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Sei Nazioni femminile: Italia, chiusura col botto. Galles espugnato per 12-16

Splendido primo tempo delle ragazze azzurre, che nella ripresa contengono la reazione avversaria vincendo in trasferta
ph. Sebastiano Pessina

ph. Sebastiano Pessina

La partita inizia benissimo per le azzurre che dopo pochi minuti vanno in meta con Beatrice Rigoni, anche se la conversione non arriva. Sullo 0-5 il Galles prova quindi a prendere in mano il comando delle operazioni cercando una reazione, ma è ancora il mediano di apertura della squadra di Di Giandomenico a colpire, intercettando una palla nei propri ventidue metri e scappando indisturbata per più di ottanta metri consegnando alle compagne un vantaggio di dieci punti. Che si assesta sullo 0-13 quando Michela Sillari trasforma dalla piazzola una punizione. Le gallesi appaiono ferite, ma poco prima del termine del termine della frazione di gioco realizzano una meta grazie alla prorompente corsa della terza linea Sioned Harries, a cui non viene addizionata la susseguente conversione. Si va al riposo quindi sul 5-13.

 

La ripartenza ad Aberavon, nel secondo tempo, non è delle migliori per le ragazze del Bel Paese: Sioned Harries infatti va ancora in meta, con Wilkins che converte sistemando il punteggio sul 12-13. Le gallesi a meno uno provano a dare fondo a tutte le loro energie, spesso eccedendo in disciplina. Michela Sillari non si fa pregare e su una punizione concessa dalle padrone di casa piazza l’ovale in mezzo ai pali per il 12-16. Nell’ultimo quarto di gara, poi, non succede più nulla. La difesa azzurra resiste alle offensive gallesi. E’ il secondo successo delle ragazze italiane in questo Sei Nazioni.

 

Port Talbot, Talbot Athletic Ground – domenica 20 marzo 2016, ore 14.00 (15 in Italia)

6 Nazioni Femminile, V giornata

Galles v Italia 12-16 (5-13)

Marcatori: p.t. 10’ m. Rigoni (0-5); 27’ m. Rigoni (0-10); 34’ c.p. Sillari (0-13); 40’ m. Harries (5-13);s.t. 46’ m. York tr. Wikins (12-13); 56’ c.p. Sillari (12-16)

Galles: Taviner;  Dainton, Jones, Lake (67’ Rowland), Evans (73’ Hywel); Wilkins, Bevan (58’ Snowsill); Harries, Williams, Taylor (cap);  Lillicrap (54’ Rowe), Powell-Hughes, Evans (67’ Hale), Phillips (51’ Price), York (67’ Edwards)

a disposizione non entrate: Hale, Edwards, Rowe, Butchers, Rowland, Hywel .

All. Edwards

Italia: Sillari; Magatti, Cioffi, Zangirolami, Stefan; Rigoni, Barattin (cap); Giordano, Locatelli, Este (28’ Arrighetti) (77’ Ruzza); Trevisan, Pillotti; Bettoni (73’ Gai), Cammarano, Cucchiella.

a disposizione non entrate: Nicoletti, Tounesi, Folli, Madia

all. Di Giandomenico

arb. J. Neville

Cartellini: 39’ cartellino giallo a Arrighetti (Italia); 55’ cartellino giallo a Harries (Galles)

Calciatori: Sillari 2/4 (Italia); Wilkins 1/2 (Galles)

Note: pomeriggio soleggiato, campo non in perfette condizioni. Circa 2000 spettatori presenti


onrugby.it © riproduzione riservata

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41 risposte a “Sei Nazioni femminile: Italia, chiusura col botto. Galles espugnato per 12-16”

  1. 6nazioni scrive:

    brave tose siete l’orgoglio del rugby italiano, toste fino alla fine e grande
    tecnico.

  2. Hullalla scrive:

    Magari si riuscisse a portare il recor di vittorie al 6N delle nazionali seniores e U20 al livello di quella femminile…

  3. enricalvisano scrive:

    Brave.
    Su 15 partite di 6N (uomini, donne, u20) le uniche due vinte sono le loro. E se con la Scozia femminile la vittoria è ormai abbastanza scontata, con il Galles non lo era per nulla. Brave!

