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	<title>Santiago Arata Archivi - On Rugby</title>
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	<description>365 rugby 360</description>
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		<title>Infornata di internazionali a Castres e nel Top 14</title>
		<link>https://www.onrugby.it/2020/06/06/infornata-di-internazionali-a-castres-e-nel-top-14/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Matteo Floccari]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 06 Jun 2020 07:55:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Top 14]]></category>
		<category><![CDATA[Castres]]></category>
		<category><![CDATA[Castres. Top 14]]></category>
		<category><![CDATA[Santiago Arata]]></category>
		<category><![CDATA[Tyler Ardron]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ci sono un canadese, un uruguagio, tre figiani, un tedesco, un sudafricano...e altri ancora nella prossima versione dei Bleu et Blanc</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>A Castres sicuramente non andrebbero d’accordo con i giornalisti specializzati sul calcio mercato che abbiamo in Italia. In un colpo solo la società occitana ha annunciato praticamente tutti i suoi ingressi, presentando 12 giocatori ai quali vanno aggiunti tre giovani (uno dei quali ha “stimmate d’arte”).</p>
<p>Tutto, o quasi, il mercato in entrata comunicato in un colpo solo, e va detto di come i <i>Bleu et Blanc</i> vogliano provare a dire la loro nel Top 14, confermandosi come squadra potenzialmente da battaglia. Va detto che nella lista di giocatori annunciati c’è una bella infornata di nazionali, alcuni dei quali visti all’ultima Coppa del Mondo. Primo tra tutti il capitano del Canada Tyler Ardron, seconda linea proveniente dai Chiefs e reduce da quel poco di Super Rugby che si è giocato tra febbraio e marzo. Assieme a lui era al Mondiale anche Santiago Arata, mediano di mischia che ha vestito la maglia dell’Uruguay e che, come lo storico leader Capo Ortega, è nato a Montevideo.</p>
<p><strong>Leggi anche: <a href="https://www.onrugby.it/2020/03/18/monumenti-rodrigo-capo-ortega/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Monumenti, la storia di Rodrigo Capo Ortega</a></strong></p>
<p>Ci sono poi tre figiani che, come sempre, hanno potenziale illimitato o quasi. Semi Kunatani, terza linea che arriva dagli Harlequins e ha vinto l’oro alle Olimpiadi nel 7, così come è specialista del Seven Vilimoni Botitu, votato miglior giocatore delle Series del 2019 a 21 anni, mentre Osea Waqaninavatu di anni ne ha uno in meno, è un trequarti polivalente e al suo battesimo il padrino era&#8230;Sitiveni Sivivatu.</p>
<p>Ci sono poi il tedesco Nostadt e Barlot in prima linea, il 21enne sudafricano Pieterse e Vanverberghe in seconda, Kornath e Onambele in terza, assieme ai trequarti Cocagi e Guillemin e ai giovani provenienti dal vivaio Fernandez e Clerc. In un colpo solo, in attesa di qualche jolly magari dall’Argentina, ecco disegnata la squadra di Castres che prenderà parte al prossimo Top 14. Basteranno per tornare sul trono di Francia dopo lo <a href="https://www.onrugby.it/2018/06/03/top-14-2018-castres-campione-contro-montpellier/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">straordinario titolo vinto nel 2018</a>?</p>
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		<title>Rugby World Cup 2019: impresa Uruguay! Fiji battute 30-27 dai sudamericani</title>
		<link>https://www.onrugby.it/2019/09/25/rugby-world-cup-2019-impresa-uruguay-fiji-battute-30-27-dai-sudamericani/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Michele Cassano]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Sep 2019 07:07:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Rugby World Cup]]></category>
		<category><![CDATA[RWC 2019]]></category>
