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	<title>difesa Archivi - On Rugby</title>
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	<description>365 rugby 360</description>
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		<title>Un po&#8217; scacchi un po&#8217; corrida: l&#8217;insostenibile logorio del rugby Saracens</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Roberto Avesani]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Jan 2017 07:37:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Champions Cup]]></category>
		<category><![CDATA[champions cup]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Angolo tattico dedicato alla partita tra Sarries e Tolone. Ovvero come sfiancare fisicamente a mentalmente il toro</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2017/01/25/linsostenibile-logorio-del-rugby-saracens/">Un po&#8217; scacchi un po&#8217; corrida: l&#8217;insostenibile logorio del rugby Saracens</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Cinque vittorie e una sconfitta in Champions Cup, secondo posto e di gran lunga miglior difesa in Premiership, due titoli europei e uno nazionale nelle ultime due stagioni. La stagione di altissimo profilo dei Saracens non è certo una sorpresa e la vittoria di sabato contro Tolone ha dimostrato ancora una volta l&#8217;impeccabile impostazione tattica del gioco di Farrell e compagni. Difesa pressoché perfetta con appena tre punti concessi all&#8217;RCT in ottanta minuti, fasi statiche impeccabili (91.5% e 90.6% di successo in touche e mischia nelle sei partite del girone di Champions) e un gioco al piede intelligente e soprattutto logico e credibile, utile per far correre indietro le squadre e allontanare il gioco dai propri 22. Scelte che contro il pesante e fisico Tolone hanno pagato alti dividendi. Vediamo come e in che modo.</p>
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<p><strong>Gioco al piede: per contestare o vendere metà campo</strong></p>
<p>28 possessi calciati fanno capire quanto il gioco al piede sia importante nella struttura organizzativa dei Saracens. Ciò che più è importante sottolineare è che, calci di liberazione a parte per liberare la pressione dalla propria piena zona rossa, l&#8217;uso del piede è sempre stato fatto con criterio ma soprattutto precisione ed accuratezza di esecuzione. Tutti i calci nel box, splendidamente eseguiti da Wigglesworth, sono stati accompagnati dalla salita della rete difensiva, coi Saracens che hanno sempre portato almeno due giocatori nel punto di caduta dell&#8217;ovale come dimostrato dai quattro screen qui sotto: risultato, Tolone recupera, ma deve ricominciare da capo la costruzione della propria manovra. Nella propria metà campo il piano di gioco inglese è stato chiarissimo: touche perfetta, maul, piede nel box e pressione. E Tolone che pedala indietro&#8230;</p>
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<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-133783" src="https://www.onrugby.it/wp-content/uploads/2017/01/contestati-1.jpg?x96133" alt="saracens rugby" width="700" height="455" srcset="https://www.onrugby.it/wp-content/uploads/2017/01/contestati-1.jpg 700w, https://www.onrugby.it/wp-content/uploads/2017/01/contestati-1-120x78.jpg 120w, https://www.onrugby.it/wp-content/uploads/2017/01/contestati-1-230x150.jpg 230w, https://www.onrugby.it/wp-content/uploads/2017/01/contestati-1-400x260.jpg 400w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>L&#8217;insostenibile logorio del gioco al piede</strong></p>
<p>Anche in diverse situazioni di manovra alla mano, la scelta di Wigglesworth e Farrell è stata quella di mettere sotto pressione con calci tattici il triangolo allargato di Tolone, che ha faticato non poco nell&#8217;occupazione del campo. Nella prima gif, con la linea difensiva mal posizionata, Farrell sceglie di esplorare la larghezza punendo la cattiva occupazione da parte degli avversari. Nella seconda, dopo palla aerea vagante recuperata da Itoje (atleta pazzesco che da ragazzo ha praticato anche atletica e basket, vedere salto e presa aerea), ci sarebbe la possibilità di muovere palla ma il mediano di mischia inglese preferisce andare al piede. Lo scopo, come abbiamo scritto, è quello di costringere gli avversari, squadra pesante e fisica, a giocare sempre in arretramento logorandone le energie fisiche ma anche mentali: essere ricacciati sempre indietro calcio dopo calcio alla lunga stanca. Sotto le gif, analizziamo invece un lancio da prima fase che mostra alla perfezione il game plan di coach McCall.</p>
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<p><iframe style="-webkit-backface-visibility: hidden; -webkit-transform: scale(1);" src="//gifs.com/embed/saracens-vs-toulon-full-match-hd-r05mRk" width="640px" height="360px" frameborder="0" scrolling="no"></iframe></p>
<p><iframe style="-webkit-backface-visibility: hidden; -webkit-transform: scale(1);" src="//gifs.com/embed/saracens-vs-toulon-full-match-hd-O7kPMB" width="640px" height="360px" frameborder="0" scrolling="no"></iframe></p>
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<p>Situazione di partenza (screen 1): touche ridotta poco oltre la metà campo e tre gruppi di giocatori formato da un blocco di trequarti (giallo), due terze linee (nero) e due giocatori del triangolo allargato ad aprire il campo (viola). Il primo impatto con relativa pulizia spetta al blocco giallo, a cui segue una seconda carica (screen 2) in mezzo al campo fatta dagli avanti che non partecipano alla rimessa laterale e che serve a dividere in due il fronte d&#8217;attacco. A quel punto Wigglesworth torna sul lato chiuso dove la struttura di gioco è davvero complessa e organizzata in quattro linee d&#8217;attacco (screen 3): ci sono i giocatori di mischia che hanno nel frattempo finito la touche e i trequarti tornati in posizione dopo aver risolto il primo punto d&#8217;incontro. Il primo giocatore a fare da pivot (stella 1) è il tallonatore George, che serve Farrell con Hamilton (stella gialla più avanzata) finto penetrante, il quale Farrell a sua volta scarica a Bosch con Itoje (altra stella gialla) secondo finto penetrante (notare che nello screen 3 Itoje è il giocatore che parte da più indietro proprio per avere una finta corsa credibile). A quel punto Bosch vede che Habana è stato costretto a salire in linea per pareggiare la superiorità numerica dell&#8217;attacco (l&#8217;ala Springboks nello screen 3 è ancora profondo in copertura) e sceglie il calcetto a scavalcarla. La pressione post piede arriva e Tolone deve ancora una volta risolvere una brutta situazione nei propri 22. Sfiancare l&#8217;avversario, dicevamo, un po&#8217; come far correre il toro.</p>
