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	<title>Verona Rugby Academy Archivi - On Rugby</title>
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	<description>365 rugby 360</description>
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		<title>La Crusaders International Academy arriva in Italia, a Verona</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Jun 2023 05:25:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Terzo tempo]]></category>
		<category><![CDATA[verona rugby]]></category>
		<category><![CDATA[Verona Rugby Academy]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Una delle squadre più titolate al mondo presenta per la prima volta in Italia il suo programma di sviluppo. Presenti anche leggende come Rueben Thorne, ex capitano degli All Blacks, e il manager dei Crusaders Grant Keenan</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2023/06/20/la-crusaders-international-academy-arriva-in-italia-a-verona/">La Crusaders International Academy arriva in Italia, a Verona</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il Payanini Center di Verona sarà la sede del primo stage intensivo di rugby dedicato ai ragazzi nati tra il 2006 e il 2009, realizzato dallo staff dei Crusaders, la più titolata squadra neozelandese, in collaborazione con la Verona Rugby Academy.</p>
<p>I Crusaders sono da sempre un punto di riferimento per il mondo del rugby, per mentalità, approccio e risultati, e detengono il record di 10 Super Rugby conquistati. Per la prima volta, la Crusaders International Academy porta il suo programma in Italia: si tratta di un corso intensivo di una settimana pensato per innalzare il livello dei giovani atleti in fase di formazione.</p>
<p>Ad accompagnare i ragazzi durante il corso saranno Grant Keenan, Manager della Crusaders International Academy, e Reuben Thorne, leggenda dei Crusaders, recordman di campionati vinti ed ex capitano degli All Blacks con cui ha messo assieme ben 50 caps.</p>
<p>I giovani rugbisti lavoreranno, insieme ai migliori tecnici al mondo, sui fondamentali, sulle abilità individuali e sulla comprensione del gioco. Lo staff dei Crusaders inoltre terrà uno stage per allenatori focalizzato sulle tecniche usate dal club ogni giorno per confermarsi al vertice del rugby mondiale.</p>
<p>Il Player Program della Crusaders International Academy si terrà nelle due settimane dal 26 giugno al 1° luglio e dal 3 all’8 luglio, i candidati partecipanti possono prenotare il proprio posto dal <a href="https://www.veronarugby.it/il-pianeta-verona-rugby/the-first-crusaders-international-academy-player-program-in-italy" target="_blank" rel="noopener">sito del Verona Rugby</a>.</p>
<p>Il coaching program si svolgerà invece su due giornate ed è previsto venerdì 30 giugno e venerdì 7 luglio. Sempre per gli allenatori, infine, è prevista la possibilità di assistere come coach alla settimana di stage dei ragazzi per osservare gli allenatori neozelandesi all’opera, fino a esaurimento posti.</p>
<p>La collaborazione tra Verona e Crusaders nasce da una sinergia fondata sul valore della formazione rugbistica di massimo livello. Attraverso il contatto continuativo con il prestigiosissimo club neozelandese il Verona Rugby cerca ogni anno di migliorare la propria qualità in termini di formazione e di competitività, ma anche di contribuire far crescere la cultura rugbistica locale e nazionale.</p>
<p>Ogni anno, infatti, gli allenatori del Verona seguono corsi di aggiornamento e formazione direttamente in Nuova Zelanda, e dalla stessa esigenza di crescita è nata l&#8217;idea di portare in Italia i corsi della Crusaders International Academy.<br />
Saranno inoltre offerti i due workshop del Crusaders Coaching Program a tutti gli allenatori che lavorano nella provincia di Verona, in modo totalmente gratuito.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2023/06/20/la-crusaders-international-academy-arriva-in-italia-a-verona/">La Crusaders International Academy arriva in Italia, a Verona</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
