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	<title>Venditti Archivi - On Rugby</title>
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	<description>365 rugby 360</description>
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		<title>Giovambattista Venditti avrà anche ruolo in società con l&#8217;Avezzano Rugby</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Matteo Viscardi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 14 Jun 2020 15:19:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Serie A – B – C]]></category>
		<category><![CDATA[Giovambattista Venditti]]></category>
		<category><![CDATA[Venditti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nella prossima stagione, dunque, l'ex trequarti azzurro non farà solamente il giocatore</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2020/06/14/giovambattista-venditti-avra-anche-ruolo-in-societa-con-lavezzano-rugby/">Giovambattista Venditti avrà anche ruolo in società con l&#8217;Avezzano Rugby</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo l&#8217;<a href="https://www.onrugby.it/2019/12/12/zebre-rugby-giovanbattista-venditti/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">addio ufficiale consumatosi con le Zebre lo scorso dicembre</a>, Giovambattista Venditti, ex ala azzurra da 44 caps ufficiali (conditi con 8 marcature pesanti), ha fatto ritorno a casa, <a href="https://www.onrugby.it/2020/02/26/giovanbattista-venditti-giochera-con-lavezzano-il-suo-primo-club/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">ad Avezzano</a>, nel febbraio di quest&#8217;anno solare 2020, inizialmente con l&#8217;obiettivo di dare una (grande) mano sul campo alla compagine abruzzese &#8211; laddove iniziò la sua carriera -, nell&#8217;entusiasmante duello al vertice in serie B con il Rugby Primavera.</p>
<p>Leggi anche: <a href="https://www.onrugby.it/2019/12/15/cinque-grandi-momenti-di-giovanbattista-venditti-in-nazionale/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Cinque grandi momenti di Giovanbattista Venditti in nazionale</a></p>
<p>Un contributo sul campo, quello di Venditti, venuto meno, reso impossibile dall&#8217;improvvisa entrata in scena dell&#8217;emergenza sanitaria, che ha portato, dopo pochi giorni dal suo accordo con il team avezzanese, prima alla sospensione e poi, di fatto, alla cancellazione dell&#8217;intera annata agonistica. L&#8217;ex Newcastle, tuttavia, in vista del &#8217;20/&#8217;21 non lascia, bensì raddoppia il suo impegno con la compagine &#8216;di casa&#8217;, e dal prossimo campionato non sarà più solamente un giocatore, ma avrà anche un ruolo in società.</p>
<p>&#8220;Il mio ruolo sarà simile alla figura creata in tempi recenti dalla FIR. Una sorta di &#8216;responsabile sviluppo club&#8217;. La mia posizione dirigenziale sarà collocata, in termini pratici, appena sotto il consiglio direttivo, ed appena sopra il settore tecnico&#8221;, ha spiegato Venditti raggiunto da OnRugby.</p>
<p>Leggi anche: <a href="https://www.onrugby.it/2020/06/07/i-10-giocatori-italiani-di-rugby-con-piu-follower-su-instagram/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">I 10 giocatori italiani di rugby con più follower su Instagram</a></p>
<p>&#8220;Quindi seguirò con attenzione tutti gli aspetti tecnici, prettamente da campo, ma anche e soprattutto l&#8217;extra rettangolo verde: progettualità e strategie da elaborare con la società, organizzazione dei diversi fronti operativi. In ogni caso, farò ancora parte anche della compagine squadra. Mi attende una nuova intrigante avventura&#8221;, ha proseguito, prima di una chiosa dedicata al suo status da giocatore ancora attivo.</p>
<p>&#8220;Avevo promesso alla società, lo scorso febbraio, di scendere in campo con questa maglia. Manterrò la parola data e disputerò almeno qualche partita nel &#8217;20/&#8217;21&#8221;, ha concluso l&#8217;ex trequarti degli Aironi</p>
<blockquote class="instagram-media" style="background: #FFF; border: 0; border-radius: 3px; box-shadow: 0 0 1px 0 rgba(0,0,0,0.5),0 1px 10px 0 rgba(0,0,0,0.15); margin: 1px; max-width: 540px; min-width: 326px; padding: 0; width: calc(100% - 2px);" data-instgrm-captioned="" data-instgrm-permalink="https://www.instagram.com/p/CBGEhIKB-sO/?utm_source=ig_embed&amp;utm_campaign=loading" data-instgrm-version="12">
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<p style="margin: 8px 0 0 0; padding: 0 4px;"><a style="color: #000; font-family: Arial,sans-serif; font-size: 14px; font-style: normal; font-weight: normal; line-height: 17px; text-decoration: none; word-wrap: break-word;" href="https://www.instagram.com/p/CBGEhIKB-sO/?utm_source=ig_embed&amp;utm_campaign=loading" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Ho deciso di percorrere una strada; magari sbagliata, ma per me molto importante. Credo che il tempo non sia mai abbastanza e quindi sprecarlo è un peccato mortale! Nella mia carriera ho toccato con mano quanto un’organizzazione capace faccia la differenza per i giocatori che oltre alle botte prendono anche le critiche. Sono sempre stato sicuro che il sistema che circonda ogni essere umano plasmi l’individuo fino a modificarlo. ⠀ Avere la possibilità di contribuire a creare un sistema positivo a casa mia, in Abruzzo, è per me motivo di grande responsabilità. Nel prossimo periodo, con enorme orgoglio, mi occuperò della pianificazione e dell’organizzazione di tutte le attività dell’ @avezzanorugby. ⠀ Qualcuno ha definito le persone che giocano o lavorano nelle serie minori degli apprendisti&#8230;..beh io sicuramente ho tanto da imparare e tanti errori da fare, e sono contento di poterlo fare in un ambiente che vive il rugby e che si impegna ogni giorno per promuovere questo sport in tutta la città. L’ @avezzanorugby ha deciso di sognare. Nonostante il periodo difficile, ha deciso di mettersi in gioco e provare a fare qualcosa di grande. La serie C, la serie B e la serie A sono un patrimonio del nostro movimento e non vedo l’ora di comprendere più da vicino le dinamiche che ruotano intorno a questo mondo distante anni luce dal rugby sotto i riflettori. Non indossare uno smoking durante il terzo tempo non significa non capirci nulla, ma significa che il sudore e la fatica per dare a tanti ragazzini la possibilità di avere un campo è ancora più vero. La passione spinge la maggior parte delle persone ed è sempre la passione che in questo momento sta spingendo me verso questa esperienza.</a></p>
<p style="color: #c9c8cd; font-family: Arial,sans-serif; font-size: 14px; line-height: 17px; margin-bottom: 0; margin-top: 8px; overflow: hidden; padding: 8px 0 7px; text-align: center; text-overflow: ellipsis; white-space: nowrap;">Un post condiviso da <a style="color: #c9c8cd; font-family: Arial,sans-serif; font-size: 14px; font-style: normal; font-weight: normal; line-height: 17px;" href="https://www.instagram.com/giambavenditti/?utm_source=ig_embed&amp;utm_campaign=loading" target="_blank" rel="noopener noreferrer"> Giamba Venditti</a> (@giambavenditti) in data: <time style="font-family: Arial,sans-serif; font-size: 14px; line-height: 17px;" datetime="2020-06-06T13:11:47+00:00">6 Giu 2020 alle ore 6:11 PDT</time></p>
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</blockquote>
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		<title>Il momento di Giovanbattista Venditti, tra desiderio di riscatto ovale e futuro tutto da scrivere</title>
		<link>https://www.onrugby.it/2019/05/07/il-momento-di-giovanbattista-venditti-tra-desiderio-di-riscatto-ovale-e-futuro-tutto-da-scrivere/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Matteo Viscardi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 May 2019 07:04:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Zebre Rugby]]></category>