		<category><![CDATA[Biglietti Rugby World Cup 2019]]></category>
		<category><![CDATA[Felipe Berchesi]]></category>
		<category><![CDATA[Fiji-Uruguay]]></category>
		<category><![CDATA[Santiago Arata]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Los Teros si impongono a sorpresa sugli isolani, grazie ad un ottimo primo tempo e alla precisione al piede di Berchesi </p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2019/09/25/rugby-world-cup-2019-impresa-uruguay-fiji-battute-30-27-dai-sudamericani/">Rugby World Cup 2019: impresa Uruguay! Fiji battute 30-27 dai sudamericani</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;avvio di partita a Kamaishi è a dir poco elettrizzante. Il tabellino viene inaugurato all&#8217;ottavo minuto dalle Fiji che vanno in meta con il tallonatore Dolokoto, sfruttando un loop rapidissimo sugli sviluppi di una rimessa laterale all&#8217;altezza dei cinque metri, a cui però risponde subito l&#8217;Uruguay con la marcatura pesante del mediano di mischia Arata, il quale mostra tutte le sue qualità nell&#8217;eludere la guardia di Radradra. I sudamericani convertono dalla piazzola, gli isolani no; per il provvisorio 5-7.</p>
<p>Il ritmo è alto, le occasioni fioccano. A cavallo del ventesimo altro &#8220;scambio di cortesie&#8221;. Mawi finisce di forza e in maniera vincente il lavoro fijiano praticamente sotto ai pali, dall&#8217;altra parte sul restart i Teros riconquistano immediatamente l&#8217;ovale e imbastendo una maul avanzante e un paio di cariche abrasive vanno oltre con Diana. Sia Matavesi sia Berchesi si dimostrano impeccabili dalla piazzola. SI va sul 12-14.</p>
<p>Al ventiseiesimo, poi, un lampo uruguaiano. Straordinaria azione al largo che parte dal passaggio in tuffo di Arata e coinvolge tutti i trequarti. La trasmissione alla mano degli uomini veloci e gli offload che ne scaturiscono sono perfetti. Al secondo centro Cat il compito di eseguire l&#8217;ultimo sprint e schiacciare per la terza meta dei sudamericani, che vale il 12-21.</p>
<p>La formazione di Mckee è in confusione. Gli errori di handling e nelle spaziature si moltiplicano. A beneficiarne sono Gaminara e compagni che provano addirittura ad allungare nel punteggio. Waqaniburotu e compagni si scoprono, loro malgrado, anche indisciplinati. Prima del riposo, c&#8217;è tempo anche per un piazzato di Berchesi che si infila in mezzo ai pali per 12-24 dell&#8217;intervallo.</p>
<p>La ripresa viene inaugurata da un tre contro uno sciupato dalle Fiji, con Freitas rapido nel capire le intenzioni dei rivali e pronto ad allontanare al piede. La compagine del Pacifico appare un po&#8217; più determinata. Matavesi cestina una comoda opportunità dalla piazzola, che fa tirare un sospiro di sollievo all&#8217;Uruguay. Ma l&#8217;argine sembra rotto e infatti pochi minuti dopo un rapido multifase che vede Ratuniyarawa vestire i panni del finisher. E&#8217; la meta del 17-24, che riapre ufficialmente il discorso.</p>
<p>Il tempo scorre rapidamente, le maglie &#8211; anche complice la stanchezza di alcuni e la prima girandola di cambi &#8211; si allargano, mentre Berchesi sporca la sua percentuale sbagliando il primo piazzato della gara.</p>
<p>Si arriva allo scoccare dell&#8217;ora di gioco con i ragazzi della Celeste che imbastiscono un&#8217;azione interminabile nei ventidue avversari conquistando il macinato. Berchesi torna a concretizzare il lavoro dei suoi avanti rimettendo dieci punti di differenza fra le due squadre, sul 17-27.<br />
Il cazzotto non stende i fijiani che, anzi, tornano con veemenza nella metà campo dei rivali. Un colpo al cerchio e uno alla botte, da destra a sinistra, con avanzamenti costanti. A sancire nuovamente l&#8217;accorciarsi delle distanze è Matawalu, il quale raccoglie l&#8217;ovale fuori da un raggruppamento sui tre metri e con una finta di passaggio al largo elude la difesa per andare a schiacciare. Il subentrato Volavola non converte dalla piazzola. A poco più di dieci minuti dalla fine è 22-27.</p>