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		<title>La preparazione fisica nei giovani. Intervista a Filippo Nason preparatore della Verona Rugby Academy</title>
		<link>https://www.onrugby.it/2022/05/26/la-preparazione-fisica-nei-giovani-intervista-a-filippo-nason-preparatore-della-verona-rugby-academy/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesco Palma]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 26 May 2022 12:36:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Terzo tempo]]></category>
		<category><![CDATA[Verona Rugby Academy]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In uno sport che si fa sempre più fisico abbiamo chiesto ad un esperto come si sviluppa un progetto di crescita a breve, medio e lungo termine sui giovani atleti </p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2022/05/26/la-preparazione-fisica-nei-giovani-intervista-a-filippo-nason-preparatore-della-verona-rugby-academy/">La preparazione fisica nei giovani. Intervista a Filippo Nason preparatore della Verona Rugby Academy</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Lavorare con i giovani, soprattutto quando si parla di preparazione atletica, fisico e palestra, non è per niente facile. Per questo Filippo Nason, preparatore responsabile della preparazione fisica della Verona Rugby Academy, ha posto l&#8217;attenzione su tanti aspetti fondamentali dell&#8217;allenamento del ragazzi.</p>
<p>Dopo una prima esperienza nelle giovanili del Mogliano, Nason ha giocato in Serie B a Mestre prima di ritirarsi per un infortunio alla spalla nel 2015, e contemporaneamente ha iniziato a studiare Scienze Motorie. Attualmente, oltre al al lavoro che svolge con i ragazzi dell&#8217;Accademia della società scaligera è anche preparatore fisico del First XV del Verona Rugby.</p>
<p><strong>Com&#8217;è stato portare la tua esperienza di ex giocatore in un lavoro come questo?</strong></p>
<p>Pur non avendo giocato tantissimo, ero già molto interessato alle tecniche e alle modalità di allenamento. Facendo le giovanili a Mogliano ho avuto la possibilità di lavorare con Riccardo Ton, che attualmente è al Benetton, ed è stato lui a trasmettermi la passione per la preparazione fisica e l&#8217;allenamento. Poi c&#8217;è stato lo studio: mi sono laureato in Scienze Motorie e ho continuato ad approfondire le metodologie di allenamento nel rugby grazie a Giorgio Da Lozzo, anche lui adesso preparatore del Benetton. Sicuramente negli anni il rugby è cambiato, solo negli ultimi 5 anni abbiamo assistito ad un aumento di ritmo, densità e volume di gioco, non solo ad alti livelli ma anche in ambito amatoriale. Il mio lavoro all&#8217;Accademia di Verona parte dalle basi per poi integrare la preparazione, sia per l&#8217;atleta che per gli allenatori, con degli obiettivi a lungo termine.</p>
<p><strong>In che modo ti sei mosso dalla fine della tua carriera rugbistica?</strong></p>
<p>Ho smesso di giocare a causa di un infortunio alla spalla, quando già frequentavo il mio primo anno di Scienze Motorie, e in quel periodo ho iniziato un tirocinio al Mogliano durante la pre-season. Giorgio Da Lozzo mi ha dato la possibilità di rimanere nella società come preparatore delle giovanili, fino ad arrivare alla prima squadra all&#8217;inizio col ruolo di assistente e poi come capo preparatore nel campionato 2018/19. Alla fine di quella stagione sono andato in Inghilterra, agli Harlequins, dove ho avuto la possibilità di fare l&#8217;assistente preparatore in prima squadra, lavorando anche con l&#8217;academy giovanile e la squadra femminile. La stagione, causa pandemia, è purtroppo finita in anticipo: sono così tornato in Italia e mi sono mosso per cercare una nuova opportunità che nell&#8217;agosto del 2020 mi ha portato a Verona con il ruolo di capo-preparatore di academy e prima squadra.</p>