		<category><![CDATA[Giovanbattista Venditti]]></category>
		<category><![CDATA[Parma]]></category>
		<category><![CDATA[Venditti]]></category>
		<category><![CDATA[Zebre Rugby Club]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Abbiamo parlato con l'ala delle Zebre della sua voglia di ripartire alla grande e delle ambizioni professionali nel post carriera</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Giovanbattista Venditti, nell&#8217;immaginario collettivo del tifo azzurro, non è un giocatore come gli altri. L&#8217;abruzzese negli ultimi due lustri ha saputo costruirsi una reputazione di alto profilo disseminando, nell&#8217;arco delle sue esperienze ovali, ricordi impressi nella mente di tutti. Un qualcosa che però non è successo in questo &#8217;18/&#8217;19, un&#8217;annata tribolata per la squadra zebrata e per lo stesso Venditti, che ha faticato a lasciare un&#8217;impronta sui rettangoli verdi del torneo celtico. &#8220;Non siamo contenti della stagione, nè per quanto concerne i risultati in sè nè per quanto fatto vedere al di là dei meri numeri in classifica. Non abbiamo confermato quanto di buono fatto lo scorso anno. Abbiamo avuto tanti problemi. Io non sono uno che crede più di tanto nella sfortuna, quindi è chiaro che alcune cose sono le conseguenze delle carte in tavola che ci sono da noi. Quindi tutti quegli infortuni, anche se alcuni sono sicuramente legati al caso, con la rosa corta ed un rugby sempre più usurante, te li devi aspettare, a maggior ragione se non fai un turnover di un certo tipo. Nella nostra rosa tanti giocatori hanno avuto un minutaggio importante, forse troppo, altri uno molto scarno. Al di là di questo, poi, dobbiamo farci un bell&#8217;esame di coscienza individuale. Io sono certo che ogni singolo abbia dato tutto, perché è fuori discussione. Però, alle volte, non è solo una questione legata all&#8217;intensità del lavoro, ma anche e soprattutto a quanto intelligentemente ti alleni e ti avvicini alla partita: il sabato c&#8217;è la foga di vincere, ma durante la settimana abbiamo l&#8217;attenzione a tutti i dettagli necessari (alimentazione, sonno, analisi video) per arrivare al risultato? Ci sono diverse cose nel controllo nostro, parlo di giocatori, su cui si può migliorare&#8221;, spiega l&#8217;ex Newcastle Falcons, prima di focalizzarsi sulla sua di annata.</p>
<p>&#8220;Individualmente è stata una stagione molto strana. Ridurla ai minuti giocati non è giusto, perché è successo molto. Fuori dal campo sono felice. La mia situazione con la famiglia è bella. I bambini stanno bene ed a breve io ed Alice diventeremo nuovamente genitori. Abbiamo comprato la casa nuova con le caratteristiche che ci piacciono. Quindi va tutto bene. Ad inizio anno, poi, ho fatto un master alla Bocconi in Sport Management ed è stato un grandissimo traguardo. Sono soddisfatto, ma se restringiamo il discorso al rugby, questa è una stagione buttata. Sicuramente il master ha influito, perché dovevo essere spesso a Milano per le lezioni. Ovviamente avevo chiesto il permesso alle Zebre. La società è stata molto gentile nel comprendere e nell&#8217;assecondare questo mio desiderio di formazione, ma ho saltato degli allenamenti ad alcune partite e non sono stato convocato anche per questo motivo. Finito il master, a dicembre, mi sono ributtato al 110% dentro il rugby. Anche perché non sono un giocatore super tecnico o super intelligente rugbusticamente. La mia carriera si è sempre basata anche su una determinazione speciale&#8221;, prosegue, prima di spiegare come l&#8217;impegno del percorso di studi meneghino, comunque, abbia lasciato qualche ruggine anche in termini di rapporti. &#8220;Per alcune persone questo master è stato un problema. Qualcuno ha visto in questa cosa una mia mancanza di focus nel rugby e si sono create alcune situazioni spiacevoli, che hanno fatto sì che la stagione finisse in questo modo. Sono contento che si sia arrivati al termine, così abbiamo tutti il tempo di ripartire da zero, appianando eventuali problemi. Io per primo farò un prestagione come mai ho fatto in vita mia per farmi trovare non pronto di più, anche per l&#8217;anno prossimo non avrò scuse esterne&#8221;, racconta Venditti, carico per un campionato, il &#8217;19/&#8217;20, che, anche se una decisione è ancora ben lontana dall&#8217;essere presa, potrebbe anche essere l&#8217;ultimo della sua carriera.</p>
<p><strong>Un futuro tutto da scrivere</strong></p>
<p>&#8220;Non so ancora realmente cosa farò nel mio futuro a medio termine. Sia da piccolino che nei primi anni tra Top 10 ed Aironi avevo sempre detto che non sarei stato un giocatore troppo longevo, perché amo le novità. Quindi, se da un lato sto benissimo nel mondo del rugby, che mi ha dato e mi sta dando ricordi speciali ed amicizie uniche, dall&#8217;altro non nascondo che mi stuzzica la curiosità di scoprire gli aspetti della vita lavorativa oltre il passaggio da giocatore. Quindi sicuramente non giocherò altri 4/5 anni. Non ti nascondo di averci pensato, ad un ritiro, anche perché questa stagione è stata scomoda. La nostra società è molto bella. Negli anni passati ci sono stati problemi strutturali, ora, invece, la situazione è molto stabile, però, in 50 persone è condensata tutta la compagine Zebre, dal vertice sino ai giocatori. Quindi, quando vivi un periodo non facile in un ambiente così piccolo è scomodo. Ovviamente, se si è creata questa situazione, ho anche le mie responsabilità, perché se si sbaglia lo si fa sempre in due. Ci sono cose che potevo fare meglio, e cercherò di farlo sin dall&#8217;avvio di stagione&#8221;, dettaglia, spiegando, poi, come siano diversi i fattori che lo abbiano fatto riflettere negli ultimi tempi, dalla lontananza dai bambini nel corso delle lunghe trasferte, al ricordo ancora vivido della durissima concussion di un paio di anni fa. &#8220;In maniera razionale questi fattori sicuramente hanno un peso nell&#8217;ottica della scelta. Stare di più con i bambini mi piacerebbe molto. Quando non ci sono sento che gli manco. Anche se penso che sia più la qualità del tempo speso con loro, che non la quantità, a fare la differenza, non sarebbe male riuscire ad essere vicino a loro il più possibile, a maggior ragione ora che stanno diventando grandi, pure con un nuovo fratellino in arrivo. La concussion, poi, ha lasciato un segno importante. Dopo quella botta sono andato in ospedale e ho passato un periodo, anche se molto breve, in coma. Nei mesi successivi, quando sono rientrato, un poco di paura l&#8217;ho sempre avuta. Quello è un colpo a cui mi capita ancora di pensare la notte&#8221;, sottolinea l&#8217;ala zebrata, che, descrivendo sé stesso, si definisce una persona umorale, quantificando al 50 % l&#8217;attuale percentuale di prosieguo della carriera, senza però escludere anche dei possibili cambi di scenario in tal senso.</p>
