Gavazzi “veste” il Benetton da ambasciatore italiano. E per Munari…

Una intervista per distendere i toni, per ribadire alcuni concetti già espressi in passato. E per buttare un sasso in uno stagno

ph. Sebastiano Pessina

Una intervista a Elvis Lucchese del Corriere del Veneto per distendere gli animi dopo le ultime polemiche. Il presidente federale Alfredo Gavazzi lo dice chiaro e tondo, lui «vuole un Benetton sempre più forte: centrare traguardi importanti, come le semifinali di Pro 12 o il passaggio del turno in Heinken Cup, è indispensabile a tutto il rugby italiano per acquisire peso sugli scacchieri internazionali».
Poi si smarca dalla gestione che lo ha preceduto e ribadisce che la disparità economica nei contributi federali a Zebre (per le quali si augura 5 vittorie per la prossima stagione) e Benetton è destinata a finire: «La Fir dà a Treviso un contributo di oltre 3 milioni a stagione, che crescerà nei prossimi due anni: con Zatta c’è già un accordo preciso. Quella delle Zebre è una situazione ereditata dal passato…».
Lucchese chiede poi conto di una voce che circola da qualche tempo, e cioè che il presidente FIR avrebbe offerto un posto in federazione a Vittorio Munari. Gavazzi smentisce seccamente poi però riapre una finestra: In occasione di un incontro a cui era presente anche Zatta, però, ho detto che se il Benetton dovesse privarsi dei servizi di Munari porremmo parlare di un suo passaggio alla Federazione. Sa, nessun rapporto è eterno: anche Ferguson ha lasciato il Manchester…». Parole semplicemente impensabili soltanto 12 mesi fa da parte di un presidente federale.

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