<p><strong>Come si sviluppa il tuo lavoro in Accademia?</strong></p>
<p>Si tratta di un processo di sviluppo a lungo termine: partiamo con atleti dell&#8217;under 15 fino all&#8217;under 19, e da quest&#8217;anno stiamo cercando di lavorare anche con gli under 23. Cerchiamo di sopperire a tutte quelle che possono essere le lacune tecniche e fisiche, in modo da rendere questi ragazzi pronti non solo alla Serie A ma anche al Top 10. Si parte, come detto, dalle basi della preparazione fisica, quindi dal fitness e dalla costruzione dell&#8217;atleta in sala pesi, per poi salire verso un livello più alto di specializzazione con l&#8217;avanzare dell&#8217;età. Li seguiamo singolarmente con un programma meticoloso che prevede anche un questionario giornaliero che consegniamo ad ogni atleta per capire quali sono i loro parametri di stress, fatica e qualità del sonno, in modo da tarare i programmi nella maniera più adeguato. Il lavoro si articola quindi su più livelli: a lungo termine con un percorso di 5 anni, stagionale con degli obbiettivi da raggiungere ma anche giornaliero in modo che sia orientato alle necessità dell&#8217;atleta e al suo miglioramento quotidiano.</p>
<p><strong>Questo percorso è legato anche alla vita quotidiana?</strong></p>
<p>Si tratta di un lavoro a 360 gradi. Il nostro obiettivo è crescere atleti e forgiare uomini, cerchiamo di conferire loro una certa educazione, concentrandoci anche sul processo umano, anche grazie al lavoro del nostro team manager Michele Mortali. C&#8217;è tutto un processo di sviluppo dell&#8217;atleta sotto diversi aspetti, come ad esempio la nutrizione e l&#8217;aspetto fisioterapico. C&#8217;è tutto un processo di sviluppo dell&#8217;atleta sotto diversi aspetti, come ad esempio la nutrizione. La dieta degli atleti viene elaborata dalla nostra nutrizionista Beatrice Dal Degan, che effettua anche le misurazioni antropometriche dei ragazzi, attraverso le quali è possibile monitorare l&#8217;andamento del singolo atleta durante l&#8217;anno e quindi modificare i piani nutrizionali in base ad esigenze/obbiettivi che man mano vengono definiti anche assieme allo staff.<br />
Per quanto riguarda l’aspetto fisioterapico, Lara Visona gestisce quotidianamente i nostri atleti, sia per acciacchi e infortuni dovuti alla partita, sia per la formazione dell’atleta a lungo termine, insegnando loro esercizi e strategie per il recupero, mobilità e decompensazione di atteggiamenti posturali dovuti all’accrescimento e/o dall’allenamento.</p>
<p><em>Leggi anche: <strong><a href="https://www.onrugby.it/2022/05/12/michele-rizzo-dal-campo-allo-staff-della-verona-rugby-academy/" target="_blank" rel="noopener">Michele Rizzo: dal campo allo staff della Verona Rugby Academy</a></strong></em></p>
<p><strong>Come cambia il tipo di lavoro tra un ragazzo di 14 anni e uno di 19?</strong></p>
<p>Chiaramente l&#8217;idea è quella di ampliare il più possibile la base di skills generali in termini di allenamento con i pesi fin da quando si è più piccoli. Con l&#8217;under 15 si fa un lavoro generale, principalmente legato alla tecnica sulle alzate principali, come squat, stacco, rematore e panca, insegnando la tecnica e le propedeutiche delle alzate e alternandole con degli allenamenti a corpo libero. Dopo aver creato una base solida, piano piano si può iniziare ad introdurre elementi più specifici nelle under 17 e 19, dove i presupposti non sono più solo tecnici: si fa un lavoro maggiormente improntato sulla forza massimale con esercizi monolaterali e bilaterali. Lentamente si arriva anche a lavorare sulla forza esplosiva, solitamente verso la fine dell&#8217;anno. L&#8217;under 19 è l&#8217;anticamera prima del rugby di performance: si continua ad insegnare determinati aspetti dell&#8217;allenamento, ma si è già più specifici. Ad esempio, un pilone avrà percentuali di spinta diverse da quelle di un trequarti, come anche i lavori in termini di capacità di forza da esprimere saranno diverse: un trequarti lavorerà più sulla forza veloce ed esplosiva, mentre un giocatore di mischia si concentrerà più sulla forza massimale, tentando di avvicinarsi un po&#8217; di più alla prestazione in campo. Nell&#8217;under 23 si vanno invece a toccare molto di più le individualità del singolo giocatore, con dei programmi mirati a colmare le lacune di ogni persona.</p>