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<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-133789" src="https://www.onrugby.it/wp-content/uploads/2017/01/strutt-touche-2.jpg?x96133" alt="saracens rugby" width="800" height="440" srcset="https://www.onrugby.it/wp-content/uploads/2017/01/strutt-touche-2.jpg 800w, https://www.onrugby.it/wp-content/uploads/2017/01/strutt-touche-2-120x66.jpg 120w, https://www.onrugby.it/wp-content/uploads/2017/01/strutt-touche-2-230x127.jpg 230w, https://www.onrugby.it/wp-content/uploads/2017/01/strutt-touche-2-400x220.jpg 400w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><iframe loading="lazy" style="-webkit-backface-visibility: hidden; -webkit-transform: scale(1);" src="//gifs.com/embed/saracens-vs-toulon-full-match-hd-Y6xQwY" width="640px" height="360px" frameborder="0" scrolling="no"></iframe></p>
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<p><strong>Difesa: wolf pack, un po&#8217; drift e un po&#8217; blitz </strong></p>
<p>Gran parte dei successi Saracens è però costruita sullo splendido sistema difensivo, messo a punto nel corso degli anni da alcuni tra i più stimati <em>defense coach</em> di tutta Ovalia come Brendan Venter, attuale tecnico della difesa dell&#8217;Italia, e Paul Gustard, che ha lasciato quel ruolo con i Saracens per assumerlo nello staff della nazionale inglese. Il sistema difensivo dei Sarries è stato denominato <em>Wolf pack</em>: un sistema non unidirezionale ma che racchiude al suo interno diversi sistemi, dalla difesa a scivolare che spinge verso l&#8217;esterno (<em>drift defence</em>) a quella che esce sparata e con aggressività dalla linea (<em>Blitz defence) </em>tipica del Rugby League, non a caso tanto cara al tecnico della difesa del Galles Shaun Edwards, che di rugby a 13 è stato un gran giocatore negli anni Novanta. Vediamo alcune situazioni.</p>
<p>La prima immagine evidenzia il comportamento difensivo vicino al breakdown, dove la difesa è stata di tipo rovesciato: prime tre guardie che salgono a velocità diverse creando un imbuto in cui costringere e stringere il portatore di palla.</p>
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<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-133793" src="https://www.onrugby.it/wp-content/uploads/2017/01/difesa-sarries-tre-guardie.jpg?x96133" alt="saracens rugby" width="739" height="467" srcset="https://www.onrugby.it/wp-content/uploads/2017/01/difesa-sarries-tre-guardie.jpg 1060w, https://www.onrugby.it/wp-content/uploads/2017/01/difesa-sarries-tre-guardie-120x76.jpg 120w, https://www.onrugby.it/wp-content/uploads/2017/01/difesa-sarries-tre-guardie-230x145.jpg 230w, https://www.onrugby.it/wp-content/uploads/2017/01/difesa-sarries-tre-guardie-1024x647.jpg 1024w, https://www.onrugby.it/wp-content/uploads/2017/01/difesa-sarries-tre-guardie-400x253.jpg 400w" sizes="auto, (max-width: 739px) 100vw, 739px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Al largo invece spesso la linea Saracens sale in modo aggressivo ma non sparato con la spia. Poi, nel momento in cui il difensore capisce di avere nel mirino l&#8217;attaccante, avanza uscendo dal &#8220;branco&#8221; e mette a terra l&#8217;uomo. La struttura che viene così a formarsi è simile ad un triangolo con il vertice rappresentato dal placcatore, che ha sempre un aiuto raddoppio a destra e uno a sinistra. Tutto ciò ha un doppio effetto: quello di raddoppiare il placcaggio ostacolando l&#8217;offload e in generale rallentando il gioco avversario, ma anche forzare tenuti a terra e turnover ball.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-133795" src="https://www.onrugby.it/wp-content/uploads/2017/01/sar-def-2.jpg?x96133" alt="saracens rugby" width="1028" height="618" srcset="https://www.onrugby.it/wp-content/uploads/2017/01/sar-def-2.jpg 1028w, https://www.onrugby.it/wp-content/uploads/2017/01/sar-def-2-120x72.jpg 120w, https://www.onrugby.it/wp-content/uploads/2017/01/sar-def-2-230x138.jpg 230w, https://www.onrugby.it/wp-content/uploads/2017/01/sar-def-2-1024x616.jpg 1024w, https://www.onrugby.it/wp-content/uploads/2017/01/sar-def-2-400x240.jpg 400w" sizes="auto, (max-width: 1028px) 100vw, 1028px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Quando l&#8217;intelligenza del singolo salva una partita</strong></p>
<p>Poi chiaramente capacità individuali e intelligenza tattica dei singoli giocatori aiutano. Eccome. Siamo al minuto &#8217;75 e Rhodes (stella gialla) capisce che al largo c&#8217;è pericolo: non tanto vicino al breakdown, dove la situazione è di parità numerica, quando piuttosto all&#8217;esterno del primo uomo dopo la terza guardia (spazio rombo bianco). E allora invece di far scalare i compagni ben posizionati in una zona del campo pericolosa, corre direttamente quella traiettoria dove poi andrà ad impattare Giteau (stella rossa), salvando meta e verosimilmente risultato.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-133806" src="https://www.onrugby.it/wp-content/uploads/2017/01/kjkjk.jpg?x96133" alt="saracens rugby 6" width="761" height="404" srcset="https://www.onrugby.it/wp-content/uploads/2017/01/kjkjk.jpg 761w, https://www.onrugby.it/wp-content/uploads/2017/01/kjkjk-120x64.jpg 120w, https://www.onrugby.it/wp-content/uploads/2017/01/kjkjk-230x122.jpg 230w, https://www.onrugby.it/wp-content/uploads/2017/01/kjkjk-400x212.jpg 400w" sizes="auto, (max-width: 761px) 100vw, 761px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><iframe loading="lazy" style="-webkit-backface-visibility: hidden; -webkit-transform: scale(1);" src="//gifs.com/embed/saracens-vs-toulon-full-match-hd-k5K6OJ" width="640px" height="360px" frameborder="0" scrolling="no"></iframe></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>di Roberto Avesani</strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2017/01/25/linsostenibile-logorio-del-rugby-saracens/">Un po&#8217; scacchi un po&#8217; corrida: l&#8217;insostenibile logorio del rugby Saracens</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
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		<title>Italia: Brendan Venter tecnico della difesa fino alla Rugby World Cup 2019</title>
