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	<title>unione europea Archivi - On Rugby</title>
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		<title>Pro12, Premiership e lo spettro della Brexit: un timore per ora infondato</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Roberto Avesani]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 May 2016 06:32:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[brexit]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In caso di uscita dall'Unione Europea anche lo sport potrebbe subire cambiamenti. Ma parlare di rivoluzione è prematuro</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2016/05/12/pro12-premiership-e-lo-spettro-della-brexit-un-timore-per-ora-infondato/">Pro12, Premiership e lo spettro della Brexit: un timore per ora infondato</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Lunedì 23 giugno la Gran Bretagna voterà la possibile uscita dall&#8217;Unione Europea. E in caso di vittoria dei favorevoli alla cosiddetta Brexit le conseguenze potrebbero farsi sentire anche a livello sportivo, <strong>venendo a terminare il principio di libera circolazione dei lavoratori</strong>. A lanciare l&#8217;allarme dalle pagine di <em>The Rugby Paper</em> è stato nei giorni scorsi il managing director di Newcastle Mick Hogan, che ha evidenziato l&#8217;implicazione che l&#8217;esito del voto potrebbe avere per tutti i giocatori oversea (gruppo italiano compreso) che militano in UK. E ad essere interessati non sarebbero solo cittadini di altri stati membri ma anche i cosiddetti &#8220;Kolpak players&#8221; (dalla sentenza Kolpak), ovvero appartenenti a paesi (tra cui Sudafrica e isole del Pacifico) che hanno firmato l&#8217;Association Agreement e i cui cittadini hanno all&#8217;interno della UE la medesima libertà di movimento e lavoro dei cittadini europei. &#8220;<strong>Un&#8217;uscita dall&#8217;Unione Europea complicherebbe di molto la possibilità di tesserare giocatori stranieri</strong>, anche quelli provenienti da altri stati membri &#8211; ha dichiarato Mick Hogan &#8211; E&#8217; un&#8217;opzione che dobbiamo considerare perché potrebbe avere conseguenze importanti&#8221;.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ma al giorno d&#8217;oggi <strong>quali sono le possibilità per un giocatore oversea di ottenere un work permit e giocare come professionista nel Regno Unito</strong>? Se il giocatore stesso o il coniuge o un suo long-term partner possiede un passaporto rilasciato da uno Stato membro (ed è il caso anche di chi, come Anscombe, ha un genitore nato in UK) / Se il giocatore stesso o il coniuge o un suo long-term partner ha un nonno nato in UK / Se il giocatore nei 15 mesi precedenti ha giocato da titolare in un Test Match per una nazionale Tier 1 o 2 non appartenente all&#8217;area UE. Per tutti i giocatori provenienti dagli altri paesi, deve aver collezionato almeno 10 caps di cui uno da titolare: solo così RFU, SRU or WRU danno il loro placet affinché venga offerto il contratto.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>E poi c&#8217;è la questione, diversa, del limite di utilizzo. Nei match di Premiership, Pro12 e nelle due maggiori coppe europee il limite è di 2 giocatori stranieri (i cosiddetti &#8220;Kolpak players&#8221; non lo sono). Ma in caso di vittoria dei pro Brexit, non è detto che da un giorno all&#8217;altro tutti i giocatori provenienti da Stati Membri verranno considerati stranieri a tutti gli effetti e come tali conteggiati. <strong>Immaginare lo scenario è difficile e assolutamente prematura, anche perché ad essere coinvolti sarebbero tanti altri sport, alcuni dei quali più oversea dipendenti</strong> <strong>del rugby </strong>(&#8220;L&#8217;impatto per la Premier League nel breve periodo sarebbe enorme&#8221;, ha dichiarato alla <em>BBC</em> il procuratore Rachel Anderson). Tra nuovi accordi bilaterali, possibilità di bypassare i regolamenti e quant&#8217;altro non dovrebbe essere difficile superare il possibile ostacolo. Giusto  a titolo di esempio, in caso di uscita dall&#8217;UE e di non cambiamento dei regolamenti, un giocatore come Picamoles potrebbe ottenere il work permit, l&#8217;uncapped Derrick Appiah no (attenzione a non confondere la possibilità di ottenere il permesso di lavoro con l&#8217;effettivo utilizzo del giocatore, che deve rispettare il paletto dei 2 stranieri in lista). Limite quest&#8217;ultimo stabilito dalle singole federazioni e pertanto facilmente superabile. In ogni caso, è difficile immaginari oggi cosa potrà accadere dopo la votazione, e <strong>se necessario il mondo dello sport saprà adeguarsi a decisioni esterne ma superiori come tanto volte accaduto in passato</strong>. Certo è che lo spettro della Brexit potrebbe essere, per tutte le federazioni coinvolte di qualsiasi sport, un incentivo a puntare maggiormente su vivaio e settori giovanili.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2016/05/12/pro12-premiership-e-lo-spettro-della-brexit-un-timore-per-ora-infondato/">Pro12, Premiership e lo spettro della Brexit: un timore per ora infondato</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
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