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	<title>nazionale azzurra Archivi - On Rugby</title>
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	<description>365 rugby 360</description>
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		<title>Italia, Michele Lamaro: &#8220;Emozione fortissima, sarò un capitano di gesti più che di parole&#8221;</title>
		<link>https://www.onrugby.it/2021/11/05/italia-michele-lamaro-emozione-fortissima-saro-un-capitano-di-gesti-piu-che-di-parole/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Matteo Floccari]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Nov 2021 12:56:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La Nazionale]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Michele Lamaro]]></category>
		<category><![CDATA[nazionale azzurra]]></category>
		<category><![CDATA[Nazionale italiana]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il nuovo capitano azzurro ha parlato a poche ore dall'atteso debutto dell'Italia contro gli All Blacks (sabato alle 14.00, diretta su Sky e TV8)</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2021/11/05/italia-michele-lamaro-emozione-fortissima-saro-un-capitano-di-gesti-piu-che-di-parole/">Italia, Michele Lamaro: &#8220;Emozione fortissima, sarò un capitano di gesti più che di parole&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="western" align="left">A poche ore dal debutto come nuovo capitano dell’Italia, Michele Lamaro è intervenuto nella conferenza stampa pre-partita di Italia-Nuova Zelanda, gara d’apertura degli azzurri alle Autumn Nations Series (sabato, ore 14.00, diretta su Sky Sport Uno e TV8) che si giocherà in uno Stadio Olimpico nel quale sono annunciati circa 30.000 spettatori (su un totale di 50.000 biglietti che al momento possono essere venduti a causa delle limitazioni).</p>
<p class="western" align="left">Il terza linea romano del Benetton, scelto come nuovo leader dell’Italrugby del corso di Kieran Crowley, ha detto: “Un debutto come quello di domani mi regalerà emozioni incredibili. Cercheremo di sfidare gli All Blacks a viso aperto, ci siamo preparati bene e sono contento del lavoro fatto dalla squadra in queste due settimane. Basterà scendere in campo per sentire l’urlo del pubblico, dovrò essere bravo a gestire le emozioni”.</p>
<p align="left"><strong>Leggi anche: <a href="https://www.onrugby.it/2021/11/05/nuovo-sponsor-sulle-maglie-dellitalrugby-per-le-autumn-nations-series-2021/" target="_blank" rel="noopener">Nuovo sponsor sulle maglie dell&#8217;Italrugby per le Autumn Nation Series</a></strong></p>
<p class="western" align="left">Lamaro ha poi aggiunto come queste prime partite sotto il nuovo commissario tecnico serviranno per iniziare a prendere confidenza col gioco richiesto da Crowley e di come in settimana si sia parlato e pensato solo alla Nuova Zelanda: “Non sono state nominate ne Argentina ne Uruguay. A loro penseremo dopo, sarà importante crescere un passo alla volta ma farlo in maniera costante”.</p>
<p class="western" align="left">Il capitano dell’Italia, parlando del match di sabato: “Cerchiamo una partita dove mettere in atto le nostre idee di gioco e riprendiamo confidenza in difesa. Proveremo a metterli sotto pressione nel maggior numero possibile di situazioni, cercheremo di essere competitivi”.</p>
<p><strong>Leggi anche: <a href="https://www.onrugby.it/2021/11/04/italia-all-blacks-la-formazione-degli-azzurri-per-la-sfida-dellolimpico/" target="_blank" rel="noopener">La formazione dell’Italia per la sfida agli All Blacks</a></strong></p>
<p class="western" align="left">Intervenendo poi sul fatto di essere stato nominato capitano, e collegandosi al discorso fatto al gruppo azzurro in mattinata dal presidente federale Marzio Innocenti: “Negli ultimi anni ci sono state delle difficoltà per l’Italia, è innegabile. Cercheremo di riprenderci il rispetto lavorando duro sul campo, e questo di sabato è solo un primo passo del percorso che ci aspetta”.</p>
<p><strong>Leggi anche:</strong><a href="https://www.onrugby.it/2021/11/04/italia-all-blacks-la-formazione-della-nuova-zelanda-contro-gli-azzurri/" target="_blank" rel="noopener"><strong> Italia-All Blacks: la formazione della Nuova Zelanda contro gli Azzurri</strong></a></p>
<p class="western" align="left">Sul pre-partita: “Non ho preparato un discorso particolare da fare ai compagni. Sento la responsabilità di essere capitano, com’è giusto che sia. Io ci metterò sin da subito il massimo delle mie possibilità, cercherò di essere un leader in maniera spontanea. Per me più che le parole contano i gesti, l’impegno e la passione”.</p>
<p class="western" align="left">Michele Lamaro ha poi aggiunto: “Guardare la haka dal vivo sarà un sogno, cercheremo di fissare i nostri avversari negli occhi rispettando la loro tradizione. Dopo l’attenzione sarà sulla prestazione da mettere in campo”.</p>
<p><strong>Leggi anche: <a href="https://www.onrugby.it/2021/11/04/rugby-in-diretta-il-palinsesto-in-tv-e-streaming-dal-5-al-7-novembre/" target="_blank" rel="noopener">Rugby in diretta: il palinsesto in tv e streaming dal 5 al 7 novembre</a></strong></p>
<p class="western" align="left">Il terza linea azzurro ha poi aggiunto come l’head coach Kieran Crowley abbia in settimana puntato sul raccontare della mentalità degli All Blacks: “Per loro arrivare a quel livello rappresenta una soddisfazione enorme, faranno di tutto per provare a tenersi la maglia che gli è stata data per la sfida con l’Italia. Kieran, che è stato un All Black in passato, ci ha raccontato cosa rappresenti nella testa di un giocatore neozelandese vestire la divisa tutta nera”.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2021/11/05/italia-michele-lamaro-emozione-fortissima-saro-un-capitano-di-gesti-piu-che-di-parole/">Italia, Michele Lamaro: &#8220;Emozione fortissima, sarò un capitano di gesti più che di parole&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
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		<title>Avvicendamento in arrivo alla guida e nello staff della Nazionale italiana?</title>
		<link>https://www.onrugby.it/2021/04/10/avvicendamento-in-arrivo-alla-guida-e-nello-staff-della-nazionale-italiana/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 10 Apr 2021 13:38:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La Nazionale]]></category>
		<category><![CDATA[Franco Smith]]></category>
		<category><![CDATA[Kieran Crowley]]></category>
		<category><![CDATA[nazionale azzurra]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Stando ad alcune indiscrezioni potrebbero avvenire importanti cambiamenti nello staff tecnico degli azzurri</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2021/04/10/avvicendamento-in-arrivo-alla-guida-e-nello-staff-della-nazionale-italiana/">Avvicendamento in arrivo alla guida e nello staff della Nazionale italiana?</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Per ora sono solo voci, che si rincorrono da qualche giorno, ma che si fanno sempre più insistenti e sembrano trovare sempre più conferme. La guida della Nazionale italiana di rugby potrebbe cambiare nelle prossime settimane, con Kieran Crowley che sembra essere il favorito per prendere il posto di Franco Smith.</p>
<p>Una novità importante dopo che il sudafricano ha guidato gli azzurri nelle ultime due edizioni del Sei Nazioni, e un cambio anche ideologico con l&#8217;arrivo del neozelandese. Crowley, Campione del Mondo nel 1987, arriverebbe a guidare l&#8217;Italia dopo la fine anticipata del suo rapporto con il Benetton, che terminerà ufficialmente alla conclusione della prossima Rainbow Cup.</p>
<p>Per l&#8217;attuale allenatore dei Leoni la stagione in corso non ha riservato grandi soddisfazioni, quantomeno nel Pro14, ma va ricordato come solo due anni fa i biancoverdi sono arrivati alla fase playoff del torneo celtico perdendo di misura al Thomond Park contro Munster.</p>