<p><strong>Quando si parla di ragazzi molto giovani e di palestra c&#8217;è sempre un certo scetticismo: come ci si deve muovere in sicurezza?</strong></p>
<p>È un tema parecchio dibattuto. Spesso si dice che i sovraccarichi facciano male alla crescita dell&#8217;individuo, ma delle ricerche hanno dimostrato che non è così, però è chiaro che non metterò mai un ragazzino di 13 anni sotto un bilanciere da 150 kg. Le ricerche ci danno la possibilità di valutare la crescita biologica dell&#8217;atleta, in modo da individualizzare il carico che riesce a gestire in una determinata età. Soprattutto in under 15 bisogna stare attenti, tenendo in considerazione l&#8217;accrescimento biologico, più che cronologico.</p>
<p><strong>Com&#8217;è stato dover gestire il lavoro con i ragazzi nei periodi di zona rossa?</strong></p>
<p>È stato un periodo molto difficile, che ha messo a dura prova il nostro ingegno anche nel proporre ai ragazzi degli obiettivi sfidanti. L&#8217;annullare il contatto e la vicinanza ha influito anche nei processi di gruppo, siamo stati praticamente l&#8217;unica fonte di svago e di impegno per questi ragazzi. Alla fine, ad oggi, l&#8217;offerta formativa dell&#8217;accademia di Verona è completa, ed è sempre in costante miglioramento e aggiornamento. Cerchiamo di porre l&#8217;atleta e il ragazzo al centro del nostro processo di sviluppo, con uno staff di altissimo livello che ci porta ad una costante e metodica ricerca del miglioramento per noi e per loro.</p>
<p><strong>Francesco Palma</strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2022/05/26/la-preparazione-fisica-nei-giovani-intervista-a-filippo-nason-preparatore-della-verona-rugby-academy/">La preparazione fisica nei giovani. Intervista a Filippo Nason preparatore della Verona Rugby Academy</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
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		<title>Michele Rizzo: dal campo allo staff della Verona Rugby Academy</title>
		<link>https://www.onrugby.it/2022/05/12/michele-rizzo-dal-campo-allo-staff-della-verona-rugby-academy/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesco Palma]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 May 2022 11:34:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Terzo tempo]]></category>
		<category><![CDATA[Michele Rizzo]]></category>
		<category><![CDATA[Verona Rugby Academy]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’ex pilone Azzurro racconta l’impegno di coach dei giovani avanti, ruolo che il prossimo anno rivestirà anche per la prima squadra scaligera</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2022/05/12/michele-rizzo-dal-campo-allo-staff-della-verona-rugby-academy/">Michele Rizzo: dal campo allo staff della Verona Rugby Academy</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Dal campo di gioco (dove ha indossato le maglie di Petrarca, Benetton, Leicester, Edimburgo e della nazionale, per ben 23 volte) al lavoro da allenatore, un percorso che parte da lontano, fin da quando giocava a Leicester: Michele Rizzo si è lanciato in questa nuova avventura, che lo vede protagonista nello staff dell&#8217;Accademia di Verona, principalmente con il ruolo di allenatore della mischia dei giovani. Dal prossimo anno, però, si occuperà degli avanti anche della prima squadra. L&#8217;ex pilone azzurro ci ha raccontato la sua esperienza e il suo modo di lavorare con i ragazzi.</p>
<p><strong>Come si passa da Michele Rizzo giocatore a Michele Rizzo allenatore?</strong></p>
