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	<title>rwc Archivi - On Rugby</title>
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	<description>365 rugby 360</description>
	<lastBuildDate>Thu, 30 Apr 2026 13:19:35 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Dall&#8217;Italia all&#8217;Italia: la storia rugbistica di George North è un po&#8217; anche la nostra</title>
		<link>https://www.onrugby.it/2026/04/30/dallitalia-allitalia-la-storia-rugbistica-di-george-north-e-un-po-anche-la-nostra/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Paolo Wilhelm]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Apr 2026 13:19:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[6 Nazioni – Test match]]></category>
		<category><![CDATA[Galles]]></category>
		<category><![CDATA[George North]]></category>
		<category><![CDATA[rwc]]></category>
		<category><![CDATA[Sei nazioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il suo debutto con gli Scarlets? A Treviso, in Celtic League. Il suo addio al Galles? Contro gli azzurri al Sei Nazioni 2024. Una parabola in cui anche OnRugby ha (forse) una piccola parte</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2026/04/30/dallitalia-allitalia-la-storia-rugbistica-di-george-north-e-un-po-anche-la-nostra/">Dall&#8217;Italia all&#8217;Italia: la storia rugbistica di George North è un po&#8217; anche la nostra</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>“Hi guys, I just want to come on here and let you know at the end of the season I’ll be retiring. For me it’s the right time”.<br />
George Philippe North, 34 anni da un paio di settimane, ha annunciato così il suo ritiro dal rugby giocato. La nazionale l’aveva lasciata già al termine del Sei Nazioni 2024, con ultima presenza il 16 marzo in quel Galles-Italia per noi indimenticabile.<br />
Ora lo stop definitivo.</p>
<p>Un giocatore gigantesco, in tutti i sensi. Per i suoi 114 chili distribuiti in un metro e 93 centimetri di altezza (numeri da seconda linea, ruolo in cui ha giocato da giovanissimo, prima di essere spostato tra i trequarti quando era al Llandovery College) e per la sua carriera: 320 partite fin qui giocate con le maglie di Scarlets, Northampton, Ospreys, Provence, British &amp; Irish Lions e – ovviamente – Galles. È stato titolare 303 volte, 116 mete marcate, 580 punti segnati.<br />
Poi ci sono i trionfi nel Sei Nazioni 2012, 2013, 2019 e 2021. Con i Dragoni (121 caps, praticamente tutti da titolare, e 47 mete segnate) è andato al Mondiale 4 volte, giocando due volte una semifinale, una nel 2011 in Nuova Zelanda contro la Francia e in Giappone nel 2019 contro il Sudafrica, perdendole entrambe di un niente. Con i Saints nel 2014 fece la doppietta Premiership-Challenge Cup.</p>
<p>Nel suo destino anche parecchia Italia, oltre alla partita di addio al Galles di cui abbiamo già fatto menzione: il suo debutto con gli Scarlets nel rugby dei grandi è datato 4 settembre 2010, al Monigo contro il Benetton Treviso in Celtic League (finì 34-28 per i biancoverdi), contro l’Italia – nel 2015 – ha firmato la sua prima hat-trick in un Sei Nazioni.<br />
Il 13 novembre 2010 diventa il giocatore del Galles numero 1078: a 18 anni e 214 giorni scende in campo da titolare contro il Sudafrica campione del mondo. Il XV in maglia rossa perde 25-29 ma lui conquista in un attimo il Millennium con due mete, diventando così il più giovane giocatore della storia del rugby gallese a marcare nella sua gara di debutto.</p>
<p>Numeri spaventosi ma che non fanno di George North il più grande giocatore della sua epoca, anche se è uno dei pochissimi che può permettersi di giocare in quel campionato lì.<br />
Però c’è qualcosa che me lo fa sentire particolarmente vicino, un po&#8217; più di altri: la carriera di questo immenso giocatore prende il via a è a grandi linee nello stesso periodo in cui OnRugby ha preso forma prima ancora di trovare il suo spazio concreto nel web, la sua carriera &#8211; con tutte le differenze del mondo &#8211; è un po&#8217; anche la storia delle pagine che leggete ogni giorno.<br />
Ora George North si toglie gli scarpini. Buona fortuna George, e grazie. Anzi, come diresti tu: Diolch.</p>
<p>Il Grillotalpa</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2026/04/30/dallitalia-allitalia-la-storia-rugbistica-di-george-north-e-un-po-anche-la-nostra/">Dall&#8217;Italia all&#8217;Italia: la storia rugbistica di George North è un po&#8217; anche la nostra</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
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		<title>Irlanda-Italia, a Dublino con una speranza nuova</title>
		<link>https://www.onrugby.it/2026/02/09/irlanda-italia-a-dublino-con-una-speranza-nuova/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Paolo Wilhelm]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Feb 2026 10:30:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[6 Nazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Azzurri]]></category>
		<category><![CDATA[dublino]]></category>
		<category><![CDATA[Irlanda]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[rwc]]></category>
		<category><![CDATA[Sei nazioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Una sfida durissima, ma per il XV in maglia verde c'è quel tarlo comparso in una notte parigina di quasi tre anni fa</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2026/02/09/irlanda-italia-a-dublino-con-una-speranza-nuova/">Irlanda-Italia, a Dublino con una speranza nuova</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Le date che segnano un prima e un dopo sono generalmente parecchio arbitrarie: per esempio, nel 476 d.C. l’ultimo imperatore romano d’occidente viene deposto ma non è che dal primo gennaio successivo il mondo fosse poi diverso da quello che lo aveva preceduto. Anzi. E che quello fosse il momento in cui finiva l’Età Antica lo abbiamo deciso a posteriori, un migliaio e passa di anni più tardi. Però quelle date sono un simbolo, spesso molto potente.</p>