<p><strong>Leggi anche: <a href="https://www.onrugby.it/2021/04/08/fir-michele-signorini-nominato-direttore-e-segretario-generale/" target="_blank" rel="noopener">FIR, Michele Signorini nominato Segretario e Direttore Generale</a></strong></p>
<p>Non sarebbe questa l&#8217;unica novità, stando sempre alle voci, che riguarda la Nazionale italiana: sembra che il solo Marius Goosen possa essere confermato nello staff tecnico alla guida della difesa, mentre Alessandro Troncon e Giampiero De Carli potrebbero essere in uscita. Il volto nuovo porta all&#8217;indirizzo di Andrea Moretti, attualmente impegnato come allenatore degli avanti delle Zebre.</p>
<p><strong>Leggi anche: <a href="https://www.onrugby.it/2021/04/10/fir-le-prime-decisioni-del-nuovo-consiglio-federale/" target="_blank" rel="noopener">Le prime decisioni ufficiali del nuovo consiglio federale</a></strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2021/04/10/avvicendamento-in-arrivo-alla-guida-e-nello-staff-della-nazionale-italiana/">Avvicendamento in arrivo alla guida e nello staff della Nazionale italiana?</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
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		<title>Jake Polledri dovrà operarsi chirurgicamente al ginocchio</title>
		<link>https://www.onrugby.it/2020/11/18/jake-polledri-dovra-operarsi-chirurgicamente-al-ginocchio/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Matteo Floccari]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Nov 2020 08:03:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Rugby Azzurro]]></category>
		<category><![CDATA[Jake Polledri]]></category>
		<category><![CDATA[nazionale azzurra]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il forte terza linea azzurro rimarrà fuori per alcuni mesi dopo l'infortunio riportato contro la Scozia</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2020/11/18/jake-polledri-dovra-operarsi-chirurgicamente-al-ginocchio/">Jake Polledri dovrà operarsi chirurgicamente al ginocchio</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La situazione di Jake Polledri, vista anche con gli occhi di Gloucester, è tutt’altro che buona. Il terza centro azzurro infatti dovrà sottoporsi a un intervento chirurgico ai legamenti del ginocchio destro, infortunatosi a Firenze nella sfida contro la Scozia valida per la Autumn Nations Cup. Un danno serio che, se il Sei Nazioni rimanesse nella sua collocazione originale, vedrebbe lo stesso Polledri tagliato fuori. Dopo i primi esami sostenuti con lo staff della Nazionale italiana, l’azzurro era poi volato in Inghilterra per rapportarsi col il suo club.</p>
<p><strong>Guarda anche: <a href="https://www.onrugby.it/2020/11/13/autumn-nations-cup-il-simpatico-promo-con-nigel-owens-e-jake-polledri/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Il simpatico spot della Autumn Nations Cup con Polledri e Nigel Owens</a></strong></p>
<p>Le notizie purtroppo hanno confermato la gravità della situazione, e ne ha parlato anche l’head coach di Gloucester George Skivington: “Jake dovrà restare fermo per almeno sei mesi. Stiamo analizzando al meglio i rapporti degli esami che ha fatto, poi verrà operato ma sono sicuro che tornerà più forte di prima. È un enorme dispiacere, perché lui aveva lavorato tantissimo per crescere nel suo gioco. Polledri è un elemento chiave del nostro futuro, ora dobbiamo valutare se ingaggiare qualcun altro al suo posto”. Anche il nuovo capitano dei cherry &amp; whites Lewis Ludlam ha sottolineato la durezza del colpo ricevuto dalla squadra inglese: “Davvero grave perdere Jake, gli ho parlato nella giornata di domenica per rassicurarlo, perché anche io ho avuto un problema serio al ginocchio. Rientrare sarà lunga ma si può assolutamente recuperare, e anche se abbiamo tanto talento in terza linea lui ci mancherà”.</p>
<p><strong>Guarda anche: <a href="https://www.onrugby.it/2020/09/16/lincredibile-meta-di-jake-polledri-con-gloucester/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Una delle più belle mete della scorsa Premiership è firmata dall&#8217;azzurro</a></strong></p>
<p>Infine, va sottolineato come non sia certo il momento più fortunato per Gloucester, che ha perso anche il mediano di mischia Willi Heinz. Per lui la causa dello stop è un infortunio al polpaccio rimediato in allenamento con la Nazionale inglese, e il tempo di recupero è stimato in un mese. Questo venerdì però inizia la nuova Premiership, dunque serve riassettarsi.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2020/11/18/jake-polledri-dovra-operarsi-chirurgicamente-al-ginocchio/">Jake Polledri dovrà operarsi chirurgicamente al ginocchio</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
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		<item>
		<title>Italia, Marco Lazzaroni: &#8220;Vogliamo riconquistare il rispetto delle rivali. Questi raduni particolari hanno aiutato la costruzione del gruppo&#8221;</title>
		<link>https://www.onrugby.it/2020/11/07/italia-marco-lazzaroni-vogliamo-riconquistare-il-rispetto-delle-rivali-questi-raduni-particolari-hanno-aiutato-la-costruzione-del-gruppo/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Matteo Viscardi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 07 Nov 2020 07:49:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La Nazionale]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Marco Lazzaroni]]></category>
		<category><![CDATA[nazionale azzurra]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il seconda linea azzurro ha parlato con OnRugby, in vista del ritorno al lavoro in preparazione dell'Autumn Nations Cup</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2020/11/07/italia-marco-lazzaroni-vogliamo-riconquistare-il-rispetto-delle-rivali-questi-raduni-particolari-hanno-aiutato-la-costruzione-del-gruppo/">Italia, Marco Lazzaroni: &#8220;Vogliamo riconquistare il rispetto delle rivali. Questi raduni particolari hanno aiutato la costruzione del gruppo&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Tra i <a href="https://www.onrugby.it/2020/11/03/italia-30-convocati-per-la-autumn-nations-cup/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">30 azzurri tornati a lavorare</a> giovedì nel raduno di Roma in vista dell&#8217;Autumn Nations Cup (<a href="https://www.onrugby.it/2020/09/10/autumn-nations-cup-il-calendario-completo/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">qui il calendario completo</a>), Marco Lazzaroni, seconda linea friulana del Benetton Rugby, è stato uno dei migliori elementi nella sfida di sabato all&#8217;Olimpico (&#8220;Stranissimo senza pubblico ad accompagnarti negli 80&#8242;, con un&#8217;esultanza per ogni piccola vittoria nel gioco, o con un tono deluso per una meta concessa. Manca una parte non banale del gioco&#8221;) contro l&#8217;Inghilterra, nell&#8217;ultima giornata del Sei Nazioni 2020, persa dall&#8217;Italia 5-34, con tanti errori e poco efficacia in attacco, ma con un&#8217;attitudine decisamente migliore a quella vista a Dublino, 7 giorni prima. La sua fisicità, declinata in varie fasi del gioco con grande continuità, si è rivelata vitale per il pack azzurro, ma non ditegli che abbia fatto una buona partita, da buon autocritico, sempre alla ricerca dei dettagli da mettere a posto.</p>
<p>&#8220;Onestamente, dopo aver rivisto diverse volte entrambe le partite, non mi pare ci siano state grandissime differenze nelle mie due performance. Non credo di aver fatto così male a Dublino, così come non credo di aver fatto una partite super contro l&#8217;Inghilterra. Sicuramente migliore, sì, ma non così differente, anzi. Forse, semplicemente, tutta la squadra ha fatto una prestazione di un livello superiore, e questo ha &#8216;aiutato&#8217; ogni singolo. Nel rugby difficilmente giocherai benissimo in una squadra che fa male, e viceversa&#8221;; ha spiegato, umilmente, Marco Lazzaroni ad <em>OnRugby</em>, prima di analizzare cosa ha funzionato, e cosa meno nel corso del match romano.</p>
