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	<title>Vita federale</title>
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	<description>365 rugby 360</description>
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		<title>Daniele Pacini: &#8220;Non esiste una Nazionale competitiva senza Club capaci di reclutare, formare e trattenere giocatori e giocatrici”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Sebastiano Pessina]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Aug 2026 14:30:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Vita federale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Direttore Tecnico della FIR illustra a OnRugby la direzione che la Federazione vuole dare al rugby italiano</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2026/08/12/daniele-pacini-non-esiste-una-nazionale-competitiva-senza-club-capaci-di-reclutare-formare-e-trattenere-giocatori-e-giocatrici/">Daniele Pacini: &#8220;Non esiste una Nazionale competitiva senza Club capaci di reclutare, formare e trattenere giocatori e giocatrici”</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Ferragosto è l&#8217;unica settimana in cui il rugby italiano si ferma davvero. Il Paese si divide tra spiaggia e montagna e anche la palla ovale nostrana si concede una brevissima sosta in un calendario che, ormai, satura quasi tutte le cinquantadue settimane dell&#8217;anno.</p>
<p>Daniele Pacini, da cinque anni Direttore Tecnico della Federazione Italiana Rugby, lo sa bene: l&#8217;attività è un flusso ininterrotto. E anche nelle due settimane centrali di agosto, le uniche senza appuntamenti agonistici, l&#8217;attenzione è già tutta sulla stagione 2026/27, di fatto già iniziata.</p>
<p>&#8220;Le ultime settimane di luglio sono un momento importante per le nostre Società. Si finisce la programmazione societaria, sono definiti i calendari da parte di FIR, si programmano attività, staff e risorse. Il nostro compito come Federazione è creare le condizioni affinché i Club possano programmare, crescere e perseguire i propri obiettivi all’interno di un sistema sostenibile e coerente con la direzione tecnica del rugby italiano&#8221;, spiega Pacini.</p>
<p>Romano, tra i fondatori della Capitolina, club che festeggia il trentennale di attività a fine settembre, Pacini sottolinea: &#8220;Per la prima volta dalla pandemia siamo tornati, anche se in piccola misura, a crescere nel numero dei praticanti. Parliamo di circa l’uno per cento: non è un dato da celebrare, ma è un segnale importante in un Paese che vive un forte calo demografico ed un nuovo approccio generazionale all’agonismo e nel quale la competizione tra le diverse proposte sportive e di tempo libero è sempre più forte. La domanda che dobbiamo farci non è semplicemente quanti tesserati abbiamo, ma quante persone riusciamo ad avvicinare al rugby, quante rimangono e soprattutto quale esperienza trovano quando entrano in un Club&#8221;.</p>
<p>Touch, Tag, e il beach rugby che continua a crescere grazie a un Trofeo Italiano Beach Rugby sempre più partecipato: secondo Pacini le forme di gioco alternative sono quelle con il margine di crescita più ampio nel movimento di base.</p>
<p>&#8220;La nostra missione non è solo provare a vincere nel Sei Nazioni, la nostra missione è far giocare le persone a rugby. Non fraintendiamo (ride, ndr): l&#8217;attività internazionale è fondamentale per FIR, così come per l&#8217;intero ecosistema rugbistico. Ma dobbiamo interrogarci sul perché, oggi, la gente voglia giocare a rugby, e come voglia farlo. Sono stati portati decine di migliaia di bambine e bambine nei campi, se poi l’ambiente non è capace di accoglierli, formarli e farli sentire parte di una comunità, così come anche in passato hanno abbandonato così capiterà ancora, ma ne perderemo molti di più e molto prima. Per questo la qualità del Club è decisiva. La competenza degli educatori e delle educatrici, degli allenatori e delle allenatrici, la capacità di gestire le relazioni con le famiglie, la qualità dell’esperienza quotidiana e il senso di appartenenza sono elementi tecnici a tutti gli effetti. Un Club forte non è semplicemente un Club che vince. È un Club capace di attrarre persone, trattenerle, svilupparle e costruire intorno al rugby una comunità: tutti aspetti in cui, come FIR, siamo impegnati a garantire alle nostre Società strumenti concreti come il corso per Responsabili Sviluppo Club, il progetto formativo di comunità, il seminario per lo sviluppo delle skills di marketing”.</p>
<p><strong>Il movimento è però legato alle proprie tradizioni, ai propri ritmi, ai propri campionati.</strong></p>
<p>&#8220;Ed è sano che sia così: i nostri Club vogliono sfidarsi, competere tra loro, essere orgogliosi di partecipare alla vita del rugby italiano ogni giorno, ogni weekend. Il nostro compito è fare in modo che ciò avvenga in modo sostenibile economicamente per le Società e coerente con il progetto tecnico federale, a beneficio di tutto il rugby italiano. L&#8217;organizzazione dei campionati rispecchia, e rispecchierà sempre di più in futuro, questa visione: trasferte più brevi, meno spese, maggiori risorse da investire nello sviluppo del Club come polo di socialità. Non dobbiamo pensare che esista un solo modo di appartenere al rugby&#8221;.</p>
<p><strong>Ma questo non significa rinunciare alla tradizione dei campionati e alla centralità dei Club?</strong></p>
<p>“Al contrario. La competizione è parte dell’identità del nostro sport. I Club vogliono confrontarsi, costruire squadre, vincere partite, rappresentare il proprio territorio e sentirsi protagonisti del rugby italiano. Il punto è fare in modo che questa competizione sia sostenibile e che non diventi un ostacolo allo sviluppo delle Società. Ogni euro che un Club è costretto a spendere in trasferte o costi organizzativi è un euro che non può investire in allenatori, strutture, reclutamento, formazione o sviluppo ma il nostro Paese è lungo ed il rugby ha densità in pochi territori, ed i campionati Nazionali devono guardare a questo equilibrio tra competizione e costi. Da qui alcune delle scelte quali il blocco delle retrocessioni deciso all’inizio del 2025, l’aumento dei rimborsi chilometrici e una crescente attenzione alla dimensione territoriale dei campionati cercando di generare maggior densità.<br />
La sostenibilità non è un tema secondario rispetto al progetto tecnico: ne è una condizione. Se vogliamo Club più forti dobbiamo consentire loro di investire maggiormente sulle proprie competenze e sulle proprie infrastrutture, non semplicemente sulla gestione della stagione agonistica. Il Club è sicuramente un luogo di sport, ma anche un polo educativo e sociale del proprio territorio”.</p>
<p><strong>Ci spiega il recente dibattito sulla composizione dei campionati in particolare quello della Serie A Maschile?</strong></p>
<p>“In queste settimane ci sono state interpretazioni sulla composizione dei campionati, in particolare sulla Serie A. È utile allora distinguere due aspetti. Questa estate non è stata cambiata la formula del campionato. L’allargamento a dodici squadre dei gironi della Serie A Maschile era già previsto ed era stato annunciato da due stagioni.<br />
Da regolamento, inoltre, la Serie A Maschile è un campionato unico. Il cosiddetto girone meritocratico rappresenta un’articolazione dello stesso campionato basata sul merito sportivo. Le squadre che provengono dai gironi territoriali possono accedere alla fase finale e conquistare la promozione in Serie A Elite”.</p>
<p><strong>Le rinunce di alcune Società aventi diritto hanno però prodotto un ripensamento.</strong></p>
<p>“L’allargamento era stato richiesto anche da diversi Club per avere una stagione con più incontri. Quasi due anni dopo ci siamo trovati in una situazione in alcune Società aventi diritto hanno preferito rimanere nei gironi territoriali ed altre addirittura si sono sciolte in seguito a fallimenti o per ridimensionamenti sono partiti dalla serie C. Avremmo potuto modificare nuovamente l’impianto a pochi giorni dall’inizio della stagione, ma credo che uno dei problemi storici del nostro sistema sia stato proprio cambiare troppo frequentemente regole e programmazione.<br />
Per una Società programmare significa assumere allenatori, costruire rose, prendere impegni economici, organizzare trasferte e attività. Cambiare continuamente le condizioni significa rendere tutto questo più difficile. La stabilità delle regole è quindi una forma di rispetto verso i Club”.</p>
<p><strong>Da qui la scelta di procedere con dei ripescaggi.</strong></p>