		<link>https://www.onrugby.it/2017/01/23/italia-brendan-venter-allenatore-della-difesa-fino-alla-rugby-world-cup-2019/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Roberto Avesani]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Jan 2017 10:40:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La Nazionale]]></category>
		<category><![CDATA[azzurri]]></category>
		<category><![CDATA[Brendan Venter]]></category>
		<category><![CDATA[difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[nazionale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ufficiale l'accordo con il sudafricano. Lavorerà con gli Azzurri durante tutte le finestre internazionali</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2017/01/23/italia-brendan-venter-allenatore-della-difesa-fino-alla-rugby-world-cup-2019/">Italia: Brendan Venter tecnico della difesa fino alla Rugby World Cup 2019</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Brendan Venter avrà il ruolo di tecnico della difesa della Nazionale Italiana sino alla Rugby World Cup del 2019, in programma in Giappone. Dopo quanto di buono fatto vedere a novembre in fase difensiva, arriva ora un annuncio davvero importante per la Nazionale e in generale per l&#8217;Alto Livello azzurro. Classe 1969, 17 caps con gli Springboks tra il 1994 e il 1999 con cui è stato campione del mondo nel 1995, Venter in carriera di allenatore è stato Director of Rugby dei Saracens tra il 2009 ed il 2010. Come si legge sul comunicato stampa diffuso dalla Federazione,<strong> Venter sarà impegnato con la Nazionale in occasione di tutte le finestre World Rugby</strong>, cosa che permetterà lui di continuare ad esercitare la professione di medico in Sudafrica.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&#8220;Ho giocato e lavorato con Brendan ai London Irish in passato e credo che questo accordo sia il migliore possibile, per noi e per lui.<strong> Brendan ha avuto un impatto fantastico sul gruppo e sul nostro modo di difendere</strong> in occasione dei Credit Agricole Cariparma Test Match – ha dichiarato il Commissario Tecnico Conor O’Shea – e siamo entusiasti all’idea di poter lavorare insieme a lui per gli anni a venire: è un allenatore stimato da tutto il panorama rugbistico internazionale e siamo orgogliosi che abbia voluto sposare il nostro progetto legandosi all’Italia sino alla prossima Rugby World Cup&#8221;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2017/01/23/italia-brendan-venter-allenatore-della-difesa-fino-alla-rugby-world-cup-2019/">Italia: Brendan Venter tecnico della difesa fino alla Rugby World Cup 2019</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
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		<title>Quando semplicità fa rima con efficacia: il rugby rapido e lineare di Munster</title>
		<link>https://www.onrugby.it/2017/01/09/quando-semplicita-fa-rima-con-efficacia-il-rugby-rapido-e-lineare-di-munster/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Roberto Avesani]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Jan 2017 07:28:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Champions Cup]]></category>
		<category><![CDATA[analisi]]></category>
		<category><![CDATA[attacco]]></category>
		<category><![CDATA[champions cup]]></category>
		<category><![CDATA[difesa]]></category>
		<category><![CDATA[mischia]]></category>
		<category><![CDATA[Munster]]></category>
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		<category><![CDATA[racing92]]></category>
		<category><![CDATA[rugby]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Contro il Racing altra grande prova della Red Army. Alcune situazioni di gioco ai raggi X</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2017/01/09/quando-semplicita-fa-rima-con-efficacia-il-rugby-rapido-e-lineare-di-munster/">Quando semplicità fa rima con efficacia: il rugby rapido e lineare di Munster</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo il sesto posto in Pro12 dello scorso anno e la non qualificazione ai quarti di finali di Champions Cup (che manca dal 2014), la stagione di Munster è iniziata col piede deciso sull&#8217;acceleratore: la Red Army ha fin qui collezionato 13 vittorie su 16 partite tra torneo celtico e coppa, che valgono il primo posto nel Girone 1 di Champions e il secondo in Pro12 (con una partita in meno rispetto agli Ospreys primi in classifica). Numeri che testimoniano la solidità della squadra di Limerick, che nell&#8217;anno della scomparsa di coach Foley punta dritta alle semifinali in entrambe le competizioni. L&#8217;ultima squadra a cadere sotto i colpi di CJ Stander e compagni è stato il Racing92, battuto in casa 32-7 nel recupero di Champions Cup . Una partita che offre spunti interessanti per analizzare meglio alcune situazioni del rugby secondo Munster.</p>
<p><strong>In difesa: utilità e occupazione del campo</strong></p>
<p>Il dato di appena 279 metri corsi palla in mano dai parigini, considerato assieme a quello dei 129 placcaggi realizzati da Munster su 142 tentati (efficacia del 91%), testimonia le enormi difficoltà che Carter e compagni hanno avuto palla in mano a superare una linea difensiva aggressiva. Un autentico muro rosso contro cui i padroni di casa sono andati a sbattere senza trovare il bandolo della matassa, né con le cariche dei ball carrier né con l&#8217;utilizzo del piede.</p>
<p><strong>Merito di Munster e della capacità degli irlandesi di costruire una linea densa e fitta attorno al raggruppamento ma anche al largo</strong>: come evidenziato dagli screen, l&#8217;unico giocatore non utile è il placcatore perché tutti gli altri &#8220;trascurano&#8221; quasi il breakdown (in cui hanno guerreggiato solo in situazioni di reale contesa e potenziale turnover ball) per concentrarsi su ciò che avevano davanti.</p>
<p>Nello screen numero 2 la superiorità è imbarazzante: 15 giocatori in piedi contro 7, con ben 8 parigini coinvolti in un punto d&#8217;incontro completamente non contestato (situazione analoga nel 4). Risultato? Attacco con un&#8217;unica opzione credibile (giocare con la mini unit in giallo, nello screen 1 nemmeno l&#8217;opzione Carter indicato dalla freccia è possibile perché girato) e difesa avvantaggiata che può salire già con i pochi avversari nel mirino (bello il body language del giocatore Munster evidenziato dalla freccia nello screen 3, pronto a scattare uscendo dai blocchi in stile velocista).</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-132549" src="https://www.onrugby.it/wp-content/uploads/2017/01/munster-1.jpg?x96133" alt="munster 1 rugby" width="800" height="459" srcset="https://www.onrugby.it/wp-content/uploads/2017/01/munster-1.jpg 800w, https://www.onrugby.it/wp-content/uploads/2017/01/munster-1-120x69.jpg 120w, https://www.onrugby.it/wp-content/uploads/2017/01/munster-1-230x132.jpg 230w, https://www.onrugby.it/wp-content/uploads/2017/01/munster-1-400x230.jpg 400w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<p><strong>In attacco: struttura semplice ma efficace </strong></p>