  4. carpediem scrive:

    brave,brave,brave!!!!!!!!
    come sempre, rendete la sitauzione un po’più……. rosea
    noi amanti della pallaovale dovremmo farvi un monumento!!!!!1
    #unaladypresidenteFIR

  5. massimo1 scrive:

    Brave il prossimo anno le femmine all’olimpico e i maschi nei campi di periferia insieme al loro presidente.

  6. Mr Ian scrive:

    Grandissime ragazze, orgoglio nazionale!

  7. mauro scrive:

    Non ci sono parole per ringraziarvi. Se questo nostro disgraziato sport può vantare credito è solo per merito di queste ragazze le quali con grandi sacrifici e pochi mezzi tengono alta la bandiera.
    Un’ulteriore conferma che c’è bisogno di pulizia e sacrificio.
    Grazie ancora!

  8. 6nazioni scrive:

    scusate tose ma sicuramente sarete contente di questa notizia.

    Rugby giovanile (quello vero)
    club che si sono qualificate x le fasi finali campionato u.18 elite’

    girone 1 petrarca / vincente rovigo-bemetton del 03.04.2016
    girone 2 viadana /asd milano
    girone 3 medicei firenze / ur prosesto
    girone 4 capitolina/s.s.lazio
    favorito il mio petrarca ma attenti al duo viadana/capitolina

  9. balin scrive:

    Non solo nel rugby, ad onor del vero, le donne italiane spesso e volentieri son meglio di noi maschietti
    Brave continuate così, all’asilo mi dicevano: vuoi farti bagnare il naso dalle femmine? spero che i nostri maschiacci si sbrighino nell’arrivare vicini al vostro livello (sono 8e nel ranking mondiale !)

  10. tonibaruchel scrive:

    RIPRENDO QUANTO DETTO SOPRA DA MASSIMO 1 , PERCHE’ NON PENSARE

    AD UNA PRESIDENTESSA DONNA ?

    SONO MOLTO PIU’ PRECISE , CORRETTE E COERENTI E CON LE PALLE .

    VEDASI A TREVISO PER ESEMPIO LA PRESIDENTE DEGLI INDUSTRIALI .

    APPREZZATA E BEN VOLUTA DA TUTTI ED UN OTTIMO ESEMPIO DI PRESIDENTE,

    MAMMA ED IMPRENDITRICE .

  11. Stefano S. scrive:

    Grandi ragazze !siete noi il nostro orgoglio!!! E zero accademie

  12. parega scrive:

    era presente anche l’ex coach degl’aironi roland philips

  13. fabrio13H scrive:

    Complimenti grandissimi alle ragazze che terminano il 6 nazioni battendo le due squadre che nel ranking stavano più o meno al loro livello: Scozia e Galles (per incredibile che possa sembrare visto come siamo messi a livello maschile). Contenute anche le sconfitte con le grandi Irlanda e Inghilterra mentre è stata netta solo quella con la Francia, vincitrice del torneo.

  14. jazztrain scrive:

    Stupende, fantastiche, straordinarie.

    Voi siete l’orgoglio del rugby italico.

    Se i nostri ragazzi prendessero esempio da queste splendide guerriere!

  15. QUEO MAGRO scrive:

    Splendide Azzurre! Brave brave brave!!!! :D

  16. Sergio Martin scrive:

    Brave ragazze!

  17. il carogna scrive:

    Grazie Donne.
    Siete il mio sogno.

  18. Eva P. scrive:

    #lamiagioia

    PS Donna, mamma, lavoratrice, appassionata di rugby: mi candido alla presidenza :-)

  19. Jock scrive:

    Io ce la avrei una vecchissima e cara amica, che legge sempre il blog, interviene rarissimamente, è carica di meriti rugbistici, da candidare alla presidenza FIR. Affetto, riconoscenza e rispetto per il nostro splendido 15. Stagne, cattive, solide. Bravissime, grazie. Davvero. Di Di Giandomenico, che non conosco, mi dicono benissimo, quanto a qualità. Brava @Eva P., falli neri.

