovale. Il nostro lavoro ha un costo che viene ripagato dalla pubblicità, in particolare quella personalizzata.

Quando Vi viene proposta l’informativa sul rilascio di cookie o tecnologie simili, Vi chiediamo di sostenerci dando il Vostro consenso.

Ultime notizie in News