<p>Palla in mano poi, la manovra di Munster è stata caratterizzata da un piano di gioco tanto lineare quanto di sostanza. In particolare ad essere replicata nel corso dell&#8217;incontro è stata una struttura fatta da un doppio utilizzo della mini unit nel senso di gioco per fissare la difesa, prima di liberare la corsa della linea veloce (situazione 1A e 1B) o ricorrere al piede tattico (immagini sotto) a seconda del posizionamento della linea avversaria. I quattro screen evidenziano bene come il pack sia distribuito sul campo in gruppi da due/tre giocatori, che hanno il compito di impattare la difesa due volte in una larghezza di 10/15 metri per creare densità attorno al raggruppamento e avere maggiore possibilità di manovra all&#8217;esterno.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-132550" src="https://www.onrugby.it/wp-content/uploads/2017/01/Munster-3.jpg?x96133" alt="Munster 3 rugby" width="800" height="282" srcset="https://www.onrugby.it/wp-content/uploads/2017/01/Munster-3.jpg 800w, https://www.onrugby.it/wp-content/uploads/2017/01/Munster-3-120x42.jpg 120w, https://www.onrugby.it/wp-content/uploads/2017/01/Munster-3-230x81.jpg 230w, https://www.onrugby.it/wp-content/uploads/2017/01/Munster-3-400x141.jpg 400w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-132552" src="https://www.onrugby.it/wp-content/uploads/2017/01/Munster-4.jpg?x96133" alt="Munster 4 rugby" width="746" height="255" srcset="https://www.onrugby.it/wp-content/uploads/2017/01/Munster-4.jpg 746w, https://www.onrugby.it/wp-content/uploads/2017/01/Munster-4-120x41.jpg 120w, https://www.onrugby.it/wp-content/uploads/2017/01/Munster-4-230x79.jpg 230w, https://www.onrugby.it/wp-content/uploads/2017/01/Munster-4-400x137.jpg 400w" sizes="auto, (max-width: 746px) 100vw, 746px" /></p>
<p><strong>La meta di Zebo: quando la velocità di esecuzione è tutto</strong></p>
<p>Questa struttura di gioco con doppia percussione, ripetuta più e più volte nel corso dell&#8217;incontro, serve come abbiamo scritto per fissare la difesa e mettere la linea veloce sul piede avanzante. Ma anche per segnare mete, come quella marcata da Zebo che ha aperto le marcature.</p>
<p>Siamo al ventesimo e si parte da una mischia ai cinque:</p>
<ul>
<li>Scannell fa da primo ricevitore per andare ad impattare con 8 e 7 a pulire velocemente (sono i primi giocatori a liberarsi dalla mischia)</p>
</li>
<li>
<p>prima mini unit nel senso con O&#8217;Mahony (numero sei, terzo a liberarsi) sostenuto dalle due seconde linee</p>
</li>
<li>
<p>mini unit con le prime linee pronta nel senso, ma saltata perché Murray (cervello e metronomo della squadra) vede che Zebo ha già a disposizione uno spazio da attaccare. Thomas tentenna quel tanto che basta (guarda la mini unit e non Zebo) e il resto lo fanno le velocissime gambe del giocatore in rosso.</p>
</li>
</ul>
<p><strong>Nulla di trascendentale (un impatto da prima fase e due mini unit), ma eseguito con la massima rapidità in ogni sua componente (impatto, pulizia, passaggio)</strong>.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-132553" src="https://www.onrugby.it/wp-content/uploads/2017/01/munster-5.jpg?x96133" alt="munster 5 rugby" width="769" height="407" srcset="https://www.onrugby.it/wp-content/uploads/2017/01/munster-5.jpg 769w, https://www.onrugby.it/wp-content/uploads/2017/01/munster-5-120x64.jpg 120w, https://www.onrugby.it/wp-content/uploads/2017/01/munster-5-230x122.jpg 230w, https://www.onrugby.it/wp-content/uploads/2017/01/munster-5-400x212.jpg 400w" sizes="auto, (max-width: 769px) 100vw, 769px" /></p>
<p align="center"><iframe loading="lazy" src="https://www.youtube.com/embed/CoMEVP3oUDQ?start=1846" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p><strong>Controlla il gioco (e non viceversa)</strong></p>
<p>Una delle capacità delle grandi squadre è quella di riuscire ad essere sempre in controllo di ciò che sta accadendo in campo. È capitato di vedere gli All Blacks in difficoltà o sotto pressione? Sì. È capito di vederli allo sbando e in balia di ciò che stava accadendo? Molto raramente (diciamo pure quasi mai).</p>
<p>Qui sotto abbiamo un buon esempio di cosa significhi e di cosa sia necessario per far sì che ciò si verifichi. Situazione: Munster sta attaccando a pieno organico con 15 uomini appena fuori dai 22 di casa, Bleyendaal spara un passaggio alla cieca in uno dei pochissimi errori del suo match, Chauveau dà un calcione all&#8217;ovale perso per terra e costringe gli ospiti ad indietreggiare.</p>
<p>Esattamente 16 secondi più tardi e una cinquantina di metri abbondanti più indietro (screen 2), Murray ha a disposizione una mini unit (e un&#8217;altra già si sta formando) per rallentare il gioco e riorganizzarlo. Cosa servono? Fiato per arrivare in sostegno a chi recupera il calcione, capacità di leggere il gioco e di saper calibrare di conseguenza la propria linea di corsa senza palla. I tre della mini unit non corrono verso la palla, ma dove sanno che verrà fatto il raggruppamento contenitivo.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-132548" src="https://www.onrugby.it/wp-content/uploads/2017/01/munster-2.jpg?x96133" alt="munster 2 rugby" width="800" height="271" srcset="https://www.onrugby.it/wp-content/uploads/2017/01/munster-2.jpg 800w, https://www.onrugby.it/wp-content/uploads/2017/01/munster-2-120x41.jpg 120w, https://www.onrugby.it/wp-content/uploads/2017/01/munster-2-230x78.jpg 230w, https://www.onrugby.it/wp-content/uploads/2017/01/munster-2-400x136.jpg 400w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<p align="center"><iframe loading="lazy" src="https://www.youtube.com/embed/CoMEVP3oUDQ?start=3525" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2017/01/09/quando-semplicita-fa-rima-con-efficacia-il-rugby-rapido-e-lineare-di-munster/">Quando semplicità fa rima con efficacia: il rugby rapido e lineare di Munster</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
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		<title>Difendere per la gloria: come l&#8217;Italia del rugby ha annullato gli Springboks</title>