<p>&#8220;Tutti questi fattori, più la mia curiosità verso altre cose, possono influire nella scelta sul mio futuro. Ad oggi, se dovessi dare una percentuale al fatto di proseguire o meno oltre il 2020, ti direi 50 %. Va detto, però, che sono una persona molto emozionale. Se mi trovo bene in un posto, sono il tipo di persona che riesce a dare anche di più di quello che è nelle sue possibilità, ma c&#8217;è anche il lato opposto della medaglia. Quindi oggi dico 50/50 situation, ma magari l&#8217;anno prossimo scatta qualcosa di particolare e scelgo di proseguire altri 2/3 anni&#8221;, anche perché, seppur oggi appaia lontana, la nazionale, sullo sfondo potrebbe cambiare il panorama. &#8220;Con Conor, poi, ho un ottimo rapporto, anche al di là del mero contatto allenatore/giocatore. Dal punto di vista personale, tiene ai giocatori dal punto di vista umano, e con persone così vai facilmente d&#8217;accordo. Un discorso analogo posso farlo anche per coach Bradley, ma come detto prima, alle Zebre, non c&#8217;è lo stesso sistema, la compagine operativa è molto piccola e le cose quindi sono diverse&#8221;, conclude, lasciando intendere poi anche l&#8217;ambito in cui vorrebbe proseguire ne post carriera, sul quale, attraverso percorsi di studio variegati, sta investendo ormai da diversi anni.</p>
<p>&#8220;La prima laurea in Scienze dell&#8217;alimentazione è stata fatta proprio per curiosità personale, perché penso che l&#8217;alimentazione sia fondamentale per il benessere di una persona, ancora di più se un soggetto è un atleta professionistico. Il master invece l&#8217;ho fatto perché, per come mi vedo io, a fine carriera, vorrei continuare a dare qualcosa allo sport, ma non tanto in senso tecnico, ma in quello manageriale. Invece di fare lo sportivo di turno a cui a volte basta indossare una cravatta, una volta ritiratosi, per cambiare di ruolo, volevo iniziare a studiare, formarmi e costruire certe competenze&#8221;, ci saluta Giovambattista, pronto a staccare per una vacanza rigenerante in vista di una stagione da vivere da assoluto protagonista.</p>
<p><em><strong>Matteo Viscardi</strong></em></p>
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		<title>Campagnaro, brutto infortunio al ginocchio durante Cardiff-Exeter</title>
		<link>https://www.onrugby.it/2017/08/26/campagnaro-brutto-infortunio-al-ginocchio-durante-exeter-cardiff/</link>
					<comments>https://www.onrugby.it/2017/08/26/campagnaro-brutto-infortunio-al-ginocchio-durante-exeter-cardiff/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Avesani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 26 Aug 2017 12:44:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La Nazionale]]></category>
		<category><![CDATA[campagnaro]]></category>
		<category><![CDATA[Venditti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Venditti: esito negativo dalla TAC, ora il protocollo per tornare in campo</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2017/08/26/campagnaro-brutto-infortunio-al-ginocchio-durante-exeter-cardiff/">Campagnaro, brutto infortunio al ginocchio durante Cardiff-Exeter</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;With just a quarter of the contest to go, the Chiefs were then dealt another untimely blow when Italian centre Michele Campagnaro left the field in some discomfort with what appeared a nasty knee injury&#8221;. Un brutto infortunio di gioco, ad un quarto d&#8217;ora dal termine. Michele Campagnaro, centro di Exeter e della Nazionale, è uscito nel corso dell&#8217;amichevole persa di suoi Chiefs contro Cardiff. E le parole del comunicato stampa del club inglese non lasciano intendere nulla di buono.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Nel pomeriggio dovrebbe arrivare anche un aggiornamento su Giamba Venditti, uscito in barella nel corso del match tra Benetton e Zebre per un&#8217;involontaria ginocchiata di Carlo Canna al collo. Già nella notte di venerdì l&#8217;ala azzurra aveva lasciato l&#8217;ospedale dove era stato portato per accertamenti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>UPDATE: ecco il bollettino FIR</strong></p>
<p><em>Treviso &#8211; L&#8217;ala delle Zebre Rugby Club e della Nazionale Italiana Rugby, Giovanbattista Venditti, ha riportato un trauma commotivo nel corso del derby di precampionato contro la Benetton Rugby disputato ieri sera a Treviso.</em></p>
<p><em>Il giocatore, dopo essere stato rimosso dal campo sulla base dei regolamenti vigenti, è stato trasportato presso l&#8217;Ospedale Ca&#8217; Foncello di Treviso e sottoposto agli accertamenti del caso. </em></p>
<p><em>La TAC effettuata in serata ha dato esito negativo, l&#8217;atleta è stato dimesso poco dopo la mezzanotte e potrà iniziare immediatamente il protocollo per il rientro in campo.</em></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2017/08/26/campagnaro-brutto-infortunio-al-ginocchio-durante-exeter-cardiff/">Campagnaro, brutto infortunio al ginocchio durante Cardiff-Exeter</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
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		<title>Difendere per la gloria: come l&#8217;Italia del rugby ha annullato gli Springboks</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Roberto Avesani]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Nov 2016 07:24:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La Nazionale]]></category>
		<category><![CDATA[azzurri]]></category>
		<category><![CDATA[difesa]]></category>
		<category><![CDATA[favaro]]></category>
		<category><![CDATA[firenze]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[nazionale]]></category>
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		<category><![CDATA[Sudafrica]]></category>
		<category><![CDATA[Venditti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Rovesciata, compatta, a uomo e anticipata: abbiamo analizzato la superba difesa degli azzurri a Firenze </p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2016/11/24/difendere-per-la-gloria-come-litalia-del-rugby-ha-annullato-gli-springboks/">Difendere per la gloria: come l&#8217;Italia del rugby ha annullato gli Springboks</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Italia e Sudafrica arrivavano alla sfida dell&#8217;Artemio Franchi in un momento molto particolare della loro storia (recente e non). Gli azzurri erano reduci dalla sconfitta contro gli All Blacks, al termine di una partita che ha spaccato in due i giudizi di appassionati ed addetti ai lavori: da una parte si accusava la squadra e Conor O&#8217;Shea di aver sbagliato completamente il gameplan e di non aver lottato fino in fondo, mentre dall&#8217;altra lo stesso allenatore, gli azzurri e una parte della critica ha difeso la nazionale, ricordando come l&#8217;avversario fosse la Nuova Zelanda e non &#8211; per l&#8217;appunto &#8211; degli Springboks in piena crisi. Dopo il brutto stop contro l&#8217;Inghilterra, l&#8217;emorragia sudafricana è proseguita anche in Italia e gli azzurri hanno trovato terreno fertile su cui costruire <a title="Dopo Italia-Sudafrica, Parisse: la più grande vittoria nella storia del rugby italiano" href="https://www.onrugby.it/2016/11/19/dopo-italia-sudafrica-le-dichiarazioni-a-caldo-di-oshea-parisse-e-padovani/" target="_blank">&#8220;la più grande vittoria nella storia del rugby italiano&#8221;</a>, come l&#8217;ha definita Sergio Parisse in conferenza stampa. Il 19 novembre 2016 rimarrà marchiato a fuoco nei libri del rugby italiano, che potranno raccontare dei superbi ottanta minuti giocati dai ragazzi di Conor O&#8217;Shea, la cui impronta comincia ad essere evidente soprattutto nella fase difensiva, nella fase del breakdown e nella tenuta fisica lungo l&#8217;intero match, ovvero le tre aree in cui è stata confezionata l&#8217;impresa di Firenze.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>I numeri</strong></p>