<p>Avevo cominciato già ai tempi di Leicester, seguendo dei corsi da allenatore. Avevo il desiderio di restare nel mondo del rugby, e quando sono tornato in Italia per chiudere la carriera al Petrarca avrei voluto continuare questo percorso, per creare qualcosa di importante a Padova. Fondamentalmente il Petrarca ha sempre avuto delle giovanili di tutto rispetto, a livello qualitativo e quantitativo: io volevo creare un progetto a lungo termine che facesse da anello di congiunzione tra i giocatori che uscivano dall&#8217;under 19 e un campionato di Serie A o di Top 10, assistendoli durante l&#8217;anno con dei programmi paralleli alla vita del club, un po&#8217; come quello che stiamo facendo adesso a Verona. Purtroppo non c&#8217;è stato spazio per questa cosa, e quando mi è arrivata la chiamata del Verona ho detto immediatamente di sì, anche perché lavorare con i ragazzi dai 17 ai 20 anni era proprio quello che mi interessava.</p>
<p><em>Leggi anche: <a href="https://www.onrugby.it/2020/03/28/michele-rizzo-tra-passato-presente-e-futuro-ovale/" target="_blank" rel="noopener">Michele Rizzo, tra passato, presente e futuro ovale</a> la nostra intervista al pilone di Dolo realizzata pochi giorni dopo il suo addio al rugby datato marzo 2020.</em></p>
<p><strong>Quindi segui i ragazzi nella fase direttamente precedente al &#8220;grande salto&#8221;?</strong></p>
<p>Sì. Diciamo che quelli già più grandi, sui 19-20 anni, sono proprio all&#8217;ultimo passo prima del salto, mentre quelli più piccoli si stanno avvicinando a un rugby più strutturato, in cui bisogna capire che ci vuole rigore e disciplina per competere ai massimi livelli, alimentandosi, allenandosi e riposandosi in un determinato modo, se si vuole provare ad arrivare da qualche parte.</p>
<p><strong>Come ti sei trovato a Verona? Qual è il tuo ruolo in accademia?</strong></p>
<p>Subito bene. Il progetto mi è piaciuto immediatamente, anche se ovviamente a causa della pandemia abbiamo avuto delle difficoltà, ma siamo riusciti a non perdere molti ragazzi, tenendoli sempre impegnati e in movimento pur giocando poco. Da quest&#8217;anno ho iniziato a lavorare più concretamente: mi occupo della crescita e della formazione di tutti gli atleti della prima linea, quindi under 17 e under 19, e inoltre mi occupo della difesa. Da un mese ho iniziato ad allenare la mischia della prima squadra, che seguirò anche l&#8217;anno prossimo, e una volta alla settimana lavoro anche con l&#8217;under 15 e con i suoi allenatori. Con i ragazzi più piccoli cerco di insegnare prima di tutto le posizioni e la postura, fondamentali per evitare infortuni.</p>
<p><strong>Come cambia l&#8217;approccio con i ragazzi di prima linea quando sono così giovani?</strong></p>
<p>Innanzitutto, bisogna dare degli esercizi a corpo libero per insegnare come posizionarsi. Chiaramente in under 15 l&#8217;ingaggio è molto limitato, quindi anche l&#8217;insegnamento deve andare di pari passo con l&#8217;effettivo livello. Si lavora uno ad uno, con esercizi semplici che fanno capire come si tengono la schiena, il bacino, le spalle. Poi li si comincia a lavorare con delle macchine per la mischia singole. Sono lavori che permettono a un ragazzino di 13-14 anni di conoscere di più il suo corpo e di capire come bilanciarsi nella spinta, soprattutto per la sua salute. A quell&#8217;età poi i ragazzi sono veramente delle spugne, imparano in fretta.</p>
<p><strong>È anche un modo per far capire ai ragazzi il valore del pacchetto di mischia?</strong></p>
<p>Sì, anche se quello arriva con un po&#8217; più di tempo, perché si entra davvero nello spirito della mischia quando si può davvero spingere. Cosa che a quell&#8217;età ancora non avviene. Probabilmente si riflette un po&#8217; di più sul drive da touche: da lì si può creare quello spirito del &#8220;branco di lupi&#8221; dei primi 8 dove devi dominare fisicamente gli avversari. Per quanto riguarda la mischia invece stiamo lavorando sulle basi per costruire degli atleti di livello. È una cosa stimolante anche per me, perché non ho grandissima pazienza con i ragazzini (ride, ndr) e sto imparando tanto anch&#8217;io.</p>