		<link>https://www.onrugby.it/2016/11/24/difendere-per-la-gloria-come-litalia-del-rugby-ha-annullato-gli-springboks/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Roberto Avesani]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Nov 2016 07:24:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La Nazionale]]></category>
		<category><![CDATA[azzurri]]></category>
		<category><![CDATA[difesa]]></category>
		<category><![CDATA[favaro]]></category>
		<category><![CDATA[firenze]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[nazionale]]></category>
		<category><![CDATA[o'shea]]></category>
		<category><![CDATA[parisse]]></category>
		<category><![CDATA[springboks]]></category>
		<category><![CDATA[Sudafrica]]></category>
		<category><![CDATA[Venditti]]></category>
		<category><![CDATA[venter]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Rovesciata, compatta, a uomo e anticipata: abbiamo analizzato la superba difesa degli azzurri a Firenze </p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2016/11/24/difendere-per-la-gloria-come-litalia-del-rugby-ha-annullato-gli-springboks/">Difendere per la gloria: come l&#8217;Italia del rugby ha annullato gli Springboks</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Italia e Sudafrica arrivavano alla sfida dell&#8217;Artemio Franchi in un momento molto particolare della loro storia (recente e non). Gli azzurri erano reduci dalla sconfitta contro gli All Blacks, al termine di una partita che ha spaccato in due i giudizi di appassionati ed addetti ai lavori: da una parte si accusava la squadra e Conor O&#8217;Shea di aver sbagliato completamente il gameplan e di non aver lottato fino in fondo, mentre dall&#8217;altra lo stesso allenatore, gli azzurri e una parte della critica ha difeso la nazionale, ricordando come l&#8217;avversario fosse la Nuova Zelanda e non &#8211; per l&#8217;appunto &#8211; degli Springboks in piena crisi. Dopo il brutto stop contro l&#8217;Inghilterra, l&#8217;emorragia sudafricana è proseguita anche in Italia e gli azzurri hanno trovato terreno fertile su cui costruire <a title="Dopo Italia-Sudafrica, Parisse: la più grande vittoria nella storia del rugby italiano" href="https://www.onrugby.it/2016/11/19/dopo-italia-sudafrica-le-dichiarazioni-a-caldo-di-oshea-parisse-e-padovani/" target="_blank">&#8220;la più grande vittoria nella storia del rugby italiano&#8221;</a>, come l&#8217;ha definita Sergio Parisse in conferenza stampa. Il 19 novembre 2016 rimarrà marchiato a fuoco nei libri del rugby italiano, che potranno raccontare dei superbi ottanta minuti giocati dai ragazzi di Conor O&#8217;Shea, la cui impronta comincia ad essere evidente soprattutto nella fase difensiva, nella fase del breakdown e nella tenuta fisica lungo l&#8217;intero match, ovvero le tre aree in cui è stata confezionata l&#8217;impresa di Firenze.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>I numeri</strong></p>
<p>L&#8217;Italia ha avuto il 42% di possesso palla nel corso della partita ed è rimasta nella metà campo sudafricana per il 38% del tempo, a dimostrazione del fatto che O&#8217;Shea volesse far tenere il pallone in mano ai suoi il meno possibile, per poi cercare di concretizzare tutti i momenti positivi nel corso della gara e mettere pressione con il gioco al piede (26 i calci dell&#8217;Italia). <strong>Una strategia che inevitabilmente non ha pagato con la Nuova Zelanda (ma quale avrebbe potuto mai pagare?), ma che ha portato i suoi frutti contro una squadra spenta, sfilacciata e senza un&#8217;idea ben precisa di cosa fare con l&#8217;ovale in mano come il Sudafrica</strong>, capace di impensierire la retroguardia azzurra soltanto con le iniziative individuali di Le Roux, de Allende (5 difensori battuti a testa, due assist per il primo ed una meta per il secondo) e Combrinck. Nemmeno la pericolosità dell&#8217;estremo e del centro, tuttavia, ha permesso agli ospiti di sfruttare a pieno i buchi lasciati dall&#8217;Italia quando la difesa azzurra veniva colta impreparata (<strong>ed è successo: 20 i placcaggi sbagliati, di cui la maggior parte nel primo tempo</strong>). Alla lunga, sia le Roux, de Allende che Combrinck hanno però perso la loro verve e sono stati controllati più agevolmente dai padroni di casa; a quel punto, gli errori di handling e di trasmissione nella manovra sudafricana si sono moltiplicati (clamoroso quello dello stesso Combrinck nella ripresa; saranno 15 i turnover alla fine) e per la linea italiana è stato più facile del previsto tenere lontani gli avversari dalla zona rossa. <strong>Basti pensare che dal cinquantunesimo minuto in poi il Sudafrica non è mai riuscito ad entrare dentro i 22 italiani con la palla in mano</strong>. Altro che sofferenza.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p align="center"><iframe loading="lazy" class="giphy-embed" src="//giphy.com/embed/vLsByehLWcQ2k" width="480" height="270" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Cassaforte? Abbiamo le chiavi per aprirla&#8230;<br />
</strong></p>
<p>I primi segnali di una possibile impresa erano arrivati già nelle due azioni precedenti alla meta di Habana, derivata da un errore di posizionamento di McLean (salito troppo presto per anticipare) e dalla superiorità numerica venutasi a creare al largo grazie ai due decoy runner sudafricani. Prima, tuttavia, <strong>gli Azzurri avevano dato sfoggio di un&#8217;impeccabile organizzazione difensiva sulle rolling maul, che il Sudafrica ha provato a giocare per due volte consecutivamente tra il quarto e l&#8217;ottavo minuto</strong>. In entrambe le occasioni l&#8217;Italia ha rinunciato a contendere la rimessa laterale, ma ha immediatamente portato pressione con il pack non appena gli Springboks hanno provato a far partire il drive.