<p>Tipo il 14 ottobre 2023. A Parigi si gioca il quarto di finale della RWC 2023 tra Irlanda e All Blacks. Una finale anticipata nelle premesse, una vera e propria finalissima per quello visto in campo. A imporsi, lo sappiamo tutti, furono i neozelandesi per 28-24 al termine di 80 e passa minuti di bellezza rugbistica accecante. Quella data per l’Irlanda è diventata un prima e un dopo.</p>
<h3>Il tarlo</h3>
<p>Una squadra che sembrava lanciata a conquistare il mondo, costretta a fermarsi a pochi passi dal traguardo. Non è stato subito evidente, ma è come se l’Irlanda quel giorno si fosse resa conto che scrollarsi di dosso l’abito dell’eterna incompiuta sarebbe stato impossibile.<br />
Intendiamoci, quella squadra non si è smarrita in quel momento, non c’è stato nessun crollo e qualche mese dopo il Sei Nazioni 2024 lo ha vinto proprio il XV in maglia verde, ma un freno era stato tirato e un tarlo era entrato nella testa di quella squadra. Un tarlo che con il passare delle partite ha preso sempre più spazio ed è diventato sempre più forte. Qualcosa in quella serata parigina si è incrinato.</p>
<p><strong>Leggi anche</strong>: <a href="https://www.onrugby.it/2026/02/05/sei-nazioni-2026-alla-francia-bastano-50-per-avere-la-meglio-sullirlanda/" target="_blank" rel="noopener">Sei Nazioni 2026: alla Francia bastano 50′ per avere la meglio sull’Irlanda</a></p>
<p>L’Irlanda arriva al Mondiale del 2023 con un filotto di 14 vittorie consecutive e chiude la prima fase del torneo francese con altre 4 affermazioni (tra queste anche quella contro il Sudafrica che dà lì a qualche settimana diventerà campione del mondo) in altrettante partite. Poi il ko con i tuttineri. Dopo quel 14 ottobre 2023 l’Irlanda ha giocato 23 partite perdendone 7. Sono tante? Sono poche? Per arrivare a un totale di 7 ko prima della RWC 2023 bisogna andare indietro fino al Sei Nazioni 2020. Partite giocate? 40, quasi il doppio di quelle post Mondiale.</p>
<p>Certo, in queste ultime 23 gare diversi giocatori hanno lasciato per ragioni anagrafiche e forse non tutti i nuovi hanno le stesse qualità di chi li ha preceduti. Ci sono stati e ci sono acciacchi e infortuni importanti, ma questo è un problema con cui tutti hanno a che fare. O forse è solo una questione di maturità che si risolverà col tempo, chi vivrà vedrà. Quello che è certo è che oggi l’Irlanda ha un problema di identità importante, come scritto poco fa qualcosa si è incrinato e l’impressione è che a Dublino non riescano a venirne a capo già da un po’. La squadra è forte, i giocatori ci sono, ma quel tarlo…</p>
<p>Lo scorso giovedì l’Irlanda ha preso a Parigi una ripassata di quelle che lasciano il segno. Vero che i verdi negli ultimi anni soffrono parecchio la Francia: nelle ultime 7 sfide dal 2020 a oggi i <em>bleus</em> si sono imposti 5 volte, però il 36-14 di una settimana fa alla fine sta stretto ai padroni di casa, che se a un certo punto non si fossero messi allo specchio per ammirarsi avrebbero rifilato agli avversari un passivo ben più pesante e netto, più consono anche a quanto si è visto in campo.</p>
<h3>Numeri impietosi</h3>
<p>San Valentino lo festeggeremo facendo visita a quella squadra. I nostri numeri a Dublino nel Sei Nazioni sono da mettersi le mani nei capelli: nelle 12 volte che siamo andati per il torneo nella capitale irlandese abbiamo sempre perso, ma questo è il dato meno preoccupante. Perché lassù abbiamo in tutto segnato 140 punti e ne abbiamo incassati 481. Numeri che ci dicono che la nostra partita-media con l’Irlanda a casa loro finisce 40-12 (la media matematica sarebbe 11,6, ma vabbè&#8230;). Non basta, che da quando si gioca all’Aviva Stadium e non più a Lansdowne Road è pure peggio: 299 punti subiti in 6 gare, solo 69 segnati per una media di 49,8 a 11,5. L’ultima nostra volta in quello stadio è finita 36 a 0, ma nulla di preoccupante, che una volta siamo usciti con un -51 sul groppone. Ok, momento sarcasmo finito.</p>
<p>Questo per dire che per noi è sempre stata una trasferta da si salvi chi può. Eppure stavolta le premesse sono diverse. Il mood a Dublino non è certo dei migliori, anche se da quelle parti quantità e qualità abbondano. Però l’Italia arriva da una partita che potrebbe davvero rappresentare una svolta, non tanto per la vittoria o il risultato in sé ma per &#8220;come&#8221; sono arrivati. L’intensità e la tenuta mentale viste contro la Scozia non sono affatto scontate e vanno confermate. Possiamo metterli in difficoltà.<br />
E questo è un qualcosa che dipende solo da noi.</p>
<p><strong><em>Il Grillotalpa</em></strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2026/02/09/irlanda-italia-a-dublino-con-una-speranza-nuova/">Irlanda-Italia, a Dublino con una speranza nuova</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
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		<title>Rugby World Cup 2023: le reazioni degli allenatori ai sorteggi</title>
		<link>https://www.onrugby.it/2020/12/15/rugby-world-cup-2023-le-reazioni-degli-allenatori-ai-sorteggi/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Michele Cassano]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Dec 2020 18:15:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[RWC 2023]]></category>
		<category><![CDATA[Rugby World Cup]]></category>
		<category><![CDATA[rwc]]></category>
		<category><![CDATA[RWC2023]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il pensiero dei coach sull'esito dell'estrazione di ieri a Parigi</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2020/12/15/rugby-world-cup-2023-le-reazioni-degli-allenatori-ai-sorteggi/">Rugby World Cup 2023: le reazioni degli allenatori ai sorteggi</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il post sorteggio della Rugby World Cup 2023 ha portato con sé ovviamente le reazioni degli allenatori da ogni parte del mondo. I quattro gironi, al netto delle formazioni che ancora non si sono qualificate e che andranno a completare la griglia iridata, sono stati formati: raccontate ieri le considerazioni dal &#8216;nostro&#8217; girone, con l&#8217;analisi di <a href="https://www.onrugby.it/2020/12/14/rugby-world-cup-2023-franco-smith-fabien-galthie-e-ian-foster-dopo-il-sorteggio/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Franco Smith</a>, Fabien Galthié  &#8211; stimolato dal raggruppamento con All Blacks ed Azzurri &#8211; e Ian Foster, allarghiamo gli orizzonti, e andiamo quindi a scoprire come i tecnici e i media hanno fotografato la situazione.</p>