<p>Si riparte per un finale di gara palpitante. Silva con un tuffo al suolo recupera una palla vagante che consente al pack di tornare a far girare l&#8217;orologio con una serie di avanzate e di conquistare un preziosissimo fallo. Berchesi non sbaglia dalla distanza indirizzando l&#8217;ovale in mezzo ai pali ancora una volta. A meno di cinque minuti dalla fine è 22-30 per l&#8217;Uruguay. Il pubblico assiepato sulle tribune del Recovery Memorial Stadium di Kamaishi si schiera al fianco dei Teros.<br />
Ultimo minuto. Gli uomini allenati da Esteban Meneses si buttano in tutti i raggruppamenti rallentando l&#8217;avanzata fijiana, anche con le cattive. Suona la sirena dell&#8217;ottantesimo. C&#8217;è un fallo, si va avanti ma ormai si gioca solo per fissare il risultato. A tempo scaduto Matawalu va ancora in meta. Volavola colpisce il palo. Il match termina sul 27-30 per l&#8217;Uruguay.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Fiji:</strong> 15 Alivereti Veitokani, 14 Filipo Nakosi, 13 Semi Radradra, 12 Jale Vatubua, 11 Vereniki Goneva, 10 Josh Matavesi, 9 Henry Seniloli, 8 Leone Nakarawa, 7 Mosese Voka, 6 Dominiko Waqaniburotu (capt.), 5 Api Ratuniyarawa, 4 Tevita Ratuva, 3 Manasa Saulo, 2 Mesulame Dolokoto, 1 Eroni Mawi.<br />
<em>A disposizione:</em> 16 Tuvere Vugakoto, 17 Campese Ma’afu, 18 Lee-Roy Atalifo, 19 Tevita Cavubati, 20 Samuel Matavesi, 21 Nikola Matawalu, 22 Ben Volavola, 23 Levani Botia</p>
<p><strong>Marcatori Fiji</strong><br />
Mete: Mesulame Dolokoto (8) Eroni Mawi (19), Api Ratuniyarawa (48), Nikola Matawalu (67, 81)<br />
Conversioni: Josh Matavesi (20)<br />
Punizioni:</p>
<p><strong>Uruguay:</strong> 15 Gaston Mieres, 14 Nicolas Freitas, 13 Juan Manuel Cat, 12 Andres Vilaseca, 11 Rodrigo Silva, 10 Felipe Berchesi, 9 Santiago Arata, 8 Manuel Diana, 7 Santiago Civetta, 6 Juan Manuel Gaminara (capt.), 5 Manuel Leindekar, 4 Ignacio Dotti, 3 Diego Arbelo, 2 German Kessler, 1 Mateo Sanguinetti<br />
<em>A disposizione: </em>16 Guillermo Pujadas, 17 Facundo Gattas, 18 Juan Pedro Rombys, 19 Franco Lamanna, 20 Juan Diego Ormaechea, 21 Agustin Ormaechea, 22 Felipe Etcheverry, 23 Tomas Inciarte</p>
<p><strong>Marcatori Uruguay</strong><br />
Mete: Santiago Arata (14), Manuel Diana (22), Juan Manuel Cat (26)<br />
Conversioni: Felipe Berchesi (15, 23, 27)<br />
Punizioni: Felipe Berchesi (38, 61, 76)</p>
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		<title>Rugby World Cup 2019 &#8211; Le squadre: Uruguay</title>
		<link>https://www.onrugby.it/2019/07/08/uruguay-rugby-world-cup-2019/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Pansardi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Jul 2019 13:40:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[RWC 2019]]></category>
		<category><![CDATA[Manuel Leindekar]]></category>
		<category><![CDATA[Santiago Arata]]></category>
		<category><![CDATA[Uruguay]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I Teros sono inseriti in un girone D che non lascia loro particolare spazio per sognare, ma sono una squadra in crescita</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2019/07/08/uruguay-rugby-world-cup-2019/">Rugby World Cup 2019 &#8211; Le squadre: Uruguay</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;Uruguay arriva alla Rugby World Cup 2019 con un percorso poco lineare negli ultimi mesi. Fino a metà giugno, i <em>Teros</em> &#8211; chiamati così per l&#8217;uccello dello stemma &#8211; sembravano essere in decisa crescita e in uno dei migliori momenti della propria storia recente, dopo che nel 2017 avevano toccato addirittura il 23esimo posto nel ranking mondiale.</p>