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><iframe loading="lazy" class="youtube-player" width="640" height="360" src="https://www.youtube.com/embed/kcGRJfPEOi8?version=3&#038;rel=1&#038;showsearch=0&#038;showinfo=1&#038;iv_load_policy=1&#038;fs=1&#038;hl=it-IT&#038;autohide=2&#038;start=318&#038;wmode=transparent" allowfullscreen="true" style="border:0;" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-presentation allow-popups-to-escape-sandbox"></iframe></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Togliere fin dai primi minuti una delle armi migliori all&#8217;avversario, soprattutto in un periodo di così scarsa efficacia offensiva nel gioco aperto per gli uomini di Coetzee, è stata una delle chiavi per acquisire ancor più consapevolezza nei minuti successivi. <strong>Gli Springboks hanno riprovato ad utilizzare la maul per andare in meta in uno dei possibili momenti di rottura del match, ovvero nell&#8217;azione immediatamente successiva al giallo comminato a Marco Fuser</strong>. Anche in quattordici, tuttavia, gli azzurri hanno mantenuto una grande coesione nel respingere il carrettino sudafricano, nonostante l&#8217;assenza di un ariete come il seconda linea del Benetton Treviso (enorme il suo lavoro oscuro, in particolare nelle pulizie dei punti d&#8217;incontro). Sarà una delle ultime occasioni pericolose create degli Springboks e, soprattutto, un altro importante tassello azzurro sulla strada verso la vittoria; <strong>da quel momento in poi da rimessa laterale gli Springboks creeranno solamente delle finte casseforti</strong>, con l&#8217;intento di attirare il pack una volta sceso il saltatore per poi far schiantare de Allende sul canale 10.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p align="center"><iframe loading="lazy" class="giphy-embed" src="//giphy.com/embed/LKj25as8z7HCE" width="480" height="270" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Marcare i ball carrier</strong></p>
<p>Nel gioco aperto, invece, gli azzurri hanno dovuto fronteggiare l&#8217;altra fonte di grande pericolo tipica del gioco sudafricano: i pick&amp;go, dove gli Springboks possono permettersi generalmente di scaricare sul campo tutta la loro potenza e le cariche degli uomini pesanti. Conor O&#8217;Shea e lo staff hanno organizzato la propria truppa in modo da annullare quasi definitivamente la superiorità fisica negli impatti dei Boks, ricorrendo ad una difesa sempre pronta a raddoppiare e a triplicare i ball carrier avversari <strong>  </strong>per togliere loro un tempo di gioco e la possibilità di conquistare la linea del vantaggio.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p align="center"><iframe loading="lazy" class="giphy-embed" src="//giphy.com/embed/pkaRR2OkiY17a" width="480" height="270" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>La grande capacità azzurra è stata quella di marcare ad uomo i giocatori più pesanti avversari, quelli addetti all&#8217;avanzamento</strong>: il portatore di palla sudafricano veniva messo nel mirino (nello screen numero 2 Quaglio si interessa dell&#8217;avversario e non dell&#8217;ovale) e intrappolato dalle maglie azzurre, che a quel punto potevano scegliere se aggredire il breakdown o riposizionarsi velocemente sulla linea. I tanti placcaggi in avanzamento hanno poi permesso di rallentare spesso e volentieri l&#8217;uscita del pallone dalla parte sudafricana, ad onor di cronaca <strong>non favorita da un Rudy Paige estremamente lento e insicuro nel ruolo di mediano di mischia</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-129402" src="https://www.onrugby.it/wp-content/uploads/2016/11/ppp.png?x96133" alt="difesa italia" width="1037" height="254" srcset="https://www.onrugby.it/wp-content/uploads/2016/11/ppp.png 1037w, https://www.onrugby.it/wp-content/uploads/2016/11/ppp-120x29.png 120w, https://www.onrugby.it/wp-content/uploads/2016/11/ppp-230x56.png 230w, https://www.onrugby.it/wp-content/uploads/2016/11/ppp-1024x251.png 1024w, https://www.onrugby.it/wp-content/uploads/2016/11/ppp-400x98.png 400w" sizes="auto, (max-width: 1037px) 100vw, 1037px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Rovesciata</strong></p>
<p>Sugli attacchi da prima fase, ed in seguito alle scelte avversarie di attaccare oltre la seconda/terza guardia, spesso gli Azzurri hanno eseguito la difesa rovesciata: gli uomini all&#8217;esterno salgono più velocemente con l&#8217;obiettivo di formare un imbuto in cui forzare il gioco togliendo opzioni al portatore. <strong>L&#8217;o</strong><strong>biettivo era quello di non far correre negli spazi verticali due ali più veloci di Venditti e Bisegni, ma soprattutto mantenere l&#8217;ovale vicino al breakdown</strong> dove era oggetto delle cacciate a terra di Favaro e compagni. Fondamentale in questo tipo di lavoro è il timing di salita della linea: se è la spia a dettarlo con l&#8217;uscita forte dai blocchi, diventa essenziale il lavoro del primo e secondo interno per andare a coprire un cambio d&#8217;angolo o una sponda interna a quel punto più che probabile.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-129401 size-full" src="https://www.onrugby.it/wp-content/uploads/2016/11/poi-566.png?x96133" alt="difesa rovesciata italia" width="800" height="284" srcset="https://www.onrugby.it/wp-content/uploads/2016/11/poi-566.png 800w, https://www.onrugby.it/wp-content/uploads/2016/11/poi-566-120x43.png 120w, https://www.onrugby.it/wp-content/uploads/2016/11/poi-566-230x82.png 230w, https://www.onrugby.it/wp-content/uploads/2016/11/poi-566-400x142.png 400w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Le spie</strong></p>
<p>Oltre ad un&#8217;ottima (ma non perfetta, come in occasione della meta di Habana) difesa rovesciata, nei loro tentativi di allargare il campo gli Springboks hanno dovuto mettere in conto anche la grande aggressività degli azzurri nell&#8217;uscire alti a placcare il portatore di palla di turno. Quella delle spie è stata una novità introdotta da Conor O&#8217;Shea già dal tour nelle Americhe di giugno e <strong>sembra essere perfettamente cucita addosso ad un flanker come Simone Favaro</strong>, a suo agio nell&#8217;anticipare le ondate offensive e a bloccarle sul nascere. Per ulteriori informazioni chiedere soprattutto a Vincent Koch. Oltre al flanker dei Warriors, anche Giovanbattista Venditti sembra essersi ben adattato a questo tipo di difesa (<a href="https://www.onrugby.it/2016/11/21/sacrificio-difesa-e-reazione-positiva-agli-errori-e-gli-springboks-andarono-al-tappeto/" target="_blank">di cui ci ha parlato anche a fine gara</a>).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p align="center"><iframe loading="lazy" class="giphy-embed" src="//giphy.com/embed/szUfwCDgxQ4A8" width="480" height="270" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p>&nbsp;</p>
<p align="center"><iframe loading="lazy" class="giphy-embed" src="//giphy.com/embed/KSd2WDa1hINMc" width="480" height="270" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Note dolenti</strong></p>