<p>L&#8217;Italia ha avuto il 42% di possesso palla nel corso della partita ed è rimasta nella metà campo sudafricana per il 38% del tempo, a dimostrazione del fatto che O&#8217;Shea volesse far tenere il pallone in mano ai suoi il meno possibile, per poi cercare di concretizzare tutti i momenti positivi nel corso della gara e mettere pressione con il gioco al piede (26 i calci dell&#8217;Italia). <strong>Una strategia che inevitabilmente non ha pagato con la Nuova Zelanda (ma quale avrebbe potuto mai pagare?), ma che ha portato i suoi frutti contro una squadra spenta, sfilacciata e senza un&#8217;idea ben precisa di cosa fare con l&#8217;ovale in mano come il Sudafrica</strong>, capace di impensierire la retroguardia azzurra soltanto con le iniziative individuali di Le Roux, de Allende (5 difensori battuti a testa, due assist per il primo ed una meta per il secondo) e Combrinck. Nemmeno la pericolosità dell&#8217;estremo e del centro, tuttavia, ha permesso agli ospiti di sfruttare a pieno i buchi lasciati dall&#8217;Italia quando la difesa azzurra veniva colta impreparata (<strong>ed è successo: 20 i placcaggi sbagliati, di cui la maggior parte nel primo tempo</strong>). Alla lunga, sia le Roux, de Allende che Combrinck hanno però perso la loro verve e sono stati controllati più agevolmente dai padroni di casa; a quel punto, gli errori di handling e di trasmissione nella manovra sudafricana si sono moltiplicati (clamoroso quello dello stesso Combrinck nella ripresa; saranno 15 i turnover alla fine) e per la linea italiana è stato più facile del previsto tenere lontani gli avversari dalla zona rossa. <strong>Basti pensare che dal cinquantunesimo minuto in poi il Sudafrica non è mai riuscito ad entrare dentro i 22 italiani con la palla in mano</strong>. Altro che sofferenza.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p align="center"><iframe class="giphy-embed" src="//giphy.com/embed/vLsByehLWcQ2k" width="480" height="270" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Cassaforte? Abbiamo le chiavi per aprirla&#8230;<br />
</strong></p>
<p>I primi segnali di una possibile impresa erano arrivati già nelle due azioni precedenti alla meta di Habana, derivata da un errore di posizionamento di McLean (salito troppo presto per anticipare) e dalla superiorità numerica venutasi a creare al largo grazie ai due decoy runner sudafricani. Prima, tuttavia, <strong>gli Azzurri avevano dato sfoggio di un&#8217;impeccabile organizzazione difensiva sulle rolling maul, che il Sudafrica ha provato a giocare per due volte consecutivamente tra il quarto e l&#8217;ottavo minuto</strong>. In entrambe le occasioni l&#8217;Italia ha rinunciato a contendere la rimessa laterale, ma ha immediatamente portato pressione con il pack non appena gli Springboks hanno provato a far partire il drive.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><iframe class="youtube-player" width="640" height="360" src="https://www.youtube.com/embed/kcGRJfPEOi8?version=3&#038;rel=1&#038;showsearch=0&#038;showinfo=1&#038;iv_load_policy=1&#038;fs=1&#038;hl=it-IT&#038;autohide=2&#038;start=318&#038;wmode=transparent" allowfullscreen="true" style="border:0;" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-presentation allow-popups-to-escape-sandbox"></iframe></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Togliere fin dai primi minuti una delle armi migliori all&#8217;avversario, soprattutto in un periodo di così scarsa efficacia offensiva nel gioco aperto per gli uomini di Coetzee, è stata una delle chiavi per acquisire ancor più consapevolezza nei minuti successivi. <strong>Gli Springboks hanno riprovato ad utilizzare la maul per andare in meta in uno dei possibili momenti di rottura del match, ovvero nell&#8217;azione immediatamente successiva al giallo comminato a Marco Fuser</strong>. Anche in quattordici, tuttavia, gli azzurri hanno mantenuto una grande coesione nel respingere il carrettino sudafricano, nonostante l&#8217;assenza di un ariete come il seconda linea del Benetton Treviso (enorme il suo lavoro oscuro, in particolare nelle pulizie dei punti d&#8217;incontro). Sarà una delle ultime occasioni pericolose create degli Springboks e, soprattutto, un altro importante tassello azzurro sulla strada verso la vittoria; <strong>da quel momento in poi da rimessa laterale gli Springboks creeranno solamente delle finte casseforti</strong>, con l&#8217;intento di attirare il pack una volta sceso il saltatore per poi far schiantare de Allende sul canale 10.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p align="center"><iframe class="giphy-embed" src="//giphy.com/embed/LKj25as8z7HCE" width="480" height="270" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Marcare i ball carrier</strong></p>
<p>Nel gioco aperto, invece, gli azzurri hanno dovuto fronteggiare l&#8217;altra fonte di grande pericolo tipica del gioco sudafricano: i pick&amp;go, dove gli Springboks possono permettersi generalmente di scaricare sul campo tutta la loro potenza e le cariche degli uomini pesanti. Conor O&#8217;Shea e lo staff hanno organizzato la propria truppa in modo da annullare quasi definitivamente la superiorità fisica negli impatti dei Boks, ricorrendo ad una difesa sempre pronta a raddoppiare e a triplicare i ball carrier avversari <strong>  </strong>per togliere loro un tempo di gioco e la possibilità di conquistare la linea del vantaggio.</p>
<p>&nbsp;</p>
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<p>&nbsp;</p>
<p><strong>La grande capacità azzurra è stata quella di marcare ad uomo i giocatori più pesanti avversari, quelli addetti all&#8217;avanzamento</strong>: il portatore di palla sudafricano veniva messo nel mirino (nello screen numero 2 Quaglio si interessa dell&#8217;avversario e non dell&#8217;ovale) e intrappolato dalle maglie azzurre, che a quel punto potevano scegliere se aggredire il breakdown o riposizionarsi velocemente sulla linea. I tanti placcaggi in avanzamento hanno poi permesso di rallentare spesso e volentieri l&#8217;uscita del pallone dalla parte sudafricana, ad onor di cronaca <strong>non favorita da un Rudy Paige estremamente lento e insicuro nel ruolo di mediano di mischia</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-129402" src="https://www.onrugby.it/wp-content/uploads/2016/11/ppp.png?x79206" alt="difesa italia" width="1037" height="254" srcset="https://www.onrugby.it/wp-content/uploads/2016/11/ppp.png 1037w, https://www.onrugby.it/wp-content/uploads/2016/11/ppp-120x29.png 120w, https://www.onrugby.it/wp-content/uploads/2016/11/ppp-230x56.png 230w, https://www.onrugby.it/wp-content/uploads/2016/11/ppp-1024x251.png 1024w, https://www.onrugby.it/wp-content/uploads/2016/11/ppp-400x98.png 400w" sizes="auto, (max-width: 1037px) 100vw, 1037px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Rovesciata</strong></p>
<p>Sugli attacchi da prima fase, ed in seguito alle scelte avversarie di attaccare oltre la seconda/terza guardia, spesso gli Azzurri hanno eseguito la difesa rovesciata: gli uomini all&#8217;esterno salgono più velocemente con l&#8217;obiettivo di formare un imbuto in cui forzare il gioco togliendo opzioni al portatore. <strong>L&#8217;o</strong><strong>biettivo era quello di non far correre negli spazi verticali due ali più veloci di Venditti e Bisegni, ma soprattutto mantenere l&#8217;ovale vicino al breakdown</strong> dove era oggetto delle cacciate a terra di Favaro e compagni. Fondamentale in questo tipo di lavoro è il timing di salita della linea: se è la spia a dettarlo con l&#8217;uscita forte dai blocchi, diventa essenziale il lavoro del primo e secondo interno per andare a coprire un cambio d&#8217;angolo o una sponda interna a quel punto più che probabile.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-129401 size-full" src="https://www.onrugby.it/wp-content/uploads/2016/11/poi-566.png?x79206" alt="difesa rovesciata italia" width="800" height="284" srcset="https://www.onrugby.it/wp-content/uploads/2016/11/poi-566.png 800w, https://www.onrugby.it/wp-content/uploads/2016/11/poi-566-120x43.png 120w, https://www.onrugby.it/wp-content/uploads/2016/11/poi-566-230x82.png 230w, https://www.onrugby.it/wp-content/uploads/2016/11/poi-566-400x142.png 400w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Le spie</strong></p>