<p>&#8220;Abbiamo mostrato carattere, abbiamo messo il primo mattoncino per riguadagnarci il rispetto della platea internazionale. Troppo spesso, negli ultimi anni, le squadre che ci hanno affrontato hanno mostrato poco &#8216;timore&#8217; nei nostri confronti&#8221;, ha dettagliato il classe &#8217;95 friulano.</p>
<p>&#8220;Lo scorso weekend, tutti assieme abbiamo deciso che non fosse più accettabile &#8216;non farsi rispettare&#8217; sotto il profilo dell&#8217;energia, cercando di lottare strenuamente su ogni situazione e di farlo uniti, non sfilacciati come può capitare quando le cose vanno male. La reazione c&#8217;è stata, e ci ha reso orgogliosi, oltre che più confidenti di poter competere a questo livello. Ora serve aggiungere altro, tanto altro. Abbiamo riguardato nel dettaglio la partita, lavorando sui vari errori tattici commessi, alcuni da matita blu. In queste settimane ci siamo concentrati su alcune aree, mentre su altre &#8211; per ovvi motivi di tempo -, dobbiamo ancora aggiustare diverse cose&#8221;, ha proseguito il Leone, evidenziando comunque la sua soddisfazione.</p>
<p>&#8220;Su una cosa voglio essere franco: gli errori, anche quelli più gravi, si possono eliminare o per lo meno limitare, a patto ci sia la giusta attitudine, in campo e palestra &#8211; tra partite ed allenamenti &#8211; e nel resto della settimana. Senza quella, invece, non vale nemmeno la pena provarci&#8221;, ha sentenziato Lazzaroni.</p>
<p><em><strong>Raduno duro, ma dai lati sorprendentemente positivi</strong></em></p>
<p>&#8220;I primi sono stati giorni particolari, molto duri a livello mentale. Siamo stati lontani dagli affetti per tre settimane, con l&#8217;attenzione che doveva (e dovrà) sempre essere massima sui comportamenti da tenere per evitare problemi sanitari, il tutto reso ancor più strano anche da quel pizzico d&#8217;ansia legato agli esiti dei tamponi a cui si è sottoposti&#8221;, ha spiegato Marco Lazzaroni, dando una chiave di lettura molto positiva a quanto è accaduto.</p>
<p>&#8220;Dopo un poco di difficoltà iniziale, però, c&#8217;è stata grande disponibilità da parte di tutti nel vivere assieme, in modo propositivo questi giorni. Forse, abbiamo lavorato bene sul gruppo come non mai. Ci sono state splendide serate di condivisione, tra giochi e chiacchiere. Ci siamo divertiti e ci siamo conosciuti molto più in profondità, anche fuori dal campo. Difficilmente è successo in ritiri &#8216;normali&#8217;.</p>
<p>Bastano anche piccole cose per farti scattare la scintilla giusta. Ad esempio, un  semplice torneo di calcio-tennis , come quello che abbiamo organizzato una sera, e che ha animato il gruppo in maniera super. Tutti lì, assieme, chi a giocare e chi a tifare. Abbiamo trovato grande sintonia collettiva, e credo si sia visto sabato. Abbiamo giocato molto di più l&#8217;uno per l&#8217;altro.</p>
<p>Poi, per la cronaca, vi regalo anche qualche dettaglio sul torneo (sorride, ndr): la coppia Polledri-Ceccarelli, nonostante siano entrambi avanti, era letteralmente scatenata. Ha raggiunto la finale e ha sfiorato addirittura il successo, contro Canna-Zanon, due che il piede invece lo usano abitualmente&#8221;.</p>
<p><em><strong>Il rapporto con Conor O&#8217;Shea</strong></em></p>
<p>A proposito di rapporti, Marco Lazzaroni è tornato anche su quello non eccezionale avuto con il precedente allenatore Conor O&#8217;Shea, con il quale il feeling non è mai realmente sbocciato.</p>
<p>&#8220;I primi anni li ho vissuti veramente male. Davo il 150% di me stesso con l&#8217;obiettivo della Nazionale, ma non ero molto considerato e vivevo in modo super negativo questa situazione &#8211; soprattutto quando magari pensavo di aver fatto stagioni migliori di altri convocati -, anche perché non sempre dava delle spiegazioni chiare sulle scelte. Poi, con il passare del tempo, mi sono accorto che non aveva senso soffrire per questa cosa. Una convocazione dipende anche da te, ma mai solo da te. Quindi mi son detto che non aveva senso restarci male o patirne. Ho iniziato a pensare esclusivamente alle cose in mio controllo, a lavorare al 150% per me e per il mio club, senza pensare ad altro. Un atteggiamento che ho mantenuto anche quando c&#8217;è stato il cambio di guida tecnica in azzurro. Ho dato il massimo a Treviso, in attesa delle scelte di Franco. Le convocazioni e gli attestati di stima come le titolarità sono sicuramente piccole gratificazioni per quanto fatto sin qui nella mia carriera, ma se sino ad ora ho lavorato x, per confermarmi a questi livelli e migliorare servirà aumentare ulteriormente il tasso di lavoro&#8221;, ha dettagliato il seconda linea azzurra, indicandoci con enfasi un suo esempio da seguire, sotto questo importante profilo.</p>
<p>&#8220;Ho avuto la fortuna di vivere qualche anno sportivo assieme ad Alessandro Zanni, un punto di riferimento per me, in tal senso. Una persona che lavorava sempre di più, e sempre meglio, anno dopo anno, nonostante una carriera gloriosa&#8221;.</p>
<p><strong><em>Esempio per i più giovani</em></strong></p>
<p>Un totem, una leggenda, da seguire e di cui, possibilmente, provare a prendere posto e responsabilità. Onori ed oneri. &#8220;Spero di poter rappresentare qualcosa di simile, per etica ed energia, in futuro, agli occhi dei più giovani. Abbiamo in squadra, sia qua che a Treviso, tanti giovani di qualità, che si sono affacciati a standard molto alti anche con buona attitudine ma anche quella giusta dose di personalità. In questi mesi hanno dimostrato di sapersi prendere sulle spalle, peraltro con costrutto, delle responsabilità non banali&#8221;, ha chiarito Lazzaroni, prima di esprimere un auspicio non banale.</p>
<p>&#8220;L&#8217;augurio è che riescano a mantenersi su questa rotta, mantenendo lo straordinario focus attuale che hanno sul rugby. Soprattutto da giovanissimi, non è facile mantenere sempre la retta via. Ci vuole un attimo a passare da &#8216;quello con personalità&#8217; a &#8216;quello arrogante&#8217;, di fatto, ed agli occhi della gente. Hanno comunque la possibilità di allenarsi vicino a gente che può dare un esempio eccezionale in tal senso, per il rugby e per la vita &#8211; ha continuato il ragazzo friulano -. Penso alla fortuna che ha in queste settimane Lucchesi, a stretto contatto con Leo Ghiraldini&#8221;.</p>
<p><em><strong>I nuovi obiettivi</strong></em></p>
<p>Con questa nuova linfa vitale, si ridisegnano anche i confini e gli obiettivi azzurri di Marco Lazzaroni nel breve e nel medio termine. &#8220;Vogliamo riconquistare il rispetto perduto. Un primo passettino, come detto in precedenza, lo abbiamo fatto contro l&#8217;Inghilterra, ma non basta: queste quattro partite di Autumn Nations Cup dovranno restituire un&#8217;immagine ben diversa dell&#8217;Italia, al mondo del rugby e soprattutto alle nostre avversarie.</p>
<p>Poi, ovviamente, si scende sempre in campo per vincere, contro tutti. Ma non potrebbe essere altrimenti. Però, l&#8217;obiettivo deve anche andare oltre il risultato in sé. Non sarà solo vincere o perdere una partita, ma anche il come, nel caso, a fare la differenza. La cosa fondamentale sarà ricostruire una credibilità agli occhi dei rivali e anche del nostro pubblico, che magari è venuta meno negli ultimi tempi al Sei Nazioni.</p>
<p>Se si parla di meri risultati, le prime due sfide contro Scozia (14 novembre) e Fiji (21 novembre), in casa, sono quelle maggiormente nel nostro mirino, perché le due più alla nostra portata, rispetto magari ad una Francia che è apparsa di livello stellare nella partita di sabato&#8221;.</p>
<p><strong>Matteo Viscardi</strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2020/11/07/italia-marco-lazzaroni-vogliamo-riconquistare-il-rispetto-delle-rivali-questi-raduni-particolari-hanno-aiutato-la-costruzione-del-gruppo/">Italia, Marco Lazzaroni: &#8220;Vogliamo riconquistare il rispetto delle rivali. Questi raduni particolari hanno aiutato la costruzione del gruppo&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
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		<title>Giampiero De Carli parla dell&#8217;inizio del raduno azzurro e dell&#8217;assenza di Ruzza</title>