<p><strong>Girone B: Sudafrica, Irlanda, Scozia, Asia/Pacific 1, Europe 2</strong><br />
Tutti sono d&#8217;accordo sul fatto che la pool sia quella più difficile ed equilibrata, anche se gli Springboks partiranno ovviamente col favore del pronostico e tutto, per il passaggio del turno della seconda testa di serie dovrebbe passare dallo scontro fra Irlanda e Scozia, già verificatosi peraltro alla Rugby World Cup 2015.</p>
<p>Jacques Nienaber, Sudafrica: &#8220;Questo girone comprende due avversarie di assoluto livello: il livello della sfida per la difesa del trofeo, da parte nostra, sarà subito altissimo. Non possiamo sbagliare nulla o quasi, i margini d&#8217;errore sono molti limitati, basti pensare alle nostre sconfitte contro All Blacks e Giappone in passato&#8221;.</p>
<p>Andy Farrell: &#8220;Incontrare il Sudafrica, la squadra numero uno e (campione del) mondo, sarà entusiasmante per tutti. Il gruppo potrebbe poi configurarsi in maniera molto simile a quello che fu nella Rugby World Cup 2019: la sfida contro la Scozia sarà decisiva&#8221;.</p>
<p>Gregor Townsend: &#8220;Troviamo avversarie che, fra Sei Nazioni e Test Match, abbiamo l&#8217;opportunità di conoscere molto bene. Nell&#8217;attuale classifica mondiale, poi, l&#8217;Irlanda è al quinto posto, il Sud Africa è al primo, da campioni del Mondo, mentre noi siamo al settimo. Parliamo dunque di tre delle migliori otto nello stesso raggruppamento, il più duro della competizione. Il nostro obiettivo è quello di sviluppare una squadra in grado di giocare il suo miglior rugby di sempre nel 2023&#8221;.</p>
<p><strong><em>Girone C: Galles, Australia, Fiji, Europa 1, Vincitrice torneo di ripescaggio</em></strong></p>
<p>Per la terza volta consecutiva, queste tre compagini si affronteranno nella fase a gruppi. Un deja-vu che non è passato inosservato, e ha scatenato anche l&#8217;ilarità del web, con una serie di immagini ironiche a sottolineare una cosa che, in effetti, non è il massimo per lo spettacolo e l&#8217;attrattiva. Ad ogni modo, i coach non si sono scomposti, analizzando l&#8217;aspetto tecnico, anche se, con il torneo così distante, per più di qualcuno, l&#8217;obiettivo primario è ben più a breve termine.</p>
<p>Wayne Pivac, Galles: &#8220;È un gruppo simile a quello visto nelle ultime due occasioni iridate, ma ovviamente si svilupperà in un altro paese. Non vedo l&#8217;ora, ho grandissima carica per affrontare queste sfide. Ho una certa affinità con le Fiji, avendo allenato lì nel 2007. Con l&#8217;Australia di Dave Rennie, invece, sarà sicuramente una grandissima sfida. Alun Wyn Jones presente da capitano nel 2023? Se c&#8217;è qualcuno che può riuscirci, a 38 anni, è proprio lui&#8221;.</p>
<p>Dave Rennie, Australia: &#8220;Non esiste un girone facile in questo Mondiale. Se si guarda alle tre squadre del nostro raggruppamento, si tratta di squadre veramente toste da affrontare. Tuttavia, siamo ancora a tre anni di distanza dalla manifestazione iridata: le nostre squadre cambieranno molto, ci saranno diversi nuovi giovani talenti emergenti che entreranno nei team, che penso così ne trarranno benefici, diventando ancora migliori. Ad ogni modo, deve passare ancora così tanta acqua sotto ai ponti, da oggi al Mondiale, che il nostro obiettivo, per ora, è quello di fare un grande 2021&#8221;</p>
<p>Vern Cotter, Fiji: &#8220;Saremo verosimilmente la squadra di mezzo del girone, motivo per cui dovremo porre grandissima attenzione verso tutti quanti, sia contro quelli sulla carta migliori, che con quelli sulla carta più dietro. Avremo un gruppo fresco, rinnovato, con un nuovo capitano. Non vediamo l&#8217;ora di affrontare questa esperienza, magari traendo spunto anche dalle nostre grandi partite del passato&#8221;.</p>
<p><em><strong>Gruppo D: Inghilterra, Giappone, Argentina, Oceania 1, America 2</strong></em></p>
<p>Sulla carta, il raggruppamento D è quello in cui la favorita al primo posto appare maggiormente delineata: gli inglesi partono in pole position, con tutte le altre, comprese Argentina e Giappone, che guardando da lontano.</p>
<p>Eddie Jones, capo allenatore dell&#8217;Inghilterra, squadra nettamente favorita della pool, ha affrontato il tema del sorteggio con una<a href="https://www.onrugby.it/2020/12/15/rugby-world-cup-2023-eddie-jones-e-il-suo-rapporto-col-giappone/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"> lunga analisi a 360 gradi</a>, in cui è tornato anche sul rapporto con il Giappone &#8211; che si giocherà un posto al sole dei quarti con i Pumas -, dove si è tolto una delle soddisfazioni più pazzesche della carriera.</p>
<p>Ledesma: &#8220;In ogni Coppa del Mondo c&#8217;è sempre meno margine con le Nazioni Emergenti. Samoa e Tonga hanno una grande qualità di giocatori. Per quanto ci riguarda, avere giocatori in Europa renderà la nostra preparazione molto simile a quella di una decade fa, con tanti atleti cresciuti lontani dall&#8217;Argentina. Oggi. però, si tratta sicuramente di un qualcosa di molto più complicato, molto più impegnativo (gestire i ragazzi, lontani dal Sudamerica, ndr). Sicuramente ce ne renderemo conto in prima persona già il prossimo anno, di cosa significhi avere un nucleo così importante di Pumas fuori patria&#8221;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2020/12/15/rugby-world-cup-2023-le-reazioni-degli-allenatori-ai-sorteggi/">Rugby World Cup 2023: le reazioni degli allenatori ai sorteggi</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
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		<title>Rugby World Cup 2023, lunedì 14 dicembre il sorteggio dei gironi: le fasce e le informazioni sull&#8217;evento</title>
		<link>https://www.onrugby.it/2020/12/08/rugby-world-cup-2023-lunedi-14-dicembre-il-sorteggio-dei-gironi-le-fasce-e-le-informazioni-sullevento/</link>
