<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Lions tour 2005 Archivi - On Rugby</title>
	<atom:link href="https://www.onrugby.it/tag/lions-tour-2005/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.onrugby.it/tag/lions-tour-2005/</link>
	<description>365 rugby 360</description>
	<lastBuildDate>Tue, 02 Jul 2019 15:02:25 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=7.0</generator>
<site xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">40654548</site>	<item>
		<title>La volta del Dan Carter one-man show</title>
		<link>https://www.onrugby.it/2019/07/02/la-volta-del-dan-carter-one-man-show/</link>
					<comments>https://www.onrugby.it/2019/07/02/la-volta-del-dan-carter-one-man-show/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenzo Calamai - OnRugby.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Jul 2019 15:02:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Terzo tempo]]></category>
		<category><![CDATA[all blacks]]></category>
		<category><![CDATA[Daniel Carter]]></category>
		<category><![CDATA[Lions tour 2005]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.onrugby.it/?p=178724</guid>

					<description><![CDATA[<p>Esattamente 14 anni fa, il 10 degli All Blacks giustiziava i Lions di Clive Woodward segnando 33 punti nel 48-18 di Wellington</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2019/07/02/la-volta-del-dan-carter-one-man-show/">La volta del Dan Carter one-man show</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Daniel William Carter, All Black numero 1034, sta vivendo il crepuscolo della propria carriera in Giappone, dove ha vinto l&#8217;ennesimo titolo della sua carriera nella scorsa stagione con i Kobelco Steelers.</p>
<p>E&#8217; il miglior marcatore della storia del rugby internazionale, ha vinto tre volte il premio di Giocatore dell&#8217;Anno, tre volte il Super Rugby con i Crusaders, nove volte il Rugby Championship (o TriNations, in precedenza), due volte il Top 14 francese e la Rugby World Cup, sebbene in ciascuna delle competizioni fosse infortunato in una delle trionfanti occasioni (nel 2006 si ruppe il tendine d&#8217;Achille a Perpignan, nel 2011 si infortunò durante la fase a gironi).</p>
<p>Oggi festeggia la ricorrenza della sua miglior prestazione con la maglia degli All Blacks: 14 anni fa, Carter decideva il secondo Test della serie contro i British &amp; Irish Lions con una performance devastante, suggellata da ben 33 dei 48 punti segnati dai suoi.</p>
<p>La partita chiudeva la serie, una delle più difficili di sempre della storia dei Lions, in cui i neozelandesi dimostrarono di essere nettamente più forti in tutto.</p>
<hr />
<p><center><iframe src="https://www.youtube.com/embed/UVhcslDFU3w" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe><br />
<em> Due mete, quattro trasformazioni, cinque calci di punizione </em></center></p>
<hr />
<p><strong>Il tour del 2005</strong></p>
<p>Dopo la vittoria inglese alla Rugby World Cup del 2003, le aspettative sulla trasferta in Nuova Zelanda dei Lions erano alte. A capo della spedizione c&#8217;era Bill Beaumont, ex capitano dell&#8217;Inghilterra e oggi presidente di World Rugby, mentre alla guida tecnica era stato scelto Clive Woodward, l&#8217;allenatore che aveva saputo portare l&#8217;Inghilterra ad essere la prima nazionale dell&#8217;emisfero nord a vincere una coppa del mondo.</p>
<p>La selezione dei giocatori da parte di Woodward si concentrò soprattutto sui giocatori inglesi, che il tecnico conosceva bene, trascurando un dettaglio fondamentale: dopo il mondiale vinto, tanti giocatori albionici erano usurati e spremuti nel corpo e nello spirito, e spesso nella fase discendente delle loro carriere. Jonny Wilkinson, Phil Vickery e Mike Tindall furono inseriti nella prima lista di 44 giocatori nonostante fossero infortunati al momento della selezione, Lawrence Dallaglio e Neil Back vennero chiamati a dispetto del loro ritiro dal rugby internazionale.</p>
<p>Il Sei Nazioni di quell&#8217;anno era stato vinto dal Galles, ma Woodward convocò solamente dieci giocatori dei Dragoni, a fronte di 20 inglesi, 11 irlandesi e 3 scozzesi. La fascia di capitano venne affidata a Brian O&#8217;Driscoll.</p>
<p>Il tour incominciava da Cardiff, dove al Millenium Stadium i Lions disputarono un <em>warm up test</em> contro l&#8217;Argentina, conclusosi con un 25-25 dove fu proprio Wilkinson, alla sua prima presenza internazionale dopo la finale della RWC 2003, a salvare baracca e burattini con un calcio di punizione nel recupero. I Pumas avevano dominato l&#8217;incontro, e i Lions avevano mostrato tutto il lavoro da fare.</p>