		<link>https://www.onrugby.it/2020/10/12/giampiero-de-carli-sullinizio-del-raduno-azzurro-e-sullassenza-di-ruzza/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Matteo Floccari]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Oct 2020 12:01:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Rugby Azzurro]]></category>
		<category><![CDATA[Giampiero De Carli]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Maglia nazionale italiana rugby]]></category>
		<category><![CDATA[nazionale azzurra]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L'allenatore della mischia italiana ha fatto il punto della situazione all'avvio del lavoro in vista dei match autunnali</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2020/10/12/giampiero-de-carli-sullinizio-del-raduno-azzurro-e-sullassenza-di-ruzza/">Giampiero De Carli parla dell&#8217;inizio del raduno azzurro e dell&#8217;assenza di Ruzza</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Nella giornata di lunedì si è svolta una conferenza stampa virtuale dal raduno della Nazionale azzurra,<a href="https://www.onrugby.it/2020/10/11/italia-via-al-raduno-i-convocati-ed-i-temi-nella-bolla-romana/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"> da oggi in raduno a Roma per preparare i due recuperi del 6 Nazioni 2020</a> alla quale è intervenuto Giampiero De Carli. Sono 34 (più l’invitato Monty Ioane) i giocatori a disposizione dello staff tecnico azzurro che si allenano e alleneranno al centro di Preparazione Olimpica Giulio Onesti a Roma.</p>
<p><b>Cosa ha lasciato questo weekend appena trascorso? Tra la gagliarda partita di Treviso contro Leinster, e <a href="https://www.onrugby.it/2020/10/10/i-wasps-dominano-bristol-matteo-minozzi-con-meta-in-finale-di-premiership/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Minozzi che arriva da protagonista in finale di Premiership</a>, le sensazioni quali sono?</b></p>
<p>Sicuramente buone, ma al contempo c’è l’esigenza di lavorare. Il fatto che il Benetton abbia sfidato Ulster e Leinster ci ha fatto vedere come le squadre irlandesi siano al momento in ottima condizione. Il fatto di aver giocato i playoff del Pro14 e delle competizioni europee gli ha offerto un bel vantaggio, ma comunque ne abbiamo approfittato per studiare il loro modo di giocare. Su Minozzi si può solo provare orgoglio per quello che ha fatto e farà, avere un italiano in finale di Premiership non capita certo tutti i giorni.</p>
<p><b>Cos’avete notato maggiormente riguardo al gioco proposto dalle squadre irlandesi nelle ultime settimane?</b></p>
<p>La grande intensità, la voglia di essere sempre attivi e propositivi, avendo molto chiari i game plan. E poi il fatto che riescano a commettere pochissimi errori, stiamo lavorando per avvicinarci a questo concetto.</p>
<p><strong>Leggi anche: <a href="https://www.onrugby.it/2020/09/13/italia-il-calendario-completo-dellautunno-internazionale-per-gli-azzurri-del-rugby/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Il calendario azzurro per i recuperi del 6 Nazioni e l&#8217;Autumn Nations Cup</a></strong></p>
<p><b>A livello di staff tecnico che parametri userete per valutare l’autunno azzurro? Vi riterrete soddisfatti il 7 dicembre se?</b></p>
<p>Abbiamo bisogno, e voglia, di vincere delle partite. Chiaro, non sarà semplice e non contiamo di fare sei su sei (tra Torneo e Autumn Nations Cup), ma siamo fiduciosi di poter portare a casa dei risultati. <a href="https://www.onrugby.it/2020/10/11/bledisloe-cup-gli-highlights-di-all-blacks-v-australia/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Nella prima gara di Bledisloe Cup</a> in tanti si aspettavano un rotondo successo della Nuova Zelanda, e invece sappiamo com’è andata, dunque abbiamo l’obbligo di crederci.</p>
<p><b>Come ha ritrovato il pack dopo averlo visto a Parma nel raduno di inizio settembre?</b></p>
<p><strong>Leggi anche: <a href="https://www.onrugby.it/2020/10/11/pro14-gli-highlights-della-battaglia-tra-benetton-e-leinster/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Pro14, gli highlights della battaglia tra Benetton e Leinster</a></strong></p>
<p>Devo dire che a Parma abbiamo lavorato molto bene, è stato un modo importante di rimettersi in moto. Qui a Roma ci aspettiamo dei miglioramenti perché comunque i giocatori hanno iniziato la loro stagione con le franchigie, dove hanno avuto tanta concorrenza e si sono meritati i minuti in campo sudandoseli. Con questo tipo di competizione interna dunque pensiamo di partire da una buona base qui a Roma.</p>
<p><b><a href="https://www.onrugby.it/2020/10/07/italia-degli-anni-zero-i-giovani-talenti-scelti-da-smith-per-il-presente-degli-azzurri/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Avete scelto di chiamare diversi giovani, possibili esordienti</a>, reduci da un percorso con le Accademie e con la nazionale U20. C’è differenza rispetto a qualche anno fa riguardo il modo in cui si presentano in Nazionale maggiore?</b></p>
<p>Posso dire con certezza che questi ragazzi arrivano oggi con noi con grandissime qualità. Sia a livello di skills personali, sia per quanto riguarda la comprensione del lavoro e l’intensità dello stesso. Essere in queste condizioni a 19-20 anni è un ottimo biglietto da visita per il futuro, nonché una certificazione delle qualità del lavoro fatto con le Accademie. Per noi questo era, è e sarà, un modo vincente di creare dei giocatori che siano il più pronti possibile all’alto livello.</p>
<p><b>Cosa può dire della scelta di non convocare Federico Ruzza?</b></p>
<p>Il presupposto è che ora lui non c’è, ma non è assolutamente tagliato fuori dall’azzurro, anzi. Riguardo a questa scelta lo staff tecnico ha convocato i giocatori che riteneva migliori in questo momento. Come detto però per il futuro le porte sono assolutamente aperte.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2020/10/12/giampiero-de-carli-sullinizio-del-raduno-azzurro-e-sullassenza-di-ruzza/">Giampiero De Carli parla dell&#8217;inizio del raduno azzurro e dell&#8217;assenza di Ruzza</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
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		<title>Storia di una grande carriera. Alessandro Zanni si racconta a Onrugby (parte 2)</title>
		<link>https://www.onrugby.it/2020/04/10/storia-di-una-grande-carriera-alessandro-zanni-si-racconta-a-onrugby-parte-2/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Matteo Floccari]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Apr 2020 06:49:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La Nazionale]]></category>
		<category><![CDATA[Alessandro Zanni]]></category>
		<category><![CDATA[Benetton Treviso]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[nazionale azzurra]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le possibilità di andare a giocare all'estero e uno sguardo al futuro. Parole di un campione</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2020/04/10/storia-di-una-grande-carriera-alessandro-zanni-si-racconta-a-onrugby-parte-2/">Storia di una grande carriera. Alessandro Zanni si racconta a Onrugby (parte 2)</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Prosegue la nostra intervista con Alessandro Zanni, dopo la <a href="https://www.onrugby.it/2020/04/09/storia-di-una-grande-carriera-alessandro-zanni-si-racconta-a-onrugby/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">prima parte pubblicata ieri</a>. I pensieri di Alessandro Zanni su quello che serve maggiormente al rugby italiano, ma anche uno sguardo a quello che sarebbe potuto essere, con le offerte dall&#8217;estero che non sono mancate. Infine un pensiero al futuro, quando deciderà di chiudere definitivamente col rugby giocato. Rugby giocato che viene seguito e scandagliato con grande perizia da Zanni, conoscitore oltre che protagonista di ovalia.</p>
<p><strong>A parte la forza economica e il numero di tesserati cosa manca al rugby italiano per cercare di colmare il gap con le super-potenze di ovalia?</strong></p>