<p>“FIR applica i regolamenti, è pleonastico dirlo ma non potrebbe essere diversamente. I regolamenti esistono proprio per non essere interpretabili: se c&#8217;è necessità di un ripescaggio, si sondano le aventi diritto secondo il ranking della stagione precedente. Ogni altra interpretazione mi fa sorridere.”</p>
<p><strong>Proprio le rinunce registrate nell’ultima estate rappresentano, secondo Pacini, un’indicazione importante.</strong></p>
<p>“Ci stanno dicendo che oggi, per molti Club, la sostenibilità pesa quanto l’ambizione sportiva. Non dobbiamo leggerlo necessariamente come un arretramento. Dobbiamo quindi reagire per riequilibrare il sistema. Il compito della Federazione è costruire campionati che mantengano valore competitivo ma che siano compatibili con le reali capacità economiche, organizzative e tecniche delle Società. Per questo stiamo lavorando sugli scenari futuri dei campionati. Non per cambiare continuamente formule, ma per costruire un sistema più sostenibile, leggibile e coerente, che premi chi investe sulle proprie competenze, sui propri tecnici, sui giovani e sulle infrastrutture. Il principio deve essere semplice: prima definiamo dove vogliamo portare il sistema, poi costruiamo competizioni coerenti con quella direzione”.</p>
<p><strong>È quindi in questa funzione che si colloca il ruolo affidato a Carlo Orlandi?</strong></p>
<p>“Il sistema è diventato troppo complesso per essere seguito in modo episodico. Abbiamo bisogno di un presidio quotidiano e di una relazione continua con i Club. Carlo conosce profondamente il rugby italiano, sia per la sua lunga esperienza tecnica sia per quella istituzionale maturata come consigliere federale. Il suo compito sarà contribuire a rendere più efficiente il rapporto tra area tecnica, competizioni e Società&#8221;.</p>
<p><strong>Se sul fronte maschile l’alto livello è delegato al Direttore Sportivo Ascione, lei si occupa invece dell’intero settore femminile. Come giudica la scomparsa di una realtà storica come Colorno?</strong></p>
<p>&#8220;La perdita di Colorno è importante per tutto il rugby femminile italiano. Ma una Federazione non può entrare nelle decisioni gestionali e societarie di un Club.<br />
Forum Iulii era la prima Società avente diritto dopo la finale persa contro Volvera e il suo ingresso rappresenta anche un’opportunità: porta il massimo campionato femminile in Friuli-Venezia Giulia, una Regione nella quale il rugby sta mostrando segnali interessanti di crescita&#8221;.</p>
<p><strong>Qual è invece la valutazione sulle atlete che hanno scelto di andare a giocare in Francia e Inghilterra?</strong></p>
<p>&#8220;Quando una giocatrice italiana sceglie di confrontarsi quotidianamente con contesti professionali o altamente competitivi, la FIR come per il sistema maschile non può intervenire in nessuna maniera. Il nostro obiettivo è sempre quello di far crescere le giocatrici italiane, indipendentemente dal luogo nel quale giocano. Allo stesso tempo dobbiamo continuare a supportare la Serie A Elite italiana, perché è lì che devono poter emergere nuove giocatrici, trovare spazio, assumersi responsabilità e costruire il futuro della Nazionale”.</p>
<p><strong>Per Pacini il tema, ancora una volta, è quello dell’intero sistema.</strong></p>
<p>“Non esiste l’alto livello senza una base forte. Non esiste una Nazionale competitiva senza Club capaci di reclutare, formare e trattenere giocatori e giocatrici. E non esistono Club forti senza allenatori competenti, dirigenti capaci e ambienti nei quali le persone abbiano voglia di rimanere. La direzione che vogliamo dare al rugby italiano parte da qui.<br />
Più persone che giocano, Club più solidi, tecnici più competenti, competizioni sostenibili e percorsi di sviluppo chiari. Poi naturalmente vogliamo anche vincere. Ma vincere deve essere la conseguenza di un sistema che funziona, non l’unico criterio con cui giudicarlo”.</p>
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		<title>Campionati nazionali e Centro Studi: il nuovo responsabile è Carlo Orlandi</title>
		<link>https://www.onrugby.it/2026/07/21/campionati-nazionali-e-centro-studi-il-nuovo-responsabile-e-carlo-orlandi/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Andrea Gariboldi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Jul 2026 13:03:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Vita federale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Annuncio ufficiale della Federazione Italiana Rugby: scelto l'ex tallonatore</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2026/07/21/campionati-nazionali-e-centro-studi-il-nuovo-responsabile-e-carlo-orlandi/">Campionati nazionali e Centro Studi: il nuovo responsabile è Carlo Orlandi</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p class="wp-block-paragraph" data-cya11y-org-font-size="16">La Federazione Italiana Rugby ha informato che Carlo Orlandi ha assunto l’incarico di nuovo responsabile di Campionati Nazionali, Didattica e Centro Studi. Nato a Piacenza 59 anni fa, Orlandi vanta un lungo e prestigioso percorso all’interno del movimento italiano. Ex tallonatore, ha vestito per 42 volte la maglia della Nazionale italiana e nel 1996 ha conquistato il titolo di Campione d’Italia con il Milan.</p>
<p class="wp-block-paragraph" data-cya11y-org-font-size="16">Conclusa la carriera agonistica, Orlandi ha proseguito il proprio percorso sportivo all’interno della Federazione, ricoprendo numerosi incarichi, partecipando alle edizioni della Rugby World Cup 2003, 2007 e 2011 come assistente allenatore della mischia e contribuendo come tecnico responsabile dell’Accademia Nazionale “Ivan Francescato” allo sviluppo del percorso di pathway maschile di FIR.</p>
<p class="wp-block-paragraph" data-cya11y-org-font-size="16">Nel 2021 è stato eletto per la prima volta Consigliere Federale in quota allenatori, incarico nel quale è stato riconfermato in occasione dell’Assemblea Ordinaria Elettiva di settembre 2024 e dal quale ha rassegnato le dimissioni nei giorni scorsi per assumere il nuovo incarico.</p>
<p data-cya11y-org-font-size="16">Leggi anche: <a href="https://www.onrugby.it/2026/06/17/dati-di-tesseramento-2025-26-arriva-la-smentita-fir/" target="_blank" rel="noopener">Dati di tesseramento 2025/26: arriva la smentita FIR</a></p>
<h3 data-cya11y-org-font-size="16">Campionati nazionali e Centro Studi: il nuovo responsabile è Carlo Orlandi</h3>
<p class="wp-block-paragraph" data-cya11y-org-font-size="16">Daniele Pacini, Direttore Tecnico di FIR, ha dichiarato: &#8220;Il ritorno di Carlo Orlandi nei quadri tecnici federali rappresenta un importante valore aggiunto per tutta l’Area Tecnica. Carlo porta con sé un patrimonio di competenze, esperienza e conoscenza del nostro movimento che saranno fondamentali. La responsabilità della Didattica, del Centro Studi e dei Campionati nazionali è anche un segnale concreto dell’attenzione che la Federazione Italiana Rugby continua a riservare al rugby di base e alle competizioni domestiche, pilastri imprescindibili per la crescita dell’intero movimento.  Grazie alla sua professionalità saprà dare un contributo significativo al percorso di sviluppo che la Federazione sta portando avanti&#8221;.</p>
<p data-cya11y-org-font-size="16">Afferma Orlandi: &#8220;Desidero ringraziare il Presidente Andrea Duodo, il Consiglio Federale e la Direzione Tecnica per la fiducia che hanno riposto in me affidandomi questo importante incarico. Ho scelto di dimettermi dal ruolo di Consigliere Federale, pur in presenza della piena compatibilità regolamentare tra le due funzioni, per ragioni etiche e di opportunità. Voglio inoltre esprimere il mio ringraziamento a chi mi ha preceduto, che ha svolto un lavoro importante e di qualità. Tuttavia, l’ampiezza e la strategicità di questo settore richiedono oggi una presenza costante e una dedizione quotidiana. L’obiettivo sarà lavorare ogni giorno per sviluppare ulteriormente la Didattica, valorizzare il Centro Studi e garantire la migliore organizzazione dei Campionati nazionali, mettendo a disposizione della Federazione tutta la mia esperienza e il mio impegno&#8221;.</p>
<p class="wp-block-paragraph" data-cya11y-org-font-size="16">La FIR ha avviato le procedure per il reintegro in Consiglio Federale del rappresentante dei tecnici, verificando la sussistenza dei requisiti e la disponibilità a ricoprire il ruolo da parte di Paolo Ricchebono, primo dei non eletti in quota tecnici in occasione dell’Assemblea Ordinaria Elettiva del 15 settembre 2024.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2026/07/21/campionati-nazionali-e-centro-studi-il-nuovo-responsabile-e-carlo-orlandi/">Campionati nazionali e Centro Studi: il nuovo responsabile è Carlo Orlandi</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