  20. Dagoberto scrive:

    Intanto complimenti alle atlete italiane, uniche che ci permettono di guardare l’Europa rugbistica con il naso verso il sole o, se preferite, verso la luna! Mi permetto, peraltro, di utilizzare i loro successi a mero scopo propedeutico per lanciare una provocazione, una sfida verso le tante polemiche e critiche che sempre più spesso caratterizzano il rugby maschile italiano di alto livello, per la verità, stimolate da ridondanti e reiterati insuccessi.
    Per quale motivo per le atlete di sesso femminile la pochezza formativa e del know how dei tanto vituperati tecnici italiani, accusati di non essere all’altezza delle esigenze dell’alto livello, piuttosto che di non essere adeguati alla formazione delle skilling dei giovani rugbisti, non risulta essere così deficiente o, comunque, causa di nefasti risultati nelle performance? Come mai la pochezza del bacino nazionale a cui si attinge non risulta così poco confacente rispetto alle più blasonate union del 6N, come si lamenta per giustificare i fallimenti internazionali del rugby maschile? Come mai la mancanza di pratica del rugby, piuttosto che di altri sport nella scuola dell’obbligo, ma anche successivamente (il rugby si inizia a praticare tra la fine del ‘700 e l’800 proprio nei college), sembra non essere un problema per la nazionale rosa? Se fosse un fatto legato più agli stimoli, alle motivazioni, al senso di rivalsa che spinge un atleta, che contribuisce, in modo particolare nel rugby, ad essere performanti al punto giusto, a trovare quelle energie e quella convinzione senza le quali è complicato trovare importanti risultati nella competizione? Riflettendo, in Italia, rispetto i più evoluti, socialmente parlando, paesi europei, il mondo femminile deve ancora conquistare quelle posizioni di parità o, perché no, di supremazia a cui, giusto o sbagliato anche in funzione di come la possa pensare il maschio medio italiano, aspirerebbe. Insomma, forse e dico forse, spero non me ne vogliano le rugbiste in rosa, le scozzesi, piuttosto che le gallesi, ma anche le altre colleghe del 6N, hanno intrapreso un certo percorso evolutivo di emancipazione e riconoscimento sociale un po’ prima delle nostre atlete, hanno in cuor loro meno bisogno di elevarsi attraverso una vittoria nel 6N perché si sentono già adeguatamente paritetiche nell’assetto sociale del paese in cui vivono. Le nostre rugbiste in rosa, come tante concittadine in altri contesti della vita civile di questo paese, sentono ancora forte il bisogno di dimostrare le loro capacità, la loro adeguatezza nel saper performare e di essere all’altezza del maschio medio, di poter essere brave indipendentemente dal loro sesso. Se fosse così e, ripeto, se fosse così, si aprirebbe un sipario curioso, sarebbe un modo diverso e, forse, imprevisto, di spiegare tante défaillance rugbistiche, di conferma di quanto importante sia nello sport le motivazioni personali. Meditiamo, meditiamo ….

    • Antonio9 scrive:

      Ci sarà anche questo aspetto – ma non credo sia tanto diversa la situazione negli altri paesi del Sei nazioni, anzi, la differenza nella tradizione del rugby femminile è ancora superiore rispetto ai maschi.

      Quello che è completamente diverso , è il sistema di reclutamento e come ci si arriva in nazionale , da una parte accademie, asterischi e franchigie, dall’altra selezione fatta su squadre di club , da una parte uno staff maschile che si ritiene di Alto Livello e comunque “altro” rispetto a tutti gli altri, dall’altro persone motivate, poco riconosciute e meno inquadrate.

      I problemi non è che manchino, ma i risultati sono oggettivamente migliori.

    • boh scrive:

      Perché il rugby femminile da noi è snobbato dai soloni FIR. Rimanendo in un ambito molto più tranquillo e senza pressioni politiche, gli addetti lavorano meglio senza nessuna interferenza e conflittualità….. Finché alcuni in FIR continueranno a ritenere il rugby non adatto alle donne, le donne e il loro staff sono fortunati.