<p>“Credo che la cosa della quale abbiamo più bisogno sono i risultati, perché mettendo insieme una serie di prestazioni positive con le franchigie o con la Nazionale cresce la fiducia di tutti. Un aspetto che voglio sottolineare, e che a volte viene saltato, è che come proviamo a crescere noi si evolvono anche all’estero. Dal punto di vista del lavoro svolto sento che siamo sulla strada corretta, serve vincere con una certa consistenza”.</p>
<p><strong>Riprendendo la macchina del tempo e tornando al tuo passato, nel 2009 hai lasciato Calvisano dopo la decisione della società di scendere di categoria auto-retrocedendosi nell’allora Serie A2. Sei quindi andato a Treviso, dove giochi da 11 anni. Cosa ti ha fatto scegliere il biancoverde? Non avevi possibilità di andare all’estero in quel periodo?</strong></p>
<p>“Sinceramente no, dopo aver lasciato Calvisano non ho avuto proposte interessanti dall’estero. Quella di Treviso, vista a posteriori, è stata la scelta migliore e più corretta che potessi fare. Assieme a Calvisano e Viadana, Treviso era una delle società di più alto livello allora in Italia, e mi sono fatto convincere dall’ambiente e dalla cultura del lavoro che c’era e che c’è in biancoverde”.</p>
<p><strong>E nelle tante annate giocate a Treviso non c’è mai stato il pensiero o la possibilità di andare a giocare fuori dal nostro paese?</strong></p>
<p>“Si, teoricamente questa possibilità è esistita. Mi sono arrivate delle offerte importanti da squadre di alto livello della Premiership e del Top14 ma non si sono concretizzate. Una volta per mie motivazioni personali, l’altra per esigenze del club, e non se n’è fatto più nulla”.<br />
<strong>A posteriori, avresti voluto percorrere quella strada?</strong></p>
<p>“Il presupposto di questo discorsi è che non ho rimpianti per le scelte fatte. Pensandoci ora mi chiedo come sarebbe stato, mi avrebbe incuriosito vivere la cultura rugbystica che c’è in Inghilterra o in Francia, magari vestendo la maglia di uno dei loro grandi club. Però ripeto, sono contento delle scelte che ho fatto e di come si sia sviluppata la mia carriera”.</p>
<p><strong>Tu hai vissuto diversi periodi del rugby italiano, partendo da un piccolo club come Udine, passando per una fucina importante come Calvisano e finendo a Treviso in una delle società più importanti del nostro rugby. Cosa ti sentiresti di consigliare ad un ragazzo che magari, ispirandosi a te, sogna di rifare il tuo percorso?</strong></p>
<p>“Non esiste una risposta certa, ma sicuramente ci possono essere dei passaggi da rispettare. Credo che la crescita debba essere progressiva, serve impegno e passione in ogni cosa che si fa. Se poi ci sono qualità tecniche e umane, penso che ci sia per tutti la possibilità di essere visti e trovare spazio nell’alto livello. Il peggiore errore ritengo sia l’affrettare i tempi, senza aver la possibilità di sbagliare e di vivere un ambiente positivo”.</p>
<p><strong>Quale ritieni sia stata nella tua carriera la miglior partita di Alessandro Zanni e perché?</strong></p>
<p>“Faccio fatica a rispondere io, devono dire gli altri quale sia stata la mia miglior gara. Io posso citare quelle che mi hanno lasciato, a livello emotivo i ricordi più belli. In Nazionale direi le vittorie del 2011 contro la Francia e del<a href="https://www.onrugby.it/2013/03/16/sei-nazioni-2013-italia-irlanda/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"> 2013 contro l’Irlanda</a>. La prima perché fu totalmente inaspettata, nessuno credeva che potessimo battere quei Bleus, e invece vincemmo 22-21 nell’ultima partita giocata nel 6 Nazioni al Flaminio, che ritengo essere uno stadio perfetto per giocare a rugby, aveva un ambiente stupendo. La seconda la cito perché sembrava essere la vittoria della definitiva maturità:quel giorno dovevamo vincere e l’abbiamo fatto per 22-15, a differenza di altre volte non abbiamo fallito quando potevamo strappare un successo.<br />
Per quanto riguarda il discorso di Treviso invece ne ricordo quattro con enorme piacere: la vittoria contro Perpignan in Heineken Cup nel 2009 (9-8 a Monigo), lo Scudetto nel 2010 contro Viadana (16-12 al Plebiscito), l’esordio in Celtic League battendo gli Scarlets (34-28 il 4 settembre 2010) e per ultimo il successo ottenuto a Dublino contro Leinster nel 2018, su un campo dove normalmente nessuno porta a casa il successo noi ci siamo riusciti”.</p>
<p><strong>Chiudendo lo sguardo sulla tua carriera, hai dimostrato in infinite occasioni di essere un uomo serio, grande lavoratore e leader by example per natura. Di cosa sei più orgoglioso di tutto quello che hai fatto nella vita da rugbysta?</strong></p>
<p>“Il fatto di aver cercato di dare sempre il massimo in ogni momento, dall’allenamento alla partita, anche quando ero mezzo infortunato. Non sempre ci sono riuscito, perché è normale in uno sport come il nostro, ma sicuramente la voglia da parte mia non è mai mancata”.</p>
<p><strong>Hai un buon rapporto col rugby anche fuori dal campo, ma dove ti vedi da grande quando non sarà più il tempo di giocare?</strong></p>
<p>“Mi affascina l’aspetto della preparazione fisica nel nostro sport. Tutto quello che concerne il lavoro in palestra, sin dai tempi di Calvisano, mi è sempre piaciuto molto e voglio approfondirlo”.</p>
<p>Anche oggi vi regaliamo una breve carrellata con qualche istantanea della carriera di Alessandro Zanni. In particolare due scatti della storica vittoria sulla Francia del 2011 al Flaminio (in maglia bianca) e uno di un travolgente &#8220;robocop&#8221; che si libera di Rory Best nell&#8217;altrettanto storico 22 a 15 sull&#8217;Irlanda.</p>

<a href='https://www.onrugby.it/2020/04/10/storia-di-una-grande-carriera-alessandro-zanni-si-racconta-a-onrugby-parte-2/alessandro-zanni-scozia-italia-2009/'><img fetchpriority="high" decoding="async" width="850" height="567" src="https://www.onrugby.it/wp-content/uploads/2020/04/Alessandro-Zanni-Scozia-Italia-2009.jpg?x71421" class="attachment-full size-full" alt="" srcset="https://www.onrugby.it/wp-content/uploads/2020/04/Alessandro-Zanni-Scozia-Italia-2009.jpg 850w, https://www.onrugby.it/wp-content/uploads/2020/04/Alessandro-Zanni-Scozia-Italia-2009-230x153.jpg 230w, https://www.onrugby.it/wp-content/uploads/2020/04/Alessandro-Zanni-Scozia-Italia-2009-120x80.jpg 120w, https://www.onrugby.it/wp-content/uploads/2020/04/Alessandro-Zanni-Scozia-Italia-2009-400x267.jpg 400w" sizes="(max-width: 850px) 100vw, 850px" /></a>
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		<title>Storia di una grande carriera. Alessandro Zanni si racconta a Onrugby</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Matteo Floccari]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Apr 2020 07:40:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La Nazionale]]></category>
		<category><![CDATA[Alessandro Zanni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Una lunga chiacchierata che ripercorre quindici anni di uno dei talenti più fulgidi del rugby italiano</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2020/04/09/storia-di-una-grande-carriera-alessandro-zanni-si-racconta-a-onrugby/">Storia di una grande carriera. Alessandro Zanni si racconta a Onrugby</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Lavoro, rispetto, vocazione: potrebbero essere questi i primi tre termini che vengono in mente pensando alla carriera di Alessandro Zanni, centurione azzurro e colonna da 11 anni della mischia di Treviso. Nato a Udine il 31 gennaio 1984, Alessandro ha scoperto il rugby nella sua città arrivando a debuttare in Serie A, quindi nel 2005 nel giro di pochi mesi arriva la chiamata di Calvisano, all’epoca Campione d’Italia in carica, e il debutto in Nazionale. Col passare degli anni, e delle partite, la sua aura cresce sempre di più, e al pari di pochi altri Zanni riesce ad attraversare tre lustri di rugby italiano, rimanendone praticamente sempre al vertice. Perché praticamente? Solo gli infortuni sono riusciti a fermarlo, ma dopo ogni stop il friulano è stato sempre in grado di tornare in campo, riguadagnandosi il rispetto e l’attenzione di tutti. 119 presenze con l’Italia, due Scudetti vinti (2008 e 2010), una marea di battaglie e di prestazioni decisive: in pochi come lui sanno veramente esprimere i valori del rugby.</p>