<p>Oltre ad un&#8217;ottima (ma non perfetta, come in occasione della meta di Habana) difesa rovesciata, nei loro tentativi di allargare il campo gli Springboks hanno dovuto mettere in conto anche la grande aggressività degli azzurri nell&#8217;uscire alti a placcare il portatore di palla di turno. Quella delle spie è stata una novità introdotta da Conor O&#8217;Shea già dal tour nelle Americhe di giugno e <strong>sembra essere perfettamente cucita addosso ad un flanker come Simone Favaro</strong>, a suo agio nell&#8217;anticipare le ondate offensive e a bloccarle sul nascere. Per ulteriori informazioni chiedere soprattutto a Vincent Koch. Oltre al flanker dei Warriors, anche Giovanbattista Venditti sembra essersi ben adattato a questo tipo di difesa (<a href="https://www.onrugby.it/2016/11/21/sacrificio-difesa-e-reazione-positiva-agli-errori-e-gli-springboks-andarono-al-tappeto/" target="_blank">di cui ci ha parlato anche a fine gara</a>).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p align="center"><iframe loading="lazy" class="giphy-embed" src="//giphy.com/embed/szUfwCDgxQ4A8" width="480" height="270" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p>&nbsp;</p>
<p align="center"><iframe loading="lazy" class="giphy-embed" src="//giphy.com/embed/KSd2WDa1hINMc" width="480" height="270" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Note dolenti</strong></p>
<p>Se nella propria metà campo e soprattutto nei 22 la difesa azzurra è stata aggressiva, efficace e praticamente perfetta,<strong> le maggiori difficoltà sono arrivate da situazioni apparentemente meno pericolose che si sono verificate in piena metà campo Springboks</strong>. In tre occasioni i placcaggi sbagliati hanno permesso agli ospiti di trovare il break profondo che li ha fatti entrare in piena zona rossa. Due di queste situazioni si sono verificate in situazione post calcio di liberazione azzurro, seguito dalla salita di una rete nemmeno in almeno una situazione troppo sfilacciata.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><iframe loading="lazy" class="youtube-player" width="640" height="360" src="https://www.youtube.com/embed/OV0ddPIwtoc?version=3&#038;rel=1&#038;showsearch=0&#038;showinfo=1&#038;iv_load_policy=1&#038;fs=1&#038;hl=it-IT&#038;autohide=2&#038;start=318&#038;wmode=transparent" allowfullscreen="true" style="border:0;" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-presentation allow-popups-to-escape-sandbox"></iframe></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Daniele Pansardi</strong><br />
<strong>Roberto Avesani</strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2016/11/24/difendere-per-la-gloria-come-litalia-del-rugby-ha-annullato-gli-springboks/">Difendere per la gloria: come l&#8217;Italia del rugby ha annullato gli Springboks</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
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		<title>Sacrificio, difesa e reazione positiva agli errori. E gli Springboks andarono al tappeto</title>
		<link>https://www.onrugby.it/2016/11/21/sacrificio-difesa-e-reazione-positiva-agli-errori-e-gli-springboks-andarono-al-tappeto/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Roberto Avesani]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Nov 2016 07:17:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La Nazionale]]></category>
		<category><![CDATA[biagi]]></category>
		<category><![CDATA[bronzini]]></category>
		<category><![CDATA[firenze]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
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		<category><![CDATA[Sudafrica]]></category>
		<category><![CDATA[Test match]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le parole di Venditti, Biagi e Bronzini raccontano il successo di Firenze. Che si rifletterà anche sulle franchigie</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2016/11/21/sacrificio-difesa-e-reazione-positiva-agli-errori-e-gli-springboks-andarono-al-tappeto/">Sacrificio, difesa e reazione positiva agli errori. E gli Springboks andarono al tappeto</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Con la consapevolezza di aver scritto una pagina entrata di diritto nella storia dello sport italiano e non solo, la Nazionale italiana è entrata nella settimana che porta al terzo Test Match, in calendario sabato a Padova contro Tonga. Una partita fondamentale per avere continuità di risultati e iniziare a costruire quella tanto acclamata cultura della vittoria che purtroppo ancora manca al rugby italiano professionistico (escludendo l&#8217;ultimo tour di giugno, è dal 2012 che l&#8217;Italrugby non vince due partite consecutive). Degli ottanta minuti del Franchi si è scritto molto</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Difesa e disponibilità allo scontro fisico</strong></p>
<p>Oltre alla meta, nella partita di Giovanbattista Venditti ci sono stati anche sei placcaggi, un break profondo e due difensori battuti. Nell&#8217;economia generale della superba prova difensiva di tutta la squadra azzurra (di cui parleremo in modo più approfondito), restano nella memoria due uscite forti da spia da parte del trequarti ala in forza alle Zebre, che in entrambi i casi si è staccato dalla linea per andare a impattare il portatore nel proprio campo, ben oltre la linea del vantaggio. Assieme a Venditti abbiamo parlato proprio di questa difesa, provata in settimana assieme allo staff tecnico, oltre che della prova di grande sacrificio che anche i trequarti hanno dovuto sostenere sul breakdown.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><iframe loading="lazy" class="youtube-player" width="640" height="360" src="https://www.youtube.com/embed/FAMoUBkMe8U?version=3&#038;rel=1&#038;showsearch=0&#038;showinfo=1&#038;iv_load_policy=1&#038;fs=1&#038;hl=it-IT&#038;autohide=2&#038;wmode=transparent" allowfullscreen="true" style="border:0;" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-presentation allow-popups-to-escape-sandbox"></iframe></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Punto di rottura? No grazie</strong></p>
<p>Negli ultimi anni di buone prestazioni azzurre ne abbiamo viste. O meglio, di prestazioni giocate alla pari per quasi se non oltre un&#8217;ora di gioco, ovvero fino a quando arrivava un punto di rottura dopo il quale il muro e le certezze azzurre crollavano lasciando scappare gli avversari nel campo e nel tabellino. Anche al Franchi sono stati diversi i possibili punti di rottura: l&#8217;inferiorità numerica ad inizio ripresa con necessita di difendere un lancio ai propri cinque metri, per esempio, ma soprattutto due banali in avanti che nell&#8217;ultimo quarto di gioco hanno dato agli Sprinbgoks altrettante piattaforme di attacco in piena nostra metà campo. Il merito è stato proprio nella reazione positiva agli errori, come ha raccontato il seconda linea George Biagi.</p>
<p><iframe loading="lazy" class="youtube-player" width="640" height="360" src="https://www.youtube.com/embed/lqAy-hvCeH0?version=3&#038;rel=1&#038;showsearch=0&#038;showinfo=1&#038;iv_load_policy=1&#038;fs=1&#038;hl=it-IT&#038;autohide=2&#038;wmode=transparent" allowfullscreen="true" style="border:0;" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-presentation allow-popups-to-escape-sandbox"></iframe></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Il riflesso per Zebre e Benetton</strong></p>