<p>Negli ultimi due anni gli uruguagi si sono tolti diverse soddisfazioni, con vittorie contro Romania (a Bucarest), Canada (più volte), Stati Uniti e Argentina XV. Quest&#8217;ultima è stata battuta anche di recente nella Nations Cup poi vinta dall&#8217;Uruguay, ma nello stesso mese di giugno sono arrivate anche due sconfitte con altrettanti punti interrogativi contro Namibia e Spagna, sempre in casa.</p>
<p>In particolare, contro la Spagna i <em>Teros</em> hanno subito 41 punti e sono stati dominati durante tutta la partita, senza mai riuscire a esprimere il proprio rugby. A questo punto, viene da chiedersi quale sia la vera nazionale uruguagia: quella capace di sconfiggere in trasferta una nazionale più quotata e incensata come gli Stati Uniti? Quella più autorevole vista contro Russia e Argentina XV, o quella sottotono e poco reattiva delle sconfitte inattese?</p>
<p>Alla squadra allenata da Esteban Meneses, in ogni caso, varrà la pena dare un&#8217;occhiata. Nonostante qualche scivolone, nel complesso la nazionale sembra essere messa meglio rispetto a quattro anni fa, anche se il girone è probabilmente il peggiore che potesse capitare a una squadra di quinta fascia. Gli uruguagi, in ogni caso, proveranno a mettersi in mostra per le buone qualità tecniche e atletiche dei propri trequarti, spesso protagonisti di contrattacchi interessanti e di pregevoli combinazioni ad alta velocità.</p>
<blockquote class="twitter-tweet">
<p dir="ltr" lang="en">Also still got another Uruguay counter attack try vs USA in the ARC noted down as one of the best from the February/March international window. Already some decent early candidates for nominations of Tier 2 try of the year from Los Teros. <a href="https://t.co/PYIsV5RgeQ">pic.twitter.com/PYIsV5RgeQ</a></p>
<p>— Tier 2 Rugby (@T2Rugby) <a href="https://twitter.com/T2Rugby/status/1131671968737107968?ref_src=twsrc%5Etfw">May 23, 2019</a></p></blockquote>
<p style="text-align: center;"><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script><br />
<em>Un piccolo thread sui contrattacchi dell&#8217;Uruguay, con alcune pillole anche dalla squadra B.</em></p>
<p>Ipotizzando qualche comprensibile difficoltà nel mantenere lo stesso livello fisico di Australia, Galles, Fiji e Georgia, gli uruguagi dovranno necessariamente far pesare il più possibile le situazioni di gioco rotto e gli errori avversari.</p>
<p>La composizione della rosa è piuttosto varia: in dieci dei <a href="https://twitter.com/RugbyUruguay/status/1146447198911107072/photo/1" target="_blank" rel="noopener">34 pre-convocati</a> hanno giocato nel campionato professionistico nordamericano, la Major League Rugby; un paio (il seconda linea Leindekar e il mediano di mischia Ormaechea) giocano nel Pro D2 francese, mentre Lamanna e Berchesi, entrambi passati anche dalla Serie A italiana, militano nelle serie inferiori di Inghilterra e Francia. Tutti gli altri giocano in patria o in Argentina, e sono 12 gli atleti reduci dalla Rugby World Cup 2015.</p>
<p><strong>Ambizioni e obiettivi</strong></p>
<p>Il girone D, quello dov&#8217;è inserito l&#8217;Uruguay, non dovrebbe lasciare alla squadra sudamericana particolari margini di manovra. Australia, Galles, Georgia e Fiji sono squadre ben attrezzate e potenzialmente tutte in corsa per raggiungere i quarti di finale.</p>
<p>Ai <em>Teros</em> non rimane altro che puntare tutto su un possibile <em>upset</em> contro la Georgia (anche se per caratteristiche gli uruguagi possono forse fare più male alle Fiji), ma in generale il vero, grande risultato della squadra è essersi qualificata alla fase finale del mondiale con relativa tranquillità. Da questo punto di partenza si muovono gli obiettivi del movimento uruguagio, che comunque ha importanti mire di crescita vista la stabile posizione di seconda forza dell&#8217;America Latina e, forse, anche dell&#8217;America <em>tout court</em>, visti i risultati recenti contro gli Stati Uniti.</p>