<p><strong>Alessandro Zanni, il tuo inizio di carriera è stato fulminante. Dopo una stagione a Udine in Serie A, nel 2005 approdi a Calvisano, dove rimarrai fino al 2009. Che ricordi hai di quel periodo e quanto è stato importante entrare in un gruppo composto da giocatori esperti come, De Carli, Vaccari, Griffen, Perugini e Zaffiri, ma anche da tanti giovani emergenti come Castrogiovanni, Ghiraldini, Nitoglia e Cittadini?</strong></p>
<p>“Avevo 21 anni, e com’è normale per un giovane vivevo tutto con grande entusiasmo. In quella squadra c’erano delle personalità molto forti come quelle che hai citato, giocatori che avevano scritto pagine importanti sia del Calvisano sia della Nazionale. Penso che il mix che c’era tra senatori e giovani affamati di ribalta come noi, si amalgamò perfettamente: loro ci hanno insegnato tanto sia dentro che fuori dal campo, ritengo sia stato decisivo per la mia crescita avere avuto modelli come quelli coi quali confrontarmi ogni giorno. Quel Calvisano aveva vinto lo Scudetto l’anno precedente (25-20 su Treviso), c’era una mentalità vincente ed eravamo in un contesto dove si lavorava molto bene con i giovani. Questo anche perché con Andrea Cavinato, allenatore di allora, avevamo fatto esperienza nelle nazionali under, dunque penso sia stato il contesto migliore dove potevo andare in quel periodo”.</p>
<p><strong>A pochi mesi dal tuo arrivo in giallonero hai subito avuto modo di entrare nel giro azzurro. Debutto da subentrato contro Tonga a Prato (al posto di Parisse al 22esimo del secondo tempo) il 12 novembre 2005, ancora dalla panchina contro l’Argentina una settimana dopo e infine titolare contro le <a href="https://www.onrugby.it/2013/11/15/amarcord-azzurro-italia-fiji-del-2005-la-neve/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Fiji a Monza nell’ultima partita dei test novembrini</a>. Come hai vissuto quel tuo primo mese in azzurro e l’esordio con quella che poi per altre 116 volte sarebbe stata la tua seconda pelle?</strong></p>
<p>“Innanzitutto dico che non ho mai preso così tanto freddo come nella partita con le Fiji sotto la neve, fu un match incredibile. In quella Nazionale trovai un gruppo che si stava rinnovando, con diversi dei miei compagni di club. Nel 2005 era da poco arrivato Pierre Berbizier come commissario tecnico, e dopo il tour estivo a novembre volle provare a inserire dei volti nuovi nel giro azzurro tra i quali rientravo anche io. Sin da subito mi sono sentito inserito nel gruppo che aveva al suo interno diversi senatori ma anche giocatori che poi sarebbero stati fondamentali nelle successive stagioni in azzurro: da Parisse a Castrogiovanni, fino a Masi”.</p>
<p><strong>Pensi che sia diverso l’atteggiamento dei giocatori azzurri oggi rispetto ai tempi del tuo esordio quando hai affiancato i campioni poco fa citati?</strong></p>
<p>“Più che un atteggiamento diverso, direi che è il rugby ad essere cambiato. I giocatori sono sempre più evoluti, rispetto a 15 anni fa è mutato moltissimo questo sport, che è stato portato all’esasperazione: l’alto livello ti chiede di essere al 100% dal punto di vista fisico, tecnico e mentale, per 80 minuti. Oggi in Nazionale ci sono giocatori nuovi che ritengo abbiano tante qualità, purtroppo quello che ci sta mancando maggiormente nell’ultimo periodo sono i risultati. Dico questo perché, negli allenamenti per preparare gli ultimi due Sei Nazioni, lo spirito è il medesimo che c’era prima, la voglia e la cattiveria agonistica non mancano di certo”.</p>
<p><strong>A proposito del recente passato, nel nuovo gruppo azzurro chi vedi come potenziale leader del futuro?</strong></p>
<p>“Penso che i prossimi esempi in Nazionale possano essere ragazzi come Federico Ruzza, Sebastian Negri e Jake Polledri. Tre giocatori che hanno enormi potenzialità e un atteggiamento molto importante”.</p>
<p><strong>Passiamo al futuro prossimo: la nostra Under 20 sta mettendo insieme buoni risultati ormai da qualche stagione tra Sei Nazioni e Mondiale di categoria. Cosa pensi della loro crescita?</strong></p>
<p>“Ho seguito le loro partite e sono convinto che, chi arriverà alla Nazionale maggiore, potrà fare bene. Li vedo molto pronti per il loro livello, se avranno il giusto processo di crescita potranno diventare importantissimi nel nostro futuro. Questo ci dice che la base del rugby italiano si è allargata: rispetto a quando io avevo 20 anni ci sono moltissimi giocatori di livello in più, significa che è stato fatto un buon lavoro nella loro formazione e i risultati sono lì a testimonianza di quello che sto dicendo. Il problema, se così vogliamo definirlo, è quello del passaggio che ora dovranno fare, che è uno dei più duri nel mondo del rugby, cioè affacciarsi al mondo professionista e performare anche qui ad alto livello. Sono comunque fiducioso, le due franchigie stanno inserendo diversi volti nuovi e la direzione presa sembra essere quella giusta”.</p>
<p><strong>Dal punto di vista tecnico invece, come è cambiato il rugby dal 2005 ad oggi in generale e nello specifico nel tuo ruolo (o forse dovremmo parlare di tuoi ruoli visto che da terza linea se poi diventato seconda)?</strong></p>
<p>“La differenza principale credo che stia nel fatto che oggi tutti i giocatori, in qualsiasi ruolo, hanno delle competenze specifiche di buon livello, cosa che non succedeva 15 anni fa ad esempio. Dai piloni all’estremo la specializzazione è aumentata in maniera esponenziale, così come la preparazione fisica, che è il secondo aspetto chiave per provare a capire i mutamenti. Nel rugby di oggi si cerca di aumentare sempre di più il tempo nel quale la palla è in gioco, e anche pochi minuti fanno grande differenza perché chiedono una consistenza sempre maggiore, senza la quale non si può che affondare”.</p>
<p><strong>Tra l’altro il Pro14 nel quale siete impegnati voi di Treviso e le Zebre è il campionato europeo col maggior tempo di gioco effettivo (come ha sottolineato anche Andrea Masi nell&#8217;<a href="https://www.onrugby.it/2020/04/07/andrea-masi-continuo-a-lavorare-da-casa-per-i-miei-ragazzi-e-per-i-prossimi-obbiettivi/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">ultima puntata della sua rubrica</a> qui su OnRugy) . Un bello stress test contro avversari di caratura internazionale.</strong></p>
<p>“Questo è un altro passaggio fondamentale nella crescita del nostro rugby. Si va verso quella direzione e dunque dobbiamo essere pronti a crescere nel rendimento in campo. È una differenza importantissima e molto rilevante rispetto al vecchio Super 10 o all’attuale Eccellenza, e questo è uno dei motivi per i quali ritengo importante la nostra presenza nell’attuale Pro14. Ogni settimana c’è la possibilità di confrontarsi con l’alto livello, una chance che non va mai sprecata ma della quale bisogna sempre approfittare”.</p>
<p><em>Domani pubblicheremo la seconda parte dell&#8217;intervista con Alessandro Zanni.</em></p>
<p>Qui sotto qualche immagine di Zanni nel periodo di Calvisano: in azione durante un match contro Viadana, in una pausa durante gli allenamenti con tra gli altri Persico, Cittadini e Ghiraldini (di spalle) e infine durante un placcaggio su Parisse nel match di Heineken Cup 2006 con lo Stade Francais. Qualche foto anche delle sue prime partite in azzurro: l&#8217;abbraccio con Scannavacca dopo la prima meta in Nazionale nel match col Canada a Fontanafredda e due immagini della vittoriosa partita con il Galles del Sei Nazioni 2007.</p>

