Super Rugby al vero via con un “debuttante” di 38 anni: Brad Thorn
Dopo l'antipasto australiano scendono in campo tutte le altre. E tra gli Highlanders c'è l'uomo più vincente del rugby mondiale
ph. Sebastiano Pessina
Lo scorso fine settimana c’è stato un antipasto tutto australiano, quello che va iniziando ci offrirà invece la prima giornata completa del Super Rugby 2013. Nella terra dei canguri a giugno arriva infatti il ciclone Lions e la cosa scombussola non poco il calendario della competizione.
Un torneo che non vedrà la partecipazione – almeno fino a giugno inoltrato – di Richie mcCaw, in giro per il mondo a ricaricare le batterie, che vede Dan Carter perdere i gradi di vicecapitano dei Crusaders, che attende al varco i Blues di John Kirwan e che aspetta con curiosità la nuova franchigia sudafricana, i Southern Kings.
Uomo-simbolo di questa competizione? Un vecchietto di nome Brad Thorn. Uno che a 38 anni ha deciso di rimettersi in discussione (ancora una volta) e di indossare la maglia degli Highlanders dopo aver vinto tutto quello che c’era da vincere a Ovalia: l’ITM Cup, il Super Rugby con i Crusaders, l’Heineken Cup con il Leinster, il Mondiale e il Tri-Nations con gli All Blacks e – per non farsi mancare nulla – quattro titoli NRL (rugby a 13) con i Broncos di Brisbane, con i quali ha vinto anche un World Club Challenge.
Ha deciso di lasciare il Giappone per tornare a casa e mettersi nuovamente alla prova nel più competitivo torneo per club del mondo (assieme all’Heineken Cup), dice che darà come sempre il suo contributo ma che il palcoscenico lo devono occupare altri. Noi scommettiamo che sarà ancora protagonista.