<p>Se nella propria metà campo e soprattutto nei 22 la difesa azzurra è stata aggressiva, efficace e praticamente perfetta,<strong> le maggiori difficoltà sono arrivate da situazioni apparentemente meno pericolose che si sono verificate in piena metà campo Springboks</strong>. In tre occasioni i placcaggi sbagliati hanno permesso agli ospiti di trovare il break profondo che li ha fatti entrare in piena zona rossa. Due di queste situazioni si sono verificate in situazione post calcio di liberazione azzurro, seguito dalla salita di una rete nemmeno in almeno una situazione troppo sfilacciata.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><iframe loading="lazy" class="youtube-player" width="640" height="360" src="https://www.youtube.com/embed/OV0ddPIwtoc?version=3&#038;rel=1&#038;showsearch=0&#038;showinfo=1&#038;iv_load_policy=1&#038;fs=1&#038;hl=it-IT&#038;autohide=2&#038;start=318&#038;wmode=transparent" allowfullscreen="true" style="border:0;" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-presentation allow-popups-to-escape-sandbox"></iframe></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Daniele Pansardi</strong><br />
<strong>Roberto Avesani</strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2016/11/24/difendere-per-la-gloria-come-litalia-del-rugby-ha-annullato-gli-springboks/">Difendere per la gloria: come l&#8217;Italia del rugby ha annullato gli Springboks</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
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		<title>Brendan Venter, il sudafricano che mandò il Sudafrica all&#8217;inferno</title>
		<link>https://www.onrugby.it/2016/11/21/brendan-venter-il-sudafricano-che-mando-il-sudafrica-allinferno/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Roberto Avesani]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Nov 2016 14:32:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La Nazionale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L'interim coach della difesa azzurra tra gioia e sofferenza. E racconta la chiamata (in ritardo) di Coetzee</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2016/11/21/brendan-venter-il-sudafricano-che-mando-il-sudafrica-allinferno/">Brendan Venter, il sudafricano che mandò il Sudafrica all&#8217;inferno</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>C&#8217;è una prova difensiva enorme dietro la storica vittoria di Firenze contro il Sudafrica.<strong> E dietro la prova difensiva c&#8217;è il lavoro dello staff azzurro che può contare per questo novembre internazionale sull&#8217;aiuto di Brendan Venter</strong>, ex allenatore di London Irish e Saracens entrato nello staff tecnico della Nazionale con il compito proprio di defence coach. Da avversario Venter ha contribuito alla storica debacle del Sudafrica, con la cui maglia ha vinto la Rugby World Cup 1995 (per lui 17 caps dal 1994 al 1999).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&#8220;Ho sentito la stessa sofferenza provata da mio figlio e da tutto il resto del Sudafrica &#8211; ha dichiarato Venter al media sudafricano <em>Netwerk24</em> &#8211; Ho giocato per questa squadra e le persone oggi coinvolte in tutto ciò sono anche amici&#8221;. L&#8217;ex trequarti centro degli Stormers ha poi svelato la richiesta dell&#8217;head coach Springboks coach Coetzee di unirsi al suo staff per l&#8217;autunno internazionale; richiesta arrivata due settimane dopo quella dell&#8217;Italrugby. &#8220;Insinuare che ho preferito l&#8217;Italia al Sudafrica è assurdo &#8211; precisa &#8211; La prima richiesta di Conor O&#8217;Shea è di sei mesi fa, cosa che mi ha permesso di organizzarmi con il lavoro di medico, che è la mia priorità. Ma a quel punto non potevo certo non rispettare la parola data&#8221;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2016/11/21/brendan-venter-il-sudafricano-che-mando-il-sudafrica-allinferno/">Brendan Venter, il sudafricano che mandò il Sudafrica all&#8217;inferno</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
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		<title>Leinster, è Mike Ford il nuovo coach della difesa?</title>
		<link>https://www.onrugby.it/2016/08/19/leinster-e-mike-ford-il-nuovo-coach-della-difesa/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Roberto Avesani]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Aug 2016 08:30:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Altri club]]></category>
		<category><![CDATA[Bath]]></category>
		<category><![CDATA[defence coach]]></category>
		<category><![CDATA[difesa]]></category>
		<category><![CDATA[leinster]]></category>
		<category><![CDATA[Mike Ford]]></category>
		<category><![CDATA[Pro12]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L'ex Director of Rugby di Bath dato vicinissimo alla squadra irlandese</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo l&#8217;annuncio dell&#8217;<a href="https://www.onrugby.it/2016/08/17/guinness-pro12-leinster-kurt-mcquilkin-dice-addio/" target="_blank">addio di Kurt McQuilkin</a>, rientrato in Nuova Zelanda per motivi familiari, Leinster potrebbe già aver identificato il nome del suo nuovo defence coach. Se la prima idea sembrerebbe essere stata quella del neo allenatore della difesa dell&#8217;Irlanda Andy Farrell, che però difficilmente avrebbe conciliato i due ruoli soprattutto durante gli impegni internazionali, in pole position secondo <em>planetrugby</em> ci sarebbe ora Mike Ford, nelle ultime tre stagioni Director of Rugby di Bath, club che ha lasciato al termine della Premiership 2015/16. Ford in passato è stato allenatore della difesa dell&#8217;Irlanda, dal 2002 al 2006 quando ha partecipato pure al British and Irish Lions tour del 2005, e dell&#8217;Inghilterra arrivata alla finale iridata nel 2007. L&#8217;annuncio da parte di Leinster è atteso nei prossimi giorni.</p>
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		<title>Rowland Phillips nuovo defense coach dei London Welsh</title>
		<link>https://www.onrugby.it/2014/11/03/rowland-phillips-nuovo-defense-coach-dei-london-welsh/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Roberto Avesani]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Nov 2014 09:18:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[PREM Rugby]]></category>
		<category><![CDATA[aironi]]></category>
		<category><![CDATA[difesa]]></category>
		<category><![CDATA[London Welsh]]></category>
		<category><![CDATA[Rowland Phillips]]></category>