<a href='https://www.onrugby.it/2020/04/09/storia-di-una-grande-carriera-alessandro-zanni-si-racconta-a-onrugby/alessandro-zanni-ph-s-pessina/'><img loading="lazy" decoding="async" width="850" height="567" src="https://www.onrugby.it/wp-content/uploads/2020/04/Alessandro-Zanni-ph.-S-Pessina.jpg?x71421" class="attachment-full size-full" alt="Alessandro Zanni" srcset="https://www.onrugby.it/wp-content/uploads/2020/04/Alessandro-Zanni-ph.-S-Pessina.jpg 850w, https://www.onrugby.it/wp-content/uploads/2020/04/Alessandro-Zanni-ph.-S-Pessina-230x153.jpg 230w, https://www.onrugby.it/wp-content/uploads/2020/04/Alessandro-Zanni-ph.-S-Pessina-120x80.jpg 120w, https://www.onrugby.it/wp-content/uploads/2020/04/Alessandro-Zanni-ph.-S-Pessina-400x267.jpg 400w" sizes="auto, (max-width: 850px) 100vw, 850px" /></a>
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		<title>Nazionale Italia Under 20: i convocati per il raduno di Brescia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Roberto Avesani]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 13 Oct 2016 16:02:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Emergenti – Nazionale U20]]></category>
		<category><![CDATA[azzurrini]]></category>
		<category><![CDATA[FIR]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[nazionale]]></category>
		<category><![CDATA[nazionale azzurra]]></category>
		<category><![CDATA[Under 20]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Gli Azzurrini terranno un allenamento congiunto con la Emergenti</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Lo staff tecnico della Nazionale Italia Under 20 ha annunciato la lista di 28 atleti convocati per il raduno in programma a Coccaglio (Brescia) da domenica 23 a mercoledì 26 ottobre. Gli Azzurrini dei coach Carlo Orlandi e Alessandro Troncon prenderanno parte ad un allenamento congiunto con la Nazionale Italiana Emergenti che si svolgerà martedì 25 ottobre presso il Peroni Stadium di Calvisano.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Italia Under 20</strong></p>
<p><strong>Piloni</strong><br />
Danilo FISCHETTI (Unione Rugby Capitolina)*<br />
Marco RICCIONI (Patarò Calvisano)<br />
Daniele RIMPELLI (Patarò Calvisano)*<br />
Giosuè ZILOCCHI (Sitav Rugby Lyons)*</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Tallonatori</strong><br />
Massimo CECILIANI (Delebio Rugby)*<br />
Alberto ROLLERO (Sitav Rugby Lyons)*</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Seconde linee</strong><br />
Giordano BALDINO (Mogliano Rugby)*<br />
Niccolò CANNONE (Florentia Rugby)*<br />
Daniel ORSO (Mogliano Rugby)<br />
Gabriele VENDITTI (S.S. Lazio Rugby 1927)*</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Flanker/n.8</strong><br />
Jacopo BIANCHI (Rugby Club I Medicei)*<br />
Nardo CASOLARI (S.S. Lazio Rugby 1927)<br />
Michele LAMARO (S.S. Lazio Rugby 1927)<br />
Giovanni LICATA (Miraglia Rugby)*<br />
Lorenzo MASSELLI (Sitav Rugby Lyons)</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Mediani di mischia</strong><br />
Emilio FUSCO (Stade Aurillacois)<br />
Charly Vincenzo Ernst TRUSSARDI (ASM Clermont Auvergne)</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Mediani d’apertura</strong><br />
Michelangelo BIONDELLI (FEMI-CZ Rovigo)*<br />
Antonio RIZZI (Mogliano Rubgy)*</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Centri/Ali/Estremi</strong><br />
Andrea BRONZINI (Rugby Viadana 1970)*<br />
Massimo CIOFFI (S.S. Lazio Rugby 1927)*<br />
Roberto DAL ZILIO (Patarò Calvisano)*<br />
Giovanni D&#8217;ONOFRIO (Rugby Benevento)*<br />
Peter Boris MOKOM (Rugby Viadana 1970)*<br />
Gabriele LEVERATTO (Rugby Cogoleto)*<br />
Dario SCHIABEL (Lafert San Donà)<br />
Ludovico VACCARI (UR Capitolina)*<br />
Marco ZANON (Mogliano Rugby)<br />
*è/è stato membro dell&#8217;Accademia FIR &#8220;Ivan Francescato&#8221;</p>
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		<title>Nazionale: Sergio Parisse dice sì al nome del nuovo ct dell&#8217;Italrugby</title>
		<link>https://www.onrugby.it/2015/12/10/sergio-parisse-il-futuro-personale-e-il-futuro-coach-dellitalia/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Roberto Avesani]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 Dec 2015 06:28:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La Nazionale]]></category>
		<category><![CDATA[Brunel]]></category>
		<category><![CDATA[Gavazzi]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[nazionale]]></category>
		<category><![CDATA[nazionale azzurra]]></category>
		<category><![CDATA[o'shea]]></category>
		<category><![CDATA[parisse]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Aggiornamento: il capitano azzurro via Facebook ha smentito alcun confronto con la FIR in merito al nuovo tecnico</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Da una parte c&#8217;è Sergio Parisse, che in un&#8217;intervista a <em>L&#8217;Equipe</em> dichiara: &#8220;So chi sarà il prossimo allenatore dell&#8217;Italia. Ho già parlato con lui&#8221;, anche se, come si legge sulla<em> Gazzetta dello Sport</em> che riprende l&#8217;intervista dei colleghi francesi, &#8220;il post-Brunel è quindi già delineato, e ben al di là del nome del ct. &#8211; l&#8217;irlandese Conor O&#8217;Shea &#8211; che il capitano azzurro non cita, per rispetto verso la scelta federale  di non ufficializzarlo prima della fine del Sei Nazioni&#8221; (vivrà a Sirmione, si legge). Dall&#8217;altra c&#8217;è il Presidente Gavazzi, che sempre sul quotidiano rosa rilascia le seguenti dichiarazioni: &#8220;Che sappia chi sarà il nuovo allenatore e che ci abbia già parlato lo dice lui. Quello che io so è che finora io non ho firmato contratti, e che in queste vicende contano i fatti, e non gli eventuali accordi verbali&#8221;. Di sicuro, prosegue il numero uno FIR, il nuovo coach avrà un contratto di quattro anni (Sei Nazioni 2017/Sei Nazioni 2020) e sarà prevista la possibilità di rescindere da entrambe le parti. Non solo, ma si legge che <strong>lo stesso Parisse avrebbe avuto un ruolo nella scelta di O&#8217;Shea</strong>, che ha avuto il placet del numero otto azzurro durante un incontro tra Parisse e Gavazzi a Parigi. Una situazione, se confermata, abbastanza anomala e che la dice lunga sull&#8217;importanza e sul peso non solo dentro il campo  del giocatore di La Plata.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Nell&#8217;articolo si legge poi che il capitano azzurro continuerà con la Nazionale almeno per altri due anni. &#8220;Tutto è impostato per giocare altri quattro anni al livello più alto&#8221;, ha dichiarato a <em>L&#8217;Equipe</em>, con una programmazione  mirata anche se <strong>dopo i prossimi due conteranno forma fisica e progetto per capire se puntare o meno al mondiale giapponese del 2019</strong>. In questo senso, al vaglio di Parisse vi sarebbe stato anche un dossier tecnico transitato per le mani di O&#8217;Shea e del responsabile dell&#8217;area tecnica Ascione. Anche per continuare in azzurro sarebbe stata fatta la scelta di prolungare con lo Stade Francais, che permette un minutaggio e un lavoro anche in chiave nazionale. Altri club come Tolone o Bath avrebbero dato maggiori vantaggi dal lato economico, ma diverse prospettive sull&#8217;utilizzo del giocatore.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>UPDATE ORE 18.50</strong>: dal proprio profilo Facebook Parisse ha affermato di non aver mai avuto contatti con il presunto nuovo tecnico dell&#8217;Italia, né tanto meno di essere stato interpellato dalla FIR in merito. Riportiamo di seguito il post nella sua interezza.<br />
<em>Alcune dovute precisazioni: In merito a quanto riportato da un giornale francese, voglio precisare di non aver mai affermato di aver avuto contatti con il presunto nuovo CT dell&#8217;Italia o di essere a conoscenza della sua identità, a tal motivo ho già provveduto a chiarirmi con il giornalista in questione e spero si sia trattato di un semplice malinteso. Inoltre ci tengo a precisare di non essere mai stato interpellato da FIR circa la scelta del nuovo CT. Mi rincresce constatare che queste dichiarazioni a me attribuite, e riprese dalla stampa italiana,abbiano portato a speculazioni sulla mia persona e sui miei rapporti con FIR. Il mio unico obiettivo è sempre stato ed è tuttora il campo ed il rugby giocato.</em></p>