					<comments>https://www.onrugby.it/2020/12/08/rugby-world-cup-2023-lunedi-14-dicembre-il-sorteggio-dei-gironi-le-fasce-e-le-informazioni-sullevento/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Matteo Viscardi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Dec 2020 14:44:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[RWC 2023]]></category>
		<category><![CDATA[fasce]]></category>
		<category><![CDATA[rwc]]></category>
		<category><![CDATA[RWC2023]]></category>
		<category><![CDATA[sorteggio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In programma a Parigi, città che sarà sede anche della finale del torneo iridato in terra transalpina</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2020/12/08/rugby-world-cup-2023-lunedi-14-dicembre-il-sorteggio-dei-gironi-le-fasce-e-le-informazioni-sullevento/">Rugby World Cup 2023, lunedì 14 dicembre il sorteggio dei gironi: le fasce e le informazioni sull&#8217;evento</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Andati in archivio, lo scorso fine settimana, sia l&#8217;Autumn Nations Cup &#8211; <a href="https://www.onrugby.it/2020/12/06/autumn-nations-cup-la-francia-e-eroica-linghilterra-vince-22-19-al-95/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">con la vittoria inglese</a> -, che il Tri Nations 2020, conquistato dalla Nuova Zelanda, ed assegnati tutti i premi ovali relativi ad anno e <strong><a href="https://www.onrugby.it/2020/12/08/sergio-parisse-e-stato-inserito-nel-xv-ideale-del-decennio-di-world-rugby/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">decennio</a></strong>, nella notte dei <a href="https://www.onrugby.it/2020/12/08/world-rugby-awards-un-po-di-italia-nel-xv-del-decennio-in-rosa-e-tutti-gli-altri-riconoscimenti-della-serata/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">World Rugby Awards</a>, l&#8217;attenzione del Rugby Mondiale si sposta ora su Parigi, dove la prossima settimana si svolgerà il sorteggio dei raggruppamenti della fase a gruppi della Coppa del Mondo francese, la decima nella storia della competizione, in programma nell&#8217;anno del bicentenario dalla nascita dello sport ovale.</p>
<h4>La composizione delle fasce</h4>
<p>Le dodici squadre già qualificate &#8211; tra cui l&#8217;Italia, inserita nel terzo &#8216;pot&#8217; di merito con Scozia, Argentina e Fiji -, attraverso le prestazioni nei gironi della Rugby World Cup 2019 (le prime tre di ogni gruppo hanno strappato il pass per la rassegna transalpina) sono state divise in tre fasce, sulla base del World Rugby Ranking del primo gennaio 2020, di fatto lo stesso post Mondiale nipponico.</p>
<p>Decisione presa in virtù del fatto che quello, per diverse squadre, tra cui un paio di élite come i campioni del mondo degli Springboks ed il Giappone, non abbiano più potuto scendere in campo da quel momento. Ci sono, tuttavia, alcune discrepanze non banali rispetto al valore attuale dei team, con il Galles &#8211; in pot 1 assieme a Sudafrica, Nuova Zelanda ed Inghilterra -, che negli ultimi mesi è<a href="https://www.onrugby.it/2020/12/07/world-rugby-ranking-la-classifica-mondiale-definitiva-per-il-2020/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"> crollato sino in nona piazza della classifica mondiale</a>, ed oggi avrebbe fatto parte addirittura della terza fascia. Parte dalla seconda, invece, la Francia di Galthié, attualmente quarta forza del Mondo, in costante crescita e vero spauracchio per tutti, inserita in pot 2 con Giappone, Australia ed Irlanda.</p>
<p>Ancora in via di definizione &#8211; con il processo di qualificazione che terminerà solo nei prossimi anni &#8211; le squadre di quarta e quinta fascia.</p>
<p>Leggi anche: <em><strong><a href="https://www.onrugby.it/2020/11/25/world-rugby-ranking-la-classifica-mondiale-femminile-definitiva-del-2020/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">World Rugby Ranking, la classifica mondiale femminile definitiva del 2020</a></strong></em></p>
<p>Il sorteggio dei gironi della Rugby World Cup 2023 &#8211; edizione che andrà in scena in Francia dall&#8217;8 settembre al 21 ottobre 2023 &#8211; si terrà lunedì 14 dicembre 2020 alle ore 12 italiane al Palais Brongniart di Parigi, e sarà visibile in diretta streaming sui canali social di World Rugby.</p>
<h4><strong>Le fasce per il sorteggio dei gironi della Rugby World Cup 2023</strong></h4>
<p><em>Prima fascia</em><br />
Sudafrica<br />
Nuova Zelanda<br />
Inghilterra<br />
Galles</p>
<aside id="adv-single-middle" class="adunit"></aside>
<p><em>Seconda fascia</em><br />
Irlanda<br />
Australia<br />
Francia<br />
Giappone</p>
<p><em>Terza fascia</em><br />
Scozia<br />
Argentina<br />
Fiji<br />
<a href="https://www.onrugby.it/azzurri/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Italia</strong></a></p>
<p><em>Quarta fascia</em><br />
Oceania 1<br />
Europa 1<br />
America 1<br />
Asia/Pacific 1</p>
<p><em>Quinta fascia</em><br />
Africa 1<br />
Europa 2<br />
America 2<br />
Vincitrice torneo di qualificazione</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2020/12/08/rugby-world-cup-2023-lunedi-14-dicembre-il-sorteggio-dei-gironi-le-fasce-e-le-informazioni-sullevento/">Rugby World Cup 2023, lunedì 14 dicembre il sorteggio dei gironi: le fasce e le informazioni sull&#8217;evento</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
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		<title>OnRugby Relive: Argentina v Fiji, Rugby World Cup 1987</title>
		<link>https://www.onrugby.it/2020/04/11/onrugby-relive-argentina-v-fiji-rugby-world-cup-1987/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Matteo Viscardi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 11 Apr 2020 14:39:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Rugby World Cup]]></category>
		<category><![CDATA[argentina]]></category>
		<category><![CDATA[Fiji]]></category>
