BergaMirco verso l’azzurro grazie alla spinta rossoblu
Un giocatore che ha deciso di fare un passo indietro per prendere una rincorsa più lunga
ph. Alessandra Florida
E’ un Mirco Bergamasco rinato quello che si è presentato all’avvio del campionato d’Eccellenza. Un giocatore determinato come non mai, ma anche umile e con le idee chiarissime in testa, come ha ben spiegato a Massimo Calandri di Repubblica, che lo ha intervistato. La prima idea è ovviamente quella di riprendersi la maglia azzurra: «Sì, voglio riprendermi la Nazionale. Lavorando duro, partendo dal basso. Da un ambiente sano e vero: a Rovigo ho ritrovato quella passione che avevo conosciuto da ragazzino. Voglio divertirmi. E non accetterò più compromessi: avevo vent’ anni quando mi hanno piazzato all’ala, ma io mi sono sempre sentito un centro. Solo che ho preferito mettermi a disposizione degli altri. Mi è mancata la cattiveria, l’egoismo per dire quello che volevo».
Poi l’impatto con il mondo dell’Eccellenza per uno che arriva dal Top 14: «Non c’è mica tutta questa differenza, sapete? A furia di sentir dire che il livello del campionato italiano è basso, all’inizio quasi ci credevo anch’io. Invece ho trovato professionalità, talento, idee. Il problema è che manca la visibilità e quindi non ci sono soldi, così molti finiscono col perdere entusiasmo. Ma spero che la presenza mia e di altri campioni arrivati quest’anno possa suscitare interesse: venite avederci, non ve ne pentirete. Il rugby italiano non è solo Nazionale e franchigie. Anzi».