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		<title>Dati di tesseramento 2025/26: arriva la smentita FIR</title>
		<link>https://www.onrugby.it/2026/06/17/dati-di-tesseramento-2025-26-arriva-la-smentita-fir/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesco Palma]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Jun 2026 12:26:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Vita federale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In seguito ai dati pubblicati sui media interviene la Federazione con una nota</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2026/06/17/dati-di-tesseramento-2025-26-arriva-la-smentita-fir/">Dati di tesseramento 2025/26: arriva la smentita FIR</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Questa mattina alcuni media hanno riportato quanto dichiarato dalla Lega promozione rugby (Lpr), che rappresenta 57 società sotto il livello della Serie A Elite. La comunicazione della Lpr segnalava un calo di 4.848 tesserati in Italia confrontando i dati di giugno 2025 e gennaio 2026 e parlando di &#8220;diminuzione significativa del numero complessivo dei tesserati, confermando una tendenza che negli ultimi anni non sembra essersi arrestata&#8221;.</p>
<p>In seguito alla pubblicazione di questi articoli a riguardo, la Federazione Italiana Rugby ha risposto ufficialmente smentendo i numeri precedentemente pubblicati. Di seguito, il comunicato stampa integrale della FIR.</p>
<p><em>In merito ad alcune recenti ed errate ricostruzioni apparse in data odierna su alcuni media e relative all’andamento del numero dei tesserati del rugby italiano, la Federazione Italiana Rugby ritiene doveroso intervenire sul tema, a tutela della reputazione dell’Ente e, soprattutto, dell’impegno e dei risultati ottenuti dai club dall’intero movimento.</em></p>
<p><em>Occorre, innanzitutto, ristabilire una corretta interpretazione metodologica dei dati diffusi e utilizzati nelle ricostruzioni giornalistiche, poiché la natura stessa dei cicli stagionali su cui si basa l’attività richiede valutazioni effettuate su periodi omogenei o, preferibilmente, sul dato di fine stagione, unica finestra che consente una misurazione effettivamente rappresentativa.</em></p>
<p><em>Prendendo in considerazione il dato relativo alle sole atlete ed ai soli atleti che hanno svolto attività agonistica nel corso della Stagione Sportiva 25/26, il dato ufficiale FIR evidenzia una crescita percentuale dell’1%, per un totale di 65.114 praticanti a fronte dei 64.414 che risultavano aver disputato attività nel corso del 2024/25.</em></p>
<p><em>Il dato percentuale è tanto più significativo poiché evidenzia un primo, confortante segnale di ripresa della crescita di praticanti dopo la costante curva decrescente che aveva caratterizzato le stagioni riconducibili al precedente mandato, con una perdita complessiva di atlete e atleti pari al -4,47% tra il 2021/22 e il 2023/24*.</em></p>
<p><em>È inoltre opportuno evidenziare come la Federazione Italiana Rugby sia pienamente consapevole di come la propria mission statutaria poggi sullo sviluppo della disciplina e sull’ampliamento della base di praticanti quale elemento strategico per garantire la sostenibilità futura del movimento, in ogni sua componente, nonché la sua crescita tanto qualitativa quanto quantitativa a ogni livello del Gioco.</em></p>
<p><em>Tutti i progetti programmatici e le azioni intraprese dalla Federazione sono e rimarranno volte a garantire il benessere e lo sviluppo del rugby italiano e delle Società affiliate nel lungo periodo, consci delle difficoltà che il contesto sociale e storico attuale, il calo demografico e la crescente tendenza all’abbandono della pratica sportiva in età adolescenziale costituiscano oggi la sfida primaria non solo per la disciplina del rugby ma per l’intero sistema-sport in Italia.</em></p>
<p><em>Alla luce di tutto questo, l’aumento dell’1% dei praticanti va interpretato come il risultato concreto dell’impegno profuso quotidianamente dal movimento di base. Un segnale incoraggiante che testimonia il lavoro svolto dalle Società affiliate, dai dirigenti, dai tecnici, dai volontari e da tutte le persone che, con passione e dedizione, operano ogni giorno per promuovere il rugby sui territori, coinvolgere nuovi praticanti e garantire opportunità di crescita sportiva e umana alle nuove generazioni.</em></p>
<p><em>A tutte le Società che stanno affrontando con determinazione le sfide del contesto attuale va il riconoscimento della Federazione Italiana Rugby per il prezioso contributo fornito allo sviluppo e al futuro del nostro sport. I risultati registrati rappresentano prima di tutto il frutto del loro lavoro, della loro capacità di fare comunità e del loro costante impegno a favore del rugby italiano.</em></p>
<p><em>*tutti i dati sono calcolati alla data del 17 giugno di ciascun anno preso in esame e relativi al numero di atlete e atleti effettivamente partecipanti all’attività sportiva. I dati non tengono in considerazione tutte le altre categorie (arbitri, tecnici, dirigenti) che contribuiscono alla quota tesserati.</em></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2026/06/17/dati-di-tesseramento-2025-26-arriva-la-smentita-fir/">Dati di tesseramento 2025/26: arriva la smentita FIR</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
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		<title>FIR: approvato dal Consiglio Federale il Bilancio Consuntivo 2025</title>
		<link>https://www.onrugby.it/2026/06/11/fir-approvato-dal-consiglio-federale-il-bilancio-consuntivo-2025/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Jun 2026 08:06:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Vita federale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Abbattute le perdite di quasi quattro milioni di euro con un incremento del valore della produzione del 18% rispetto 2024</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2026/06/11/fir-approvato-dal-consiglio-federale-il-bilancio-consuntivo-2025/">FIR: approvato dal Consiglio Federale il Bilancio Consuntivo 2025</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Nel corso dell&#8217;ultimo Consiglio Federale, svoltosi il 9 giugno, è stato approvato il Bilancio Consuntivo 2025. Il bilancio d&#8217;esercizio segna un disavanzo di €-1.976.165,89 cifra ben al di sotto del <a href="https://www.onrugby.it/2025/02/11/fir-approvato-dal-consiglio-federale-il-bilancio-preventivo-2025/" target="_blank" rel="noopener">previsionale che era stato approvato nel febbraio 2025</a> con una perdita stimata di -5.670.616,52€.</p>
<p>I ricavi  crescono de l +18% rispetto al 2024 superando i cinquantadue milioni di euro di cui 31.7  &#8211; oltre il 60% del fatturato totale di FIR &#8211; deriva dalle manifestazioni internazionali. Nello specifico 20 milioni derivano dalla partecipazione al Six Nations grazie ai diritti televisivi e dalla biglietteria delle partite casalinghe allo stadio Olimpico.</p>
<p>Segnano un +2.5% anche i ricavi delle sponsorizzazioni &#8211; che rappresentano il  5.6% del bilancio. Dal punto di vista patrimoniale e finanziario si evidenza una netta riduzione delle posizioni a credito (-51%) con incremento della liquidità, in crescita del +81%.</p>
<p>Il Bilancio Consuntivo 2025 verrà ora sottoposto all&#8217;approvazione del CONI per poi essere pubblicato sul sito della Federazione.</p>
<p><strong>Di seguito il comunicato ufficiale FIR e le dichiarazioni del Presidente Federale Andrea Duodo dopo l&#8217;approvazione del Bilancio Consuntivo 2025:</strong></p>
<p>Il Consiglio Federale della Federazione Italiana Rugby, riunitosi in videoconferenza martedì 9 giugno, ha approvato il Bilancio Consuntivo 2025.</p>
<p>Il documento evidenzia un risultato d’esercizio negativo pari a un disavanzo di €-1.976.165,89, con un significativo miglioramento rispetto alle valutazioni iniziali del bilancio previsionale, approvato dal Consiglio con una perdita di 5,6 milioni di euro.</p>
<p>Il Consuntivo 2025 conferma l’impatto positivo delle politiche di gestione che hanno caratterizzato l’impegno dell’attuale consiliatura sin dal proprio insediamento, nonché una sempre più accurata capacità di controllo della spesa, condizioni essenziali per il raggiungimento di un imprescindibile riequilibrio economico-finanziario dopo che gli esercizi 2023 e 2024 avevano evidenziato perdite rispettivamente per €-9.335.341 e per €-5.694.191.</p>