<p>&#8220;È una bella risposta dei ragazzi. Il raduno con la Nazionale ha fatto bene&#8221;, ci diceva coach Guidi sul terreno di gioco del BT Murrayfield dopo la vittoria delle Zebre contro Edimburgo, seguita al raduno della Nazionale. Anche il successo di Firenze avrà un importante riflesso sulle franchigie, facilitato anche dal fatto che il tecnico livornese e Goosen lo hanno vissuto in modo attivo da dentro, condividendolo con lo staff tecnico azzurro ma anche con i propri ragazzi. Da questo punto di vista, &#8220;importantissimo&#8221; è il termine usato da Giorgio Bronzini, che ci ha raccontato anche l&#8217;emozione di battere il Sudafrica al secondo cap.</p>
<p><iframe loading="lazy" class="youtube-player" width="640" height="360" src="https://www.youtube.com/embed/FFkFMSy0vtk?version=3&#038;rel=1&#038;showsearch=0&#038;showinfo=1&#038;iv_load_policy=1&#038;fs=1&#038;hl=it-IT&#038;autohide=2&#038;wmode=transparent" allowfullscreen="true" style="border:0;" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-presentation allow-popups-to-escape-sandbox"></iframe></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2016/11/21/sacrificio-difesa-e-reazione-positiva-agli-errori-e-gli-springboks-andarono-al-tappeto/">Sacrificio, difesa e reazione positiva agli errori. E gli Springboks andarono al tappeto</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
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		<title>Zebre verso Leinster, tra gruppo solido e voli diretti</title>
		<link>https://www.onrugby.it/2016/11/03/zebre-verso-leinster-tra-gruppo-solido-e-voli-diretti/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Roberto Avesani]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 03 Nov 2016 08:26:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Zebre Rugby]]></category>
		<category><![CDATA[edimburgo]]></category>
		<category><![CDATA[leinster]]></category>
		<category><![CDATA[Newcastle]]></category>
		<category><![CDATA[Venditti]]></category>
		<category><![CDATA[zebre]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Venditti riparte da Edimburgo e avverte: quando l'aria è buona i risultati arrivano</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2016/11/03/zebre-verso-leinster-tra-gruppo-solido-e-voli-diretti/">Zebre verso Leinster, tra gruppo solido e voli diretti</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Una meta fondamentale e che ha dato fiducia a tutto il gruppo zebrato, quella marcata da Venditti nel finale di partita contro Edimburgo e che ha permesso ai ragazzi di coach Guidi di cogliere il primo successo stagionale. Un risultato importante per le Zebre, soprattutto dopo le due pesanti sconfitte di Champions contro Wasps e Connacht: &#8220;Sono stati giorni difficili. Tutta esperienza nonostante le brutte sconfitte, che ci hanno fatto molto male. <strong>Però il nostro è un gruppo forte, c&#8217;era il rischio di mandare tutto all&#8217;aria con un&#8217;altra trasferta. Invece ce l&#8217;abbiamo messa tutta</strong>&#8220;, racconta il trequarti ala classe 1990 alla <em>Gazzetta di Parma</em>. Una trasferta, quella del BT Murrayfield, agevolata anche dal punto di vista logistico: &#8220;E&#8217; stato uno dei viaggi più tranquilli della stagione, perché il volo era diretto, Milano-Edimburgo. Non sembra, ma evitare certi giri, specie in una settimana corta come quella passata, aiuta&#8221;. Ora sotto con Leinster, che arriva senza tanti internazionali (vedi più sotto) e contro cui &#8220;sarà una partita difficilissima [&#8230;] quando si respira una buona aria e il gruppo c&#8217;è poi le cose vengono&#8221;.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Contro le Zebre i Dubliners non avranno a disposizione ben 14 giocatori, volati a Chicago per giocare con l&#8217;Irlanda contro gli All Blacks (<strong>diretta sabato 5 novembre su Sky Sport 2 alle ore 21</strong>): Carbery, Cronin, Furlong, Healy, Heaslip, Henshaw, Rob Kearney, Jack McGrath, Luke McGrath, Murphy, Ringrose, Sexton, Toner e van der Flier. Nomi importanti e decisamente pesanti, che rendono estremamente interessante la sfida di sabato. Ovviamente senza dimenticare che Leinster guida la classifica celtica e che fin qui ha dimostrato di essere tra le squadre più solide. A dirigere l&#8217;incontro sarà Nigel Owens.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2016/11/03/zebre-verso-leinster-tra-gruppo-solido-e-voli-diretti/">Zebre verso Leinster, tra gruppo solido e voli diretti</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
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		<title>Nazionale: si riempie l&#8217;infermeria azzurra, out Sarto e Campagnaro</title>
		<link>https://www.onrugby.it/2016/10/30/nazionale-si-riempie-linfermeria-azzurra-out-sarto-e-campagnaro/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Roberto Avesani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 30 Oct 2016 21:43:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La Nazionale]]></category>
		<category><![CDATA[campagnaro]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[sarto]]></category>
		<category><![CDATA[Venditti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I due potrebbero saltare l'intera finestra di novembre. Convocati Odiete, Bisegni e Venditti</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; ripreso il raduno della Nazionale in preparazione della finestra internazionale autunnale. E per la truppa azzurra arrivano novità importanti sul fronte medico. In gruppo sono stati infatti chiamati l’ala di Treviso David Odiete, il centro delle Zebre Giulio Bisegni e il compagno di squadra Giovambattista Venditti che prendono il posto rispettivamente di Andrea Buondonno, Michele Campagnaro e Leonardo Sarto: questi ultimi due potrebbero saltare i Test Match per infortunio. Rientra invece il capitano della Benetton Alessandro Zanni. Di seguito il comunicato FIR.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em><strong>Roma – </strong>La Nazionale Italiana Rugby è tornata a radunarsi oggi al “Giulio Onesti” di Roma per una nuova tre-giorni di preparazione ai Credit Agricole Cariparma Test Match del prossimo novembre.</em></p>
<p><em>Dopo aver iniziato la settimana passata l’avvicinamento alle sfide ad All Blacks (Roma, 12 novembre), Springboks (Firenze, 19 novembre) e Tonga (Padova, 26 novembre) gli Azzurri di Conor O’Shea si alleneranno nella Capitale, dopo gli impegni del weekend con i rispettivi Club, sino al 2 novembre .</em></p>
<p><em>Del gruppo che si è radunato all’Acqua Acetosa questa sera torna a far parte il capitano della Benetton Treviso Alessandro Zanni, rimasto al Club durante il precedente ritiro per rientrare in campo in PRO12, mentre lo staff tecnico ha inserito nella lista dei convocati per i test-match l’ala biancoverde David Odiete, il centro delle Zebre Giulio Bisegni e l’ala bianconera Giovambattista Venditti.</em></p>
<p><em> </em></p>
<p><em>I tre prendono rispettivamente il posto di Andrea Buondonno, che non sarà disponibile per i test autunnali,  di Michele Campagnaro e Leonardo Sarto: il centro di Exeter e l’ala di Glasgow potrebbero essere entrambi costretti a saltare la finestra di novembre per infortuni subito con i rispettivi Club di appartenenza.</em></p>
<p><em>“Mi rendo conto della grande delusione che devono provare Andrea, Michele e Leonardo in questo momento, affrontare alcuni tra i migliori atleti al mondo è l’ambizione di qualunque rugbista” ha detto il CT dell’Italia, Conor O’Shea.</em></p>