<p><strong>Com&#8217;è strutturata l&#8217;accademia di Verona?</strong></p>
<p>L&#8217;accademia si divide in due rami. Il primo è composto dai ragazzi &#8220;residenti&#8221; che vivono e studiano in accademia. Ci sono 8 camere da 4 che l&#8217;anno prossimo verranno poi ampliate: la mattina vanno a scuola, poi mangiano e si allenano alternando campo e palestra. Dalle 3 alle 4 un gruppo va in palestra e l&#8217;altro in campo, dalle 4 alle 5 si invertono. In campo si allenano le skills di base, quelle di reparto e di ruolo. Dopodiché, 3 volte alla settimana c&#8217;è anche l&#8217;allenamento con il club. Io in particolare lavoro con le prime linee, o anche anche con le seconde se magari c&#8217;è da lavorare su touche, lavoro inoltre la difesa e i punti d&#8217;incontro. I &#8220;non residenti&#8221; seguono lo stesso percorso, ma poi vanno a dormire a casa e il weekend giocano con il proprio club.</p>
<p><strong>Oltre all&#8217;aspetto prettamente tecnico e fisico, su cosa si focalizza l&#8217;accademia?</strong></p>
<p>Sicuramente l’aspetto tattico che andiamo ad approfondire tramite le video analisi e l’esecuzione di situazioni tattiche in campo. Inoltre ci sono degli incontri periodici, circa 2 volte al mese, con nutrizionista e mental coach. Con il primo si fanno visite individuali per impostare e monitorare il piano alimentare e workshop per rendere consapevoli i ragazzi dell’importanza dell’alimentazione, sonno ed idratazione. Con il mental coach si fanno alcuni workshop e dei lavori di gruppo, trattando anche temi come la leadership, gestione dell’attenzione e dinamiche di squadra , e poi vengono in campo e cercano di aiutare i ragazzi dal punto di vista psicoattitudinale, ad esempio con chi ha problemi di gestione dell&#8217;errore o di ansia da prestazione. Poi abbiamo le aule studio con dei tutor che li aiutano a studiare e fare i compiti. Una volta a settimana ci fermiamo noi come tutor dell&#8217;accademia, così abbiamo la possibilità di conoscere i ragazzi anche dal punto di vista personale. L&#8217;accademia di Verona lavora sullo sviluppo non solo dell&#8217;atleta ma anche del ragazzo: hanno la possibilità di vivere da professionisti e di approcciarsi alla vita quotidiana degli adulti. Sono ragazzi di 16 anni che iniziano a vivere da soli, lontani da casa, anche se in un luogo dove sono sicuri e sorvegliati: imparano a convivere con le altre persone, a rispettare gli spazi comuni, a gestire lo studio in autonomia. Anche perché i tutor per lo studio ci sono, come detto, ma comunque se uno non ha voglia di studiare, non studia.</p>
<p><strong>Quindi è un percorso anche di maturazione umana?</strong></p>
<p>Esatto, l&#8217;obiettivo dell&#8217;accademia è formare atleti a 360 gradi, infatti il sesto pilastro della nostra Accademia è quello olistico dove cerchiamo di dare nuovi stimoli e punti di vista ai ragazzi per lo sviluppo della loro parte umana, che siano workshop con atleti importanti che riportano la loro esperienza o insegnamenti di vita più ‘’pratici’’. A Verona offriamo cose che nessun altro offre in Italia. Secondo me un&#8217;ulteriore chiave di sviluppo è la competitività: un ragazzo di 16-17 che deve fare una scelta di questo tipo, si baserà ovviamente sulle strutture e sulla qualità degli allenatori, del nutrizionista, dello psicologo, ma anche sui risultati della squadra. Vincere come club o comunque stare davanti è uno stimolo in più.</p>
<p><strong>Francesco Palma</strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2022/05/12/michele-rizzo-dal-campo-allo-staff-della-verona-rugby-academy/">Michele Rizzo: dal campo allo staff della Verona Rugby Academy</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
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