<p>Il Consuntivo 2025, il primo esercizio interamente gestito dal Consiglio Federale presieduto da Andrea Duodo, evidenzia un incremento del valore della produzione pari al +18% rispetto al 2024, raggiungendo e superando i cinquantadue milioni di euro: il traino dei ricavi è garantito dalle manifestazioni internazionali, che con 31.7 milioni di euro costituiscono oltre il 60% del fatturato totale di FIR, di cui venti milioni ascrivibili alla partecipazione al Sei Nazioni grazie ai diritti televisivi e al record di proventi derivanti dalla biglietteria delle gare interne, con un incremento di 3,6 milioni di euro rispetto all’edizione 2024.</p>
<p>In crescita (+2.5%) anche i ricavi derivanti da sponsorizzazioni, il cui impatto sul bilancio è pari al 5.6%, mentre sul fronte patrimoniale e finanziario si registrano ulteriori, confortanti indicatori ascrivibili al rinnovato modello amministrativo, con una netta riduzione delle posizioni a credito (-51%) e un contestuale incremento della liquidità, in crescita del +81%.</p>
<p>Il Bilancio Consuntivo, così come deliberato dal Consiglio Federale, verrà sottoposto al CONI, secondo i regolamenti vigenti, per approvazione da parte della Giunta e successiva pubblicazione sul sito della Federazione Italiana Rugby.</p>
<p>“L’impegno mio e del Consiglio verso il movimento era stato da subito orientato a riportare la Federazione lontano dal pericolo concreto di default, derivante da un forte disequilibrio economico-finanziario, ben più grave di quanto fosse effettivamente percepito. Prudenza e un attento controllo di gestione sono state la bussola del nostro lavoro in questa prima metà di mandato, tutelando l’attività sportiva programmata senza rinunciare ad appuntamenti in grado di garantire promozione e visibilità del nostro sport, come accaduto con il Mondiale U20, una straordinaria vetrina di valorizzazione e sviluppo del rugby. Il passivo 2025 di quasi due milioni di euro ci impone di mantenere altissimo il livello di attenzione, ma al contempo conferma come siano state poste basi concrete per raggiungere, nel corso del mandato, il traguardo del pareggio di bilancio: gli ultimi chilometri di una gara sono sempre i più duri, eppure in quindici mesi siamo riusciti a ridurre un disavanzo strutturale di oltre otto milioni di euro. Un percorso più che impegnativo, che proseguiremo con perseveranza per ridurre ulteriormente i costi strutturali e tornare a garantire risorse alla base, il nostro più importante investimento e la nostra priorità per il futuro” ha dichiarato il Presidente della Federazione Italiana Rugby, Andrea Duodo.</p>
<p>“Il Consuntivo 2025 – ha aggiunto il Presidente federale – ci racconta che rigore amministrativo, crescita della struttura, investimenti e successi sportivi possono e devono coesistere, sia nell’alto livello che nei confronti della base: abbiamo nazionali competitive sulla scena internazionale e un movimento che ha ripreso a crescere, pur tra mille difficoltà. Il nostro impegno a sostenerlo ci ha portato a impegnare verso la base, nel 2025, ogni risorsa possibile: abbiamo aumentato il rimborso chilometrico, allocato 70.000€ attraverso il videocontest “Educazione Emotiva”, deliberato per la prima volta le premialità per l’Elite Femminile. Un cammino che, come dimostra l’approvazione delle premialità straordinarie deliberate dal’ultimo Consiglio Federale per il 2026, i 700.000€ già destinati alla base e lo stanziamento di mezzo milione di euro per l’impiantistica previsto in Circolare Informativa per il 2026/27, proseguirà con coerenza per tutto il mandato”.</p>
<p>“Con il Bilancio Consuntivo 2025 – ha concluso Duodo – ci avviciniamo al giro di boa del nostro mandato: oltre al risanamento della nostra Federazione, insieme al Consiglio e alla struttura abbiamo operato sulla trasparenza, rendendo le norme federali più chiare e in pieno allineamento con l’impianto normativo CONI. L’adozione del modello 231 è un nuovo passo verso quella visione di una Federazione davvero trasparente che era ed è al cuore del nostro programma.</p>
<p>Ringrazio il Consiglio, gli uffici federali e tutto il movimento italiano per averci dato la propria fiducia, ormai quasi due anni fa, consapevole di come la sostenibilità della FIR sia l’unica vera garanzia per il futuro del nostro rugby. Un futuro che può sembrare ancora lontano, ma che stiamo costruendo con e, soprattutto, per i nostri Club”.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2026/06/11/fir-approvato-dal-consiglio-federale-il-bilancio-consuntivo-2025/">FIR: approvato dal Consiglio Federale il Bilancio Consuntivo 2025</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
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		<title>Andrea Duodo: &#8220;Bisogna fare il passo secondo la gamba, serve sostenibilità assoluta&#8221;</title>
		<link>https://www.onrugby.it/2026/05/24/andrea-duodo-bisogna-fare-il-passo-secondo-la-gamba-serve-sostenibilita-assoluta/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Matteo Salmoiraghi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 24 May 2026 11:26:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Vita federale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il presidente della FIR inquadra le difficoltà economiche del rugby a livello italiano e internazionale</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2026/05/24/andrea-duodo-bisogna-fare-il-passo-secondo-la-gamba-serve-sostenibilita-assoluta/">Andrea Duodo: &#8220;Bisogna fare il passo secondo la gamba, serve sostenibilità assoluta&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Galles, Inghilterra, Australia, il Super Rugby, fino ai casi a noi più vicini come quelli di Colorno e Verona: il rugby sta vivendo una difficoltà finanziaria non limitata a qualche realtà, ma comune ad entrambi gli emisferi e che colpisce anche i territori storicamente più forti.</p>
<p>Difficoltà di cui è consapevole il presidente della FIR Andrea Duodo e che sin dalla sua elezione si è posto l&#8217;obiettivo di fare i conti con la realtà e mettere il bilancio federale in acque sicure.</p>
<p><strong>Leggi anche</strong>: <a href="https://www.onrugby.it/2026/05/24/per-un-posto-nellelite-le-semifinali-dei-playoff-promozione-della-serie-a/">Per un posto nell’Elite, le semifinali dei playoff promozione della Serie A</a></p>
<p>Il presidente Andrea Duodo ne ha parlato in un&#8217;intervista a <em>Il Mattino di Padova</em>, tanto degli allarmi a livello locale quanto internazionale. E secondo lui c&#8217;è un solo modo per superare le difficoltà finanziarie.</p>
<h3>Andrea Duodo: &#8220;Bisogna fare il passo secondo la gamba, serve sostenibilità assoluta&#8221;</h3>
<p>Di fronte alle difficoltà emerse anche nei territori veneti, <a href="https://www.onrugby.it/2026/02/27/serie-a-una-notizia-amara-il-verona-rugby-chiude-a-fine-stagione/">come nel caso di Verona</a> ma anche a difficoltà nel budget che rischia di accusare una squadra strutturata come Petrarca, Andrea Duodo ha risposto: &#8220;Importante è che i club adesso facciano tesoro di una parola: sostenibilità&#8221;.</p>
<p>&#8220;Anzi, di due: l&#8217;altra è continuità. Meglio un passo indietro per garantire futuro alle giovanili, ai ragazzi, al movimento e al radicamento sul territorio, che passi avventati che rischierebbero di far saltare tutto domani. In questo senso apprezzo i club che stanno seguendo questa strada, magari dolorosa ma necessaria per avere futuro&#8221;.</p>
<p>&#8220;Sul piano generale, di fronte a società che fanno il passo secondo la gamba, tanto di cappello. Sostenibilità assoluta. In questa fase è necessaria. Anche noi come Federazione abbiamo intrapreso la razionalizzazione delle spese per coprire i passivi&#8221;.</p>
<p>&#8220;Ma nessuno è perfetto &#8211; ha proseguito Andrea Duodo &#8211; si consideri anche la realtà del rugby di oggi. Nel mondo c&#8217;è un solo movimento rugbistico che ha risorse impensabili per ogni altra realtà, la Francia, grazie ai diritti televisivi&#8221;.</p>
<p>&#8220;<a href="https://www.onrugby.it/2026/05/22/ospreys-il-nuovo-accordo-con-la-wru-e-vicino-ma-non-e-ancora-firmato-resta-lombra-del-taglio-a-tre-regioni/">In Galles invece si pensa a tagliare una franchigia in URC</a>, in Inghilterra diversi club sono saltati, in Nuova Zelanda <a href="https://www.onrugby.it/2026/05/20/john-kirwan-smonta-il-super-rugby-penso-che-sia-finita/">il Super Rugby è messo in discussione</a>. E altre federazioni, come la nostra, non hanno canali televisivi che paghino il prodotto rugby, e devono a loro volta investire&#8221;.</p>