		<category><![CDATA[rwc]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Rivivi una sfida d'altri tempi, decisiva per un posto ai quarti di finale nella Coppa del Mondo inaugurale</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2020/04/11/onrugby-relive-argentina-v-fiji-rugby-world-cup-1987/">OnRugby Relive: Argentina v Fiji, Rugby World Cup 1987</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Quale occasioni migliore di un tardo pomeriggio pasquale, in quarantena, per assaporare e godersi un Rugby d&#8217;altri tempi di pregevole qualità. Nella nostra serie di grandi relive, quest&#8217;oggi torniamo al 1987, alla prima storica Coppa del Mondo.</p>
<p>Il 24 maggio di quell&#8217;anno, al Rugby Park di Hamilton, si giocava Argentina-Fiji, prima gara iridata della storia per entrambe, e match già decisivo per il passaggio del turno in un girone che comprendeva anche gli All Blacks e l’Italia. Un&#8217;occasione, peraltro, di <a href="https://www.onrugby.it/2020/04/02/monumenti-hugo-porta/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">vedere all’opera Hugo Porta</a>, del quale parlato trattato qualche giorno fa nella nostra rubrica “Monumenti”.</p>
<p>Leggi anche: <a href="https://www.onrugby.it/2020/04/05/italia-come-eravamo-e-come-vogliamo-essere/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Italia: come eravamo è come vogliamo essere</a></p>
<p><em>Le formazioni di Argentina v Fiji, Rugby World Cup 1987</em><br />
<iframe style="border: none; overflow: hidden;" src="https://www.facebook.com/plugins/post.php?href=https%3A%2F%2Fwww.facebook.com%2Frugbyworldcup%2Fposts%2F10158578050262174&amp;width=500" width="500" height="699" frameborder="0" scrolling="no"></iframe></p>
<p><em>Il video di Argentina v Fiji, Rugby World Cup 1987. Kick-off alle 17</em><br />
<iframe src="https://www.youtube.com/embed/3ExUZp_moYo" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2020/04/11/onrugby-relive-argentina-v-fiji-rugby-world-cup-1987/">OnRugby Relive: Argentina v Fiji, Rugby World Cup 1987</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
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		<title>Brodie Retallick è in dubbio per il Mondiale</title>
		<link>https://www.onrugby.it/2019/07/28/brodie-retallick-e-in-dubbio-per-il-mondiale/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Matteo Viscardi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 28 Jul 2019 05:51:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[The Rugby Championship]]></category>
		<category><![CDATA[all blacks]]></category>
		<category><![CDATA[Brodie Retallick]]></category>
		<category><![CDATA[rwc]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L'infortunio alla spalla, però, sembrerebbe meno grave del previsto e terrebbe vive le speranze di RWC al seconda linea oceanico</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2019/07/28/brodie-retallick-e-in-dubbio-per-il-mondiale/">Brodie Retallick è in dubbio per il Mondiale</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Al termine dell&#8217;incontro di Wellington contro il Sudafrica, ben più del pareggio forzato dagli Springboks in extremis e di una prestazione non entusiasmante, sono le condizioni fisiche di Brodie Retallick, formidabile seconda linea dei &#8216;tuttineri&#8217;, a lasciare preoccupazione reale in casa All Blacks.</p>
<p>L&#8217;avanti dei Chiefs, indicato da Steve Hansen come uno degli elementi più importanti della squadra, infatti, ha riportato una lussazione alla spalla dopo un contatto ruvido in un punto d&#8217;incontro, dovendo lasciare forzatamente il campo. Un problema fisico non banale, con la Rugby World Cup nipponica sullo sfondo, anche se, dopo una prima valutazione della situazione, per Retallick dovrebbero comunque esserci gli estremi per recuperare in tempo e prendere il volo in direzione Giappone.</p>
<p>Guarda anche:<strong> <a href="https://www.onrugby.it/2019/07/27/rugby-championship-gli-highlights-della-seconda-giornata/" target="_blank" rel="noopener">Rugby Championship: gli highlights della seconda giornata</a></strong></p>
<p>&#8220;Non è ancora stato definito un vero e proprio tempo di recupero, ma spero sia a disposizione per partecipare alla Rugby World Cup 2019&#8221;, ha dichiarato Steve Hansen, head coach della squadra neozelandese, in una conferenza stampa domenicale, dopo il pareggio contro gli Springboks.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2019/07/28/brodie-retallick-e-in-dubbio-per-il-mondiale/">Brodie Retallick è in dubbio per il Mondiale</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
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		<item>
		<title>Giappone, in 14.000 per la finale del campionato universitario di rugby</title>
		<link>https://www.onrugby.it/2017/01/11/giappone-in-14-000-per-la-finale-del-campionato-universitario-di-rugby/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Roberto Avesani]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Jan 2017 15:02:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[giappone]]></category>
		<category><![CDATA[rugby]]></category>
		<category><![CDATA[rwc]]></category>
		<category><![CDATA[torneo universitario]]></category>
		<category><![CDATA[università]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Entusiasmo in vista del Mondiale: 76 candidature per ospitare le venti squadre</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2017/01/11/giappone-in-14-000-per-la-finale-del-campionato-universitario-di-rugby/">Giappone, in 14.000 per la finale del campionato universitario di rugby</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-132792" src="https://www.onrugby.it/wp-content/uploads/2017/01/giappone.jpg?x56245" alt="giappone rugby" width="789" height="424" srcset="https://www.onrugby.it/wp-content/uploads/2017/01/giappone.jpg 789w, https://www.onrugby.it/wp-content/uploads/2017/01/giappone-120x64.jpg 120w, https://www.onrugby.it/wp-content/uploads/2017/01/giappone-230x124.jpg 230w, https://www.onrugby.it/wp-content/uploads/2017/01/giappone-400x215.jpg 400w" sizes="(max-width: 789px) 100vw, 789px" /></p>