<p><em>“Ovviamente siamo dispiaciuti all’idea di dover rinunciare a questi ragazzi, ma speriamo di poterli avere presto di nuovo a disposizione. Come sempre, l’infortunio di un giocatore apre nuove opportunità ad un altro: David, Giamba e Giulio hanno già fatto parte del gruppo durante il tour estivo ed ora potranno dare nuovamente il loro contributo al gruppo nell’eccitante mese che ci aspetta” ha aggiunto O’Shea.</em></p>
<p><em>La rosa dell’Italia per il raduno è aggiornata come segue:</em></p>
<p><em><strong>Piloni</strong></em></p>
<p><em>Pietro CECCARELLI (Zebre Rugby, 4 caps)</em></p>
<p><em>Lorenzo CITTADINI (Aviron Bayonnais, 50 caps)</em></p>
<p><em>Simone FERRARI (Benetton Treviso, esordiente)</em></p>
<p><em>Andrea LOVOTTI (Zebre Rugby, 8 caps)*</em></p>
<p><em>Sami PANICO (Patarò Calvisano, 3 caps)*</em></p>
<p><em><strong>Tallonatori</strong></em></p>
<p><em>Ornel GEGA (Benetton Treviso, 5 caps)</em></p>
<p><em>Leonardo GHIRALDINI (Stade Toulousain, 81 caps)</em></p>
<p><em><strong>Seconde linee</strong></em></p>
<p><em>George Fabio BIAGI (Zebre Rugby, 11 caps)</em></p>
<p><em>Joshua FURNO (Zebre Rugby, 36 caps)*</em></p>
<p><em>Marco FUSER (Benetton Treviso, 13 caps)*</em></p>
<p><em>Quintin GELDENHUYS (Zebre Rugby, 66 caps)</em></p>
<p><em><strong>Flanker/n.8</strong></em></p>
<p><em>Simone FAVARO (Glasgow Warriors, 30 caps)*</em></p>
<p><em>Maxime Mata MBANDA’ (Zebre Rugby,  2 caps)*</em></p>
<p><em>Francesco MINTO (Benetton Treviso, 28 caps)</em></p>
<p><em>Sergio PARISSE (Stade Francais, 119 caps)</em></p>
<p><em>Andries VAN SCHALKWYK (Zebre Rugby, 5 caps)</em></p>
<p><em>Alessandro ZANNI (Benetton Treviso, 99 caps)</em></p>
<p><em><strong>Mediani di mischia</strong></em></p>
<p><em>Giorgio BRONZINI (Benetton Treviso, esordiente)</em></p>
<p><em>Edoardo GORI (Benetton Treviso, 53 caps)*</em></p>
<p><em>Marcello VIOLI (Zebre Rugby, 2 caps)*</em></p>
<p><em><strong>Mediani d’apertura</strong></em></p>
<p><em>Tommaso ALLAN (Benetton Treviso, 24 caps)</em></p>
<p><em>Carlo CANNA (Zebre Rugby, 12 caps)</em></p>
<p><em><strong>Centri/Ali/Estremi</strong></em></p>
<p><em>Tommaso BENVENUTI (Benetton Treviso, 34 caps)*</em></p>
<p><em>Giulio BISEGNI (Zebre Rugby, 2 caps)</em></p>
<p><em>Tommaso BONI (Zebre Rugby, 1 cap)*</em></p>
<p><em>Angelo ESPOSITO (Benetton Treviso, 7 caps)*</em></p>
<p><em>Luke MCLEAN (Benetton Treviso, 81 caps)</em></p>
<p><em>David ODIETE (Benetton Treviso, 7 caps)*</em></p>
<p><em>Edoardo PADOVANI (Zebre Rugby, 3 caps)*</em></p>
<p><em>Giovambattista VENDITTI (Zebre Rugby, 36 caps)*</em></p>
<p><em>*è/è stato membro dell’Accademia FIR “Ivan Francescato”</em></p>
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		<title>Pro12: Zebre, da radiomercato voci sempre più insistenti</title>
		<link>https://www.onrugby.it/2016/05/20/pro12-zebre-da-radiomercato-voci-sempre-piu-insistenti/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Roberto Avesani]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 May 2016 07:06:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Zebre Rugby]]></category>
		<category><![CDATA[garcia]]></category>
		<category><![CDATA[Pro12]]></category>
		<category><![CDATA[Venditti]]></category>
		<category><![CDATA[zebre]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Venditti vicino al ritorno, in sei tra cui Garcia pronti invece a lasciare</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Va definendosi la rosa delle Zebre per la stagione 2016/17. Dopo l&#8217;arrivo di Furno e alcuni addii giù ufficiali come quelli di Caffini e Cristiano, su <em>L&#8217;Eco di Parma</em> si leggono altri movimenti di mercato che riguardano i ducali.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>In entrata sarebbe dato per certo <strong>il ritorno di Giovanbattista Venditti che lascerà Newcastle</strong>, mentre sono sicuri gli arrivi dall&#8217;Eccellenza di  Gabriele Di Giulio, Tommaso Castello, Maxime Mbandà e Mattia Bellini. Confermate le voci che vogliono l&#8217;estremo neozelandese Kurt Baker in arrivo dopo le Olimpiadi di Rio dove sarà protagonista con la nazionale Seven degli All Blacks. Le trattative aperte sono invece quelle di Carlo Festuccia, il cui addio ai Wasps è già ufficiale, e di Alberto Lucchese che lascerà Treviso.<br />
<strong>Sul fronte uscite non mancano le novità</strong>: Giulio Toniolatti potrebbe approdare alla Capitolina, mentre Gonzalo Garcia sarebbe in procinto di lasciare Parma e di far ritorno in Argentina. Probabili anche le partenze di Paul Derbyshire, Luke Burgess, Ulrich Beyers ed Emiliano Coria.</p>
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		<title>Italiani all&#8217;estero: le prime tre settimane dell&#8217;anno degli emigrati eccellenti</title>
		<link>https://www.onrugby.it/2016/01/28/italiani-allestero-le-prime-tre-settimane-dellanno-degli-emigrati-eccellenti/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Roberto Avesani]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 Jan 2016 07:19:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Emisfero Nord]]></category>
		<category><![CDATA[allan]]></category>
		<category><![CDATA[benvenuti]]></category>
		<category><![CDATA[campagnaro]]></category>
		<category><![CDATA[cedaro]]></category>
		<category><![CDATA[Challenge]]></category>
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		<category><![CDATA[Cittadini]]></category>
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		<category><![CDATA[Top 14]]></category>
		<category><![CDATA[Venditti]]></category>
		<category><![CDATA[vunisa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Torna il focus sugli italiani che militano fuori Italia. E Campagnaro e Parisse strappano voti alti....</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2016/01/28/italiani-allestero-le-prime-tre-settimane-dellanno-degli-emigrati-eccellenti/">Italiani all&#8217;estero: le prime tre settimane dell&#8217;anno degli emigrati eccellenti</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Ricomincia l&#8217;anno e torna il focus sugli italiani che militano nei campionati esteri. Ecco come sono andate le prime tre settimane dell&#8217;anno degli azzurri eccellenti che militano in club esteri.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Paesi del torneo celtico</strong></p>
<p><strong>Manoa Vosawai</strong> (Cardiff): il terza linea dei Blues è sceso in campo 65 minuti nell&#8217;importante vittoria del primo gennaio contro gli Scarlets giocando un&#8217;ottima partita (11 placcaggi, 16 carries e 36 metri palla in mano che gli sono valsi il 7 di <em>The Rugby Paper</em>). Buoni i numeri anche nella sconfitta contro gli Harlequins in Challenge Cup: 80 minuti, 13 placcaggi, 22 carries e 46 metri palla in mano.</p>
<p><strong>Simone Favaro</strong> (Glasgow): l&#8217;ex flanker della Benetton, che si è chiamato fuori dal Sei Nazioni, ha giocato gli ultimi venti minuti nella sconfitta 19-15 a Northampton mentre è sceso in campo da titolare nella vittoria contro il Racing92 lo scorso weekend, in cui ha collezionato 52 minuti e 9 placcaggi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Francia</strong></p>
<p><strong>Leandro Cedaro</strong> (La Rochelle): il seconda linea 1 caps con l&#8217;Italia è uno dei punti fermi della mischia atlantica. Per lui l&#8217;anno è iniziato con l&#8217;ultimo quarto di gioco nella vittoria 25-21 contro Castres, ed è proseguito con le due partite di Challenge in cui è sceso in campo 48 minuti (meno dieci per un giallo) nella sconfitta a Gloucester e 80 nella vittoria 35-11 contro Worcetser (voto 7 <em>TRP</em>).</p>