<p>&#8220;Soluzioni magiche non ce ne sono. Certo, bisogna uscire dai campanili, fare rete, massimizzare le risorse a disposizione razionalizzando i costi, creare sinergie&#8221;, ha dichiarato il presidente della FIR Andrea Duodo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2026/05/24/andrea-duodo-bisogna-fare-il-passo-secondo-la-gamba-serve-sostenibilita-assoluta/">Andrea Duodo: &#8220;Bisogna fare il passo secondo la gamba, serve sostenibilità assoluta&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
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		<title>Il Progetto Emergenti e lo sviluppo dei giovani arbitri: il racconto del coordinatore CNA Riccardo Bonaccorsi</title>
		<link>https://www.onrugby.it/2026/04/26/il-progetto-emergenti-e-lo-sviluppo-dei-giovani-arbitri-il-racconto-del-coordinatore-cna-riccardo-bonaccorsi/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesco Palma]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 26 Apr 2026 12:31:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Vita federale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dalla crescita dei prospetti più promettenti all’utilizzo del TMO, passando per il settore femminile: tutte le risposte della Commissione Nazionale Arbitri</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2026/04/26/il-progetto-emergenti-e-lo-sviluppo-dei-giovani-arbitri-il-racconto-del-coordinatore-cna-riccardo-bonaccorsi/">Il Progetto Emergenti e lo sviluppo dei giovani arbitri: il racconto del coordinatore CNA Riccardo Bonaccorsi</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Nasce un nuovo progetto per lo sviluppo dei giovani arbitri: è il Progetto Emergenti, che vede la partecipazione di 18 prospetti provenienti da tutta Italia, guidati da uno staff tecnico di esperti sotto l’egida della Commissione Nazionale Arbitri. E proprio il coordinatore CNA Riccardo Bonaccorsi ha spiegato a OnRugby come funziona questo nuovo progetto, che riprende un po’ l’idea della vecchia Accademia di Tirrenia, e in generale quali sono i piani per lo sviluppo dei giovani arbitri in futuro: “Il percorso è simile a quello fatto dalla Nazionale. Quando si dà un’immagine vincente si accende un maggiore interesse, è successo con la Nazionale di rugby e sta succedendo anche con la figura dell’arbitro. Il fatto che Andrea sia riuscito a raggiungere traguardi che finora non avevamo mai raggiunto è chiaramente l’espressione di tutto il lavoro fatto negli ultimi decenni. Penso a come siamo partiti, al discorso dell’Accademia di Tirrenia, che ha formato una categoria di grande qualità: un progetto che, come tutti, ha richiesto tempo. È un percorso che si è sviluppato negli anni e che oggi ha portato a figure come Andrea Piardi, Gianluca Gnecchi, Federico Vedovelli e Clara Munarini che a livello internazionale stanno rispondendo presente. Questo significa che il lavoro che dobbiamo fare è individuare le persone, i talenti, e riuscire poi a fare in modo che abbiano un percorso di crescita, per poter aspirare a livelli sempre più alti. In questo senso avere arbitri di livello internazionale, e di livello così alto, crea dei modelli. Chi inizia sa di poter sognare di arrivare lì, e qualcuno ci arriverà. Magari non tutti, ma alcuni sì, e questo genera emulazione, come il bambino che guarda il suo idolo e pensa di poter diventare come lui”.</p>
<p><strong>Leggi anche</strong>: <a href="https://www.onrugby.it/2026/02/01/carlo-damasco-orgoglioso-degli-arbitri-italiani-il-protocollo-tmo-va-ripensato-larbitro-deve-essere-leader/" target="_blank" rel="noopener">Carlo Damasco: “Orgoglioso degli arbitri italiani. Il protocollo TMO va ripensato: l’arbitro deve essere leader”</a></p>
<p><strong>Ha citato la vecchia Accademia di Tirrenia: oggi invece come è organizzata la crescita dei giovani arbitri?</strong></p>
<p>“Abbiamo avviato un progetto che si chiama Progetto Emergenti, in cui abbiamo individuato 18 profili segnalati dai coordinatori regionali, con l’obiettivo di lavorare in profondità con loro. Il progetto è stato inserito all’interno della struttura sotto la responsabilità del Responsabile dello Sviluppo Italiano Carlo Damasco, che nel frattempo ha acquisito per le sue competenze anche la il ruolo di Referee Manager delle Rugby Europe che accompagnerà con i tecnici Gabriel Chirnoaga e Christian Covati i ragazzi verso uno step ulteriore. Nel passato abbiamo avuto nell’Accademia il contributo di più figure sia del mondo arbitrale che non e riteniamo che un profilo come quello di Carlo possa dare un contributo di alta qualità al percorso formativo. Questo fa sì che i ragazzi siano seguiti in maniera specifica”.</p>
<p><strong>Come funziona il percorso?</strong></p>
<p>“Nel Progetto Emergenti abbiamo diviso i 18 arbitri tra due tecnici, con 9 ragazzi a testa. I 18 ragazzi hanno tra i 19 e i 27 anni e sono stati scelti tramite dei colloqui nei quali abbiamo cercato di capire anche le loro motivazioni, oltre alla loro qualità tecnica: perché una persona decide di fare l’arbitro? Perché sceglie di investire il proprio tempo – che è la cosa più preziosa – in questo ruolo? Dai colloqui è emersa una forte motivazione, e quindi abbiamo strutturato un percorso che prevede incontri con gli istruttori, basati anche su quanto accade nel weekend e sui feedback ricevuti a livello regionale. A questi si aggiungono incontri online, che permettono continuità e rapidità. Ci sono poi momenti di confronto collettivo. L’obiettivo è creare un gruppo. È vero che l’arbitro è una figura individuale, ma fa parte di un contesto: condividere il percorso con altri che hanno la stessa passione aumenta la motivazione. Tutto questo rientra in una serie successiva di passaggi graduali, entrando a far parte del gruppo Serie B e poi di Serie A, e infine il gruppo Elite, non tralasciando un importante momento di verifica che è la direzione delle gare del campionato u18 elite. Nel gruppo Elite abbiamo figure altamente professionali come Marius Mitrea (High Performance Referee Manager), Matteo Liperini (coach degli arbitri di Elite e TMO di livello internazionale) e Alain Rolland, consulente esterno della federazione, che segue in particolare gli arbitri internazionali attraverso review e indicazioni specifiche. In questi anni il contributo di Alain ha rappresentato un valore aggiunto. Ora però è fondamentale lavorare anche sulla base, su chi sta dietro, per continuare ad alimentare il sistema”.</p>
<p><strong>Com’è strutturato il movimento dietro questi 18 arbitri? Come funziona la base per costruire il futuro?</strong></p>
<p>“Sono convinto che il primo lavoro debba essere fatto a livello regionale, soprattutto nelle sezioni. Stiamo cercando – anche se non siamo ancora arrivati dove vorremmo – di valorizzare maggiormente le sezioni, perché sono loro che portano avanti il lavoro sul territorio. All’interno della regione abbiamo poi un tecnico-formatore che si relaziona con i capi sezione, distribuisce materiale tecnico, organizza le linee didattiche. C’è poi il designatore, che è una figura autonoma che deve mantenere una sua indipendenza. E infine il coordinatore regionale, che tiene insieme tutte queste figure. È chiaro che anche il contesto del movimento aiuta molto. Come dicevo, siamo all’inizio di questo progetto: un progetto che punta a una maggiore responsabilizzazione e attenzione su tutto il lavoro regionale. Poi abbiamo la struttura tecnica delle serie nazionali, con coach e referenti tecnici che seguono gli arbitri nelle rispettive categorie, valutando le partite. Un lavoro che si integra con quello degli osservatori, che analizzano le prestazioni e producono report. È un sistema complesso, che richiede collaborazione continua da tutte le parti. Allargando il discorso, uno dei temi su cui stiamo riflettendo molto come CNA è quello del reclutamento. È una criticità trasversale a tutto il sistema sportivo, insieme al problema dell’abbandono. È qualcosa che riscontriamo anche a livello educativo. Per questo abbiamo avviato un tavolo con altre federazioni – calcio, basket, pallavolo, pallamano – perché, pur con sport diversi, le problematiche sono comuni. C’è il tema del reclutamento, ma anche quello dell’atteggiamento verso gli arbitri. Nel calcio, lo scorso anno, ci sono state 561 aggressioni. Nel nostro sport la situazione è diversa, ma la violenza verbale è in crescita. E lo sport, in fondo, riflette la società”.</p>
<p><strong>Si parla sempre di più degli arbitri. Quando uno come Rassie Erasmus, che allena la squadra campione del mondo, si espone così spesso sugli arbitraggi, questo può condizionare tutto il contesto arbitrale anche alla base? </strong></p>