<p>Portare questo percorso di crescita alla RWC significa migliorare la prestazione offerta 4 anni fa, quando nel girone A (che anche allora peraltro vedeva Australia, Galles e Fiji nello stesso girone dei <em>Teros) </em>riuscirono a segnare appena 30 punti a fronte dei 226 subiti, segnando solo due mete alle Fiji e finendo con 0 punti portati a casa. Un miglioramento di questo <em>score </em>è l&#8217;obiettivo di Meneses e dei suoi in Giappone.</p>
<p><strong>Il calendario</strong></p>
<p>L&#8217;Uruguay, che proprio oggi ha iniziato la preparazione a Montevideo, debutterà alla Rugby World Cup il prossimo 25 settembre contro le Fiji a Kamaishi. Avrà solamente quattro giorni di riposo, quindi, prima di affrontare la Georgia. La gestione della rosa in queste prime due giornate sarà fondamentale: sono le partite dove l&#8217;Uruguay può sperare di portare a casa un punto di bonus, e avendo una profondità limitata il fatto di giocare a distanza di pochi giorni potrebbe incidere sulle prestazioni. Inoltre, il secondo turno si disputerà a Kumagaya, città a più di 500 chilometri rispetto al teatro della partita contro le Fiji.</p>
<p>La terza giornata si gioca 6 giorni dopo, contro l&#8217;Australia a Oita il 5 ottobre. Conclusione contro il Galles il 13 ottobre a Kumamoto.</p>
<p><strong>Giocatori da seguire </strong></p>
<p>Santiago Arata è un mediano di mischia classe 1996 che dovrebbe far parlare di sé. A 22 anni ha già giocato 39 partite con l&#8217;Uruguay, di cui 25 da titolare. È un giocatore elettrico, rapido di gambe, di pensiero e di mani, con buona visione di gioco e ottimo fiuto della meta (ne ha già segnate 16 in nazionale). <a href="https://youtu.be/FReHFJr7dKM?t=8" target="_blank" rel="noopener">Ed è anche un placcatore molto efficace</a>, nonostante la stazza ridotta.</p>
<p>Nel pack, che sembra ben equilibrato tra nomi esperti e giovani emergenti, non c&#8217;è Rodrigo Capo Ortega, la leggenda vivente del rugby uruguaiano. In seconda linea dovrebbe trovare tanto spazio quindi il classe 1997 Manuel Leindekar, che nell&#8217;ultimo anno ha collezionato 14 presenze da titolare ad Oyonnax, in Francia.</p>
<p><strong>Scenari migliori e peggiori</strong></p>
<p>Nel peggiore dei casi, la Rugby World Cup dell&#8217;Uruguay sarà solamente una replica della scorsa edizione, quando recitarono il ruolo di squadra materasso nel girone di ferro che era quello con Australia, Fiji, Galles e Inghilterra.</p>
<p>Fatalità vuole che tre di quelle squadre siano ancora oggi inserite nella stessa <em>poule</em> dei sudamericani, che non possono pensare di competere con squadre molto più attrezzate. E&#8217; legittimo però aspettarsi un miglioramento rispetto al 2015, visto che oggi un buon numero di giocatori in rosa è professionista.</p>
<p>Nel più selvaggio dei sogni, l&#8217;Uruguay farebbe il colpaccio contro una Georgia malinconica, ma più realisticamente lo scenario migliore possibile è quello di una partita apertissima contro le Fiji che finisca con un risultato astronomico e con quattro mete marcate dai <em>Teros</em>, così da portarsi a casa l&#8217;agognato punto di bonus.</p>
<p><strong>La storia dell&#8217;Uruguay nella Rugby World Cup</strong></p>
<p>1987: non invitata<br />
1991: non ha partecipato<br />
1995: non qualificata<br />
1999: terza nel girone (una vittoria)<br />
2003: quarta nel girone (una vittoria)<br />
2007: non qualificata<br />
2011: non qualificata<br />
2015: quinta nel girone</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2019/07/08/uruguay-rugby-world-cup-2019/">Rugby World Cup 2019 &#8211; Le squadre: Uruguay</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
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