		<category><![CDATA[viadana]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L'ex Viadana e Aironi entra nel coaching staff degli Exiles </p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2014/11/03/rowland-phillips-nuovo-defense-coach-dei-london-welsh/">Rowland Phillips nuovo defense coach dei London Welsh</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>I London Welsh hanno un nuovo coach della difesa. Si tratta di Rowland Phillips, in passato ex head coach degli Aironi e successivamente di Viadana. Attualmente Phillips era Director of Rugby di neath, club gallese con cui ha collezionato 290 presenze da giocatore. Per lui il compito si preannuncia molto duro: i Welsh hanno fin qui subito 272 in 6 partite di campionato, più di 45 a partita. A comunicarlo è la società.</p>
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		<title>Italia &#8211; Australia, le prime parole post match di Brunel e Parisse</title>
		<link>https://www.onrugby.it/2013/11/09/italia-australia-reazioni-post-partita/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Paolo Wilhelm]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 09 Nov 2013 11:58:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La Nazionale]]></category>
		<category><![CDATA[Australia]]></category>
		<category><![CDATA[azzurri]]></category>
		<category><![CDATA[difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Fiji]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Jacques Brunel]]></category>
		<category><![CDATA[test-match]]></category>
		<category><![CDATA[Torino]]></category>
		<category><![CDATA[wallabies]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il coach azzurro punta il dito contro la difesa: "troppi errori sia individuali che collettivi". Ora lavorare con Fiji nel mirino</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2013/11/09/italia-australia-reazioni-post-partita/">Italia &#8211; Australia, le prime parole post match di Brunel e Parisse</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Una sconfitta, senza mezzi termini.<strong> Dopo l&#8217;illusione della meta di McLean l&#8217;Italia ha subito il ritorno degli ospiti</strong>, che hanno imposto il loro giocato fino a marcare ben 50 punti. <strong>Queste le primissime reazioni dei protagonisti azzurri</strong> subito dopo il fischio finale della sfida di Torino.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ecco le parole del coach<strong> Brunel</strong>, che parla soprattutto di difesa e concentrazione: &#8220;La difesa doveva essere punto di riferimento, non siamo stati al livello per essere competitivi a questo livello. <strong>Errori sia individuai sbagliando placcaggi che collettivi</strong> sulla larghezza concedendo superiorità numeriche, a volte è stato troppo facile per loro. A questi giocatori, abili nell&#8217;offload, non puoi concedere queste cose.<strong> Spero sia un incidente, ora dobbiamo lavorare</strong> questa settimana per cercare le soluzioni e metterci nelle condizioni migliori per battere le Fiji&#8221;.</p>
<p>Capitan <strong>Parisse</strong>: &#8220;Il risultato è molto pesante, loro comunque sono giocatori di qualità e hanno giocato bene. Noi abbiamo poi concesso un paio di mete semplici, poi loro sono abili a mettere velocità al gioco e tenere vivo il pallone. <strong>Abbiamo iniziato i Test con l&#8217;obiettivo di una difesa più aggressiva, ma se perdi l&#8217;uno contro uno tutto è inutile</strong> &#8220;.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Waratahs, torna Nathan Grey per allenare la difesa</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Roberto Avesani]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Aug 2013 08:36:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Super Rugby]]></category>
		<category><![CDATA[difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Melbourne Rebels]]></category>
		<category><![CDATA[nathan grey]]></category>
		<category><![CDATA[waratahs]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Grey torna nel team con cui ha giocato per numerose stagioni. Soddisfatto Cheika</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2013/08/15/waratahs-torna-nathan-grey-per-allenare-la-difesa/">Waratahs, torna Nathan Grey per allenare la difesa</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Nathan Grey sarà il nuovo allenatore della difesa dei Waratahs. Grey a partire dalla stagione 2011 era stato assistent coach ai Melbourne Rebels, dove si era occupato sia di difesa che di attacco. Ora, la decisione di tornare ai Waratahs, team per il quale ha giocato tra il 1998 e il 2005, guadagnando 94 caps. &#8220;La mia famiglia e io abbiamo trascorso del bellissimo tempo a Melboune, e i tanti allenatori con cui ho collaborato mi hanno insegnato molto&#8221;, ha detto Grey. Michael Cheika, head coach dei Waratahs, si è detto molto soddisfatto della prospettiva di essere aiutato da Grey. </p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2013/08/15/waratahs-torna-nathan-grey-per-allenare-la-difesa/">Waratahs, torna Nathan Grey per allenare la difesa</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
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		<title>Pro 12, a Edimburgo con Solomons arriva Omar Mouneimne</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Roberto Avesani]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 07 Aug 2013 14:22:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Altri club]]></category>
		<category><![CDATA[difesa]]></category>
		<category><![CDATA[edimburgo]]></category>
		<category><![CDATA[nazionale]]></category>
		<category><![CDATA[omar mouneimne]]></category>
		<category><![CDATA[pro 12]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Mouneimne è stato tecnico della difesa e dei punti di incontro anche per la Nazionale azzurra</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2013/08/07/edimburgo-con-solomons-arriva-omar-mouneimne/">Pro 12, a Edimburgo con Solomons arriva Omar Mouneimne</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Continua la collaborazione tra Alan Solomons, nuovo allenatore dell&#8217;Edimburgo, e Omar Mouneimne. I due già avevano lavorato insieme ai Southern Kings, dove Solomons ha allenato la presente stagione prima di volare in Scozia, dove ora verrà raggiunto da Mouneimne, che allenerà la difesa e il break down. Mouneimne è conosciuto anche in Italia, avendo allenato la difesa e i punti d&#8217;incontro per la Nazionale tra il 2010 e il 2011, stesso ruolo che in passato aveva ricoperto per Stormers e Westerne Province. </p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2013/08/07/edimburgo-con-solomons-arriva-omar-mouneimne/">Pro 12, a Edimburgo con Solomons arriva Omar Mouneimne</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
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