<p>“Quando persone carismatiche esprimono opinioni forti, spesso si crea un effetto emulazione. Penso a Mourinho: quando parla certe espressioni poi vengono riprese anche da altri. Lo stesso vale per Erasmus. Oggi, con la tecnologia, le situazioni possono essere analizzate da prospettive diverse, e questo genera opinioni contrastanti. Però bisogna anche ricordare che parliamo di un contesto professionistico, dove certe decisioni diventano talvolta giustificazioni. Vogliamo lavorare insieme alle altre federazioni per far passare un messaggio: l’arbitro non è solo una figura sanzionatoria, ma parte integrante del gioco. Nel rugby, in particolare, è colui che facilita il gioco, non che lo impedisce. Deve contribuire a rendere la partita bella. E questo, a sua volta, aiuta la promozione dello sport”.</p>
<p><strong>A proposito di tecnologia. Ha detto che l’obiettivo è portare questi arbitri fino alla Serie A Elite, dove troveranno quindi il TMO, la cui presenza modifica radicalmente il modo di arbitrare. Come vengono preparati i giovani arbitri in questo senso?</strong></p>
<p>“Il TMO è stato una vera rivoluzione. A livello internazionale era già presente, ma nel campionato italiano è stato introdotto più recentemente e oggi è uno strumento fondamentale. Cerchiamo di lavorare molto sul linguaggio: come si formulano le richieste, come si comunicano le informazioni. Serve uno schema mentale chiaro. Quando accade un episodio da rivedere si segue un percorso: da dove si parte, quali aspetti si analizzano – pericolosità, posizione dei giocatori, dinamica dell’azione – e questo schema deve essere condiviso tra arbitro e TMO”.</p>
<p><strong>Per quanto riguarda il movimento arbitrale femminile ci sono margini di sviluppo? Clara Munarini ha ottenuto risultati importanti, e prima di lei Maria Beatrice Benvenuti, e poi Beatrice Smussi che arbitra da tempo le finali scudetto femminili.</strong></p>
<p>“Sì. È un tema, quello del settore arbitrale femminile, che forse affrontiamo ancora troppo poco. È un ambito sul quale dobbiamo investire di più, anche in termini di promozione e reclutamento. Le difficoltà sono maggiori, ma ci sono figure importanti come Clara Munarini che rappresentano modelli di riferimento e dobbiamo valorizzarle di più. Nell’immaginario la figura dell’arbitro è ancora percepita come un ruolo prettamente maschile, ma non deve esserlo, e quando c’è talento il nostro compito è farlo emergere. Munarini ha fatto un percorso importante ed è oggi una figura riconosciuta anche a livello internazionale. Può essere un esempio concreto e un modello per tante ragazze: dimostra che questa strada è possibile. Infatti Beatrice Smussi è già da qualche anno che dirige gare in un contesto internazionale. E prima di lei Benvenuti, anche entrando nel mondo televisivo, è riuscita a dare una mano al movimento anche a livello di immagine”.</p>
<p><strong><em>Francesco Palma</em></strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2026/04/26/il-progetto-emergenti-e-lo-sviluppo-dei-giovani-arbitri-il-racconto-del-coordinatore-cna-riccardo-bonaccorsi/">Il Progetto Emergenti e lo sviluppo dei giovani arbitri: il racconto del coordinatore CNA Riccardo Bonaccorsi</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
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		<title>Sei Nazioni: i numeri da record dell&#8217;edizione 2026 per l&#8217;Italia e lo Stadio Olimpico di Roma</title>
		<link>https://www.onrugby.it/2026/03/31/sei-nazioni-i-numeri-delledizione-2026-per-litalia-e-lo-stadio-olimpico-di-roma/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Matteo Salmoiraghi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 31 Mar 2026 13:03:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Vita federale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dai risultati ottenuti sul campo a quelli sugli spalti e sui social, l'analisi del Presidente FIR Andrea Duodo</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2026/03/31/sei-nazioni-i-numeri-delledizione-2026-per-litalia-e-lo-stadio-olimpico-di-roma/">Sei Nazioni: i numeri da record dell&#8217;edizione 2026 per l&#8217;Italia e lo Stadio Olimpico di Roma</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Solo per quanto fatto il 7 marzo, con la prima vittoria in assoluto dell&#8217;Italia del rugby sull&#8217;Inghilterra, il Sei Nazioni 2026 entra di diritto nella storia e nelle menti di tutti gli appassionati azzurri. Ma in realtà questa edizione del torneo ovale è da ricordare anche per diversi altri motivi e per numeri da record.</p>
<p>Infatti non c&#8217;è stata solo la vittoria sull&#8217;Inghilterra per 23-18 grazie alla meta di Leonardo Marin a finalizzare l’iniziativa costruita sull’asse Ioane-Menoncello, ma anche quella sulla Scozia nella prima giornata del Sei Nazioni per 18-15, al termine di una lunga fase difensiva sotto una pioggia incessante. E, soprattutto, entrambi i successi sono arrivati in casa, a Roma nello Stadio Olimpico.</p>
<p><strong>Leggi anche</strong>: <a href="https://www.onrugby.it/2026/03/18/sei-nazioni-2026-chi-sono-i-12-instancabili-del-torneo/">Sei Nazioni 2026, chi sono i 12 “Instancabili” del torneo</a></p>
<p>Lo Stadio Olimpico, dal 2012 casa degli Azzurri nel Torneo, è così rimasto inviolato nelle due partite interne. Anche l’imbattibilità in casa rappresenta un inedito per l&#8217;Italia del rugby in ventisei anni di partecipazione al Sei Nazioni, l&#8217;evento simbolo del calendario internazionale rugbistico.</p>
<p>Dalla Federazione italiana sono arrivati in queste ore i primi numeri registrati allo Stadio Olimpico e nel Parco del Foro Italico nell’edizione da poco terminata. E si tratta di valori importanti.</p>
<h3>Sei Nazioni: i numeri da record dell&#8217;edizione 2026 per l&#8217;Italia e lo Stadio Olimpico di Roma</h3>
<p>Per le due partite interne dell&#8217;Italia all’Olimpico di Roma sono stati staccati un totale di 137.230 biglietti. Nello specifico 68.245 contro la Scozia, 68.985 per il sold-out totale nella sfida all’Inghilterra, una percentuale di presenze sugli spalti pari a circa il 99% della capienza.</p>
<p>In attesa della Valutazione d’Impatto del Sei Nazioni 2026 – le misurazioni del 2024 e del 2025 sono disponibili <a href="https://federugby.it/documenti/valutazione-dimpatto-2025/">cliccando qui</a> – i primi dati di questa edizione confermano il successo dell’evento, con un incasso generale dalla sola biglietteria superiore ai 7.000.000 €, con una crescita percentuale del +51% rispetto all’edizione 2024 (l&#8217;ultima con due partite in casa sulle cinque del torneo). E questo senza contare l&#8217;importante crescita delle visualizzazioni e delle interazioni sui canali social della federazione.</p>
<p>A fronte di questi numeri Andrea Duodo, Presidente della Federazione Italiana Rugby, ha dichiarato: &#8220;È stato un Torneo magnifico sotto ogni punto di vista, e insieme al Consiglio ho già avuto modo di ringraziare la struttura federale per il grande lavoro nella pianificazione, promozione e organizzazione delle nostre gare interne. Abbiamo portato all’Olimpico quasi 140.000 spettatori in due partite, generato oltre sette milioni di incasso dalla sola biglietteria, offerto al pubblico insieme al nostro title sponsor per il villaggio Birra Peroni due indimenticabili pomeriggi di divertimento, prima e dopo la partita, con l’intrattenimento di Radio Deejay, la possibilità di assistere alle altre gare del Torneo, aumentato la spettacolarizzazione del cerimoniale con spettacoli pirotecnici e la collaborazione con l&#8217;Esercito Italiano&#8221;.</p>
<p>&#8220;Innovare e sviluppare sono le basi su cui continuare a lavorare per rendere le partite della Nazionale dei momenti di aggregazione della nostra comunità e uno strumento per generare quelle risorse necessarie alla crescita del nostro movimento, sia di alto livello che di base. Sul fronte sportivo – ha aggiunto Duodo – abbiamo confermato di poter giocare alla pari con ogni avversario, in un Torneo mai scontato, dove l’equilibrio ha caratterizzato tutte le quindici partite: la vittoria interna con l’Inghilterra, per me come per ogni rugbista italiano, è stata un momento di profonda felicità, la concretizzazione di un sogno iniziato con il nostro ingresso nel Championship, più di un quarto di secolo fa. Michele e i suoi compagni saranno, per sempre, i protagonisti di questa straordinaria impresa del rugby italiano. Con tre atleti nel XV ideale e Menoncello candidato per il terzo anno consecutivo al titolo di MVP, la qualità e la capacità di questa Italia di essere competitiva contro ogni avversario è oggi sotto gli occhi di tutti&#8221;.</p>