<p>13.776. E&#8217; questo il numero di spettatori che il 9 gennaio hanno affollato gli spalti del Prince Chichibu Memorial Ground di Tokyo, casa del rugby giapponese, per assistere alla finale dell&#8217;edizione numero 53 del campionato universitario di rugby giapponese (All-Japan University Rugby Football Championship). La vittoria, per l&#8217;ottava volta consecutiva, è andata alla Teikyo University (guidata in regia dall&#8217;apertura Rikiya Matsuda, 3 caps con il Giappone), grazie al trionfo in finale per 33-26 contro la Tokai University.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Intano, World Rugby ha fatto sapere che sono 76 le candidature ricevute da città e prefetture per la scelta dei venti Team Camps in cui faranno base le squadre che parteciperanno al Mondiale 2019.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2017/01/11/giappone-in-14-000-per-la-finale-del-campionato-universitario-di-rugby/">Giappone, in 14.000 per la finale del campionato universitario di rugby</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
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		<title>All Blacks, Owen Franks rinnova fino alla prossima Rugby World Cup</title>
		<link>https://www.onrugby.it/2016/12/22/all-blacks-owen-franks-rinnova-fino-alla-prossima-rugby-world-cup/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Roberto Avesani]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 Dec 2016 06:24:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Test Match]]></category>
		<category><![CDATA[2019]]></category>
		<category><![CDATA[all blacks]]></category>
		<category><![CDATA[coppa del mondo]]></category>
		<category><![CDATA[franks]]></category>
		<category><![CDATA[Mondiali]]></category>
		<category><![CDATA[Nuova Zelanda]]></category>
		<category><![CDATA[Rugby World Cup]]></category>
		<category><![CDATA[rwc]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il pilone 90 caps si lega alla federazione kiwi per il prossimo triennio</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2016/12/22/all-blacks-owen-franks-rinnova-fino-alla-prossima-rugby-world-cup/">All Blacks, Owen Franks rinnova fino alla prossima Rugby World Cup</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo le voci di <a href="https://www.onrugby.it/2016/12/21/dagg-cruden-e-ben-smith-metti-un-all-blacks-sotto-lalbero-di-natale/" target="_blank">possibili addii eccellenti</a> dalla Nuova Zelanda, arriva un rinnovo importante in casa All Blacks. Owen Franks, secondo prima linea per caps nella storia della nazionale kiwi con 90 presenze internazionali, ha rinnovato il proprio accordo con la federazione neozelandese fino al 2019, anno della prossima Rugby World Cup. Classe 1987, Franks milita da nove stagioni con i Crusaders e si è detto felice dell&#8217;accordo: &#8220;Dopo tante discussioni, è un piacere confermare che resterò in Nuova Zelanda fino ai prossimi Mondiali. <strong>Nonostante ci fossero tanti interessamenti esterni nei miei confronti, non era ancora il momento di togliermi la possibilità di giocare con i migliori</strong>. Credo anche di non aver raggiunto il mio apice: solo allora potrò andarmene&#8221;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2016/12/22/all-blacks-owen-franks-rinnova-fino-alla-prossima-rugby-world-cup/">All Blacks, Owen Franks rinnova fino alla prossima Rugby World Cup</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
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		<item>
		<title>Dane Coles, dall&#8217;ombra di Hore e Mealamu a miglior tallonatore del mondo</title>
		<link>https://www.onrugby.it/2016/11/14/dane-coles-dallombra-di-hore-e-mealamu-a-miglior-tallonatore-del-mondo/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Roberto Avesani]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Nov 2016 07:12:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Test Match]]></category>
		<category><![CDATA[all blacks]]></category>
		<category><![CDATA[coppa del mondo]]></category>
		<category><![CDATA[dane coles]]></category>
		<category><![CDATA[hansen]]></category>
		<category><![CDATA[highlanders]]></category>
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		<category><![CDATA[Nuova Zelanda]]></category>
		<category><![CDATA[rwc]]></category>
		<category><![CDATA[Super Rugby]]></category>
		<category><![CDATA[tallonatore]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Abbiamo intervistato il giocatore di All Blacks e Hurricanes. Che parla di cultura di squadra, leadership, ricambio e gestione della pressione</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2016/11/14/dane-coles-dallombra-di-hore-e-mealamu-a-miglior-tallonatore-del-mondo/">Dane Coles, dall&#8217;ombra di Hore e Mealamu a miglior tallonatore del mondo</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Ad un mese dal trentesimo compleanno, Dane Coles è uno degli uomini chiave della gestione Hansen. Considerato oggi il migliore tallonatore al mondo, sta per finire un ciclo di dodici mesi che lo ha visto alzare la Web Ellis Cup in Inghilterra e il titolo del Super Rugby 2016 come capitano dei suoi amatissimi Hurricanes. Il premio di miglior giocatore dell&#8217;anno <a href="https://www.onrugby.it/2016/11/14/world-rugby-awards-tutti-i-premi-dellanno-2016/" target="_blank">è andato al compagno di squadra Beauden Barrett</a>, ma essere inserito nella rosa dei possibili vincitori testimonia la stagione di altissimo livello disputata con entrambe le maglie. &#8220;E’ un onore immenso – ci ha racconta alla vigilia della sfida dell&#8217;Olimpico a proposito della nomination e della stagione scorsa- <strong>Ho lavorato duramente quest’anno per poter giocare uno stile di rugby che potesse dare dei risultati importanti</strong>. E’ un onore non solo essere nominati, ma anche sapere che sei in lista con altri grandissimi nomi di questo sport, che meritano tutti di vincere&#8221;.