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		<title>Speciale Rugby World Cup: le squadre – Italia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesca Lupoli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 May 2015 06:05:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[RWC 2015]]></category>
		<category><![CDATA[azzurri]]></category>
		<category><![CDATA[coppa del mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Coppa del Mondo 2015]]></category>
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		<category><![CDATA[nazionale azzurra]]></category>
		<category><![CDATA[Rugby World Cup]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Tutti numeri degli Azzurri alla Coppa del Mondo </p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2015/05/01/speciale-rugby-world-cup-le-squadre-italia/">Speciale Rugby World Cup: le squadre – Italia</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-88213" src="https://www.onrugby.it/wp-content/uploads/2015/04/italia-alla-RWC.jpg?x71421" alt="italia alla RWC" width="850" height="566" srcset="https://www.onrugby.it/wp-content/uploads/2015/04/italia-alla-RWC.jpg 850w, https://www.onrugby.it/wp-content/uploads/2015/04/italia-alla-RWC-120x80.jpg 120w, https://www.onrugby.it/wp-content/uploads/2015/04/italia-alla-RWC-230x153.jpg 230w, https://www.onrugby.it/wp-content/uploads/2015/04/italia-alla-RWC-400x267.jpg 400w" sizes="auto, (max-width: 850px) 100vw, 850px" /></p>
<p>Gli Azzurri hanno partecipato a tutte e sette le edizioni della Rugby World Cup senza mai riuscire a passare il turno eliminatorio. Eppure più volte i quarti sono stati sfiorati… <strong>Nella prima edizione del 1987 decisiva per determinare il passaggio del turno fu la classifica avulsa che premiò le Fiji a discapito di Italia e Argentina, quando tutte e tre le squadre erano appaiate a due punti</strong>. Nel 1991 un’ottima Italia batté gli Stati Uniti, ma cedette ad All Blacks e Inghilterra. <strong>Nel 1995 gli Azzurri riuscirono a sgominare l’Argentina</strong>, perdettero a testa alta contro l’Inghilterra, ma pagarono la netta sconfitta iniziale contro Western Samoa. Quella del 1999 è forse la peggiore spedizione mondiale delle nostra storia; uscimmo sonoramente battuti da Nuova Zelanda, Inghilterra e Tonga. <strong>Nelle ultime tre edizioni decisiva è stata l’ultima partita del girone</strong>: in Australia nel 2003 il Galles vinse 27-15, quattro anni più tardi in Francia, a Saint-Etienne, la Scozia ci beffò 18-16. Ironia della sorte, nel Sei Nazioni 2003 avevamo superato il Galles e nel 2007 la Scozia. All’ultimo Mondiale, a batterci fu l’Irlanda, di nuovo all’ultima decisiva partita, con il netto punteggio di 36-6.<br />
Nel video, riviviamo gli highlights della prima vittoria dell’Italia alla Coppa del Mondo, il 31 maggio 1987 contro le Fiji.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Rugby World Cup 1987: Italia-Fiji, highlights<br />
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<p>&nbsp;</p>
<p><strong>DIAMO I NUMERI: LA SQUADRA</strong><br />
<strong>In tutto gli Azzurri hanno disputato 24 match iridati, perdendone 15 e vincendone 9</strong>. I punti segnati sono stati 455, mentre quelli subiti 811, per una media di ben 33 punti concessi a partita. <strong>La vittoria più larga mai ottenuta è il 53-17 imposto alla Russia a Nelson nel 2011, nel match che segna anche il record di punti e di mete (9) in una singola partita mondiale dell’Italia</strong>. La peggiore sconfitta è anche una delle pagine più dure del rugby italiano e a scriverla con un indelebile inchiostro nero sono stati gli All Blacks che a Huddersfield, il 14 ottobre 1999, vinsero 101-3.<br />
Nel video la straordinaria prestazione della mischia azzurra nel 2011 contro la Russia.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Rugby World Cup 2011: la mischie ordinate di Italia-Russia<br />
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<p>&nbsp;</p>
<p><strong>DIAMO I NUMERI: I GIOCATORI</strong><br />
<strong>Il record di presenze è di Alessandro Troncon che, tra il 1995 e il 2007, è sceso in campo 14 volte alla Rugby World Cup</strong>. Ma attenzione perché l’ex mediano di mischia è tallonato da quattro giocatori che potrebbero superarlo al termine dei Mondiali 2015. Stiamo parlando di Castrogiovanni e Parisse, entrambi a quota 12, ma anche di Mauro Bergamasco e Andrea Masi, in terza posizione a 11, le stesse presenze di Gonzalo Canale. Parisse e Troncon sono anche in testa a pari merito nei captain cap, ovvero le partite iridate giocate da capitani, quattro a testa.<br />
Sul fronte anagrafico, <strong>l’attuale capitano della Nazionale segna un altro record: è infatti l’azzurro più giovane a essere sceso in campo ai Mondiali avendo esordito sul palcoscenico più prestigioso l’11 ottobre 2003 contro la Nuova Zelanda all’età di 20 anni e 29 giorni</strong>. All’altro estremo troviamo il terza linea Alessandro Bottacchiari che, a Dublino contro la Nuova Zelanda, ha collezionato l’unico cap iridato il 13 ottobre 1991 all’età di 35 anni e 339 giorni.<br />
<strong>Per quanto riguarda i punti, il record è di Diego Dominguez autore di 98 punti nei 9 match disputati tra il 1991 e il 1999</strong>. Il primato di mete spetta invece all’ala Marcello Cuttitta andato a segno 5 volte nelle 7 partite giocate tra il 1987 e il 1995; tutt’oggi è colui che ne ha segnate di più in maglia azzurra (25).<br />
Nei video, riviviamo tutte le sue marcature iridate.</p>
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<p>RWC 1987, Italia-Argentina: meta di Marcello Cuttitta<br />
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<p>&nbsp;</p>
<p>RWC 1987, Italia-Fiji: mete di Marcello Cuttitta, Cucchiella e Mascioletti<br />
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<p>&nbsp;</p>
<p>RWC 1991, Inghilterra-Italia: meta di Marcello Cuttitta<br />
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<p>&nbsp;</p>
<p>RWC 1991, Nuova Zelanda-Italia: meta di Marcello Cuttitta<br />
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<p>&nbsp;</p>
<p>RWC 1995, Italia-Western Samoa: meta di Marcello Cuttitta<br />
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<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>di Roberto Avesani</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Scopri le altre squadre del Torneo sino ad ora pubblicate: <a href="https://www.onrugby.it/2015/04/13/speciale-rugby-world-cup-le-squadre-inghilterra/" target="_blank">Inghilterra</a> &#8211; <a href="https://www.onrugby.it/2015/04/22/speciale-rugby-world-cup-le-squadre-nuova-zelanda/" target="_blank">Nuova Zelanda</a> &#8211; <a href="https://www.onrugby.it/2015/05/07/speciale-rugby-world-cup-le-squadre-argentina/" target="_blank">Argentina</a> &#8211; <a href="https://www.onrugby.it/2015/05/13/speciale-rugby-world-cup-le-squadre-australia/" target="_blank">Australia</a> &#8211; <a href="https://www.onrugby.it/2015/05/20/speciale-rugby-world-cup-le-squadre-galles/" target="_blank">Galles</a> &#8211; <a href="https://www.onrugby.it/2015/05/26/speciale-rugby-world-cup-le-squadre-francia/" target="_blank">Francia</a> &#8211; <a href="https://www.onrugby.it/2015/06/10/speciale-rugby-world-cup-2015-le-squadre-irlanda/" target="_blank">Irlanda</a> &#8211; <a href="https://www.onrugby.it/2015/06/19/speciale-rugby-world-cup-2015-le-squadre-scozia/" target="_blank">Scozia</a> &#8211; <a href="https://www.onrugby.it/2015/06/24/speciale-rugby-world-cup-2015-le-squadre-sudafrica/" target="_blank">Sudafrica</a> &#8211; <a href="https://www.onrugby.it/2015/06/30/speciale-rugby-world-cup-le-squadre-samoa/" target="_blank">Samoa</a> &#8211; <a href="https://www.onrugby.it/2015/07/07/speciale-rugby-world-cup-2015-le-squadre-fiji/" target="_blank">Fiji</a> &#8211; <a href="https://www.onrugby.it/2015/07/19/speciale-rwc-2015-le-squadre-romania-costa-davorio-georgia-e-giappone/" target="_blank">Romania, Costa d’Avorio, Georgia e Giappone</a></p>
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