<p>Di seguito il video completo dell&#8217;analisi del Presidente FIR Andrea Duodo a conclusione del Sei Nazioni 2026, oltre all&#8217;infografica riepilogativa dei numeri registrati dall&#8217;Italia all’Olimpico di Roma.</p>
<p><strong>Sei Nazioni 2026, l&#8217;analisi completa del Presidente FIR Andrea Duodo a conclusione del Torneo</strong></p>
<p><iframe title="YouTube video player" src="https://www.youtube.com/embed/XVSNxknMAik?si=Pwtly9sZZAki3JzN" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p><strong>I numeri del Sei Nazioni 2026 all&#8217;Olimpico di Roma</strong></p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-300327" src="https://www.onrugby.it/wp-content/uploads/2026/03/Slide-risultati.jpg?x56245" alt="" width="900" height="506" srcset="https://www.onrugby.it/wp-content/uploads/2026/03/Slide-risultati.jpg 900w, https://www.onrugby.it/wp-content/uploads/2026/03/Slide-risultati-230x129.jpg 230w, https://www.onrugby.it/wp-content/uploads/2026/03/Slide-risultati-120x67.jpg 120w" sizes="(max-width: 900px) 100vw, 900px" /></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2026/03/31/sei-nazioni-i-numeri-delledizione-2026-per-litalia-e-lo-stadio-olimpico-di-roma/">Sei Nazioni: i numeri da record dell&#8217;edizione 2026 per l&#8217;Italia e lo Stadio Olimpico di Roma</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
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		<title>FIR: approvato dal Consiglio Federale il Bilancio Preventivo 2026</title>
		<link>https://www.onrugby.it/2026/03/09/fir-approvato-dal-consiglio-federale-il-bilancio-preventivo-2026/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Sebastiano Pessina]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Mar 2026 13:58:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Vita federale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Diminuzione delle spese e leggera crescita dei ricavi. Le manifestazioni internazionali portano il 61% delle entrate complessive nella casse federali</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Lo scorso venerdì alla vigilia della storica vittoria dell&#8217;Italia sull&#8217;Inghilterra si è svolto a Roma il Consiglio Federale FIR.</p>
<p>Tra le voci all&#8217;ordine del giorno, c&#8217;era anche la ratifica del Bilancio Preventivo 2026 che evidenzia una riduzione delle perdite a -3.358.303,55 euro, con un miglioramento superiore al milione di euro rispetto <a href="https://www.onrugby.it/2025/03/29/bilancio-preventivo-fir-2025-approvata-la-prima-variazione-ridotto-il-disavanzo-di-oltre-1-milione/" target="_blank" rel="noopener">alla previsione aggiornata dell’esercizio 2025</a>.</p>
<p>I ricavi totali, pari a 47,8 milioni di euro, registrano una crescita di 1,1 milioni di euro con le manifestazioni internazionali che generano ben il 61% (ovvero oltre 29,5 milioni di euro) delle entrate complessive della Federazione.</p>
<p>Sul fronte delle uscite, il costo di produzione previsto per il 2026 è di 51,1 milioni di euro, circa tre milioni meno di quanto stimano nel bilancio preventivo aggiornato 2025.</p>
<p><em>Leggi anche: <a href="https://www.onrugby.it/2026/03/09/sei-nazioni-un-altro-grande-ritorno-nei-convocati-dellitalia-per-lultima-partita-contro-il-galles/" target="_blank" rel="noopener">Sei Nazioni: un altro grande ritorno nei convocati dell’Italia per l’ultima partita contro il Galles</a></em></p>
<h3>FIR: approvato dal Consiglio Federale il Bilancio Preventivo 2026</h3>
<p>Di seguito il testo completo del comunicato <a href="https://federugby.it/consiglio-federale-approvato-il-bilancio-preventivo-2026/" target="_blank" rel="noopener">pubblicato sul sito della Federazione Italia Rugby</a> e le dichiarazioni del Presidente Federale Andrea Duodo:</p>
<p>Il Consiglio Federale della FIR, riunito a Roma venerdì 6 marzo, ha approvato il Bilancio Preventivo 2026.</p>
<p>Il documento previsionale conferma il percorso di progressivo riequilibrio economico della Federazione intrapreso dalla governance federale, orientato a una gestione sempre più sostenibile e improntato ad un’evoluzione manageriale dell’organo di governo del rugby italiano.</p>
<p>Il Preventivo 2026 evidenzia un risultato economico pari a -3.358.303,55 euro, con un miglioramento superiore al milione di euro rispetto alla previsione aggiornata dell’esercizio 2025 che testimonia, pur in presenza di una complessa situazione economica-finanziaria attribuibile alla precedente gestione, l’efficacia delle azioni avviate per rafforzare la struttura economico-finanziaria della Federazione.</p>
<p>Il valore della produzione previsto per il 2026 si attesta a 47,8 milioni di euro, con una crescita dei ricavi su base omogenea: depurando infatti il preventivo 2025 dalle componenti straordinarie legate al World Rugby Under 20 Championship “Italia 2025” e a specifici contributi di Sport e Salute, il valore della produzione registra un incremento di circa 1,1 milioni di euro, confermando un trend di consolidamento delle entrate federali.<br class="" />Le manifestazioni internazionali continuano a costituire la principale fonte di ricavo della Federazione, con oltre 29,5 milioni di euro, pari a circa il 61% delle entrate complessive, mentre l’ingresso di nuovi partner e il consolidamento pluriennale dei principali accordi commerciali fanno registrare un lieve incremento (+200.000 €) delle entrate da sponsorizzazioni.</p>
<p>Il costo della produzione previsto per l’esercizio 2026 è di 51,1 milioni di euro, in diminuzione rispetto ai 54,1 milioni del preventivo aggiornato 2025, con una riduzione di circa tre milioni di euro dovuta tanto al venir meno di eventi straordinari organizzati nell’esercizio precedente quanto ad una progressiva razionalizzazione e ottimizzazione delle spese federali, pur in presenza di significativi aggravi di costi per circa un milione di euro, in massima parte riconducibili all’affitto della sede centrale e degli uffici periferici e al rinnovo del CCNL “Sport&amp;Salute” dei dipendenti federali.</p>
<p>Il Bilancio Preventivo 2026 garantisce la piena copertura dei programmi sportivi e degli impegni internazionali delle Nazionali, confermando al contempo gli investimenti nelle attività di sviluppo, nella formazione dell’alto livello giovanile e nei programmi territoriali destinati alla crescita del movimento rugbistico italiano, incluse azioni di salvaguardia ed evoluzione della base quali il Progetto Sud, l’adeguamento dei contributi chilometrici per la partecipazione all’attività domestica e la conferma delle premialità dedicate all’attività femminile e giovanile.</p>
<p>Il Presidente della FIR, Andrea Duodo, ha dichiarato: “I<em>l Preventivo 2026 conferma il percorso di progressivo miglioramento dei conti federali avviato sin dal giorno dell’insediamento del Consiglio Federale. Pur in presenza di un disavanzo ancora previsto, i dati evidenziano una crescita strutturale dei ricavi e una riduzione dei costi che rappresentano segnali concreti di consolidamento della gestione. Il nostro obiettivo resta quello di proseguire nel percorso di razionalizzazione e valorizzazione dei più importanti asset federali, così da avvicinarci progressivamente al raggiungimento di un sostanziale equilibrio di bilancio, garantendo al tempo stesso la piena realizzazione dei programmi sportivi di base e di alta prestazione e, più in generale, lo sviluppo dell’intero movimento rugbistico italiano</em>”.</p>
<p>Il Bilancio Preventivo 2026 verrà pubblicato sul sito internet istituzionale successivamente all’approvazione degli organi di controllo preposti.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2026/03/09/fir-approvato-dal-consiglio-federale-il-bilancio-preventivo-2026/">FIR: approvato dal Consiglio Federale il Bilancio Preventivo 2026</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
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		<title>Marketing, comunicazione e strumenti operativi per i club di base: al via il corso organizzato da FIR</title>