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Originario della zona di Kapiti, lungo la costa ovest sopra Wellington, Dane come ogni bambino neozelandese cresce con il sogno di diventare un giorno un All Black: &#8220;Per me è sempre stato un obbiettivo giocare prima per gli Hurricanes e poi per gli All Blacks. <strong>Se cresci giocando a rugby in Nuova Zelanda è questo che hai nella tua mente</strong>. Ed oggi se ci penso è veramente un momento speciale poter aver realizzato i miei sogni. Non è una carriera che dura per sempre quindi sono molto concentrato nel giocare qui per questa squadra e soprattutto per godermi questo periodo della mia vita&#8221;.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Coles ricorda perfettamente il momento in cui sarebbe diventato un All Blacks, il punto di non ritorno: &#8220;Lo ricordo perfettamente, era il 2012. Giocavo come rimpiazzo per Andrew Hore negli Hurricanes da circa tre anni e sapevo che qualcosa doveva cambiare quindi mi sono quasi guardato intorno. Poi c’è stato un gran rimescolamento di carte con il nuovo staff tecnico in franchigia ed Andrew firmò un contratto con gli Highlanders<strong>. A quel punto ero diventato il primo tallonatore e mi sono detto che quell&#8217;anno avrei debuttato in nazionale maggiore con gli All Blacks</strong>&#8220;. Il debutto arriva, puntuale, il 10 novembre 2012 al minuto &#8217;62 contro la Scozia a Murrayfield, in un Test Match dell’End of Year Tour che gli All Blacks vinsero 51 a 22.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Sono stati anni importanti per Coles. Cresciuto prima dietro Andrew Hore nella franchigia di Wellington e poi dietro Keven Mealamu in nazionale, quest’anno ha accettato la sfida più importante di <strong>capitanare gli Hurricanes</strong> dopo la partenza di Conrad Smith per la Francia: &#8220;All&#8217;inizio non ero molto sicuro di voler diventare capitano. Ricordo la conversazione che ho avuto con Chris Boys (allenatore dei gli Hurricanes, ndr) prima del Mondiale in cui mi chiese che ne pensavo di prendere la fascia di capitano della squadra. L’idea non mi allettava inizialmente, poi durante la Coppa del Mondo ci ho pensato molto e <strong>sapevo che comunque a quel punto nella mia carriera avevo bisogno di una nuova sfida personale, che mi facesse uscire fuori dalla mia zona di conforto</strong>. Ho avuto delle importanti conversazioni con Conrad Smith a riguardo mentre eravamo in Inghilterra: mi disse che alla fine dovevo trovare il mio stile, che non potevo essere un altro Conrad o un altro Richie McCaw. In realtà ciò che volevo e voglio fare è giocare bene, avere delle buone prestazioni in modo che poi i miei compagni possano seguirmi&#8221;. <strong>La forza dello stile delle squadre neozelandese sta molto nei gruppi della leadership, che vengono appositamente creati per supportare i capitani nei momenti di pressione</strong>, per poter prendere le decisioni giuste. &#8220;Sì, prima pensavo che potevo, diciamo, guidare la squadra da solo. Ma poi ho realizzato di avere tanti bravi giocatori intorno a me come TJ Perenara, Vicotor Vito, Beauden Barrett, insomma gente che ha indossato la maglia da tanti anni e devi anche farti aiutare da loro, creare un buon gruppo di lavoro. Ma prima di tutto devo dare il meglio che posso in campo&#8221;.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>I suoi Hurricanes hanno dominato la scena internazionale del Super Rugby negli ultimi due anni con la finale persa contro gli Highlanders nel 2015 e il titolo vinto in casa nel 2016 contro i Lions. Con la caduta della compagine Crusaders, a Wellington e dintorni si spera molto nell’inizio di una &#8220;Hurricanes Era&#8221;, di cui Coles può essere il perfetto rappresentante: &#8220;E’ un torneo difficilissimo da vincere. Ma abbiamo una bella squadra e poi non abbiamo tanti giocatori che hanno lasciano a fine stagione. Ci sono giovani di talento che si sono aggregati: un nome su tutti Jordie Barrett. E’ un momento di grande eccitazione per noi. <strong>Dobbiamo valorizzare la nostra esperienza e il nostro sostenerci a vicenda per poter affrontare la stagione</strong>. Ho visto gli Hurricanes in momenti molto difficili in passato, ma ora ci sono ottimi giocatori e ottimi allenatori. E’ tutta una questione di ricominciare da capo da gennaio&#8221;.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Capire che Dane Coles è un giocatore molto speciale non è certo difficile, ma vederlo crescere negli ultimi dodici mesi, dopo il ritiro di Keven Mealamu, è stato un piacere per tutti i tifosi kiwi e non che apprezzano la classe di colui che è oggi considerato il miglior tallonatore al mondo: &#8220;<strong>Abbiamo perso tantissima esperienza dopo la Coppa del Mondo e per me la cosa più importante era, come ho detto, giocare bene e far sì che il mio lavoro fosse riconosciuto dalla squadra</strong>. Sai, è molto difficile giocare a certi livelli offrendo prestazioni all&#8217;altezza, soprattutto in ambito internazionale. Ho molto rispetto per il ruolo ed è per questo che ogni settimana so che devo dare il meglio che posso per onorare la maglia. Ho il dovere di continuare il lavoro fatto da Keven Mealamu e altri tallonatori prima di lui&#8221;.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Coles è un tallonatore atipico. E’ facile trovarlo ai lati della squadra allargata di questi tempi. Come un’ala. Sì, un’ala. Internet e social media sono pieni di fotografie e memes di Coles etichettato come miglior ala al mondo, cosa che lo fa molto ridere: &#8220;Assolutamente, ci rido su quando vedo cose sui social media, non si può paragonare un prima linea con un’ala… <strong>Anzi, un’ala con una prima linea, perché loro là dietro non hanno idea di cosa significhi stare in mischia</strong>! In realtà credo di essere molto fortunato, questo è il tipo di rugby che Steven Hansen vuole giocare e a dire il vero a volte non so neanche io che devo fare: mi passano la palla, mi sale l’adrenalina, comincio a correre e buon per me finisco in meta!&#8221;.