<p><strong>Sergio Parisse</strong> (Stade Francais): il capitano azzurro a gennaio ha fatto l&#8217;en plain. In campionato ha guidato la sua squadra per tutto il match nella vittoria 18-17 contro Tolosa (44 metri palla in mano e 8 placcaggi), mentre in coppa ha giocato tutti gli 80 minuti nella vittoria contro Munster (15 carries, 34 metri palla in mano, 7 placcaggi e 7 <em>TRP</em>), nella sconfitta di Limerick (7 <em>TRP</em>) e pure nella vittoria 36-21 contro Leicester.</p>
<p><strong>Tommy Allan </strong>(Perpignan): l&#8217;apertura azzurra, non chiamata per le prime due giornate del Sei Nazioni, da inizio anno non è ancora scesa in campo nelle tre giornate fin qui disputate di ProD2 per problemi fisici.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Inghilterra</strong></p>
<p><strong>Michele Campagnaro</strong> (Exeter): l&#8217;ex centro della Benetton sta trovando sempre più spazio con i Chiefs. In Premiership ha giocato 56 minuti nella sconfitta 8-3 contro Northampton e il finale contro Gloucester, mentre in Champions Cup è rimasto in campo tutti gli 80 minuti a Bordeaux (8 carries, 64 metri guadagnati e 8 placcaggi, 7 <em>TRP</em>) e un&#8217;ora nella fondamentale vittoria interna contro gli Ospreys (7 placcaggi e 46 metri palla in mano).</p>
<p><strong>Lorenzo Cittadini</strong> (Wasps): il pilone delle vespe conferma l&#8217;altissimo minutaggio. In Premiership ha giocato 75 minuti nella sconfitta a Sale e 65 nella vittoria contro Worcester  (7 placcaggi). In coppa ha invece disputato quasi tutta l&#8217;incredibile partita persa contro Tolone e un&#8217;ora nella larga vittoria contro Leinster (6 placcaggi, 6.5 <em>TRP</em>).</p>
<p><strong>Venditti (</strong>Falcons<strong>)</strong>,<strong> Brugnara</strong> e<strong> Pasquali</strong> (Leicester): tutti e tre i giocatori sono scesi in campo da titolari nel match di A-League tra Newcastle e Tigers, vinto dai Falcons.</p>
<p><strong>Tito Tebaldi</strong> (Harlequins): il mediano di mischia ha disputato l&#8217;ultimo quarto di gioco nella sconfitta dei Quins ad Exeter in A-League per 18-3.</p>
<p><strong>Tommaso Benvenuti</strong> (Bristol): scampoli di partita per il centro italiano nella vittoria contro gli Scarlets Premiership in British&amp;Irish Cup.</p>
<p><strong>Samuela Vunisa</strong> (Saracens): il numero otto ex Zebre è andato in meta da rolling maul nel match di A-League vinto dai suo Sarries per 30-15 contro Bath United, in cui è partito titolare.</p>
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		<title>Cantiere Italia: l&#8217;ultimo Sei Nazioni di Brunel è anche il più sperimentale</title>
		<link>https://www.onrugby.it/2016/01/21/cantiere-italia-lultimo-sei-nazioni-di-brunel-e-anche-il-piu-sperimentale/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Roberto Avesani]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 Jan 2016 07:18:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La Nazionale]]></category>
		<category><![CDATA[Brunel]]></category>
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		<category><![CDATA[Venditti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dieci uncapped e tre eccellenti nel gruppo per le prime due del torneo. E quelle scelte poco celtiche...</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Dieci giocatori esordienti di cui tre provenienti dall&#8217;Eccellenza. Nelle convocazioni di Brunel per le prime due giornate del Sei Nazioni 2016 le sorprese non mancano di certo, <a title="Brunel e il suo ultimo Sei Nazioni azzurro: “Non faremo esperimenti”" href="https://www.onrugby.it/2016/01/20/brunel-e-il-suo-ultimo-sei-nazioni-azzurro-non-faremo-esperimenti/" target="_blank">nonostante le sue dichiarazioni rilasciate a un mensile.</a> Vero che ci sono gli infortunati che hanno finito la stagione come Masi, Violi e Rizzo, gli indisponibili in fase di recupero e che potremmo forse vedere nelle altre tre giornate del torneo come Morisi, Geldenhuys, Furno, Esposito e Allan e infine le defezioni di Aguero e Favaro, ma di sicuro alcuni dei trenta nomi scelti dal tecnico transalpino lasciano in parte sorpresi. Vediamo quali.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>In prima linea fa piacere la chiamata di Lovotti e Zanusso</strong>, giocatori con minuti di qualità nel campionato celtico e assolutamente da inserire nel livello internazionale. Castrogiovanni non è al massimo della forma <a href="https://www.onrugby.it/2016/01/15/castrogiovanni-giorni-delloperazione-un-nazioni-improbabile/" target="_blank">come lo stesso pilone ha dichiarato</a> ma un&#8217;ultima mezzora di gara la può probabilmente disputare già adesso. A tallonatore, poste le indisponibilità di D&#8217;Apice e Manici, le alternative erano Giazzon e Gega, entrambi in difficoltà nell&#8217;avvio di stagione della Benetton, <strong>ma dato lo status delle cose sarebbe stata logica anche una convocazione di Festuccia</strong>, che al di là di proclami pro o contro Brunel avrebbe allungato la coperta e dato più certezze anche solo nel lancio. La seconda linea è il reparto in cui siamo forse un po&#8217; corti. Mancano Geldenhuys e Furno, entrambi per motivi fisici, ed al momento compaiono solamente tre giocatori di ruolo: Biagi inamovibile e poi Bernabò e Fuser, <strong>senza però dimenticare che Minto e Van Schalkwyk sono all&#8217;occorrenza adattabili</strong> (sul giocatore delle Zebre si può discutere l&#8217;equiparazione in sé ma non la convocazione, più che meritata per rendimento e contributo in campo). In terza l&#8217;unico nome che manca è quello forse di Barbini, tra i migliori dei Leoni in questo avvio di stagione e ancora con grandi spazi di miglioramento: se la scelta è stata con Sarto allora la chiamata del flanker delle Zebre ci sta eccome, ma con Van Schalkwyk e Parisse a numero otto (e probabilmente sempre nei 23) Steyn difficilmente avrà spazio.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>In mediana scelte logiche o meglio forzate: Gori e Palazzani sono gli unici due nove che abbiamo, mentre l&#8217;assenza di Allan ha reso più automatica la chiamata (meritata) di Canna e Padovani, per i quali i minuti internazionali sono una manna dal cielo. <strong>Dal mezzo del campo e dal triangolo allargato arrivano invece le scelte più difficili da comprendere, e per motivi di logica che non tattici</strong>.<br />
Gli assenti &#8220;giustificati&#8221; sono Masi e Morisi. A cui si aggiungono Ragusi, Sgarbi, Bacchin e Venditti, che evidentemente non sono stati ritenuti pronti per il torneo. L&#8217;ex ala delle Zebre non è vero che non sta giocando: non sta giocando in Premiership, mentre in A-League è sceso in campo a fine dicembre contro Sale e inizio gennaio contro Leicester. Per il resto, immaginiamo che durante la settimana si alleni con la squadra e la domanda sorge spontanea: <strong>davvero ad un giocatore fino a pochi mesi fa punto fermo della Nazionale ne è stato preferito uno (Odiete) lasciato andare in Eccellenza</strong>? Premesso che difficilmente l&#8217;ala di Mogliano verrà inserito nei 23, se la risposta è sì significa che qualcosa non quadra: giocare in Eccellenza dà più preparazione che in Premiership, fosse anche A-League? No. Odiete è un giocatore di interesse nazionale e andava confermato in una celtica? Se sì, allora qualcuno ha sbagliato. E lo stesso discorso può anche valere per la non chiamata dei già citati Ragusi, Sgarbi e Bacchin&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2016/01/21/cantiere-italia-lultimo-sei-nazioni-di-brunel-e-anche-il-piu-sperimentale/">Cantiere Italia: l&#8217;ultimo Sei Nazioni di Brunel è anche il più sperimentale</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
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