		<link>https://www.onrugby.it/2026/02/19/marketing-comunicazione-e-strumenti-operativi-per-i-club-di-base-al-via-il-corso-organizzato-da-fir/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Sebastiano Pessina]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Feb 2026 11:19:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Vita federale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Da giovedì 12 marzo parte un percorso formativo in quattro appuntamenti rivolto a tutte le società rugbistiche</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2026/02/19/marketing-comunicazione-e-strumenti-operativi-per-i-club-di-base-al-via-il-corso-organizzato-da-fir/">Marketing, comunicazione e strumenti operativi per i club di base: al via il corso organizzato da FIR</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>“Costruire il futuro dei club – Marketing, comunicazione e strumenti operativi per la crescita dei club di rugby” è questo il titolo del corso online ideato e promosso dalla Federazione Italiana Rugby e rivolto a Dirigenti, Presidenti, Presidentesse e figure organizzative delle società rugbistiche.</p>
<p>Un percorso formativo che penderà il via giovedì 12 marzo prossimo con l&#8217;obiettivo di fornire ai club, soprattutto quelli di base, strumenti concreti per rafforzare la propria struttura organizzativa, migliorare la sostenibilità economica e consolidare il ruolo delle società come presidio sportivo, educativo e sociale all’interno del territorio.</p>
<p>Un&#8217;iniziativa quanto mai utile che fornirà alle società risorse sia pratiche sia teoriche per costruire un percorso di crescita sotto diversi aspetti, nonché per la produzione di materiali operativi immediatamente utilizzabili nella quotidianità dei club.</p>
<p><em>Leggi anche: <a href="https://www.onrugby.it/2026/02/19/il-cambio-di-mentalita-le-accademie-e-i-giovani-il-nuovo-modo-di-giocare-lintervista-di-quesada-al-midi-olympique/" target="_blank" rel="noopener">Il cambio di mentalità, le accademie e i giovani, il nuovo modo di giocare: l’intervista di Quesada al Midi Olympique</a></em></p>
<p>Il corso  articolato in quattro appuntamenti online è in programma dal 12 marzo al 9 aprile, ogni giovedì dalle 18.30 alle 20.00 (ad eccezione del 2 aprile).</p>
<p>Il primo modulo, in calendario giovedì 12 marzo, è dedicato a Marketing e comunicazione del club e affronta la costruzione di una strategia semplice, sostenibile e coerente con la dimensione della società. Dall’identità al posizionamento, dall’uso del digitale e dei social media fino alla gestione dei contatti e dei database, il modulo fornisce le basi per aumentare visibilità, rafforzare il rapporto con famiglie e atleti e migliorare l’attrattività verso sponsor e istituzioni.</p>
<p>Il secondo appuntamento, giovedì 19 marzo, sarà focalizzato su Reclutamento, accoglienza e inserimento, con particolare attenzione al rapporto con le famiglie e alla prevenzione dell’abbandono. Il terzo modulo, giovedì 26 marzo, affronterà il tema di Sponsoring e sostenibilità economica, analizzando la costruzione di relazioni durature con partner e sponsor.</p>
<p>Infine il percorso si concluderà giovedì 9 aprile con il modulo dedicato a Community e fidelizzazione, elemento centrale per la vita di un club di rugby, che non vive solo di risultati sportivi ma di relazioni, partecipazione e senso di appartenenza.</p>
<p>Al termine del corso, i club partecipanti avranno a disposizione modelli, documenti e strumenti adattabili alla propria realtà, oltre a un metodo di lavoro chiaro e replicabile, pensato per sostenere la crescita nel medio e lungo periodo.</p>
<p><a href="https://docs.google.com/forms/d/e/1FAIpQLSff1z5l3X3ZHlGNsl4EBBR_TNTdIsNqCsRCC97rIW-rjSyIig/viewform" target="_blank" rel="noopener">A questo link è possibile compilare il modulo di iscrizione</a> al corso “Costruire il futuro dei club – Marketing, comunicazione e strumenti operativi per la crescita dei club di rugby”.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2026/02/19/marketing-comunicazione-e-strumenti-operativi-per-i-club-di-base-al-via-il-corso-organizzato-da-fir/">Marketing, comunicazione e strumenti operativi per i club di base: al via il corso organizzato da FIR</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
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		<title>Dopo i due derby, il Presidente Duodo traccia un bilancio sulla stagione di Benetton e Zebre</title>
		<link>https://www.onrugby.it/2025/12/29/dopo-i-due-derby-il-presidente-duodo-traccia-un-bilancio-sulla-stagione-di-benetton-e-zebre/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Michele Cassano]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 Dec 2025 09:46:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Vita federale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il numero uno della FIR fotografa la situazione di veneti ed emiliani pensando anche alla Nazionale</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2025/12/29/dopo-i-due-derby-il-presidente-duodo-traccia-un-bilancio-sulla-stagione-di-benetton-e-zebre/">Dopo i due derby, il Presidente Duodo traccia un bilancio sulla stagione di Benetton e Zebre</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>In seguito al <em>derby</em> del Lanfranchi fra Zebre e Benetton, che ha visto i veneti imporsi in trasferta per 23-37, il Presidente della FIR Andrea Duodo ha rilasciato una lunga intervista <em>al Gazzettino </em>facendo il punto della situazione dal punto di vista tecnico e non solo.</p>
<h3>Dopo i due derby, il Presidente Duodo traccia un bilancio sulla stagione di Benetton e Zebre</h3>
<p>Duodo ha affermato di aver visto due gare non fra le più spettacolari, ma molto combattute come nella natura dei derby: complessivamente con 23 nazionali in campo (13 da una parte e 10 dall&#8217;altra), una parte importante delle scelte che poi andrà a fare Gonzalo Quesada pensando al Sei Nazioni 2026.</p>
<p>A proposito di franchigie, pensando all&#8217;azzurro e alla possibilità di mantenere i giocatori nelle squadre italiane, il numero uno della FIR &#8211; facendo l&#8217;esempio di Tommaso Menoncello &#8211; ha ribadito che non è possibile trattenere i giocatori, dal momento che questi quando si spostano vanno ad aumentare i loro ingaggi e hanno chance di crescita tecnica affianco a elementi molto importanti come può essere Antoine Dupont nel Tolosa: un qualcosa di cui ne beneficia anche la nazionale.</p>
<p>Leggi anche, <a href="https://www.onrugby.it/2025/12/22/italia-due-anni-di-gonzalo-quesada-australia-e-galles-le-vittorie-piu-belle-lirlanda-la-partita-che-mi-ha-fatto-piu-arrabbiare/" target="_blank" rel="noopener">Italia, due anni di Gonzalo Quesada: “Australia e Galles le vittorie più belle. L’Irlanda la partita che mi ha fatto più arrabbiare”</a></p>
<p>Sul Benetton: &#8220;Come tutte le squadre che cambiano allenatore, Calum Mc Rae è passato da specialista a head coach, aveva bisogno di rodaggio. Ora la quadra inizia a ingranare, ad applicare quando chiedono i suoi tecnici. Ha dato prova di essere in crescita vincendo quattro partite, adesso scoprire dove può arrivare&#8221;.</p>
<p>Sulle Zebre invece, Duodo ha dichiarato che il gruppo allenato da Massimo Brunello per lui è già promosso, possono solo migliorare, e che la prima parte di stagione è andata bene. Soffermandosi sui derby, nello specifico, ha poi sottolineato la bravura nel giocarsela sino in fondo anche contro formazioni come il Benetton che hanno una rosa profonda.</p>
<p>Un aspetto che lo ha colpito sabato scorso: &#8220;L&#8217;invasione di campo a fine gara. E che un&#8217;ora e mezzo dopo ho fatto fatica a uscire dallo stadio Lanfranchi, quando un tempo dopo pochi minuti era vuoto. Il progetto di gestione della nuova governance federale guidata da Fava, Zanovello e Perruzza funziona, è stata la scelta giusta&#8221;.</p>
<p>Leggi anche, <a title="Click to read" href="https://www.onrugby.it/2025/12/23/il-futuro-dellitalia-secondo-quesada-profondita-under-20-gli-azzurri-fuori-dal-giro-e-il-mondiale-2027/" rel="bookmark">Il futuro dell’Italia secondo Quesada: profondità, Under 20, gli Azzurri fuori dal giro e il Mondiale 2027</a></p>
<p>Infine sul costo delle Zebre e sul contributo parificato di 4,8 milioni di euro per le franchigie, il Presidente Duodo ha ribadito ancora una volta: &#8220;Sì, come il Benetton. Già la scorsa stagione è stato tolto alle Zebre il mezzo milione di contributo aggiuntivo e hanno chiuso il bilancio con 16.000 euro di attivo. il budget sarà di circa 6 milioni, con la differenza messa da enti pubblici, sponsor e club house gestita in proprio. Gli incassi di una partita ora solo quelli che un tempo si facevano in un anno&#8221;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2025/12/29/dopo-i-due-derby-il-presidente-duodo-traccia-un-bilancio-sulla-stagione-di-benetton-e-zebre/">Dopo i due derby, il Presidente Duodo traccia un bilancio sulla stagione di Benetton e Zebre</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
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