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Una delle componenti fondamentali dell’essere All Blacks, ma in generale del giocare a rugby aggiungiamo noi, è il divertirsi nel fare un lavoro che si ama e riconoscere la grande fortuna di poter allacciarsi le scarpe e scendere in campo per colleghi che sono prima di tutto amici: &#8220;<strong>Una delle cosa fondamentali per me è divertirmi in ciò che faccio. So che non durerà per sempre. Questo è un ambiente molto particolare</strong>. Sicuramente è un lavoro, ma alla fine devi poter riuscire a divertirti anche facendo il lavoro dei tuoi sogni. Lavoriamo ogni giorno per l’onore della maglia ma <strong>sappiamo che dobbiamo avere anche un ottimo equilibrio per poter mantenere una nostra personale integrità</strong>: c’è grandissima pressione, soprattutto a livello psicologico. Ci sono grandi aspettative su di noi quando indossiamo la maglia nera, che vengono non solo da altri ma prima di tutto da noi stessi. E’ importante anche essere amici con i compagni di squadra, divertirmi con loro, prenderci in giro e poi giocare per noi, per il compagno che ti è accanto&#8221;.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L’equilibrio tra la pressione della prestazione e i momenti di pausa è un area molto curata dallo staff degli All Blacks e di cui si occupa lo Psychological Skills Training per la nazionale. <strong>Ogni giocatore deve avere un modo per escludere il rugby dai momenti di riposo durante le settimane di allenamento</strong>. Aaron Cruden per esempio legge, mentre Coles si rilassa assieme ai compagni: &#8220;Per me è importante passare il mio tempo libero fuori dall&#8217;hotel e possibilmente con i miei amici. Per esempio qui a Roma siamo andati in giro, abbiamo visitato i luoghi più importanti della città. Abbiamo la fortuna di viaggiare in posti importanti e sarebbe un peccato perdere l’occasione di fare il turista&#8221;.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>In chiusura, una sguardo ad un futuro che si preannuncia roseo in ottica Rugby World Cup 2019 e Super Rugby. &#8220;Ho iniziato a giocare a certi livelli a 19 anni ed ho sempre preso una stagione alla volta. Ho sicuramente degli obbiettivi come possono essere i Mondiali ma al momento non ho un vero piano a lungo termine, non so dove sarò tra magari cinque o dieci anni. Però non sono interessato ad andare all&#8217;estero: mi piace il rugby che gioco qui, mi piace giocare per gli Hurricanes e per gli All Blacks e al momento sono concentrato per essere il miglior tallonatore che scende in campo. <strong>Più in là arriveranno altri giocatori che saranno meglio di me e quindi mi faro da parte: è la natura del nostro lavoro, come ti ho detto non dura per sempre</strong>. Dopo il rugby mi vedo a casa, con la mia famiglia i miei bimbi. Magari aiuterò il mio club, darò la mia esperienza al rugby di base dove tutto è iniziato, ma di certo non credo di vedermi allenatore a livello professionale&#8221;.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Di Melita Martorana</strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2016/11/14/dane-coles-dallombra-di-hore-e-mealamu-a-miglior-tallonatore-del-mondo/">Dane Coles, dall&#8217;ombra di Hore e Mealamu a miglior tallonatore del mondo</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
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		<title>Un anno duro: &#8220;Il rugby sudafricano? Marcio, dalla testa ai piedi&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Roberto Avesani]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Oct 2016 07:02:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[The Rugby Championship]]></category>
		<category><![CDATA[Australia]]></category>
		<category><![CDATA[Championship]]></category>
		<category><![CDATA[Heineke Meyer]]></category>
		<category><![CDATA[Joel Stransky]]></category>
		<category><![CDATA[Mondiali]]></category>
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		<category><![CDATA[Sudafrica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La durissima accusa di Joel Stransky: se il sistema è debole, il giocatore si indebolisce</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Dalla semifinale della Rugby World Cup del 2015, giocata a testa alta con gli invincibili All Blacks, il rugby sudafricano ha conosciuto una forte involuzione: l&#8217;esonero di Heyneke Meyer due vittorie sofferte e una sconfitta nella serie contro l&#8217;Irlanda a giugno e terzo posto con due vittorie e quattro sconfitte nel Rugby Championship. Al di là dei risultati, a preoccupare è il gioco visto in campo, tra problemi in mediana (Steyn ha tolto le castagne del fuoco), questione quote nere in sede di convocazione e in generale la difficoltà di trovare un nuovo nucleo di senatori dopo l&#8217;addio dei vari du Plessis, Matfield, du Preez e Burger. <strong>E ora è arrivato il durissimo j&#8217;accuse di Joel Stransky</strong>, 22 caps in maglia Springboks dal 1993 e 1996 e, soprattutto, autore di tutti i punti nella finale contro gli All Blacks che ha consegnato la Rugby World Cup 1995 al Sudafrica.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&#8220;Il rugby sudafricano è marcio (<em>rotten</em>) dalla testa ai piedi &#8211; ha dichiarato alla <em>Reuters</em> &#8211; E&#8217; un problema che arriva da lontano e non riguarda solo il 2016 e l&#8217;alto livello, ma anche la base. I bambini che giocano nelle scuole non hanno le stesse skills rispetto ad altri paesi e nemmeno allenatori tanto preparati. Il sistema di educazione ha un ruolo importante in tutto ciò&#8221;. Risalendo la piramide ovale, c&#8217;è poi un problema si scollamento: <strong>&#8220;Le 14 Unions non lavorano avendo come obiettivo quello di far diventare gli Springboks la miglior squadra al mondo</strong>: pensano ai propri risultati nel Super Rugby e in Currie Cup&#8221;. E il fatto di avere sei squadre nel torneo principe dell&#8217;Emisfero Sud, a differenza delle cinque di Australia e Nuova Zelanda, disperde il talento con il risultato che molti scelgono la strada overseas: &#8220;<strong>Se sei in un sistema debole, diventi un giocatore debole</strong>. E ad essere sinceri, in alcuni casi abbiamo allenatori senza esperienza che guidano i nostri top team domestici&#8221;.</p>
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