<p>Le partite di preparazione alla vera e propria serie contro gli All Blacks continuarono a testimoniare le difficoltà dei Lions, contro un&#8217;opposizione comunque di livello. Nonostante punteggi ravvicinati, però, solo i New Zealand Maori riuscirono a batterli.</p>
<hr />
<p><center><iframe src="https://www.youtube.com/embed/-S0KisjfBiE" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe><br />
<em>Vedi alla voce Sofferenza</em></center></p>
<hr />
<p><strong>Il primo Test</strong></p>
<p>Nel 2005 gli All Blacks avevano riguadagnato la prima posizione nel ranking mondiale, e nel novembre precedente avevano battuto Italia, Galles e Francia nel loro tour in Europa.</p>
<p>Il primo test cominciò con quello che sarebbe poi divenuto il momento simbolo del tour: Tana Umaga e Keven Mealamu ribaltarono, nell&#8217;atto di pulire una <em>ruck</em>, Brian O&#8217;Driscoll facendolo cadere malamente su una spalla e provocandogli una lussazione che lo costrinse ad abbandonare la serie prima che l&#8217;orologio della partita concludesse il suo secondo giro di lancette.</p>
<p>La partita si chiuse con il punteggio di 21-3. Un parziale pesante che rispecchiava la differenza di valori in campo, nella quale i Lions si scontrarono contro la forza della corazzata in nero. Per gli All Blacks segnarono Ali Williams e Sitiveni Sivivatu, mentre Carter aggiunse una trasformazione e tre punizioni.</p>
<p><strong>La partita pazzesca di Carter </strong></p>
<p>A Wellington, una settimana più tardi, gli All Blacks entrano in campo con una fiducia e una fame ancora più impressionanti: se nel primo test c&#8217;era stata prudenza e studio dell&#8217;avversario nelle prime fasi del match, adesso i neozelandesi hanno fiutato l&#8217;odore del sangue, e sanno di poter chiudere i conti.</p>
<p>Eppure, i Lions sembrano entrare in campo con un carattere diverso, segnando subito con Gareth Thomas, a cui sono stati affidati i gradi di capitano dopo la perdita di O&#8217;Driscoll.</p>
<p>Di lì a poco, però, sarebbe cominciato il Dan Carter show: dopo due calci di punizione messi a segno per accorciare le distanze, il numero 10 contrattaccò da un pallone di recupero, percorrendo tutto il campo prima di offrire il pallone a Tana Umaga per la prima meta dell&#8217;incontro.</p>
<hr />
<p><center><iframe src="https://www.youtube.com/embed/KF0s-qiMyLY" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe><br />
<em>Tutta la sintesi della partita, dalla haka guidata da Rico Gear a Tana Umaga che alza le braccia al cielo al fischio finale</em></center></p>
<hr />
<p>La meta ribaltò il <em>momentum</em> dell&#8217;incontro. Il primo tempo si chiuse sul 21-13, ma nella ripresa i Lions vennero spazzati via. Due punizioni, tre trasformazioni, due mete e una terza mancata per questione di centimetri e poi segnata da Richie McCaw: ecco i secondi quaranta minuti di Dan Carter, che nel frattempo aveva condito il tutto con placcaggi puntuali, ogni genere di calcio tattico e una organizzazione perfetta del reparto arretrato.</p>
<p>Alla fine della partita, chiusa sul 48-18, Carter divenne il giocatore ad aver inflitto il maggior numero di punti ai Lions e gli All Blacks registrarono il maggior numero di punti segnati ai Lions nella storia.</p>
<p>Qualche giorno dopo il <em>Guardian </em>titolava: <em>Dantastic, </em>chiedendosi se il 10 dei tuttineri fosse il miglior mediano di apertura di sempre e paragonandolo al Roger Federer del rugby.</p>
<p>La serie sarebbe poi finita con il 3 a 0 di Auckland, nel quale Carter riposò lasciano il palcoscenico a Luke McAlister nel 38-19 con cui gli All Blacks scrissero un pezzo della propria leggenda.</p>
<p><strong>Lorenzo Calamai</strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2019/07/02/la-volta-del-dan-carter-one-man-show/">La volta del Dan Carter one-man show</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.onrugby.it/2019/07/02/la-volta-del-dan-carter-one-man-show/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">178724</post-id>	</item>
	</channel>
</rss>

<!--
Performance optimized by W3 Total Cache. Learn more: https://www.boldgrid.com/w3-total-cache/?utm_source=w3tc&utm_medium=footer_comment&utm_campaign=free_plugin

Page Caching using Disk: Enhanced 
Database Caching 32/41 queries in 0.009 seconds using Disk

Served from: www.onrugby.it @ 2026-06-18 00:44:33 by W3 Total Cache
-->