    • Totalmente incompetente scrive:

      Ciao Dagoberto. Interessante teoria.

      Però, avendo avuto una conoscenza diretta del rugby femminile, tenderei a pensare che non sia così.
      Per quello che ho potuto osservare, le ragazze o donne che fanno rugby lo fanno per puro e incontaminato amore per questo sport.
      E’ un mondo curiosamente indipendente da quello maschile, che le ignora abbastanza platealmente a tutti i livelli e che a loro volta ignorano-

      Per praticare i questo sport,le ragazze fanno spesso sacrifici personali enormi, in termini di tempo, denaro, lavoro, ecc…perchè purtroppo al rugby femminile viene di solito concesso – e già è grasso che cola – metà del campo nelle serate in cui si allenano gli old o i ragazzini e spesso la squadra più vicina è a decine, se non centinaia, di chilometri di distanza.

      I successi delle nostre ragazze scaldano davvero il cuore, perchè sono il frutto di un ottimo lavoro, loro e sicuramente dell’allenatore, che in sei/sette anni ha saputo selezionare, sta creando un pò di profondità e ha creato una struttura di gioco che funziona e che è davvero bella da vedere.

      Bisogna anche tenere conto delle trasformazioni che sono state indotte e incoraggiate, per quel poco che so, da Maria Cristina Tonna.
      Il torneo della Coppa Italia, con un gioco a sette a mezzo campo e tornei che si sviluppano come concentramenti, ha permesso di moltiplicare – letteralmente – le squadre esistenti e quindi le giocatrici che provano il rugby.
      Da un paio d’anni, poi, il sistema del tutoraggio consente un meccanismo di “travaso” delle giocatrici da questo campionato “minore” e semplificato nella struttura e nel gioco, a quello maggiore del XV,
      con allenamenti congiunti ed esperienze di gioco che migliorano in termini quantitativi (pare un’ovvietà, ma nel rugby femminile è un grosso problema sia arrivare al numero per giocare le partite, sia per allenarsi in modo decente) che qualitativi.

      Direi che l’aumento del numero delle giocatrici, delle squadre presenti sul territorio, comincia a dare i suoi frutti anche nel senso che le ragazzine dotate atleticamente si avvicinano al rugby e quindi l’intero livello si alza.

      Quanto alla qualità tecnica, sicuramente c ‘è e credo emerga più che nella parte maschile del nostro movimento, perchè con le ragazze non ci si concentra particolarmente sulla parte “muscolare” del gioco, ma su quella degli skills e della tattica.

      Le nostre ragazze non sono “palestrate” come i nostri accademici U20 (palestre e tempo da dedicare non sono loro concessi!!) ma di sicuro sanno cosa fare quando hanno la palla in mano e lo sanno fare con stile, cosa che purtroppo davvero non si può dire degli accademici e in generale dei ragazzi che si vedono sui campi dall’ Eccellenza in giù.

      Ora, questo fatto che le ragazze non siano abbastanza “palestrate” è, per l’alto livello, chiaramente all’origine della batosta presa per esempio con la Francia, laddove la differenza fisica era mostruosa. E quindi in prospettiva, sarà un aspetto da migliorare, speriamo però non a scapito delle abilità tecniche personali e collettive, come è successo con i ragazzi.

  21. pesopiuma scrive:

    Che brave le nostre ragazze!

  22. Giovanni scrive:

    Davvero bravissime! 5 successi nelle ultime 10 uscite nel torneo: una media invidiabile.

  23. Dusty scrive:

    Quando si parla del nostro diritto a partecipare al 6N allora si tenga conto anche del rugby femminile per favore.

  24. cla scrive:

    Quello che mi piace e’ che sono una squadra vera, hanno entusiasmo, si parlano sempre

  25. Airone valle Olona scrive:

    Meno male che ci siete voi a rendere meno pesanti i week end ovali.
    Grandissime ragazze…Raisport dovrebbe ricordarsi di voi il prossimo anno.

  26. andrease scrive:

    Bravissime! meno male che ci siete voi!

    Eva P. Presidente!!

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